A guardarlo da fuori questo dibattito è degno del teatro dell’assurdo di Ionesco e per fortuna a questo spettacolo assistono solo gli appassionati del genere.
Ma nei due congressi dei due partiti della FdS si discute di questo: è possibile un accordo di governo con il centrosinistra in caso di elezioni anticipate?
Non che dalle segreteria del centrosinistra venga una pressante richiesta a farlo con il sostegno delle masse popolari e della classe operaia, intendiamoci, ma di questo si discute nei ristretti circoli della sinistra extraparlamentare.
Ora, semplificando diciamo che mentre il Pdci dice che “non ci sono le condizioni oggi (!) per un accordo di governo” nel Prc si dice apertamente “mai più al governo con questo centrosinistra”.
Quindi entrambi dicono che a prescindere non si può (ora o anche in futuro) governare con il centrosinistra (ma si può fare nelle regioni che gestiscono l’80% delle politiche sociali).
Solo la terza gamba della FdS, quella del “Partito del Lavoro” di Salvi e Patta, usando semplicemente il buonsenso, sostiene di non avere “nessun complesso di colpa nel partecipare fin dall’inizio, con le proprie idee e proposte, alla costruzione politico-programmatica dell’alleanza. E’ alla fine del percorso, e non all’inizio, che si potranno valutare i risultati e trarne le decisioni conseguenti”.
Poi c’è da dire che il Pdci è comunque, giustamente, sospettato di governismo essendo nato nel ’98 proprio nel tentativo di salvare Prodi da Bertinotti ed infatti Diliberto in tutte le sue dichiarazioni si appella al Pd “perche’ sia il motore di una grande coalizione di centrosinistra, animata da spirito unitario e costruttivo, in grado di rispondere positivamente al ‘vento nuovo’ che s’e’ creato nel Paese con i referendum e le amministrative e che rischia di essere soffocato dai giochi, dai politicismi, dagli opportunismi del Palazzo”
Ma ufficialmente la maggioranza della FdS, mi par di capire, vuole solo un accordo elettorale utile a superare la soglia di sbarramento ed eleggere qualche deputato, ma anche ad attenuare almeno un po’ l’effetto del voto utile antiberlusconiano schierandosi, anche se in modo esterno, con il centrosinistra.
Poi però si chiede il confronto programmatico che non vedo perché il centrosinistra dovrebbe fare con chi non ha intenzione di governare.
C’è una ipocrisia di fondo in questa posizione incomprensibile ed invotabile ed è ora di svelarla.
Lo ha già fatto chiaramente Bersani, che sarebbe il garante di questo accordo esterno: “Dovremo prevedere un meccanismo di garanzia, di stabilità della maggioranza parlamentare che ci impegni reciprocamente” che tradotto significa che chi viene eletto nel centrosinistra si impegna a sostenere lealmente per tutta la legislatura quel governo.
Richiesta legittima visto che i deputati li eleggiamo solo perché il centrosinistra ci prende nelle coalizione.
E qui casca l’asino.
Se non possiamo governare perché sappiamo (a prescindere dal confronto programmatico) che le politiche del centrosinistra saranno sbagliate o antipopolari o in contrasto con i nostri valori, perché ci impegniamo a sostenere a prescindere il futuribile governo del centrosinistra?
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Ven, Nov 11, 2011
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