Sono nato a Treviso nel 67, mi sono perso sia il 68 che il 77, ma forse non è un dramma. Essere cresciuto negli agghiaccianti anni 80 è stato un vero e proprio corso di sopravvivenza.
Fin da bambino attratto dalla politica: quanti di voi sanno che partito votava la propria maestra?
Al liceo classico Canova inizia l’impegno studentesco, assieme al movimento punk e qualche sana fascinazione anarchica.
Poi arriva il momento di dedicarmi ad Amnesty International ed infine a 18 anni approdo a Democrazia Proletaria nella quale milito fino al suo scioglimento.
Nel 91 sono tra i fondatori di Rifondazione Comunista e ne divengo segretario provinciale e per quattro anni consigliere comunale a Treviso dove inizia l’opposizione al leghismo.
Intanto mi laureo in Sociologia del lavoro con una tesi sul sistema produttivo di Benetton. Nel 98, in occasione della rottura tra Bertinotti e Cossutta tento, senza successo, la costruzione di una posizione terza che impedisca la rottura ed alle elezioni comunali riusciamo comunque a tenere unita la sinistra trevigiana e quindi svolgo per altri quattro anni il consigliere comunale di opposizione.
Considerando la professionalizzazione della politica un pericolo, decido però di affiancare al mio impegno politico una carriera nel campo della formazione professionale per lavoratori e della progettazione formativa nel campo del sociale dove sperimento iniziative pilota di successo sul recupero delle donne vittime della tratta.
Intanto sono nati i Comunisti Italiani dei quali vengo nominato segretario regionale.
La scelta del PdCi è fin dall’inizio conseguente con il mio impegno per l’unità della sinistra e nel rapporto tra la politica ed i movimenti.
Per questo vengo eletto nella Direzione Nazionale del Partito per seguire proprio questi temi e, tra il 90 ed il 95, lavoro sui movimenti new global e pacifisti con le esperienze di Genova e Firenze, di Porto Alegre, Mombay, Cancun, Bamako arricchendo la mia esperienza politica ed umana.
Dalla fine del 2004 sono in Consiglio regionale dove assieme ai colleghi di Rifondazione e dei Verdi lavoriamo attivamente al progetto di unità a sinistra.
In Consiglio regionale mi occupo principalmente dei temi legati al lavoro, alla precarietà, alla tutela dei beni comuni, all’istruzione e formazione.
Nel 2008 sono candidato a sindaco a Treviso per la Sinistra Arcobaleno e, nel disastro complessivo della sinistra, riusciamo nuovamente ad entrare nel Consiglio comunale dove ora siedo in rappresentanza della sinstra.
Il comunismo per me rimane “il movimento reale che abolisce lo stato delle cose presenti”.
E di ingiustizie e violenze da abolire ne vediamo tutti i giorni troppe.
Per questo la politica per me è una passione cui non potrei rinunciare.



