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	<description>fare e pensare sinistra a nordest</description>
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		<title>I numeri della crisi ed il futuro del Veneto</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 10:09:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Atalmi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[gheddafi]]></category>
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		<description><![CDATA[
Il report di agosto di Veneto Lavoro fa il punto sui due anni di crisi che hanno investito la nostra regione e la provincia di Treviso.
Ed è un quadro a dir poco drammatico.
Il Prodotto Interno Lordo per l’anno prossimo sarà inferiore (e di molto) perfino di quello del 2007: un balzo indietro di 4 anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Ayuthaya; color: #e4397a;"><img class="alignright size-medium wp-image-1065" title="altan-crisi-e-stabilita" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2010/09/altan-crisi-e-stabilita-284x300.jpg" alt="altan-crisi-e-stabilita" width="284" height="300" /></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Ayuthaya; color: #e4397a;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Il report di agosto di Veneto Lavoro fa il punto sui due anni di crisi che hanno investito la nostra regione e la provincia di Treviso.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Ayuthaya; color: #e4397a;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Ed è un quadro a dir poco drammatico.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Ayuthaya; color: #e4397a;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Il Prodotto Interno Lordo per l’anno prossimo sarà inferiore (e di molto) perfino di quello del 2007: un balzo indietro di 4 anni per scendere a 117 mld.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Ayuthaya; color: #e4397a;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Tra il 2008 e il 2009 abbiamo perso 42.000 posti di lavoro e fino a metà del 2010 ne abbiamo persi altri 24.000.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Ayuthaya; color: #e4397a;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Nei due anni di crisi il saldo occupazionale tra i lavoratori dipendenti è stato nel primo anno -41,6% e nel secondo -24,3%.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Ayuthaya; color: #e4397a;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">La crisi ha avuto una dinamica impietosa falcidiando nel primo anno in prevalenza i maschi, il settore manifatturiero, i precari e gli stranieri, nel secondo anno di crisi sono cresciuti i licenziamenti tra chi aveva un contratto a tempo indeterminato, tra le donne, nei servizi e tra gli italiani.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Ayuthaya; color: #e4397a;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Le due provincie più colpite come è noto sono state Treviso e Vicenza.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Ayuthaya; color: #e4397a;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Questi numeri ci parlano di una crisi sistemica, larga e duratura.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Ayuthaya; color: #e4397a;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Dietro questi numeri ci sono persone e famiglie che piombano nella incertezza, nella disperazione.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Ayuthaya; color: #e4397a;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">E la politica come risponde?</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Ayuthaya; color: #e4397a;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Con qualche slogan privo di contenuto (e di risorse) come “prima i veneti” mentre intanto i Veneti sono i primi solo nelle liste di mobilità e di pignoramento delle case.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Ayuthaya; color: #e4397a;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Con tagli alle politiche sociali e del lavoro imposte da Tremonti alla nostra Regione nel silenzio assordante del leghisti.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Ayuthaya; color: #e4397a;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Con il teatrino romano delle leggi per salvare Berlusconi dai processi.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Ayuthaya; color: #e4397a;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Con il Ministero dello Sviluppo vacante da 4 mesi.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Ayuthaya; color: #e4397a;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Con il circo di Gheddafi e le sue hostess convertite a pagamento.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Ayuthaya; color: #e4397a;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Ci vorrebbe invece una politica di sviluppo che sostenga chi crea buona occupazione e non chi delocalizza dopo aver ottenuto generose risorse pubbliche.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Ayuthaya; color: #e4397a;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Ci vorrebbero invece ricerca, istruzione e formazione per rispondere alle sfide dell’economia globale e non essere costretti a far concorrenza ai paesi più poveri.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Ayuthaya; color: #e4397a;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Qualcuno vuole usare la crisi per farci tutti più soli e più poveri, invece da questa crisi si esce solo se il Veneto è capace di solidarietà e di guardare avanti.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Ayuthaya; color: #e4397a;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Ma per farlo servirebbe una classe politica capace di immaginare e costruire il futuro.</span></p>
<div><span style="letter-spacing: 0.0px;"><br />
</span></div>
<p class="akst_link"><a href="http://www.atalmi.it/?p=1064&amp;akst_action=share-this"  title="E-mail this, post to del.icio.us, etc." id="akst_link_1064" class="akst_share_link" rel="nofollow">Invia Articolo</a>
</p>]]></content:encoded>
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		<title>del Viagra per la sinistra!</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 10:33:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Atalmi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[viagra]]></category>

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		<description><![CDATA[
 Ma quando la smetterà la sinistra di discutere di leggi elettorali e  subaccordi di desistenza, di delirare di appoggi esterni “ma senza entrare  al governo eh”.
 Come se qualcuno ci avesse già votato e ci avesse invitato ad occupare  ministeri!!!
 La sinistra in questo paese è stata cancellata perché divisa ed impotente:  vogliamo mettercelo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px 'Al Bayan'; color: #4e29af;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1060" title="viagra" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2010/09/viagra-300x211.jpg" alt="viagra" width="300" height="211" /></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px 'Al Bayan'; color: #4e29af;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> Ma quando la smetterà la sinistra di discutere di leggi elettorali e  subaccordi di desistenza, di delirare di appoggi esterni “ma senza entrare  al governo eh”.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px 'Al Bayan'; color: #4e29af;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> Come se qualcuno ci avesse già votato e ci avesse invitato ad occupare  ministeri<strong>!!!</strong></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px 'Al Bayan'; color: #4e29af;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> La sinistra in questo paese è stata cancellata perché divisa ed impotente:  vogliamo mettercelo in testa?</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px 'Al Bayan'; color: #4e29af;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> Divisa per stare, astutamente, sotto le soglie di sbarramento alle politiche  ed alle europee.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px 'Al Bayan'; color: #4e29af;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> Impotente perché, quando è stata parte di una coalizione che ha vinto le  elezioni, ha perso tempo a litigare e dividersi invece di concentrarsi ed unire le forze sulle cose concrete da fare per i lavoratori ed i ceti popolari.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px 'Al Bayan'; color: #4e29af;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Ora tutti a dire che, sì, bisogna contribuire a battere il Caimano (ed è già un passo avanti rispetto ai deliri di chi teorizzava che centrodestra e centrosinistra sono la stessa cosa, do you remember Bertinotti?), ma no, non possiamo discutere di programmi, di proposte, insomma delle questioni che interessano a chi subisce questa devastante crisi e che, guarda caso, dovrebbero essere quelli che ci votano.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px 'Al Bayan'; color: #4e29af;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Sembra che vogliamo solo un piccolo diritto di tribuna, qualche seggio parlamentare, non troppi però eh ché magari non diventiamo determinanti&#8230;</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px 'Al Bayan'; color: #4e29af;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Che ne dite se diamo una dose extra di viagra a questa sinistra per uscire dall’impotenza?</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px 'Al Bayan'; color: #4e29af;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Se vogliamo che la gente riprenda fiducia nella sinistra (e nei comunisti) bisogna ricominciare a dire come vogliamo cambiare questo Paese, cosa proponiamo per uscire dalla crisi, come vogliamo difendere i lavoratori ed i giovani condannati alla precarietà.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px 'Al Bayan'; color: #4e29af;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Basta piagnistei su Udc e sistemi elettorali!</span></p>
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</p>]]></content:encoded>
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		<title>vecchi stronzi</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 09:14:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Atalmi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[caimano]]></category>
		<category><![CDATA[gheddafi]]></category>

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		<description><![CDATA[ Un vecchio e stronzo dittatore viene in italia.
 Pretende una corte di &#8220;hostess&#8221; ad attenderlo che per 70 euro accorrono a  sentirlo parlare a vanvera di Islam.
 Poi parla dei suoi affari con il Caimano ad un ricevimento a nostre spese da 800  invitati.
 Consiglia all&#8217;Europa di adottare l&#8217;Islam come religione.
 Fa shopping di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 13.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 13.0px 'Gill Sans'; color: #b72b5d;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1057" title="gheddafi" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2010/08/gheddafi4-300x199.jpg" alt="gheddafi" width="300" height="199" /> Un vecchio e stronzo dittatore viene in italia.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 13.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 13.0px 'Gill Sans'; color: #b72b5d;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> Pretende una corte di &#8220;hostess&#8221; ad attenderlo che per 70 euro accorrono a  sentirlo parlare a vanvera di Islam.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 13.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 13.0px 'Gill Sans'; color: #b72b5d;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> Poi parla dei suoi affari con il Caimano ad un ricevimento a nostre spese da 800  invitati.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 13.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 13.0px 'Gill Sans'; color: #b72b5d;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> Consiglia all&#8217;Europa di adottare l&#8217;Islam come religione.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 13.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 13.0px 'Gill Sans'; color: #b72b5d;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> Fa shopping di aziende e banche italiane.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 13.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 13.0px 'Gill Sans'; color: #b72b5d;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> Vietato fare domande sulla sorte dei migranti che lui per contratto ferma per noi.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 13.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 13.0px 'Gill Sans'; color: #b72b5d;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> Che Paese siamo?</span></p>
<p class="akst_link"><a href="http://www.atalmi.it/?p=1048&amp;akst_action=share-this"  title="E-mail this, post to del.icio.us, etc." id="akst_link_1048" class="akst_share_link" rel="nofollow">Invia Articolo</a>
</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>UNA sinistra contro la precarietà</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 15:16:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Atalmi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[precarietà]]></category>
		<category><![CDATA[salario]]></category>

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		<description><![CDATA[
Se vogliamo uscire dagli  elettoralismi, dal politicismo e  dai tatticismi dovremmo  cominciare a discutere di  quale potrebbe essere la  proposta della sinistra contro  la precarietà.
Innanzitutto dovremmo fare  un po’ di chiarezza tra le varie  forme di atipicità.
Proporre di distinguere la  flessibilità dalla precarietà, ed  entrambe dall’inserimento lavorativo.
Infine fare un discorso a parte per il lavoro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1044" title="flexibility" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2010/08/flexibility-298x300.jpg" alt="flexibility" width="298" height="300" /></p>
<p>Se vogliamo uscire dagli  elettoralismi, dal politicismo e  dai tatticismi dovremmo  cominciare a discutere di  quale potrebbe essere la  proposta della sinistra contro  la precarietà.</p>
<p>Innanzitutto dovremmo fare  un po’ di chiarezza tra le varie  forme di atipicità.</p>
<p>Proporre di distinguere la  flessibilità dalla precarietà, ed  entrambe dall’inserimento lavorativo.</p>
<p>Infine fare un discorso a parte per il lavoro parasubordinato travestito da lavoro autonomo.</p>
<p>Troppo spesso infatti si confondo le cose, spesso volontariamente per fare confusione.</p>
<p>Ma quello che vivono i giovani (ma anche gli adulti espulsi dai cicli produttivi) sulla loro pelle è disagio vero, che diviene esistenziale.</p>
<p>Ci sono due componenti da affrontare principalmente: quello del salario e quello dei diritti.</p>
<p>Io credo infatti che dovremmo cominciare a ragionare da qui perchè non sono tra coloro che ritengono si possa oggi prendere in giro i precari promettendo che cancelleremo tutte le forme atipiche di contratto e che saremo in grado di garantire a tutti un lavoro stabile.</p>
<p>Ritengo indecente prendere in giro chi vive sulla propria pelle la precarietà.</p>
<p>Certo un sistema di sviluppo che si basi così tanto su flessibilità e precarietà è un sistema debole.</p>
<p>Ma le trasformazioni del lavoro e della società sono così vaste  profonde che sarebbe ridicolo pensare di risolvere il tema della precarietà indicando modelli di sviluppo del passato, che sono di altre ere geologiche nella velocità frenetica di trasformazione (regressiva) del sistema liberista.</p>
<p>Per questo credo che dovremmo essere capaci di affrontare questo tema a partire non dalle fattispecie contrattuali o da improbabili interventi di economia pubblica, ma dalle conseguenze reali sui lavoratori e sulle lavoratrici delle condizioni flessibili e precarie del mondo del lavoro di oggi.</p>
<p>Salario e diritti appunto.</p>
<p>Ci piacerebbe intanto che su retribuzione e diritti segnassimo due principi che sembrano di elementare buon senso, ma che  in una situazione così compromessa, suonano quasi rivoluzionari.</p>
<p><strong>Il primo che il  lavoro flessibile in Italia non può costare al datore di lavoro meno del lavoro non flessibile.</strong></p>
<p><strong>Il secondo che i diritti del lavoratore prescindono dalla fattispecie contrattuale che gli viene applicata.</strong></p>
<p>Pensateci: basterebbero questi due assunti generali, per travolgere il sistema della precarietà che è costruito sulla compressione dei salari e sulla riduzione dei diritti.</p>
<p>Proviamo a svolgere questi due concetti ed avviare un confronto vero con chi con noi dovrebbe costruire l’alternativa al berlusconismo?</p>
<p>Anche con chi nel centrosinistra ha introiettato acriticamente il pensiero unico neoliberista, ma non può non riconoscerne i fallimenti?</p>
<p class="akst_link"><a href="http://www.atalmi.it/?p=1043&amp;akst_action=share-this"  title="E-mail this, post to del.icio.us, etc." id="akst_link_1043" class="akst_share_link" rel="nofollow">Invia Articolo</a>
</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>una sinistra che vuole fare non semplicemente esistere</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 10:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Atalmi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.atalmi.it/?p=1040</guid>
		<description><![CDATA[

Trovo veramente inutile la discussione se la FDS debba o meno stare in un futuro governo di centrosinistra.
Ma poi quale governo?
Quale centrosinistra?
Può succedere di tutto.
Si può votare in autunno, nella prossima primavera, come a scadenza naturale.
Potrebbe esserci una coalizione di centrosinistra, magari con a capo Vendola, come potrebbe esserci una specie di comitato di liberazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><img class="alignright size-full wp-image-1041" title="flessibilità" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2010/08/flessibilità.jpg" alt="flessibilità" width="193" height="250" /></p>
<div><span style="letter-spacing: 0.0px;"></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #b72b5d;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Trovo veramente inutile la discussione se la FDS debba o meno stare in un futuro governo di centrosinistra.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #b72b5d;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Ma poi quale governo?</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #b72b5d;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Quale centrosinistra?</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #b72b5d;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Può succedere di tutto.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #b72b5d;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Si può votare in autunno, nella prossima primavera, come a scadenza naturale.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #b72b5d;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Potrebbe esserci una coalizione di centrosinistra, magari con a capo Vendola, come potrebbe esserci una specie di comitato di liberazione nazionale di tutti contro il Caimano.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #b72b5d;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Insomma, discutere adesso se la FDS debba o no partecipare ad un esecutivo ed a una colazione che non ci sono mi sembra degno di una pièce di Ionesco.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #b72b5d;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Perché non parliamo delle nostre proposte?</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #b72b5d;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Io (e molti altri nella FDS) pensiamo che dovremmo dotarci di un profilo politico programmatico.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #b72b5d;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Che non è credibile che la Sinistra (io spero sempre infatti che SEL e FDS siano assieme alle elezioni) faccia parte di una coalizione solo per un accordo tecnico elettorale per rientrare in Parlamento.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #b72b5d;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Sarebbe ridicolo</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #b72b5d;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">La crisi pesantissima che stiamo vivendo la stanno pagando i lavoratori, i giovani condannati alla precarietà ed i ceti popolari e per questo la sinistra ha il dovere di avere delle proposte concrete per difenderli.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #b72b5d;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Non chiacchiere.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #b72b5d;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Insomma noi non vogliamo tornare in Parlamento per avere un po’ di visibilità e qualche soldo, ma perché vogliamo rappresentare nelle istituzioni il mondo dei lavoro e dei senza diritti e vogliamo lottare per loro.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #b72b5d;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">E dovremo farlo sapendo che i nostri possibili alleati di coalizione (sperando si fermi al Pd) hanno una impostazione liberista e una sudditanza ai noti poteri forti che è anche una delle cause della crisi che vive il Paese come anche una delle cause delle sconfitte del centrosinistra.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #b72b5d;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Per questo io vorrei esternarvi un timore.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #b72b5d;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Se dopodomani dovessimo decidere di partecipare ad una coalizione democratica per cacciare il Caimano, oltre a dire che vogliamo una nuova legge elettorale (peraltro qualcuno dovrebbe cominciare a dire quale), e che vogliamo una legge sul conflitto di interessi (che avremmo dovuto fare da tanto tempo, ci ricorderà più di qualche elettore incazzato), siamo anche in grado di avanzare delle proposte sul lavoro e la crisi con le quali fare prima un confronto con la coalizione, poi farne la nostra campagna elettorale, infine impegnarci davvero dal Parlamento a conseguirle come risultato?</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #b72b5d;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Non sono certo che siamo pronti.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #b72b5d;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Certo nei documenti congressuali della Federazione della Sinistra ci sono delle proposte interessanti, ed anche in quello di Sinistra Ecologia e Libertà.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #b72b5d;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Ma rischiano in gran parte di essere le nostre posizioni e proposte e la gente, secondo me, è un po’ stufa di una sinistra che enuncia principi ed atti di fede ma non porta a casa risultati concreti.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #b72b5d;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Siamo in grado, nella consapevolezza dei rapporti di forza esistenti nel Paese (come in Europa e nel mondo) di indicare delle soluzioni e delle proposte della sinistra per affrontare la crisi e difendere il mondo del lavoro?</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #b72b5d;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Io penso insomma che per la Sinistra il lavoro dovrebbe diventare quello che il federalismo è stato ed è per la Lega.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #b72b5d;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Intorno al lavoro ed ai diritti dobbiamo saper costruire una nostra proposta che non sia solo l’elenco delle leggi infami da cancellare, ma magari anche un elenco di nuove proposte e diritti nuovi, di idee di libertà e di sviluppo per una società più giusta e solidale. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #b72b5d;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Vogliamo cominciare a ragionarci collettivamente? </span></p>
<div><span style="letter-spacing: 0.0px;"><br />
</span></div>
<p></span></div>
<p class="akst_link"><a href="http://www.atalmi.it/?p=1040&amp;akst_action=share-this"  title="E-mail this, post to del.icio.us, etc." id="akst_link_1040" class="akst_share_link" rel="nofollow">Invia Articolo</a>
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		<title>movimenti sinistri</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Aug 2010 10:20:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Atalmi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[federazione della sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[manifesto]]></category>
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		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra ecologia e libertà]]></category>

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		<description><![CDATA[
C’è vita a sinistra?
In veneto parrebbe che qualcosa si muova
In questa estate piuttosto movimentata dalle parti di Roma, qualcuno si muove anche nei territori.
In questi giorni sono molto impegnato ad incontrare compagne e compagni della sinistra del veneto che da Padova a Venezia, da Vicenza a Treviso, voglio darsi da fare per salvare la sinistra
Feste [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #99234f;"><img class="alignright size-medium wp-image-1035" title="movimento" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2010/08/movimento2-300x208.jpg" alt="movimento" width="300" height="208" /></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #99234f;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">C’è vita a sinistra?</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #99234f;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">In veneto parrebbe che qualcosa si muova</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #99234f;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">In questa estate piuttosto movimentata dalle parti di Roma, qualcuno si muove anche nei territori.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #99234f;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">In questi giorni sono molto impegnato ad incontrare compagne e compagni della sinistra del veneto che da Padova a Venezia, da Vicenza a Treviso, voglio darsi da fare per salvare la sinistra</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #99234f;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Feste di Liberazione, della sinistra unita, della Fds, dei Comunisti italiani ospitano dibattiti sulla necessità di una sinistra unita per battere le destre e costruire l’alternativa.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #99234f;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Si comincia venerdiì 13 a Recoaro dove avrò modo di discuterne con il coordinatore regionale di SEL Dino Facchini e il consigliere regionale del Pd Fasoli.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #99234f;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Poi a fine agosto ci sarà la Festa di liberazione a Venezia, che aprirò con un dibattito assieme a Salvi ed al segretario regionale di Rifondazione, a settembre quella della Federazione della Sinistra a Marghera, poi ancora appuntamenti a Padova, Treviso, Este, Mira.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #99234f;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Sta crescendo una consapevolezza nuova della necessità di costruire una sinistra unita e forte per affrontare l&#8217;opposizione sociale alle destre nei nostri territori devastati dalla crisi, ma anche di essere pronti a possibili chiamate urgenti alle urne.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #99234f;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Circola anche, in bozza, un interessante “giuramento per l’unità” (perché di appelli ormai siamo tutti stanchi) di donne e uomini ovunque collocati a sinistra che intendono “attraversare” i congressi della sinistra in autunno con uno scopo non negoziabile: l’unità della sinistra.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #99234f;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Oggi Salvi, su il manifesto, parla finalmente di un accordo politico di legislatura tra la sinistra ed il Pd e non di un mero accordo tecnico elettorale.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #99234f;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Su questo segnalo sommessamente una cosa ben descritta da Sara Menafra sempre su il manifesto di oggi.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #99234f;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Se si andrà a votare con questa legge elettorale, come è molto probabile, diviene decisivo non sprecare un voto.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #99234f;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Alla Camera la soglia di sbarramento è del 2% per chi è in coalizione e del 4% per chi sta fuori. Al Senato dove si gioca la vera partita della possibile sconfitta del Caimano e del suo sodale Bossi la soglia e del 3% dentro la coalizione dell’8% fuori (e su base regionale per giunta)</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #99234f;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Chi rimane sotto la soglia regala LETTERALMENTE seggi e vittoria al Caimano.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #99234f;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">E’ chiaro?</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #99234f;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">lo dico ai miei della Federazione della Sinistra innanzitutto che è bene che comincino ad entrare nell’ordine delle idee che servirà una unità maggiore della FDS per non sprecare voti (in particolare al Senato) ma anche a SEL che non vorrei fosse ubriacata dai sondaggi contro i quali spesso poi si abbattono impietosamente le verità elettorali.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #99234f;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Ma lo dico anche a Grillo che con la sua discesa in campo fuori dagli schieramenti potrebbe essere il vero asso nella manica del Caimano.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #99234f;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Non spreco parole per i Rizzo e Ferrando perché loro se rivince il Caimano sono perfino contenti.</span></p>
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		<title>QUOUSQUE TANDEM BOSSI?</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 09:43:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Atalmi</dc:creator>
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 Per quanto ancora la Lega sarà fedele alleata e complice di  un Berlusconi ormai in caduta libera?
 Non passa giorno che Berlusconi non proclami la saldezza  della alleanza con Bossi, ma sembrano francamente più  scongiuri che altro.
 Per quanto ancora Bossi e la Lega potranno tenere in piedi il  Governo degli inquisiti, delle loggette [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #053178;"><img class="alignleft size-full wp-image-1030" title="bossi" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2010/08/bossi1.jpg" alt="bossi" width="214" height="299" /></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #053178;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> Per quanto ancora la Lega sarà fedele alleata e complice di  un Berlusconi ormai in caduta libera?</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #053178;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> Non passa giorno che Berlusconi non proclami la saldezza  della alleanza con Bossi, ma sembrano francamente più  scongiuri che altro.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #053178;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> Per quanto ancora Bossi e la Lega potranno tenere in piedi il  Governo degli inquisiti, delle loggette e della cricca?</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #053178;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> Un governo che invece di occuparsi della tragica crisi  economica che colpisce il nostro Paese ed il Veneto, si  occupa dei problemi processuali di Berlusconi.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #053178;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> Che continua a tagliare risorse alle regioni ed ai comuni,  anche a quelle con i conti a posto come il Veneto e i nostri  municipi.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #053178;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> Lo sappiamo fino a quando: fino al maggio dell’anno  prossimo quando dovrebbero esser votati tutti i decreti  delegati attuativi del federalismo.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #053178;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> Ma tutti sanno, Bossi e Tremonti per primi, che i soldi per  quel federalismo non ci sono (a meno di non continuare a proporre aria fritta senza cifre) perché bisognerebbe penalizzare pesantemente alcune regioni meridionali dove regnano sprechi ed il voto di scambio sull’assistenzialismo, cosa che un Berlusconi così debole non è comunque in grado di fare (sempre che ne abbia mai avuto veramente l’intenzione visti i voti che prende da quelle parti)</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #053178;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Quindi?</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #053178;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Alla Lega per quanto ancora conviene farsi trascinare nel burrone da un leader spento, che non può più garantire nulla, che almeno anagraficamente è comunque sulla via del tramonto?</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #053178;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Aspetteranno il maggio del 2011 o staccheranno la spina prima?</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Geneva; color: #053178;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Non sarebbe poi male se intanto qualcuno a sinistra, e qui al nord in particolare, si svegliasse e cominciasse a riconquistare palmo a palmo, casa per casa, fabbrichetta per fabrichetta, tra la gente che vive questa crisi, uno straccio di credibilità con un programma semplice che dica  che la crisi non possono pagarla i lavoratori,  i giovani precari, i piccoli artigiani e commercianti, quelli, insomma, che in questi anni hanno spinto la locomotiva del nordest e che ora qualcuno dalle parti di Milano, Roma e Palermo vorrebbe lasciare a piedi.</span></p>
<div><span style="letter-spacing: 0.0px;"><br />
</span></div>
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</p>]]></content:encoded>
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		<title>Liberare e federare la sinistra o suicidarla?</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 12:17:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Atalmi</dc:creator>
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Peccato che fossimo in pochi e che mancassero alcuni esterni alle quattro organizzazioni fondatrici, ma il dibattito sul documento congressuale della Federazione della Sinistra è stato interessante.
Cesare Salvi, il portavoce nazionale (nella foto a sinistra in mezzo a due loschi figuri), ha aperto i lavori con una presentazione dettagliata del documento, diciamo parecchio dettagliata&#8230; è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><br />
</span>
</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Peccato che fossimo in pochi e che mancassero alcuni esterni alle quattro organizzazioni fondatrici, ma il dibattito sul documento congressuale della Federazione della Sinistra è stato interessante.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1022" title="salvi ok" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2010/07/salvi-ok-150x150.jpg" alt="salvi ok" width="150" height="150" />Cesare Salvi</strong>, il portavoce nazionale (nella foto a sinistra in mezzo a due loschi figuri), ha aperto i lavori con una presentazione dettagliata del documento, diciamo parecchio dettagliata&#8230; è un professore universitario e si sente.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Ma Cesare è anche l’autore principale di questo documento e bisogna dire che si è speso molto per trovare i necessari punti di mediazione nel testo.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Arial; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Arial; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Arial; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Helvetica;">
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Helvetica;"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1013" title="trotsky" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2010/07/trotsky3-150x150.jpg" alt="trotsky" width="150" height="150" /><span style="font-family: Arial;">Subito è intervenuto per fortuna <strong>Bellotti </strong>(nella foto a destra) per dire che siamo tutti venduti, che le nostre posizioni sono quelle di Delors, che siamo lontani dal conflitto e che moriremo tutti.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Lo ha seguito a ruota <strong>Masella</strong>, abbronzato e incazzato, ponendo un sacco di domande sul perché in tutto il resto d’europa la sinistra cresce e da noi no, ma purtroppo si è dimenticato di darci le risposte. Ed ha concluso confermando che moriremo tutti.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Arial; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>Tripodi</strong> dalla calabria chiede che sia chiaro il profilo meridionalista della FDS e chiede di parlare di più di programmi e proposte e meno di formule elettorali.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>Fabio Amato</strong> ci racconta a atterrito di una festa della Federazione della Sinistra dove si parlava dell’esperienza della Repubblica popolare di Corea (del Nord ça va sans dire), e tutti in sala a chiedersi chi era il colpevole (qualcuno ha perfino indicato la Fgci del Veneto!!!), in realtà i colpevoli pare fossero i grassiani di Viareggio. Poi Fabio chiede si cominci a parlare con una voce sola e a innovare la politica.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>Alfio Nicotra</strong> fedele alla linea parla del partito sociale, dell’opposizione sociale, delle cene sociali, delle feste sociali, dei diritti sociali. Molto sociale.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>Pegolo</strong>, al solito, ci fa le pulci a tutti. Spiega che la colpa di tutti i mali della sinistra italiana è nella linea politica moderata della Cgil (eccerto invece vuoi mettere il conflitto sociale ed il radicamento della Fds!!!). Poi, tanto per non perdere l’abitudine, attacca Grassi sulle aperture a Vendola e a SEL e ci rassicura sul fatto che moriremo tutti.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Quello di <strong>Steri</strong> finalmente è il primo intervento che parla bene del nostro documento politico ed il primo che dimostra di aver letto quello di SEL ed invita, come da linea esserecomunistica, a valorizzare il processo unitario.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 13.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1020" title="incazzato" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2010/07/incazzato-150x150.jpg" alt="incazzato" width="150" height="150" />Poi intervengo<strong> io </strong>(nella foto a sinistra) e gli spiego, dai dei flussi elettorali alla mano, che i voti che abbiamo perso non sono andati come loro credono nell’astensionismo ma al Pd e Di Pietro! Gli faccio il confronto tra il nostro documento e quello di Vendola per sottolineare le similitudini e pongo la questione della debolezza della nostra posizione sul Governo citando il passaggio secondo me sbagliato: “Per quanto riguarda le prossime elezioni politiche, per le ragioni sopra esposte, non riteniamo esistano le condizioni per un comune programma di governo e per la partecipazione al medesimo della Federazione. La diversità profonda di impostazione programmatica con il P.D. determinerebbe il rischio per la sinistra della subalternità, oppure di una continua conflittualità”</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>Bergonzi e Maunela Palermi</strong> intervengono dopo di me sostenendo l’importanza di avere una proposta di alleanza politica e non tecnica.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>Eleonora Forenza</strong> attacca Patta e Grassi per le loro uscite su il Manifesto sull’unità a sinistra ed il tema della politica delle alleanze. Lei, dice, è una che non ci credeva alla Federazione, ma adesso che c’è non le garba che qualcuno prenda parola sui giornali senza concordare&#8230; Poi ci spiega, sul tema del rapporto con il centrosinistra, che siccome il capitalismo non è emendabile non è possibile nessun accordo programmatico con il csx. (cazzo non ci avevo pensato&#8230;.)</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="font-family: Arial;"><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1014" title="essere comunisti" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2010/07/essere-comunisti1-150x150.jpg" alt="essere comunisti" width="150" height="150" />Claudio Grassi</strong> (nella foto a sinistra)ha ripercorso il tema di dove sono finiti i nostri voti, ha sottolineato che i nostri elettori non ci votano perché ci dividiamo e perché non siamo credibili, non perché non siamo abbastanza radicali. Chiede, come da linea esserecomunistica, che si valorizzi il processo unitario e ammette che fare la campagna elettorale sul bipolarismo sarebbe una boiata pazzesca (cit. Secondo Tragico Fantozzi) e ribadisce che Vendola ha aperto uno spazio politico, che ci piaccia o no (brusii in sala)</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Quindi <strong>Ferrero</strong> che si dice d’accordo su quasi tutto con Grassi, ma solo per sottolineare quello su cui non è d’accordo (come da tradizione comunista) ritiene che il centro della nostra linea politica e della nascita della FDS è la rottura del bipolarismo (quindi ci toccherà allearci con Casini che è l’unico nel panorama politico italiano a condividere questa nostra battaglia centrale per le sorti dell’umanità), ma dice anche che saremmo dei deficienti se ci mettessimo (tentassimo va’&#8230;) di traverso al sentimento che muove Vendola: quindi dobbiamo incalzarlo sulle lotte. Però per favore facciamo un Congresso della FDS per unirci e non per dividerci. A cosa si riferirà mai???</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="font-family: Arial;"><span style="font-family: Helvetica;"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1015" title="lavoro-societa_cgil-copia" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2010/07/lavoro-societa_cgil-copia1-150x150.gif" alt="lavoro-societa_cgil-copia" width="150" height="150" /></span><strong>Patta </strong>(nella foto a destra)<strong> </strong>denuncia l’incongruenza di costituire la FDS mentre si dice che si vogliono rafforzare il Prc ed il Pdci, mentre la FDS nei territori di fatto non esiste: qualcuno vuole solo un cartello elettorale. Ci ricorda che la nostra autonomia dipende dalla nostra capacita&#8217; di proposta politica non dalla capacità di declamarla. La FDS deve essere il soggetto politico dell&#8217;unita&#8217; a sinistra e porsi l&#8217;obbiettivo di una alternativa di governo alle destre. Non possiamo non esplicitare che noi, in caso di caduta del Caimano o di sua sconfitta elettorale, sosterremo la nascita di un governo democratico. Diciamo che questa ultima parte la urla tra i borbottii di alcuni noti.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>Venier</strong> sottolinea l’incongruenza di dire “evviva il centrosinistra” e “mai al governo” e ricorda ad una platea distratta e ai dirigenti diffidenti, che l’idea era di aprire la FDS anche alla sinistra dispersa. Dove sono le tessere? Non faremo mica un congresso chiuso per quote verooooooo?</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Helvetica;">
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-size: small;"><span style="line-height: 19px;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1016" title="diliberto" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2010/07/diliberto1-150x150.jpg" alt="diliberto" width="150" height="150" /></span></span><strong>Diliberto </strong>(nella foto a sinistra), redivivo anche se ancora zoppo, ci invita a metterci in connessione con le persone normali (quali noi, ammettiamolo, non siamo) che ci chiedono unità con SEL e di sostenere Vendola. Dice che lui lo voterebbe alle primarie (licenziamo l’ufficio stampa che nei giorni scorsi ti ha fatto dire il contrario Oliviero!), su questo brusii ddalla sala e interruzione della simpaticissimaForenza di cui sopra “ma nel tuo partito, protesta, mica tutti sono d’accordo!”. Oliviero sorridendo “ma noi siamo un partito democratico ed aperto”. Risate generali.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Arial; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Alla fine votiamo che per fare documenti alternativi ci vogliono le firme del 5% dei membri del Consiglio nazionale. Proteste di Bellotti nell’indifferenza generale.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">E attendiamo (poco fiduciosi) di conoscere le regole congressuali.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Vi risparmio vari interventi spassosi contro la centralità del lavoro, sul fatto che ora che siamo fuori dalle istituzioni possiamo finalmente andare davanti alle fabbriche ed altre amenità</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Corro in stazione a prendere il treno, Roma come sempre bellissima solare e piena di belle turiste.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span><span style="letter-spacing: 0.0px;">Fantastici i manifesti contro i padani che tappezzano la città </span>(nella foto a destra)<img class="alignright size-thumbnail wp-image-1017" title="taci padano" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2010/07/taci-padano1-150x150.jpg" alt="taci padano" width="150" height="150" /></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Arial; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Arial;">
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Riusciranno i nostri eroi a liberare e federare la sinistra?</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">O vincerà Jim Jones? (nella foto sotto)</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Helvetica;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1026" title="jonestown2" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2010/07/jonestown21-150x150.jpg" alt="jonestown2" width="150" height="150" /></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Arial; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Arial; min-height: 14.0px;">Ovviamente questa cronaca semiseria (ma c&#8217;è da decidere cosa è serio e cosa è involontariamente comico) rappresenta solo la mia opinione e spero che non faccia arrabbiare nessuno.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Arial; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Altrettanto ovviamente, siccome questo blog è molto letto e molto anche a Roma, si accettano controsservazioni e controcronache.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Arial;">
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Arial;">
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 12.0px Arial;">
<p class="akst_link"><a href="http://www.atalmi.it/?p=1001&amp;akst_action=share-this"  title="E-mail this, post to del.icio.us, etc." id="akst_link_1001" class="akst_share_link" rel="nofollow">Invia Articolo</a>
</p>]]></content:encoded>
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		<title>analisi comparativa dei documento congressuali della sinistra</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 13:10:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Atalmi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[pdci]]></category>
		<category><![CDATA[prc]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra ecologia e libertà]]></category>

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		<description><![CDATA[
Uno si chiama documento Politico per il Congresso della Federazione della Sinistra
l’altro Manifesto per Sinistra Ecologia e Libertà
 
Sono i due processi congressuali che si avviano in questi giorni a sinistra, i due pezzi di una sinistra divisa e cancellata dalla rappresentanza istituzionale nazionale ed europea
 
Tra i due processi c’è qualche tentativo di dialogo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial;"><img class="alignright size-full wp-image-991" title="dialogo" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2010/07/dialogo.jpg" alt="dialogo" width="220" height="231" /></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Uno si chiama documento Politico per il Congresso della Federazione della Sinistra</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">l’altro Manifesto per Sinistra Ecologia e Libertà</span></p>
<address><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></address>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Sono i due processi congressuali che si avviano in questi giorni a sinistra, i due pezzi di una sinistra divisa e cancellata dalla rappresentanza istituzionale nazionale ed europea</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Tra i due processi c’è qualche tentativo di dialogo ma, da entrambe le parti ci si rassicura ognuno di essere “IL” progetto unitario e nuovo della sinistra</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">E ci si rassicura, come da tradizione della sinistra italiana, sottolineando le differenze del proprio progetto dall’altro</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Sono andato a leggermeli entrambi proponendomi di costruire un confronto su similitudini e differenze.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Ho provato a trasformarmi in in un extraterrestre che tenta di capire (chissà perché tra le tante cose più interessanti sul pianeta terra da studiare) le cause delle ataviche divisioni a sinistra.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Oppure molto più prosaicamente mi sono immedesimato in un turista tedesco (magari che vota la Linke) in vacanza sulle coste adriatiche che, schiantato dalla noia delle italiche spiagge ferragostane, si è messo a tentare di capire come sta messa questa divisa sinistra italiana.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Innanzitutto i paragrafi:</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>SEL</strong>: Dopo il novecento; Riaprire la partita; Un altro mondo è possibile. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>FDS</strong>: Il socialismo del XXI secolo; Le cause della crisi e la necessità del superamento del capitalismo</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>SEL</strong>: La pace è l’unica soluzione; La crisi finanziaria economica, ambientale una stessa crisi</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>FDS</strong>: Per la pace, per il disarmo; Beni comuni, ambiente, sovranità alimentare</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>SEL</strong>: L’europa tecnocratica e liberista si è indebolita e si è esposta agli attacchi. Chiediamo un nuovo europeismo.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>FDS</strong>: Una costituente per l’Europa democratica.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>SEL</strong>: La diseguaglianza spegne la speranza. Una prolungata disoccupazione di massa porta al divorzio</span><span style="letter-spacing: 0.0px color;"> </span><span style="letter-spacing: 0.0px;">tra capitalismo e democrazia.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>FDS</strong>: Centralità del lavoro</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>SEL</strong>: Perchè l’italia torni ad alzare gli occhi. Salvare la Repubblica, costruire l’alternativa.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>FDS</strong>: Difendere ed attuare la Costituzione, rinnovare la democrazia italiana</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>SEL</strong>: Il diritto “piegato” e l’illegalismo delle classi dirigenti; Per l’alternativa</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>FDS</strong>: Il caso italiano: una destra eversiva, la crisi della sinistra; Autonomia della sinistra e unità democratica</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial; min-height: 14.0px;">Ora proviamo con i temi fondanti</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="font: normal normal normal 12px/normal Arial; min-height: 14px; text-align: center; margin: 0px;"><span style="font-size: 11px;"><strong>Chi siamo?  Perché ci costituiamo?</strong></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px Arial; min-height: 12.0px;"><strong>FDS: </strong>Indichiamo come nostri riferimenti ideali e storici i momenti più alti della storia del movimento operaio italiano, comunista e socialista, l’antifascismo, i movimenti pacifista, ambientalista, altermondialista, femminista e dei diritti civili.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Ci uniamo per cominciare ad invertire la tendenza alla divisione e alla frammentazione che tanto danno hanno arrecato alla sinistra, alle lavoratrici e ai lavoratori, all’Italia; per dare senso e credibilità alla prospettiva del cambiamento.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>SEL: </strong>I nostri principi fondamentali sono pace e non violenza, lavoro e giustizia sociale, sapere e riconversione ecologica dell’economia e della società. Con il congresso di Sel nasce in Italia un soggetto politico nuovo. I nostri principi fondamentali sono pace e non violenza, lavoro e giustizia sociale, sapere e riconversione ecologica dell’economia e della società.Nella sua prima esperienza di vita, dopo la sconfitta del 2008, Sel ha provato con tenacia ad unire le forze della sinistra, ma la frantumazione ha fatto prevalere logiche identitarie e conservazione di nicchie ideologiche. Bisogna spezzare l’incantesimo.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px Arial; min-height: 12.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px Arial; min-height: 12.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="font: normal normal normal 11px/normal Arial; text-align: center; margin: 0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>Crisi e giudizio sul sistema economico dominante</strong></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px Arial; min-height: 12.0px;"><strong>FDS: </strong>La crisi economica mondiale costituisce un drammatico passaggio di fase, paragonabile a quello che si aprì nel 1929. La crisi non ha carattere episodico o ciclico, ma è la conseguenza di un sistema dominato dalla logica liberista e dal capitalismo finanziario, che ha determinato l’allargamento del divario mondiale tra la produttività del lavoro e la capacità di consumo dei lavoratori, portando l’indebitamento privato e pubblico a livelli divenuti insostenibili.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 1.7px; text-align: justify; font: 11.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Tornano a governare i mercati, le grandi banche e i fondi speculativi ricominciano a realizzare enormi profitti, mentre le istituzioni maggiormente responsabili del disastro neoliberista (Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale, Organizzazione Mondiale del Commercio, OCSE e Banca Centrale Europea) sono all’opera per addossare ai ceti popolari il costo degli interventi adottati per salvare banche e imprese.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 1.7px; text-align: justify; font: 11.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>SEL:</strong> La crisi aperta nel 2008 con l’esplosione della bolla immobiliare americana è ancora in pieno sviluppo. La riacutizzazione del 2010, dovuta ai debiti sovrani europei (primo quello greco), è un episodio dello stesso evento mondiale. Siamo di fronte ad una crisi di sistema e non congiunturale. La fase comincia con la “rivoluzione conservatrice” degli anni ’80 (Reagan e Thatcher), cui tentò di dare una proiezione millenaristica il manifesto neocon “New american Century”. Trent’anni di bruciante accelerazione della globalizzazione hanno portato il capitale finanziario al comando. Il sistema ha sviluppato inediti caratteri predatori, ha enormemente aumentato la diseguaglianza, che nel caso specifico italiano è ai vertici dei paesi sviluppati, ha formato una superclasse che controlla gran parte della ricchezza del mondo e regge le sorti dell’umanità. L’ultima utopia che resiste è quella del “mercato autoregolato”. Nella realtà in campo ci sono i puri rapporti di forza.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 1.7px; text-align: justify; font: 11.0px Arial; min-height: 12.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 1.7px; text-align: justify; font: 11.0px Arial; min-height: 12.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 1.7px; font: normal normal normal 11px/normal Arial; min-height: 12px; text-align: center;"><strong>Il lavoro</strong></p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 1.7px; font: normal normal normal 11px/normal Arial; min-height: 12px; text-align: left;"><strong> </strong><strong>FDS</strong>: Porre alla base della nostra proposta la centralità del lavoro vuol dire schierarsi dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori nel conflitto con la proprietà; assumere il tema della rappresentanza politica delle lavoratrici e dei lavoratori, e impegnarsi quindi per radicare la federazione nei luoghi di lavoro; indicare politiche per la piena e buona occupazione e per la  ricomposizione del mondo del lavoro, contro la frammentazione perseguita negli ultimi anni per dividerlo e indebolirlo. (&#8230;) Una legislazione del lavoro che contrasti la precarietà, sulla base del criterio per il quale il rapporto a tempo pieno e determinato è la forma ordinaria del rapporto di lavoro, e per questo abroghi le leggi che hanno consentito la precarizzazione del lavoro. Prevedere per legge un salario minimo per le lavoratrici e i lavoratori per i quali non vige il contratto nazionale, rapportato a quanto previsto dai contratti nazionali e tale da garantire un trattamento economico che assicuri a lui/lei un’esistenza dignitosa, e che contrasti il fenomeno del “lavoro povero”</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 1.7px; text-align: justify; font: 11.0px Helvetica;"><span style="font: 11.0px Arial; letter-spacing: 0.0px;"><strong>SEL: </strong>Il degrado morale del paese nasce con la perdita di dignità e soggettività del lavoro. </span><span style="letter-spacing: 0.0px;">Affrontare la crisi italiana vuol dire dunque ridurre le diseguaglianze, distribuire giustizia, affermare il primato della legge; promuovere gli investimenti e l’innovazione, anche nei settori dell’impresa che oggi investe solo nella competizione al ribasso del costo del lavoro, seguendo la bussola della qualità. Bisogna restituire il primato al lavoro e al sapere, alla cultura e all’ambiente.I governi danno tutti per scontato che, con la crisi, anche in presenza di una significativa ripresa pluriennale, la disoccupazione sia inesorabilmente destinata ad aumentare. Dovunque, com’è ovvio, il colpo arriva prima sulle donne e sui giovani con contratto di lavoro flessibile, svelando d’un colpo la verità della “flessibilità”: non figlia della tecnica e della libertà, ma dell’assoggettamento del lavoro, fino al limite di un moderno schiavismo (che avvicina nella realtà giovani occidentali a migranti, realtà che viene coperta dalla sovrapproduzione di ideologie etnocentriche e razziste). Viene dato per naturale il fatto che tutto il surplus sarà destinato a profitto e rendita.</span><span style="font: 11.0px Arial; letter-spacing: 0.0px;"> Per questo l’alternativa si fonda anzitutto sulla centralità del lavoro: per un sistema economico, una società, un’etica pubblica fondata sul valore sociale del lavoro, sulla dignità e sui diritti di tutte e di tutti.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 1.7px; text-align: justify; font: 11.0px Arial; min-height: 12.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 1.7px; text-align: justify; font: 11.0px Arial; min-height: 12.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 1.7px; font: normal normal normal 11px/normal Arial; min-height: 12px; text-align: center;"><strong>I valori della Costituzione</strong></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 1.7px; text-align: justify; font: 11.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>FDS</strong>: Nella legislatura in corso si è realizzato un salto di qualità, un attacco più grave e pericoloso, perché rivolto contro i fondamenti stessi della Costituzione, i suoi valori, i diritti democratici e sociali garantiti nella Prima parte. Si vuole colpire il fondamento stesso della Prima parte della Carta: l’equilibrio tra libertà di impresa, utilità sociale e diritti dei lavoratori. Lo stravolgimento dell’articolo 41, l’attacco al diritto di sciopero, la violazione del principio di progressività dell’imposizione fiscale, l’arbitro invece del giudice per decidere dei rapporti di lavoro, le ricorrenti aggressioni all’articolo 18 dello Statuto fanno parte dello stesso progetto: si vuole una Costituzione disegnata a misura del mercato e del profitto, non del lavoro, dei diritti della persona, dell’eguaglianza. E’ necessaria quindi la più ampia unità democratica per contrastare questa offensiva, per difendere la più grande conquista del popolo italiano, la Costituzione del 1948.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 1.7px; text-align: justify; font: 11.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>SEL</strong>: Gli stessi antagonisti che nel campo democratico si battono giustamente per il diritto eguale e la libertà d’informazione, hanno largamente smarrito la consapevolezza che esiste un nesso inscindibile tra l’articolo 21 e il 40 (diritto di sciopero) e il 41 (iniziativa privata e sua utilità sociale) della Costituzione, e il 18 dello Statuto dei lavoratori: un nesso inscindibile tra libertà e dignità del lavoro. Se si è contro la legge sulle intercettazioni e a favore dell’accordo di Pomigliano, socialismo e liberaldemocrazia perdono, insieme e irrimediabilmente, la posta intera. Il “riformismo” è diventata una strategia di puro adattamento, la corsa al centro una rinuncia all’autonomia politica e culturale. Così il lavoro si è dissociato dal grande tema della libertà producendo un arretramento della vita democratica dei grandi Stati e delle loro Carte fondamentali, prima di tutte la Costituzione italiana.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 1.7px; text-align: justify; font: 11.0px Arial; min-height: 12.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 1.7px; text-align: justify; font: 11.0px Arial; min-height: 12.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 1.7px; font: normal normal normal 11px/normal Arial; text-align: center;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>la destra italiana</strong></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 1.7px; text-align: justify; font: 11.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>FDS</strong>: Il centro destra italiano presenta il volto peggiore e più inquietante, senza paragoni in Europa, delle tendenze regressive del capitalismo contemporaneo. L’attacco alla Costituzione, la delegittimazione di ogni soggetto costituzionale che non sia il capo del governo (dal Parlamento alla Corte Costituzionale, dalla Magistratura fino alla stessa Presidenza della Repubblica), il disprezzo per la legalità, la tolleranza per la corruzione colpiscono al cuore i principi e la logica stessa della democrazia. Questi attacchi stanno incidendo sul senso comune degli italiani, creando consenso intorno a una concezione e a una prassi plebiscitarie e autoritarie della democrazia. Il controllo del sistema radiotelevisivo mina il diritto dei cittadini ad una informazione pluralista: si conferma il serio errore compiuto dai governi del centro sinistra nel non approvare la legge sul conflitto di interessi. Aldilà delle dichiarazioni di intenti, e della positiva azione della magistratura e delle forze dell’ordine, la presenza nel governo di esponenti indagati per collusione con la criminalità organizzata dimostra che non si vuole colpire a fondo il sistema mafioso, che ha la sua forza proprio nel rapporto con il potere politico e finanziario. Il risultato drammatico è che la mafia continua a esercitare il suo potere in vaste aree del Mezzogiorno, con una sospensione di fatto dello Stato di diritto e della stessa democrazia.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 1.7px; text-align: justify; font: 11.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>SEL:</strong> Il blocco formatosi intorno a Berlusconi ha operato una decostruzione della coscienza nazionale e della memoria storica, ha dato piena rappresentanza all’egoismo sociale, ha seppellito l’etica pubblica sotto la furbizia del privilegio e l’amoralità del potere. A metà della legislatura si vanno aprendo numerose crepe nella coalizione che sostiene il governo di destra. Ma è prevedibile che Berlusconi tenti di portare a fondo l’operazione, di dare forma costituzionale ad un regime che taglia le radici antifasciste della Repubblica, il fondamento nel lavoro, la separazione dei poteri. I valori costituzionali sono il cuore della mortale partita aperta. La destra lavora ad un nuovo equilibrio. Il nuovo equilibrio prevede: Presidenzialismo e Parlamentarismo minimo, sottomissione della magistratura, smontaggio delle istituzioni di garanzia (Corte costituzionale). Un sistema dell’informazione omologato, “ad una dimensione”, controllato dal Principe, e un radicale depotenziamento della cultura (scuola, università, ricerca, arti). Sistemi energetici centralizzati e duri (fonti non rinnovabili, grandi centrali, nucleare) si integrano perfettamente ad un modello di democrazia autoritaria.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 1.7px; text-align: justify; font: 11.0px Arial; min-height: 12.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 1.7px; text-align: justify; font: 11.0px Arial; min-height: 12.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 1.7px; font: normal normal normal 11px/normal Arial; min-height: 12px; text-align: center;"><strong>Governo, centrosinistra, alternativa alle destre</strong></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 1.7px; text-align: justify; font: 11.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>FDS</strong>:  (&#8230;) Quando poi la componente moderata della maggioranza diede vita al P.D., e il segretario di questo partito diede il colpo di grazia al governo proclamando la scelta di rompere l’alleanza, la reazione della parte prevalente della sinistra fu di accettare quella che fu definita una “separazione consensuale”. La crisi di governo fu aperta a destra, ma le responsabilità furono accollate alla sinistra. (&#8230;) La diversità tra la nostra piattaforma e il nostro progetto politico rispetto a quello di Sel non va negata e nemmeno sottovalutata. In particolare, riteniamo che la sinistra debba costituire un polo autonomo, e non una componente del centrosinistra. E non condividiamo una visione e una prassi lideristica e plebiscitaria della politica. (&#8230;) Per quanto riguarda le prossime elezioni politiche, per le ragioni sopra esposte, non riteniamo esistano le condizioni per un comune programma di governo e per la partecipazione al medesimo della Federazione. La diversità profonda di impostazione programmatica con il P.D. determinerebbe il rischio per la sinistra della subalternità, oppure di una continua conflittualità. Ciò non vuol dire naturalmente essere indifferenti rispetto allo schieramento che prevarrà in una competizione elettorale, che tutto lascia prevedere destinata a svolgersi con l’attuale legge elettorale maggioritaria. Il nostro giudizio sul carattere eversivo della destra italiana non lo consente. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 1.7px; text-align: justify; font: 11.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>SEL</strong>: “Sinistra, ecologia e libertà” nasce per rendere più credibile e incalzante l’opposizione al governo della destra, perché si possa subito aprire il cantiere dell’alternativa al berlusconismo, perché una nuova alleanza di progresso possa candidarsi credibilmente al governo del paese. L’operazione tentata con la formazione del Partito democratico è fallita. Il Pd non è né maggioritario, né autosufficiente. Il sistema non è bipartitico, e non c’è al momento una coalizione di centrosinistra guidata da una riconosciuta leadership, armata di un’idea alternativa alla destra e competitiva elettoralmente. Il tempo stringe: la legislatura scade nel 2013, ma potrebbe interrompersi in qualunque momento, perché vengono al pettine i nodi irrisolti nel centrodestra, o magari per iniziativa dello stesso Berlusconi. Il problema più urgente è quello della costituzione di una vasta coalizione, della nuova strutturazione di un campo democratico e di sinistra intorno ad un progetto per l’Italia, ad un programma alternativo alla destra e al suo blocco. Inseguire l’avversario sul suo terreno vuol dire consegnargli le chiavi di casa: il primato e l’egemonia, la maggioranza dei voti nelle urne e delle idee nella testa della gente.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 1.7px; text-align: justify; font: 11.0px Arial; min-height: 12.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 1.7px; text-align: justify; font: 11.0px Arial; min-height: 12.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 1.7px; text-align: justify; font: 11.0px Arial; min-height: 12.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 1.7px; text-align: justify; font: 11.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><em>Da questa sommaria analisi appare con chiarezza che, al netto delle differenze stilistiche e di alcune sottolineature (ad esempio il lavoro per la FDS e l’ambiente per SEL) non vi sono divaricazioni nette sull’analisi della situazione internazionale e nazionale e nemmeno sulle proposte.</em></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 1.7px; text-align: justify; font: 11.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><em>La differenza più evidente è sul tema del rapporto con il centrosinistra dove la FDS dà per scontata la impossibilità di un accordo programmatico con il centrosinistra, mentre SEL considera centrale contribuire a costruire un nuovo centrosinistra.</em></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 1.7px; text-align: justify; font: 11.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><em>Certo è un tema non da poco, ma in entrambi i casi trattato in modo sommario ed apodittico.</em></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 1.7px; text-align: justify; font: 11.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><em>Innanzitutto mi permetto di far notare come non ci sia nessuno che sta supplicando la sinistra di entrare al governo, perché quella sinistra non è nemmeno in Parlamento. Per volontà popolare peraltro.</em></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 1.7px; text-align: justify; font: 11.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><em>Peraltro al loro interno si esprimono posizioni diversificate su questo tema: una parte della FDS propone un accordo politico di legislatura (sostanziando di fatto un appoggio esterno al centrosinistra) mentre una parte di SEL ritiene pericoloso puntare tutto sulla vicenda di Vendola e delle primarie.</em></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 1.7px; text-align: justify; font: 11.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><em>Ma il tema  del governo e  del centrosinistra è trattato (positivamente o negativamente) come una certezza sulla base di una situazione data che data non è.</em></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 1.7px; text-align: justify; font: 11.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><em>SEL dà per scontato che non vi siano mutamenti negli scenari politici (ad esempio la nascita di un centro confindustriale che attirerebbe nella sua orbita il PD, escludendo un rapporto con la sinistra) la FDS glissa su cosa farebbe qualora una sua presenza in Parlamento potesse mai essere determinante alla nascita di un governo democratico dopo la caduta o la sconfitta di Berlusconi.</em></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 1.7px; text-align: justify; font: 11.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><em>Ma in caso di elezioni a scadenza naturale o anticipate, le due componenti della sinistra sia per contribuire esclusivamente alla sconfitta delle destre, sia per costruire un governo alternativo alle destre, rischiano di non avere i numeri.</em></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 1.7px; text-align: justify; font: 11.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><em>Vogliamo cominciare a porci il problema? </em></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 1.7px; text-align: justify; font: 11.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><em>Vogliamo aprire porte e finestre al dialogo ed al confronto tra i due percorsi congressuali? </em></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 1.7px; text-align: justify; font: 11.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><em>Vogliamo dire chiaro e netto che la precondizione necessaria per fare qualcuna delle tante cose che ci uniscono bisognerebbe unirsi anche a prescindere dalle poche cose che ci dividono?</em></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 1.7px; text-align: justify; font: 11.0px Arial; min-height: 12.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
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		<title>documento per il Congresso della Federazione della Sinistra</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 10:27:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Atalmi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[comunisti italiani]]></category>
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		<category><![CDATA[federazione della sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[rifondazione]]></category>

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		<description><![CDATA[
è la bozza che discuteremo mercoledì
fatemi sapere che ne pensate

DOCUMENTO POLITICO
PER IL CONGRESSO DELLA 
Federazione della Sinistra
 
 
INDICE
 
 
I.
 

IL SOCIALISMO DEL XXI SECOLO
LE CAUSE DELLA CRISI E LA NECESSITA’ DEL SUPERAMENTO CAPITALISTICO
CHI SIAMO E PERCHE’ CI UNIAMO
LA FEDERAZIONE E I SOGGETTI CHE VI PARTECIPANO

 
II.
 

DIFENDERE E ATTUARE LA COSTITUZINE, RINNOVARE LA [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font: normal normal normal 20px/normal 'Lucida Grande'; text-align: left; margin: 0px;"><img class="alignright size-full wp-image-988" title="fds" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2010/07/fds.jpg" alt="fds" width="225" height="225" /></p>
<p style="font: normal normal normal 20px/normal 'Lucida Grande'; text-align: left; margin: 0px;"><span style="color: #ff0000;">è la bozza che discuteremo mercoledì</span></p>
<p style="font: normal normal normal 20px/normal 'Lucida Grande'; text-align: left; margin: 0px;"><span style="color: #ff0000;">fatemi sapere che ne pensate</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: center; font: 20.0px 'Lucida Grande';">
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: center; font: 20.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>DOCUMENTO POLITICO</strong></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: center; font: 16.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">PER IL CONGRESSO DELLA</span><span style="font: 20.0px 'Lucida Grande'; letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: center; font: 20.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>Federazione della Sinistra</strong></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: center; font: 16.0px Verdana; min-height: 19.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: center; font: 16.0px 'Lucida Grande'; min-height: 18.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: center; font: 16.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">INDICE</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: center; font: 16.0px Verdana; min-height: 19.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande'; min-height: 13.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 36.0px; font: 10.0px Verdana;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>I.</strong></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 10.0px 'Lucida Grande'; min-height: 12.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<ol style="list-style-type: decimal;">
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 10.0px Verdana;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">IL SOCIALISMO DEL XXI SECOLO</span></li>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 10.0px Verdana;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">LE CAUSE DELLA CRISI E LA NECESSITA’ DEL SUPERAMENTO CAPITALISTICO</span></li>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 10.0px Verdana;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">CHI SIAMO E PERCHE’ CI UNIAMO</span></li>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 10.0px Verdana;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">LA FEDERAZIONE E I SOGGETTI CHE VI PARTECIPANO</span></li>
</ol>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-indent: 35.4px; font: 10.0px Verdana; min-height: 12.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-indent: 35.4px; font: 10.0px Verdana;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>II.</strong></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 36.0px; font: 10.0px Verdana; min-height: 12.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
<ol style="list-style-type: decimal;">
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 10.0px Verdana;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">DIFENDERE E ATTUARE LA COSTITUZINE, RINNOVARE LA DEMOCRAZIA ITALIANA</span></li>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 10.0px Verdana;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">CENTRALITA’ DEL LAVORO</span></li>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 10.0px Verdana;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">LA QUESTIONE DI GENERE</span></li>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 10.0px Verdana;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">BENI COMUNI, AMBIENTE, SOVRANITA’ ALIMENTARE</span></li>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 10.0px Verdana;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">IL DIRITTO AL SAPERE. LA CULTURA PATRIMONIO UNIVERSALE</span></li>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 10.0px Verdana;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">DIRITTI CIVILI E LAICITA’ DELLO STATO</span></li>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 10.0px Verdana;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">PER LA PACE, PER IL DISARMO</span></li>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 10.0px Verdana;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">UNA COSTITUENTE PER L’EUROPA DEMOCRATICA</span></li>
</ol>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-indent: 35.4px; font: 10.0px Verdana; min-height: 12.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-indent: 35.4px; font: 10.0px Verdana;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>III.</strong></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-indent: 35.4px; font: 10.0px Verdana; min-height: 12.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<ol style="list-style-type: decimal;">
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 10.0px Verdana;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">IL CASO ITALIANO: UNA DESTRA EVERSIVA</span></li>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 10.0px Verdana;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">IL CASO ITALIANO: LA CRISI DELLA SINISTRA</span></li>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 10.0px Verdana;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">AUTONOMIA DELLA SINISTRA E UNITA’ DEMOCRATICA</span></li>
</ol>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 72.0px; font: 10.0px Verdana; min-height: 12.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-indent: 35.4px; font: 10.0px Verdana;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>IV.</strong></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-indent: 35.4px; font: 10.0px Verdana; min-height: 12.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
<ol style="list-style-type: decimal;">
<li style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 0.0px; font: 10.0px Verdana;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">LA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA E I GIOVANI: PER  UN’ITALIA ONESTA, PER UN’ITALIA GIUSTA</span></li>
</ol>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: center; font: 20.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>I</strong></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: center; font: 20.0px 'Lucida Grande'; min-height: 23.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 18.0px; text-align: center; font: 11.0px 'Lucida Grande'; min-height: 13.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 18.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>1 ) IL SOCIALISMO DEL XXI SECOLO</strong></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 18.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande'; min-height: 13.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Il capitalismo non è in grado di garantire lo sviluppo sociale e civile e l’equilibrio ambientale del pianeta. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">All’inizio degli anni ’90 era stata teorizzata “la fine della storia”, e l’inizio di un’era nella quale l’economia di mercato e la democrazia politica si sarebbero diffuse su tutto il pianeta, assicurando in modo crescente benessere e libertà. Ma la globalizzazione neoliberista non ha mantenuto le sue promesse. Essa ha determinato al contrario l’aumento della povertà e delle diseguaglianze sociali, su scala planetaria e all’interno dello stesso Occidente; il saccheggio e la privatizzazione dell’ambiente e dei beni comuni, mettendo  a rischio la sopravvivenza stessa del pianeta; la crisi alimentare, che condanna alla fame oltre un miliardo di esseri umani. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">E nell’ultimo triennio la globalizzazione neoliberista ha trascinato l’intero pianeta in una crisi senza precedenti.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">La crisi non ha cause episodiche, e tanto meno è conseguenza dell’”ordine naturale” delle cose, come la risorgente ideologia neoliberista vorrebbe far credere. Essa è conseguenza del modello di capitalismo senza limiti e senza regole che ha dominato negli ultimi decenni, del quale la cosiddetta speculazione finanziaria non è un’escrescenza, ma una componente strutturale.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Compito della sinistra, quindi, non è assumere o stemperare il modello economico e sociale del capitalismo, come tentato senza successo negli ultimi decenni dalla sinistra moderata dell’Occidente.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Compito della sinistra è indicare un’alternativa economica e sociale al capitalismo. Un’alternativa per la liberazione del lavoro, l’effettiva autonomia delle donne, il riequilibrio ambientale, la liberazione e la libertà di tutti e di ciascuno, il governo democratico dei processi economici e sociali. Uscire da sinistra dalla crisi vuol dire prospettare un’alternativa di sistema: “Il socialismo del XXI secolo”, come dicono i popoli latino-americani. Altrimenti, la crisi determinerà un ulteriore aggravamento della devastazione prodotta dall’egemonia del capitalismo neoliberista, che ha aggravato la diseguaglianza di reddito e di potere, ha ridotto i diritti, a cominciare da quelli delle lavoratrici e dei lavoratori, ha reso precaria la vita di un numero sempre crescente di donne e di uomini, e soprattutto dei giovani, ha favorito la repressione della libertà delle donne, ha intaccato la sostanza stessa della democrazia a favore del potere di ristrette oligarchie.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">E questo modello lo si è voluto imporre con ogni mezzo, compresa la guerra, come dimostrano le vicende del Medio Oriente, dell’Afghanistan e della crescente tensione in America Latina. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Ci sentiamo parte delle forze, sempre crescenti, che in Europa e nel mondo si battono per costruire un’alternativa di sistema, a partire dal conflitto tra chi controlla la proprietà dei beni economici e chi non ha questo potere, dalla contraddizione fondamentale tra capitale e lavoro, dalla contraddizione tra i sessi.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Per questo l’alternativa si fonda anzitutto sulla centralità del lavoro: per un sistema economico, una società, un’etica pubblica fondata sul valore sociale del lavoro, sulla dignità e sui diritti di tutte e di tutti. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Alternativa di sistema vuol dire un’economia sostenibile, sovranità alimentare, l’ambiente e le risorse naturali (l’acqua, l’aria, il paesaggio) come beni comuni sottratti al mercato, uno sviluppo durevole alternativo alla crescita orientata sul profitto.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">La valorizzazione piena del pensiero e della pratica femministe, contro ogni forma di patriarcato e per rendere effettiva la autodeterminazione delle donne.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">I diritti sociali e civili come universali diritti di cittadinanza.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">La tutela dei migranti, sottoposti a inaudite sopraffazioni, e l’impegno contro il razzismo, la xenofobia e ogni forma di neofascismo.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Politiche per la piena e buona occupazione, che riunifichino, intorno al diritto al lavoro, lavoratrici e lavoratori dipendenti, precari, disoccupati. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Politiche pubbliche per orientare l’economia a fini sociali e per redistribuire le risorse a vantaggio del lavoro e dei ceti popolari.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Il diritto all’istruzione, al sapere, alla conoscenza, garantito dalla scuola e dall’università pubbliche e gratuite.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Indichiamo quindi la prospettiva di un lungo e profondo processo di cambiamento, nel quale il dominio del capitale e del patriarcato venga superato attraverso il conflitto democratico, sociale e ideale, e sia sostituito da un altro sistema economico e sociale: il Socialismo del XXI secolo, una società fondata sul principio di eguaglianza che apra la prospettiva di “una comunità nella quale la libertà di ciascuno è la condizione per la libertà di tutti”.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande'; min-height: 13.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande'; min-height: 13.0px;"><span id="more-987"></span><br />
<span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<ol style="list-style-type: decimal;">
<li style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 0.0px; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>LE CAUSE DELLA CRISI E LA NECESSITA’ DEL SUPERAMENTO DEL CAPITALISMO</strong></span></li>
</ol>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">La crisi economica mondiale costituisce un drammatico passaggio di fase, paragonabile a quello che si aprì nel 1929. La crisi non ha carattere episodico o ciclico, ma è la conseguenza di un sistema dominato dalla logica liberista e dal capitalismo finanziario, che ha determinato l’allargamento del divario mondiale tra la produttività del lavoro e la capacità di consumo dei lavoratori, portando l’indebitamento privato e pubblico a livelli divenuti insostenibili.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Nella fase iniziale della crisi i governi avevano affermato l’esigenza di regolare il mercato, ma l’unico intervento pubblico operato in Occidente è stato l’uso del denaro pubblico per salvare banche, imprese e speculatori. Superata questa fase, senza che sia stata introdotta alcuna regolazione nei mercati finanziari internazionali e senza che i responsabili abbiano avuto alcuna forma di sanzione, viene riproposto lo stesso modello che ha determinato la crisi. Anzi, il modello è aggravato da manovre dei governi nazionali e da proposte di nuovi interventi a livello europeo, voluti da chi vede nella crisi l’occasione per accelerare i processi di smantellamento dello stato sociale e di frammentazione del lavoro. Si colpiscono in tal modo i diritti e i redditi delle lavoratrici e dei lavoratori e i livelli occupazionali, già pesantemente penalizzati negli anni precedenti. I vertici internazionali come il G8 e il G20, nati in alternativa e contro l’ONU e le sue agenzie, non decidono nulla: e così in realtà decidono che il modello finora seguito è valido e da mantenere.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Tornano a governare i mercati, le grandi banche e i fondi speculativi ricominciano a realizzare enormi profitti, mentre le istituzioni maggiormente responsabili del disastro neoliberista (Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale, Organizzazione Mondiale del Commercio, OCSE e Banca Centrale Europea) sono all’opera per addossare ai ceti popolari il costo degli interventi adottati per salvare banche e imprese.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Particolarmente significativo è l’attacco alla spesa pubblica: in realtà si intende la spesa sociale. L’esplosione del debito pubblico non dipende affatto dalla spesa sociale. Molti paesi europei prima della crisi avevano bilanci in ordine e bassi debiti pubblici. Gli squilibri derivano dall’ingentissima mobilitazione di risorse necessarie per salvare le banche e dal crollo della domanda interna causata dalla riduzione dell’occupazione e del reddito.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Gli aiuti previsti per gli stati sono subordinati alle tristemente note ricette del Fondo Monetario Internazionale, mentre si prefigura una inquietante revisione del patto di stabilità europeo, per imporre politiche di bilancio ancora più restrittive, decise fuori dalle sedi democratiche dei parlamenti nazionali e con la previsione di pesanti sanzioni.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">L’obiettivo è dichiarato: colpire al cuore il modello sociale europeo, nella parte sopravvissuta agli attacchi del liberismo. Disoccupazione, precarizzazione, compressione dei diritti e dei redditi delle lavoratrici e dei lavoratori, riduzione delle prestazioni sociali: questa è la ricetta. Ciò che si vorrebbe imporre ai lavoratori di Pomigliano è emblematico di un orientamento complessivo.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Il progetto così portato avanti non tiene neppure conto degli allarmi lanciati da più parti sul rischio degli effetti recessivi di questi interventi. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">In Italia la manovra del governo peggiora una situazione già pesante. Lo sconsiderato ottimismo del governo Berlusconi, che aveva negato la crisi italiana lasciando che si aggravasse senza fare nulla, è smentito dai dati. Secondo l’Istat, “considerando il biennio 2008-2009 la caduta del livello del reddito ha raggiunto il 6,3%, il risultato peggiore tra quello delle grandi economie avanzate”. Gli occupati sono diminuiti di oltre 500.000, e oltre un milione e mezzo di lavoratori sono in cassa integrazione. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Si aggravano le ingiustizie sociali. Il sistema fiscale è inspirato al principio opposto a quello della progressività previsto dalla Costituzione. L’80% del gettito fiscale complessivo viene dal lavoro dipendente e dai pensionati. Solo lo 0,8% dei contribuenti dichiara più di 100.000 euro l’anno. Il 51% delle società di capitali ha dichiarato una imposta sul reddito negativa o nulla. Secondo i dati della Banca d’Italia le imposte evase superano i 125 miliardi. Basterebbe un quarto di questa cifra perché il rapporto fra debito e PIL divenisse tra i più bassi dell’Unione Europea.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Le sperequazioni sociali sono enormi e crescenti. Il 10% delle famiglie detiene la metà della ricchezza finanziaria e immobiliare. Il Presidente del Consiglio ha guadagnato nel 2009 più di due volte il monte salari dell’intero stabilimento di Pomigliano. L’Amministratore Delegato della Fiat Sergio Marchionne ha percepito un compenso di 4 milioni e 782 mila euro, pari a 435 volte il reddito medio di un suo dipendente. Analoghe retribuzioni sono percepite dagli amministratori delle banche e delle grandi imprese. La Fiat ha distribuito nel 2009 oltre 200 milioni di euro di dividendi alla famiglia Agnelli e agli altri proprietari. L’indice della diseguaglianza sociale in Italia è il più alto dell’Europa continentale (pari a 35, contro 28 della Francia e 23 della Svezia).</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">In questa situazione la manovra del governo colpisce, secondo un’aberrante logica classista, chi già sta peggio: si riducono le retribuzioni dei dipendenti pubblici, si aumenta l’età pensionabile, in modo particolarmente pesante per le donne, e attraverso i tagli alle regioni e agli enti locali si pongono le premesse per pesanti riduzioni delle prestazioni sociali e dei servizi pubblici, oppure per un aumento dell’imposizione fiscale a carico delle famiglie.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Nessuna misura è stata presa per tassare la speculazione finanziaria, e per chiedere un contributo ai più ricchi in termini di reddito e di patrimonio.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Berlusconi, Marchionne, i proprietari della Fiat, e tutti coloro che si trovano nella stessa condizione non metteranno nemmeno un centesimo di “sacrificio”. Si è calcolato ad esempio che basterebbe un’addizionale del 10% sui redditi superiori ai 200.000 euro per avere un gettito di oltre un miliardo annuo. E con altre misure di questo genere si potrebbe coprire almeno la metà del costo della manovra.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Nel quadro degli interventi previsti dai governi europei, quello del governo Berlusconi è il più classista e il più ingiusto, perché è l’unico che non prevede alcun sollievo alle fasce basse di reddito e non richiede alcun contributo ai ceti più abbienti.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Quanto sta accadendo in Europa e in Italia conferma che senza profondi cambiamenti sociali il capitalismo prosegue nella sua strada distruttiva. A una crisi sistemica i governi e le oligarchie economiche e finanziarie danno una risposta che accentua gli aspetti socialmente, economicamente e culturalmente regressivi del modello economico dominante. Uscire dalla crisi a sinistra è possibile solo mettendo in discussione questo modello. Si conferma così che per la sinistra l’obiettivo non può essere quello di gestire il sistema economico esistente, ma di porre l’esigenza di una alternativa di sistema al capitalismo in quanto tale. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.4px; font: 11.0px 'Lucida Grande'; min-height: 13.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
<ol style="list-style-type: decimal;">
<li style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 0.0px; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>CHI SIAMO E PERCHE’ CI UNIAMO</strong></span></li>
</ol>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Chi condivide questa analisi e questi obiettivi  ha il dovere di unirsi e battersi per un’alternativa di società. Solo con l’unità è possibile reagire al concreto rischio della scomparsa in Italia di una Sinistra degna di questo nome. Per questo Prc, Pdci, Socialismo 2000 e Lavoro-Solidarietà hanno deciso dar vita a un nuovo soggetto politico, la Federazione della Sinistra, e di invitare a partecipare altri soggetti politici, movimenti, associazioni, cittadine e cittadini che condividono l’impianto della nostra proposta.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Indichiamo come nostri riferimenti ideali e storici i momenti più alti della storia del movimento operaio italiano, comunista e socialista, l’antifascismo, i movimenti pacifista, ambientalista, altermondialista, femminista e dei diritti civili.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Ci uniamo per cominciare ad invertire la tendenza alla divisione e alla frammentazione che tanto danno hanno arrecato alla sinistra, alle lavoratrici e ai lavoratori, all’Italia; per dare senso e credibilità alla prospettiva del cambiamento. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">La Federazione della Sinistra si propone di costruire, nel tempo e con tenacia, la più ampia unità di tutte le forze politiche, delle organizzazioni sociali e culturali, locali e nazionali, e di tutte le persone che si riconoscono nella critica dell’attuale sistema economico e sociale e nell’obiettivo del superamento del capitalismo e del patriarcato.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">L’unità è necessaria per dare credibilità alla costruzione del Socialismo del XXI secolo.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">L’unità è indispensabile per mantenere in vita, rinnovandola e rilanciandola, una forza autonoma e indipendente dal centro-sinistra, dotata di un programma per l’uscita a sinistra dalla crisi capitalistica.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">L’unità è utile perché identità, culture politiche e pratiche sociali diverse convivano e, riconoscendosi reciprocamente, concorrano alla costruzione di un programma comune e ad assicurare la rappresentanza nelle istituzioni del mondo del lavoro, delle lotte sociali, del progetto di alternativa di società.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">L’unità è solida se è capace, nei fatti, di non ripetere i seri errori politici e la tendenza alle scissioni che hanno provocato la più grave crisi della sinistra nella storia italiana.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">All’unità non c’è alternativa. Le diverse organizzazioni della sinistra si troverebbero altrimenti a competere fra loro, in una lotta fratricida dalla quale niente di utile può venire alle classi popolari e ai movimenti di lotta. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">E’ invece possibile e necessario unirsi sulla base di una comune ispirazione ideale e di una condivisa prospettiva di cambiamento, e sulla base di un programma di lotte e proposte per il paese, capaci di dar vita a un polo sociale, politico e culturale di opposizione al neoliberismo capitalistico e di accumulare le forze necessarie per l’alternativa di società.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Per queste ragioni, dopo la lista comune alle elezioni europee, le assemblee del 18 luglio e del 5 dicembre dello scorso anno, avviamo il Congresso fondativo della Federazione della Sinistra. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande'; min-height: 13.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande'; min-height: 13.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<ol style="list-style-type: decimal;">
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>LA FEDERAZIONE E I SOGGETTI CHE VI PARTECIPANO</strong></span></li>
</ol>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.4px; font: 11.0px 'Lucida Grande'; min-height: 13.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">La Federazione è un nuovo soggetto politico, unitario e plurale. Non un partito unico, ma nemmeno un cartello elettorale o una sommatoria di due partiti comunisti. E’ un progetto ambizioso e originale che punta a valorizzare e a trasformare in iniziativa politica, conflitto sociale, prassi quotidiana, il patrimonio comune alle differenti soggettività, superando i limiti già verificati della dinamica scioglimento dei partiti esistenti- costituzione di nuovi partiti.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">E’ un soggetto politico e sociale che vive e trae alimento dalle risorse ideali e umane delle diverse soggettività politiche che costituiscono la Federazione, senza presupporre ne’ implicare lo scioglimento dei partiti esistenti e delle associazioni che decidono di farne parte.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Particolare rilievo assume per la Federazione il radicamento nel mondo del lavoro e la capacità di rappresentarne gli interessi. Per questo è compito politico-organizzativo prioritario la costruzione di circoli della Federazione nei luoghi di lavoro.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Il primo congresso della Federazione è per noi l’inizio di un processo che ha l’ambizione di costruire un polo politico e sociale della sinistra di alternativa dotato della forza e del consenso necessari per affrontare i grandi compiti che sono davanti a noi, per pesare e incidere nella realtà italiana.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">In molti paesi europei la sinistra di alternativa ha saputo acquisire un consenso e un ruolo politico e sociale di grande rilievo. Un intero continente, l’America Latina, ha espresso una straordinaria volontà e capacità di cambiamento. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">E’ possibile quindi costruire le condizioni del cambiamento.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">A tal fine sono indispensabili, insieme, chiarezza negli obiettivi e volontà unitaria.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Per questo la Federazione della Sinistra sarà sempre aperta. Invitiamo tutti i soggetti politici e sociali, tutte le persone che ne condividono l’ispirazione a farne parte, contribuendo a costruire e ad arricchire il programma e l’iniziativa politica, sociale e culturale.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">La Federazione della Sinistra decide di presentarsi unitariamente, come soggetto politico, con il proprio simbolo, alle elezioni a tutti i livelli, sulla base della ispirazione e del programma condivisi, e di assumere democraticamente, e in modo vincolante per tutte e per tutti, le decisioni relative alla partecipazione elettorale e le regole per la vita delle proprie rappresentanze istituzionali.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: center; font: 20.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>II</strong></span></p>
<ol style="list-style-type: decimal;">
<li style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>DIFENDERE E ATTUARE LA COSTITUZIONE, RINNOVARE LA DEMOCRAZIA ITALIANA</strong></span></li>
</ol>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 28.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Il degrado della democrazia non è un fenomeno solo italiano; è un processo in atto in tutto l’Occidente, è il portato del capitalismo neoliberista e della globalizzazione senza regole, che non siano quelle del mercato. Il progressivo smantellamento della sovranità nazionale degli Stati fa sì che le decisioni che influiscono sulla vita collettiva sono sottratte alle istituzioni democratiche. Decidono le oligarchie economico-finanziarie in stretta simbiosi con le oligarchie politiche, che anche attraverso il controllo dei mass media riducono la democrazia a delega passiva. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 28.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Questa “post democrazia”, che porta a “governi e legittimazione popolare passiva”, trova in Italia la sua versione più regressiva. La degenerazione oligarchica della democrazia si esprime, nel berlusconismo, attraverso l’ideologia del premier “eletto dal popolo”, che vede nelle istituzioni democratiche l’ostacolo alle decisioni o il nemico da combattere, si tratti del Parlamento o del Capo dello Stato, della Corte Costituzionale o della magistratura.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 28.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Nella legislatura in corso si è realizzato un salto di qualità, un attacco più grave e pericoloso, perché rivolto contro i fondamenti stessi della Costituzione, i suoi valori, i diritti democratici e sociali garantiti nella Prima parte.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 28.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Si vuole colpire il fondamento stesso della Prima parte della Carta: l’equilibrio tra libertà di impresa, utilità sociale e diritti dei lavoratori. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 28.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Lo stravolgimento dell’articolo 41, l’attacco al diritto di sciopero, la violazione del principio di progressività dell’imposizione fiscale, l’arbitro invece del giudice per decidere dei rapporti di lavoro, le ricorrenti aggressioni all’articolo 18 dello Statuto fanno parte dello stesso progetto: si vuole una Costituzione disegnata a misura del mercato e del profitto, non del lavoro, dei diritti della persona, dell’eguaglianza.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 28.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">E’ necessaria quindi la più ampia unità democratica per contrastare questa offensiva, per difendere la più grande conquista del popolo italiano, la Costituzione del 1948.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 28.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Dell’attacco ai fondamenti stessi della nostra Costituzione fa parte la deriva federalista, che, attraverso continui cedimenti alla impostazione sostanzialmente secessionista della Lega, mette in discussione l’unità nazionale, la solidarietà territoriale, l’eguaglianza e l’universalità dei diritti.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 28.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">L’attacco convergente all’unità nazionale e alla Resistenza, il momento più alto della storia italiana, rappresenta la becera espressione ideologica dell’aggressione ai principi fondativi dell’Italia democratica.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 28.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Non si può non sottolineare che nel determinare questa situazione vi sono responsabilità non secondarie della sinistra moderata, che ha assecondato lo svuotamento progressivo della democrazia. Il presidenzialismo di fatto a tutti i livelli di governo, la valorizzazione di un rapporto di tipo plebiscitario tra leader e popolo, lo svuotamento della partecipazione democratica e del ruolo delle assemblee elettive, i continui cedimenti al federalismo di impronta leghista, l’ideologia e la pratica del bipolarismo hanno colpito, pur senza modificare le norme scritte (tranne la pessima riforma del Titolo V), gli equilibri istituzionali sapientemente delineati nella nostra Carta fondamentale. Il berlusconismo ha così potuto cogliere dall’albero il frutto maturo.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 28.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Il bipolarismo forzato, prodotto dalle leggi elettorali maggioritarie, si è rivelato lo strumento delle oligarchie per ostacolare la partecipazione democratica ed escludere dalla vita istituzionale ogni prospettiva di reale cambiamento.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 28.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">La battaglia culturale e politica contro il bipolarismo, e per nuove regole elettorali basate sul principio proporzionalistico, è una battaglia in nome dei milioni di cittadini oggi senza rappresentanza, e degli altri milioni che in numero crescente si rifiutano di partecipare alla vita politica e alle stesse elezioni, nell’amara convinzione che chiunque vinca poco cambierà.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 28.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Ci battiamo quindi: </span></p>
<ul>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="font: 11.0px Wingdings; letter-spacing: 0.0px;"> </span><span style="letter-spacing: 0.0px;">per una democrazia profondamente rinnovata, anzitutto con la difesa intransigente della nostra Costituzione, della quale chiediamo anzi l’attuazione piena, perché siano mantenute le promesse contenute nei suoi Principi fondamentali: l’eguaglianza sostanziale,  la centralità del lavoro, la libertà della persona, la necessità di rimuovere gli ostacoli che limitano l’effettività dei diritti per tutte e per tutti. </span></li>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="font: 11.0px Wingdings; letter-spacing: 0.0px;"> </span><span style="letter-spacing: 0.0px;">Contro il federalismo, per le prerogative dello Stato nazionale e a favore di una Repubblica delle autonomie: regioni e comuni per unire il paese, non per dividerlo. </span></li>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="font: 11.0px Wingdings; letter-spacing: 0.0px;"> </span><span style="letter-spacing: 0.0px;">Per ridare centralità alle assemblee elettive, attribuendo loro i poteri decisionali più importanti, che sono stati trasferiti agli esecutivi e ai “capi” dei medesimi.</span></li>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="font: 11.0px Wingdings; letter-spacing: 0.0px;"> </span><span style="letter-spacing: 0.0px;">Per leggi elettorali di impianto proporzionale a tutti i livelli, per ridare senso al confronto politico e ideale tra progetti diversi, e per assicurare la rappresentanza al pluralismo presente tra gli italiani, che è un valore democratico per tutti, non solo per la sinistra.</span></li>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="font: 11.0px Wingdings; letter-spacing: 0.0px;"> </span><span style="letter-spacing: 0.0px;">Per rendere effettiva la libertà di informare e di essere informati, con una legge sul conflitto di interessi, contro l’oligopolio televisivo e per la libertà dei giornalisti nei confronti dei proprietari dei mass media.</span></li>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="font: 11.0px Wingdings; letter-spacing: 0.0px;"> </span><span style="letter-spacing: 0.0px;">Per la riforma dei partiti, che dia sostanza al diritto delle cittadine e dei cittadini di associarsi liberamente per concorrere con metodo democratico alla vita politica, previsto dalla Costituzione.</span></li>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="font: 11.0px Wingdings; letter-spacing: 0.0px;"> </span><span style="letter-spacing: 0.0px;">Per le più ampie forme di partecipazione democratica, garantendo ai soggetti sociali la presenza nei processi decisionali pubblici e riducendo gli ostacoli al ricorso al referendum e alle leggi di iniziativa popolare.</span></li>
</ul>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 28.4px; font: 11.0px 'Lucida Grande'; min-height: 13.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
<ol style="list-style-type: decimal;">
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>CENTRALITA’ DEL LAVORO</strong></span></li>
</ol>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.4px; font: 11.0px 'Lucida Grande'; min-height: 13.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Porre alla base della nostra proposta la centralità del lavoro vuol dire schierarsi dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori nel conflitto con la proprietà; assumere il tema della rappresentanza politica delle lavoratrici e dei lavoratori, e impegnarsi quindi per radicare la federazione nei luoghi di lavoro; indicare politiche per la piena e buona occupazione e per la  ricomposizione del mondo del lavoro, contro la frammentazione perseguita negli ultimi anni per dividerlo e indebolirlo:</span></p>
<ol style="list-style-type: lower-alpha;">
<li style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Politiche di intervento  pubblico nell’economia, sulla base di un piano di sviluppo finalizzato alla piena occupazione e al riequilibrio territoriale, e che preveda la produzione pubblica di beni collettivi, dalla ricerca, alla salvaguardia dell’ambiente, alla pianificazione del territorio da sottrarre alla speculazione, alla mobilità sostenibile, alla cura delle persone; </span></li>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Politiche fiscali che si basino sul principio della progressività dell’imposizione, e che spostino i carichi fiscali dal lavoro ai guadagni di capitale e alle rendite, ridistribuendo la ricchezza a favore delle famiglie e dei ceti popolari;</span></li>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Una legislazione del lavoro che contrasti la precarietà, sulla base del criterio per il quale il rapporto a tempo pieno e determinato è la forma ordinaria del rapporto di lavoro, e per questo abroghi le leggi che hanno consentito la precarizzazione del lavoro;</span></li>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Politiche specifiche per l’occupazione femminile, che in Italia è la più bassa d’Europa;</span></li>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Difendere i posti di lavoro, con una legge che preveda il blocco temporaneo dei licenziamenti;</span></li>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Prevedere per legge un salario minimo per le lavoratrici e i lavoratori per i quali non vige il contratto nazionale, rapportato a quanto previsto dai contratti nazionali e tale da garantire un trattamento economico che assicuri a lui/lei un’esistenza dignitosa, e che contrasti il fenomeno del “lavoro povero”;</span></li>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Il reddito minimo garantito per coloro che non sono nelle condizioni di lavorare;</span></li>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">L’attribuzione ai migranti dei medesimi diritti e condizioni di lavoro dei cittadini italiani, l’impegno contro il caporalato e lo sfruttamento selvaggio dei lavoratori extracomunitari;</span></li>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Il diritto a una pensione decorosa, integrando con la fiscalità generale l’eventuale deficit derivante dal sistema contributivo e prevedendo l’aumento delle pensioni in essere attraverso meccanismi perequativi che garantiscano a tutti gli anziani un reddito sufficiente;</span></li>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Il contrasto durissimo agli infortuni sul lavoro, prevedendo misure più incisive, controlli penetranti ed effettive sanzioni penali per i datori che non le rispettano;</span></li>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Una legge che garantisca la democrazia nei luoghi di lavoro e nella definizione delle rappresentanze sindacali;</span></li>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> Un polo pubblico del credito, attraverso la proprietà o il controllo delle banche di rilievo strategico, per garantire che il risparmio delle famiglie sia tutelato, e utilizzato per investimenti produttivi pubblici e privati, e non per speculazioni finanziarie che arricchiscono enormemente poche persone e danneggiano la grande maggioranza dei risparmiatori e dei cittadini.</span></li>
</ol>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">In questo quadro la Federazione considera la questione meridionale una grande questione nazionale. Non è tollerabile che una larga parte del Paese sia abbandonata al degrado sociale, al prepotere della criminalità organizzata, a pratiche politiche affaristiche e clientelari. Affrontare in modo determinato e innovativo la questione meridionale significa affermare i principi dell’unità nazionale, della democrazia, dell’intervento pubblico nell’economia e invertire quindi le tendenze involutive dell’ultima fase. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">A tal fine occorre far leva sia sulle risorse umane, culturali e ambientali del Sud, sia su politiche perequative nazionali, prevedendo in particolare che il polo pubblico del credito, da noi proposto, assuma come compito istituzionale l’investimento nel Mezzogiorno. Condizione indispensabile per il riscatto del Sud è il rinnovamento della pratica politica e il ricambio dei gruppi dirigenti.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande'; min-height: 13.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<ol style="list-style-type: decimal;">
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>LA QUESTIONE DI GENERE</strong></span></li>
</ol>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande'; min-height: 13.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Il rapporto di potere sociale, economico e simbolico tra i sessi, a quarant’anni dalla rivoluzione femminista, permane fortemente squilibrato. Per restare solo in ambito europeo, l’Italia è il Paese in cui la questione femminile si pone con maggiore emergenza. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">La restaurazione capitalista ha alimentato forme antiche e nuove di patriarcato, per legittimare un assetto sociale strumento della discriminazione di genere. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Le donne sono oggetto di violenza maschile, in famiglia e nella società. Una cultura della sopraffazione che viene confermata persino dalle sentenze dei tribunali e della Cassazione, dove violenza sessuale e violenza casalinga contro le donne spesso non vengono riconosciute al pari di ogni altra violenza alla persona. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Viene ostacolato, quando non negato, il diritto fondamentale delle donne alla libera scelta sul proprio corpo:  aborto, contraccezione, RU486, maternità consapevole, accesso alle tecniche di procreazione assistita, non sono riconosciuti come diritto della persona. Lo Stato, anche attraverso l’ospedalizzazione forzosa, interviene direttamente nelle scelte e nelle decisioni delle donne. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Lo sfruttamento del corpo delle donne attraversa i settori economici, politici e familiari. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">L’organizzazione del lavoro e la riduzione dello Stato sociale colpiscono direttamente la libertà delle donne. La disoccupazione e l’inoccupazione femminile, la diffusione del lavoro precario (maggiore che per gli uomini),  le differenze di stipendio e remunerazione (mediamente inferiori del 23% a quelle degli uomini), le vessazioni sul lavoro  sono a livello preoccupante per una società del XXI secolo. La carenza di un welfare sociale adeguato si scarica sulle famiglie e da queste sulle donne, per il persistere della visione tradizionale che tende a schiacciare la soggettività  delle donne nell’istituto familiare.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">E’ impegno della Federazione battersi contro ogni forma di patriarcato e perché ogni donna decida liberamente del proprio corpo e abbia riconosciuti i pieni diritti di eguaglianza, in famiglia, nella società e sul lavoro, sanciti dalla Costituzione.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">La Federazione della Sinistra assume il principio della rappresentanza paritaria di donne e di uomini.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Times New Roman'; min-height: 12.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Times New Roman'; min-height: 12.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Times New Roman'; min-height: 12.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Times New Roman'; min-height: 12.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Times New Roman'; min-height: 12.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<ol style="list-style-type: decimal;">
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>BENI COMUNI, AMBIENTE, SOVRANITA’ ALIMENTARE</strong></span></li>
</ol>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande'; min-height: 13.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">La crisi ambientale, che mette a rischio la sopravvivenza stessa del pianeta, è la conseguenza, come la crisi economica, delle contraddizioni strutturali del capitalismo, che in nome del profitto assoggetta la natura ad uno sfruttamento indiscriminato.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> Solo l’intervento pubblico in economia può creare le condizioni per la riconversione ecologica del sistema produttivo e assicurare al pianeta la tutela delle condizioni di vita, oggi messa a repentaglio dallo sfruttamento privatistico e indiscriminato delle risorse naturali (come dimostra il disastro ecologico provocato dalla BP).  Il nuovo modello di produzione e consumo deve basarsi sul principio di limite in una società sostenibile e sull’idea che le risorse naturali costituiscono un bene comune, non merci sottoposte all’appropriazione privata finalizzata al profitto.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Siamo quindi per il NO al nucleare, per seri investimenti nelle energie rinnovabili, per il rispetto delle regole europee sulla riduzione delle emissioni, e sosteniamo la proposta di legge di iniziativa popolare per le energie rinnovabili e la difesa del clima.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">La crisi alimentare condanna alla morte per fame e per sete milioni e milioni di essere umani, a causa delle politiche neo-liberiste, che hanno accresciuto nel mondo povertà e squilibri territoriali, hanno concentrato nei Paesi più ricchi i luoghi di trasformazione e commercializzazione delle risorse agricole, hanno organizzato attraverso le multinazionali lo sfruttamento delle terre dei Paesi poveri, negando così il diritto fondamentale al cibo per tutti.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Costituiscono per queste ragioni terreno fondamentale di analisi, di proposta e di lotta le questioni della sovranità alimentare e della crisi alimentare, e, nel nostro Paese, della difesa dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori italiani e migranti in agricoltura, della tutela dei contadini e dei piccoli produttori agricoli, della valorizzazione dell’agricoltura biologica e dei prodotti tipici, del rifiuto degli OGM, della salvaguardia della bio-diversità, dei terreni agricoli e del paesaggio rurale.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Centrale è per noi l’idea che le risorse naturali sono beni comuni. Quasi vent’anni di privatizzazioni in Italia hanno comportato il declino degli investimenti, l’aumento dei prezzi al consumo, e benefici solo per i nuovi proprietari, con profitti e retribuzioni dei managers che hanno raggiunto livelli elevatissimi. E’ ora di invertire la rotta.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Il movimento referendario contro la privatizzazione dell’acqua, da noi sostenuto, esprime una nuova soggettività, che vede nell’acqua il simbolo forte di un legame stretto e imprescindibile fra risorse e comunità.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">L’impegno per i beni comuni esprime la tensione verso un modello di società e di economia che va oltre la lotta al mercatismo e la stessa tradizionale logica della statizzazione, per indicare l’obiettivo del controllo sociale e comunitario su beni, il cui corretto uso è decisivo per garantire sia più giuste relazioni sociali, sia un equilibrato rapporto fra esseri umani e natura. Si indica così la strada di un governo partecipato di questi beni, capace di coinvolgere in modo diretto e con strumenti nuovi le comunità interessate. Sosteniamo la piena attuazione dell’art. 43 della Costituzione, che prevede la possibilità di sottrarre al regime privatistico le attività che riguardano servizi pubblici essenziali, fonti di energia e situazioni di monopolio, attribuendole a comunità di utenti e di lavoratori.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Il territorio è stato sottoposto alla più selvaggia speculazione, spesso con l’avallo dei poteri pubblici. Ciò ha determinato cementificazione, creazione di quartieri ghetto, rottura dei legami sociali, devastazione culturale, a vantaggio di pochi imprenditori privati, e senza assicurare l’abitazione a chi non dispone di un reddito adeguato. Diritto alla casa ed equilibrio urbanistico vanno garantiti attraverso forme nuove di compartecipazione sociale alle decisioni pubbliche, sulla base del principio che le aree urbane costituiscono un bene comune.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande'; min-height: 13.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande'; min-height: 13.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
<ol style="list-style-type: decimal;">
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> IL DIRITTO AL SAPERE. LA CULTURA PATRIMONIO UNIVERSALE</strong></span></li>
</ol>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande'; min-height: 13.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Il sapere, la conoscenza, l’istruzione sono un fondamentale diritto democratico. La cultura è un patrimonio universale, prodotto nel corso della storia dell’umanità. La ricerca scientifica va coordinata con le esigenze della collettività, non subordinata alla logica del capitale. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Per questo va contrastata con determinazione la tendenza alla privatizzazione del sapere.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Come dice la Costituzione, spetta allo Stato garantire il diritto all’istruzione. L’effettività di questo diritto non sussiste quando, come oggi in Italia, il figlio di un laureato ha 10 volte la possibilità di conseguire la laurea in più rispetto al figlio di chi ha frequentato solo la scuola dell’obbligo. Si perpetuano nelle generazioni diseguaglianze sociali profondamente ingiuste. Tutte le bambine e i bambini, tutti i giovani devono avere pari opportunità nell’accesso alla conoscenza. E ciò non solo per garantire eguali possibilità di accesso ai lavori, ma anche per assicurare a ciascuna e a ciascuno strumenti conoscitivi e di giudizio critico e conoscitivo sulla società in cui vive. Come dice uno slogan del movimento degli studenti, “un popolo di ignoranti è un popolo manipolabile”.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Il pesante attacco alla scuola pubblica, all’università pubblica e alla cultura in atto da parte del governo Berlusconi si fonda su una logica classista che va denunciata ad alta voce. L’obiettivo è di realizzare due canali formativi: una scuola pubblica dequalificata con insegnanti malpagati e demotivati, per i ceti popolari; una scuola privata per ricchi e benestanti, che perpetui le gerarchie sociali esistenti. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Si è ridotto del 25% il bilancio della scuola, si sono colpite le retribuzioni degli insegnanti e del personale non docente, si prevede il licenziamento di decine di migliaia di insegnanti precari in un sistema scolastico che già oggi è tra i più poveri d’Europa.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Si riducono l’orario scolastico, il tempo pieno nella scuola dell’obbligo, la durata dell’istruzione obbligatoria, si è reintrodotta una canalizzazione precoce al lavoro e si propone l’abbassamento a 15 anni dell’età di ingresso al lavoro.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Rimangono invece intatti i finanziamenti statali alla scuola privata, e altre forme di finanziamento passano attraverso le regioni, come in Lombardia.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Proponiamo una radicale inversione di tendenza, per garantire a tutti, come vuole la Costituzione, l’eguale diritto all’istruzione, una scuola pubblica, democratica e pluralista.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande'; min-height: 13.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<ul>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="font: 11.0px Wingdings; letter-spacing: 0.0px;"> </span><span style="letter-spacing: 0.0px;">Occorre destinare all’istruzione risorse almeno pari alla media europea; </span></li>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="font: 11.0px Wingdings; letter-spacing: 0.0px;"> </span><span style="letter-spacing: 0.0px;">prevedere l’obbligo scolastico fino a 18 anni, garantendo la gratuità della scuola, compresi i libri di testo, con l’obiettivo di portare tutti i giovani al diploma superiore;</span></li>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="font: 11.0px Wingdings; letter-spacing: 0.0px;"> </span><span style="letter-spacing: 0.0px;">valorizzare il ruolo e la professionalità degli insegnanti, con retribuzioni di livello europeo, un piano di formazione e la stabilizzazione del lavoro di tutti i docenti;</span></li>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="font: 11.0px Wingdings; letter-spacing: 0.0px;"> </span><span style="letter-spacing: 0.0px;">il tempo pieno nell’insegnamento elementare;</span></li>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="font: 11.0px Wingdings; letter-spacing: 0.0px;"> </span><span style="letter-spacing: 0.0px;">la scuola dell’infanzia garantita in tutto il Paese, ed in particolare nel Mezzogiorno, dove oggi è quasi inesistente;</span></li>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="font: 11.0px Wingdings; letter-spacing: 0.0px;"> </span><span style="letter-spacing: 0.0px;">assicurare l’insegnamento per i soggetti portatori di handicap; </span></li>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="font: 11.0px Wingdings; letter-spacing: 0.0px;"> </span><span style="letter-spacing: 0.0px;">garantire l’inserimento degli alunni figli di migranti.</span></li>
</ul>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande'; min-height: 13.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Altrettanto inquietante è la controriforma dell’università avviata dal governo, che prevede tagli alle spese, la precarizzazione di intere fasce di docenti, un drastico accentramento di potere a vantaggio di rettori e amministratori, l’inserimento nella guida dell’università di soggetti privati, al fine di subordinare l’università e la ricerca a imprese, banche e oligarchie politiche locali.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">L’obiettivo è farla finita con quanto rimane di una università pubblica di qualità e di massa, considerata un pericoloso strumento di mobilità sociale e di “egualitarismo”, e di cancellare ogni residuo di partecipazione democratica. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Condividiamo quindi la mobilitazione di studenti e ricercatori, in atto in Italia e in Europa, contro la privatizzazione dell’università e della ricerca e siano con i movimenti, come l’onda e gli insegnamenti precari, che si battono per questi obiettivi.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Al tempo stesso riteniamo necessario un profondo rinnovamento dell’università italiana. L’università pubblica, per essere di massa e di qualità, deve garantire a tutti il diritto allo studio e l’accesso alla condivisione dei saperi,  privilegiare la ricerca, prevedere l’obbligo di tempo pieno per tutti i docenti, superare l’autoreferenzialità del ceto accademico, combattere ogni fenomeno di parassitismo, ponendo fine a esperienze fallimentari di microatenei, alla pletora di corsi di laurea, alla moltiplicazione di insegnamenti, ogni volta che ciò appaia espressione non di una diffusione della conoscenza, ma di clientelismo accademico.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">La garanzia del diritto allo studio richiede l’abolizione del numero chiuso per l’accesso, l’esenzione del pagamento delle tasse di iscrizione per le famiglie a basso reddito, agevolazioni per gli studenti lavoratori e fuori sede, l’effettiva disponibilità per tutti gli studenti di adeguate infrastrutture logistiche e didattiche, il superamento del doppio livello (cosiddetto 3 più 2).</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">La spesa pubblica italiana per la ricerca, pari all’1,1% del PIL, è largamente inferiore alla media europea del 2% e all’obiettivo del 3% fissato per il 2010 dall’Europa. A sua volta, l’impresa privata italiana ha il record negativo degli investimenti in ricerca: lo 0,55% del PIL, contro ad esempio l’1,83% della Germania. L’obiettivo dei gruppi dirigenti è quindi quello di privatizzare la ricerca, utilizzando fondi pubblici (con lo strumento della fondazione-università) per porla al servizio dell’impresa. Questa prospettiva contrasta con il principio del valore universale della conoscenza, ed è di corto respiro in un sistema paese che avrebbe bisogno di consolidare la propria economia investendo in ricerca, per competere nel mercato globale fondandosi sulle risorse intellettuali dell’Italia, e non sulla riduzione dei salari e dei diritti dei lavoratori.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Consideriamo particolarmente grave l’attacco del governo alla cultura, alla sua autonomia e libertà, che si è manifestato anche con i pesanti tagli previsti dalla manovra. Si vogliono colpire strumenti insostituibili di formazione, di coscienza e consapevolezza critiche.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Le politiche di privatizzazione della cultura vanno combattute. Compito dello Stato è infatti sostenere la produzione culturale, sottraendola alla logica della mercificazione, attraverso adeguati stanziamenti, la garanzia dell’autonomia e del pluralismo, la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori della cultura.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande'; min-height: 13.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<ol style="list-style-type: decimal;">
<li style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 0.0px; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>DIRITTI CIVILI E LAICITA’ DELLO STATO</strong></span></li>
</ol>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 12.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">All’attacco alla democrazia, ai diritti del lavoro, allo stato sociale in corso in Italia si accompagna un attacco ai diritti civili e al principio della laicità dello Stato senza paragoni in Europa. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 12.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Come in passato, negli anni ’60 e ’70, le lotte per la giustizia sociale e per la  liberazione da  strutture gerarchiche e autoritarie portò a una stagione di riforme nelle quali avanzarono insieme diritti sociali, diritti dei lavoratori e diritti civili (come il divorzio, il nuovo diritto di famiglia, la legge sull’interruzione di gravidanza), così oggi, al contrario, l’arretramento e le tendenze pesantemente regressive riguardano l’intero arco dei diritti.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 12.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Il principio della laicità dello stato non costituisce per noi ragione di un conflitto tra credenti e non credenti. Il dialogo chiede la costruzione di un comune convincimento secondo il quale nessuno può imporre un punto di vista culturale, ideale o religioso con pretesa di assolutezza. Il pluralismo, se ancorato ai valori sanciti dalla Costituzione, non è nichilismo, ma confronto tra ragioni diverse, nessuna delle quali può avere la pretesa di prevalere sulle altre. In una democrazia, e all’interno del quadro costituzionale, il pluralismo è un valore che richiede un dibattito pubblico aperto e poi l’accettazione delle decisioni che abbiano la maggioranza dei consensi.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 12.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Di fronte alle nuove frontiere che scienza e medicina pongono per la procreazione, la morte e la vita, riteniamo che debba essere affermato il principio dell’autodeterminazione della persona, nell’ambito di regole che ne garantiscano l’effettività.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 12.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Vanno protetti i diritti di coloro che sono discriminati a causa della loro origine etnica, orientamento sessuale ed identità di genere, religione, ideologia, disabilità, età.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 12.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">L’effettivo superamento delle discriminazioni derivanti dall’orientamento sessuale e dell’omofobia richiede che l’ordinamento giuridico italiano riconosca il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Non è ammissibile che l’Italia sia uno dei pochissimi paesi europei che rifiuta il riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 12.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Di una moderna civiltà giuridica fa parte il riconoscimento dei diritti dei migranti, sottoposti oggi a pesanti discriminazioni, a condizioni di lavoro umilianti e troppo spesso illegali, ed esposti agli attacchi razzisti e xenofobi.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 12.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Le politiche di respingimento violano il diritto di asilo previsto dalla Costituzione ed espongono coloro che ne sono vittime a gravissimi rischi, che possono riguardare la stessa sopravvivenza fisica. Per questo chiediamo nuove politiche europee e italiane sull’immigrazione, e la sostituzione dei centri di detenzione con strutture che rendano possibile l’inserimento in condizioni civili nella vita del Paese. Siamo favorevoli al riconoscimento del diritto di voto amministrativo agli immigrati residenti.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 12.0px 'Lucida Grande'; min-height: 15.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<ol style="list-style-type: decimal;">
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>PER LA PACE, PER IL DISARMO</strong></span></li>
</ol>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande'; min-height: 13.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">L’impegno per la pace, contro la guerra e ogni forma di imperialismo e neocolonialismo, per il disarmo è un valore fondante della Federazione della Sinistra.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">La globalizzazione neocapitalistica ha comportato il crescente ricorso alla forza militare e alla guerra per garantire all’Occidente, egemonizzato dagli Stati Uniti, il controllo di risorse e mercati e per affermare il proprio dominio politico, economico e culturale.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">La crisi economica ha cambiato gli equilibri geopolitici mondiali, e ciò aumenta il rischio di tensioni e conflitti per l’accesso alle materie prime. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Ma le guerre derivano anche dalla povertà e dalla repressione, generano altri conflitti militari, etnici e religiosi, e alimentano il fondamentalismo e il terrorismo. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Dopo la caduta del muro di Berlino, lo scioglimento del Patto di Varsavia e la fine della guerra fredda, invece di promuovere la pace, rafforzare e riformare l’ONU come sede della soluzione politica delle controversie internazionali, gli USA e i paesi occidentali, con decisioni sia unilaterali che multilaterali, hanno ripetutamente violato il diritto internazionale, delegittimato l’ONU e trasformato la NATO in uno strumento di guerra e di aggressione al di fuori dei propri confini. Per questo siamo per l’uscita dell’Italia dalla NATO, per lo scioglimento di essa e perché l’Unione europea, finora drammaticamente priva di una politica comune, adotti una politica europea di sicurezza e di pace. Le guerre degli anni 90 e del primo decennio del nuovo millennio, utilizzando come pretesti la lotta al terrorismo e a “stati canaglia” e perfino la difesa dei diritti umani, hanno destabilizzato il mondo e accresciuto tensioni e contrapposizioni, con il fine di  occupare territori strategicamente rilevanti per le risorse energetiche e naturali. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Anche i governi italiani hanno partecipato a questi interventi, prima nei Balcani poi nell’Iraq (dal quale anche per nostra iniziativa il secondo governo Prodi ha poi ritirato il contingente italiano), oggi in Afghanistan. Questi interventi sono in contrasto con il principio di pace posto dall’art. 11 della Costituzione, per il quale l’Italia ripudia la guerra e opera per la soluzione politica dei conflitti internazionali. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Siamo per il ritiro unilaterale del contingente italiano in Afghanistan, e per la costruzione in quel paese di una alternativa politica, sotto il controllo dell’ONU, per passare dall’impegno militare a un impegno politico e civile a fianco delle popolazioni vittime dell’oppressione e della guerra, come chiede la Rete delle donne afghane. Gli oltre  550 milioni di euro spesi ogni anno dall’Italia per mantenere la missione vanno devoluti alla cooperazione, al sostegno al processo di pace e all’assistenza alle popolazioni.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Proponiamo la chiusura delle basi militari straniere in Italia e l’abrogazione del segreto e delle prerogative governative sottratte al parlamento dai trattati stipulati nel periodo della guerra fredda. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Chiediamo l’immediata rimozione del blocco immorale e illegittimo imposto dagli U.S.A. a Cuba, più volte condannato dall’Assemblea generale dell’ONU.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Nel mondo sono in corso molti conflitti armati. Palestina, Kurdistan, Sahara Occidentale, Colombia, Messico sono solo alcuni esempi. Crescente tensione sta determinando in America Latina la riattivazione della IV Flotta e l’istituzioni di basi militari USA in Colombia.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Noi sosteniamo le proposte di soluzione politica e negoziata di tali conflitti, che è la via maestra per sconfiggere il terrorismo. Chiediamo l’abolizione della “lista delle organizzazioni terroristiche” compilata dall’UE.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Il principale fattore di crisi internazionale e di guerra è oggi costituito dalla mancata soluzione della questione israelo-palestinese. Eppure la pace in quelle terre sarebbe decisiva per porre fine alla stagione dello scontro di civiltà. L’attuale governo israeliano mostra con inaccettabile determinazione la volontà di non procedere nel processo di pace, che deve fondarsi sul ritiro dai territori occupati e su garanzie reciproche di sicurezza, in base al principio “due popoli due stati”. A tal fine gli insediamenti coloniali in territorio palestinese devono essere smantellati, e l’embargo a Gaza va tolto immediatamente. La Federazione della Sinistra è a fianco del popolo palestinese nella sua lotta per il diritto all’autodeterminazione, come previsto da decenni da ripetute risoluzioni dell’ONU. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Nuove inquietanti minacce di guerra si profilano con riferimento all’Iran. Un attacco a quel paese determinerebbe devastanti e inimmaginabili conseguenze. La soluzione negoziale del contenzioso richiede la rinuncia all’arma nucleare da parte di tutti i paesi dell’area, compreso Israele.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Per questo va sostenuta la proposta che è stata avanzata in questo senso da molti paesi del Medio oriente. Ciò costituirebbe il primo passo per l’obiettivo della distruzione di tutti gli ordigni nucleari da parte di tutti gli Stati che ne sono dotati. Siamo per un pianeta denuclearizzato.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">La pace e il disarmo sono grandi obiettivi, per i quali si battono importanti movimenti di tutti i continenti. Noi ce ne sentiamo parte, secondo la tradizione internazionalista della sinistra italiana, così come siamo con tutte le forze che nel mondo si battono per la pace, la giustizia sociale, l’equilibrio ambientale e alimentare.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande'; min-height: 13.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong><span style="white-space: pre;"> </span></strong></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande'; min-height: 13.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<ol style="list-style-type: decimal;">
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>UNA COSTITUENTE PER L’EUROPA DEMOCRATICA</strong></span></li>
</ol>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.4px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande'; min-height: 13.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">E’ in atto un violento attacco all’Europa come soggetto politico e agli ultimi bastioni dello stato sociale in Europa.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Ciò rende ancor più necessaria la costruzione di un’alternativa politica e sociale anche su scala europea. Le risposte che l’Unione Europea, di concerto con il FMI, ha dato fino ad oggi alla crisi,  non solo evidenziano tutti i limiti dell’attuale costruzione europea, ovvero il suo carattere a-democratico, la sua natura classista e liberista, la sua subalternità all’atlantismo,  ma  approfondiscono queste tendenze di fondo, come dimostra il progetto di nuove modifiche ai trattati. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Si vuole per tale via scaricare sullo stato sociale e sulla maggioranza della popolazione europea i costi della crisi, oltre che sottrarre sovranità democratica e popolare alle decisioni degli stati in materia di bilancio. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">E’ follia ripercorre la stessa strada che ha portato alla crisi, nell’illusione che liberismo, monetarismo, riduzione della spesa sociale possano determinare la </span><span style="letter-spacing: 0.0px color;">ripresa economica. Una ricetta sbagliata oltre che ingiusta e disastrosa socialmente. Occorre un’altra strada, costruire un’altra Europa.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Proponiamo , anche a partire dal programma comune per le elezioni europee, una rifondazione democratica e sociale dell’Unione europea, su basi opposte a quelle monetariste e liberiste, che hanno avuto e continuano ad avere nella grande coalizione formata da socialisti, popolari e liberali europei la base di consenso politico che è all’origine del ventennio neoliberista. Un patto politico che è stato purtroppo riaffermato con la condivisione bipartisan dei piani di austerità e del vero e proprio  “golpe monetario”,  con la proposta di riforma del patto di stabilità,  volta alla distruzione del modello sociale europeo. Queste le nostre proposte.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
<ul>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Sostituire il Patto di stabilità con un patto per la piena occupazione e la riconversione sociale ed ambientale dell’economia.</span></li>
</ul>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<ul>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">La socializzazione del sistema bancario e finanziario, con il controllo pubblico del credito.</span></li>
</ul>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<ul>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">La ridefinizione dello statuto e della missione della Banca centrale , che va sottoposta ad un controllo democratico.</span></li>
</ul>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<ul>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">L’armonizzazione dei sistemi fiscali dei paesi europei, fondata sul principio della progressività delle imposte.</span></li>
</ul>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande'; min-height: 13.0px;">
<ul>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> Un piano europeo per la ripubblicizzazione di quanto privatizzato, a partire da beni comuni e servizi pubblici essenziali, come l’educazione , la salute, l’acqua , l’energia, i trasporti.</span></li>
</ul>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande'; min-height: 13.0px;">
<ul>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">L’introduzione della Tobin Tax per tassare i capitali speculativi e  l’abolizione dei paradisi fiscali.</span></li>
</ul>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande'; min-height: 13.0px;">
<ul>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Un piano per la piena occupazione, con la creazione di un fondo finanziato con la tassazione della speculazione finanziaria e della rendita.</span></li>
</ul>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande'; min-height: 13.0px;">
<ul>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Il blocco dei licenziamenti e delle delocalizzazioni. Le imprese che usufruiscono di contributi pubblici non devono licenziare o usare questi fondi per spostare le produzioni.</span></li>
</ul>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<ul>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Un salario minimo europeo e un reddito sociale.</span></li>
</ul>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande'; min-height: 13.0px;">
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">L’attuale assetto istituzionale dell’Unione non consente la realizzazione di questi obiettivi. I trattati vigenti lo impediscono, e affidano il potere effettivo ai governi, ai tecnocrati, ai burocrati, sottraendolo ai popoli europei.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Per questo alla lotta sociale si collega la necessità di rendere democratica l’Unione.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Avanziamo la proposta di una Assemblea costituente europea, eletta direttamente dalle cittadine e dai cittadini europei, che abbia il potere di riscrivere i trattati e di dare all’Unione basi democratiche.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">La sottrazione di sovranità democratica e popolare operata negli anni ha costruito un’Europa burocratica e tecnocratica, sempre di più percepita come contro i popoli. Vogliamo un cambiamento profondo che spazzi via l’Europa dei banchieri e delle multinazionali, per costruire l’Europa sociale, democratica e dei popoli. Per queste ragioni, la Federazione della Sinistra si colloca con le forze politiche che in Europa si riconoscono nel Gue e nel Partito della Sinistra Europea, e insieme a loro lavora alla costruzione di un fronte sociale e politico antiliberista anche nel nostro continente.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.4px; text-align: center; font: 20.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>III</strong></span></p>
<ol style="list-style-type: decimal;">
<li style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>IL CASO ITALIANO: UNA DESTRA EVERSIVA</strong></span></li>
</ol>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande'; min-height: 13.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Il centro destra italiano presenta il volto peggiore e più inquietante, senza paragoni in Europa, delle tendenze regressive del capitalismo contemporaneo.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">L’attacco alla Costituzione, la delegittimazione di ogni soggetto costituzionale che non sia il capo del governo (dal Parlamento alla Corte Costituzionale, dalla Magistratura fino alla stessa Presidenza della Repubblica), il disprezzo per la legalità, la tolleranza per la corruzione colpiscono al cuore i principi e la logica stessa della democrazia. Questi attacchi stanno incidendo sul senso comune degli italiani, creando consenso intorno a una concezione e a una prassi plebiscitarie e autoritarie della democrazia.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Il controllo del sistema radiotelevisivo mina il diritto dei cittadini ad una informazione pluralista: si conferma il serio errore compiuto dai governi del centro sinistra nel non approvare la legge sul conflitto di interessi.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Aldilà delle dichiarazioni di intenti, e della positiva azione della magistratura e delle forze dell’ordine, la presenza nel governo di esponenti indagati per collusione con la criminalità organizzata dimostra che non si vuole colpire a fondo il sistema mafioso, che ha la sua forza proprio nel rapporto con il potere politico e finanziario. Il risultato drammatico è che la mafia continua a esercitare il suo potere in vaste aree del Mezzogiorno, con una sospensione di fatto dello Stato di diritto e della stessa democrazia.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Parallelamente prosegue l’attacco allo stato sociale, ai diritti dei lavoratori (dallo scandaloso sostegno del governo al tentativo della Fiat di vietare il diritto di sciopero a Pomigliano ai contenuti del disegno di legge sul lavoro rimandato alle Camere dal Capo dello Stato) e ai più elementari criteri di giustizia sociale, come risulta dai contenuti della manovra finanziaria. La volontà di mettere mano all’art. 41 della Costituzione (che indica il limite dell’utilità sociale e dei diritti della persona all’iniziativa economica privata, e prevede l’intervento pubblico per la realizzazione di fini sociali) rappresenta il vero e proprio manifesto della volontà di colpire la sostanza stessa della Prima parte della Carta fondamentale. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">C’è un rischio grave per la democrazia del nostro Paese, che può persino richiamare per alcuni aspetti il ricordo del fascismo, sconfitto dalla lotta di Resistenza e dalla conquista della Costituzione repubblicana.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Il berlusconismo trova il suo terreno di coltura e il suo referente sociale nel capitalismo italiano, che a sua volta si è rivelato nell’ultimo ventennio uno dei più regressivi a livello internazionale, avendo puntato, invece che su investimenti in innovazione e ricerca, sulla compressione dei salari, dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e sull’evasione fiscale.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Di fronte a questa involuzione autoritaria, che ripropone il sovversivismo delle classi dominante italiane, è necessario lanciare l’allarme e invitare all’unità tutte le forze politiche, sociali e culturali, per realizzare un largo fronte di opposizione.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Ancora più grave è la situazione se si considera la presenza e il ruolo determinante della maggioranza di governo della Lega. Questa formazione politica rappresenta la versione italiana del populismo xenofobo che si viene purtroppo diffondendo in Europa, aggravato da un secessionismo strisciante mai apertamente rinnegato. Il ruolo determinante della Lega al governo spinge per un federalismo antisociale ed antiegualitario, del quale il federalismo fiscale è il primo tassello. Si determina un vero rischio, che non deve essere in alcun modo sottovalutato, per l’unità nazionale.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">In definitiva, questo governo e questa maggioranza vogliono, con la connivenza o l’inerzia dei potentati economici e finanziari, consolidare il proprio potere sulla base del degrado democratico e sociale e della divisione del Paese.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande'; min-height: 13.0px;">
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande'; min-height: 13.0px;">
<ol style="list-style-type: decimal;">
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>IL CASO ITALIANO: LA CRISI DELLA SINISTRA</strong></span></li>
</ol>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.4px; font: 11.0px 'Lucida Grande'; min-height: 13.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">A determinare l’emergenza democratica e sociale dell’Italia hanno concorso le scelte della sinistra italiana nell’ultima fase: scelte evidentemente sbagliate, errori da non ripetere, se oggi in Italia le forze a sinistra del P.D. sono fuori dal Parlamento nazionale ed europeo, divise e frammentate; e se la parte maggioritaria del P.D.S. è confluita in un nuovo partito che rifiuta di definirsi di sinistra. Il risultato è l’altra faccia del caso italiano oggi: il paese europeo che aveva la sinistra più forte, rischia ora l’assenza di una sinistra degna di questo nome. E’ la necessità di reagire a questa situazione la ragione prima della nascita della Federazione della Sinistra.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Nel corso degli anni ’90 gran parte dei partiti socialisti e socialdemocratici hanno accettato la logica del capitalismo e hanno sposato e spesso attuato dal governo le politiche neoliberiste. Hanno così scelto di competere al centro, e di privilegiare gli interessi imprenditoriali, rinunciando al compito di rappresentare gli interessi dei ceti popolari. In Italia il PDS,  poi DS, ha seguito questo percorso. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">A questa scelta si sono accompagnate scelte istituzionali (il bipolarismo maggioritario e parapresidenzialista, la subalternità al federalismo leghista), per poi subirne le conseguenze con le ripetute vittorie della destra. Tutto ciò ha prodotto un circolo vizioso fatto di delusioni dell’elettorato di centrosinistra e di successi della destra, ai quali si è risposto con processi politici che alla fine hanno prodotto un partito, il PD, che nega esplicitamente di essere di sinistra e che ha proposto l’obiettivo del bipartitismo come approdo della transizione del sistema politico italiano.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">La nuova segreteria del PD sembra aver superato l’idea dell’autosufficienza e dal bipartitismo. Sul versante delle politiche economiche e sociali, nonostante l’emersione di accenti diversi rispetto al passato, non è messo in discussione l’orientamento di fondo, e in particolare la scelta aclassista, come dimostrano le posizioni assunte sullo sciopero della Cgil e su Pomigliano.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Attrazione crescente anche sull’elettorato di sinistra esercita l’Italia dei Valori. Essa appare la forza parlamentare più determinata nell’opposizione a Berlusconi. Ma l’ambiguità su questioni fondamentali come la politica estera, la politica economica e sociale, i diritti civili, la spinge a scelte profondamente sbagliate, come il voto favorevole sul federalismo fiscale o la promozione di una campagna referendaria alterativa a quella promossa dai Comitati contro la privatizzazione dell’acqua.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Quanto alle forze politiche a sinistra del P.D., pesano gli errori commessi negli ultimi dieci anni. Una grande stagione di mobilitazione su temi propri della sinistra aveva caratterizzato l’inizio del decennio. Il movimento altermondialista  e quello per la pace, la battaglia condotta dalla Cgil sull’art. 18 dello Statuto e quella dei “girotondi” a difesa della legalità democratica. Furono movimenti che coinvolsero diversi milioni di italiane e di italiani, e videro un’opinione pubblica largamente favorevole. Ma se i partiti dell’Ulivo agirono più o meno apertamente per non dare seguito a questi movimenti, che non rispondevano al loro orientamento politico e sociale moderato, le forze della sinistra operarono alla fine, in vista delle elezioni politiche del 2006, una riduzione istituzionalista, accettando in pieno il quadro bipolare, nell’illusione che bastasse condividere un programma di governo per sciogliere i nodi politici e le differenze di impianto con gli altri partiti della coalizione.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">La difficoltà emerse già in campagna elettorale, tanto che il risultato del voto fu in termini numerici di sostanziale pareggio, e solo il premio di maggioranza consentì all’Unione di disporre della maggioranza alla Camera, ma non al Senato.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Dopo il voto, all’interno del governo prevalsero tendenze moderate o apertamente monetariste. Sarebbe stato necessario allargare il consenso negli strati popolari, attuando la parte più avanzata del programma. Prevalse invece, la “politica dei due tempi”, con la manovra e la prima legge finanziaria del governo Prodi.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Si creò così scontento e delusione nell’elettorato di sinistra. Quando poi la componente moderata della maggioranza diede vita al P.D., e il segretario di questo partito diede il colpo di grazia al governo proclamando la scelta di rompere l’alleanza, la reazione della parte prevalente della sinistra fu di accettare quella che fu definita una “separazione consensuale”.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">La crisi di governo fu aperta a destra, ma le responsabilità furono accollate alla sinistra. Quando questa poi si presentò alle elezioni con un cartello elettorale con un simbolo e nome del tutto inediti, che cancellavano anche graficamente le identità e la storia delle forze che la componevano, milioni di elettori le tolsero il consenso, in parte astenendosi, in parte attratti dall’illusoria sirena del voto utile.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Nella fase successiva, prevalse la triste logica della scissione e della divisione a sinistra. Le elezioni europee e poi quelle regionali e amministrative hanno dimostrato che esiste un consenso, tra le varie formazioni della sinistra, che supera i 2 milioni di elettori e il 6% dei voti. Ma la divisione ha impedito a questo consenso di eleggere propri rappresentanti nel parlamento europeo e in molti consigli regionali e locali.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">La diversità tra la nostra piattaforma e il nostro progetto politico rispetto a quello di Sel non va negata e nemmeno sottovalutata. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">In particolare, riteniamo che la sinistra debba costituire un polo autonomo, e non una componente del centrosinistra. E non condividiamo una visione e una prassi lideristica e plebiscitaria della politica.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Tuttavia ciò non può e non deve impedire una unità di azione a sinistra, possibile per battaglie su temi condivisi (come dimostrato dal comune giudizio sulla manovra e su Pomigliano), e per affrontare in modo convergente le prossime elezioni amministrative.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Il nostro invito unitario si rivolge a tutti i soggetti politici (come Sel, Sinistra Critica, Pcl, Rete dei Comunisti) e sociali, che condividono la  necessità di un cambiamento profondo della società e del rilancio della democrazia.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Naturalmente il recupero del consenso elettorale, necessario perché la sinistra disponga della “massa critica” per contare, incidere, essere credibile davanti ai lavoratori e al Paese, non può limitarsi all’unità tra le forze politiche della sinistra. L’astensionismo crescente, movimenti come quello “Cinque stelle”, che contestano il sistema politico nel suo insieme, ma sono attraversati da temi di sinistra, la rete dei comitati e delle associazioni presenti nel paese, luoghi del conflitto sociale, e soprattutto gli operai, le lavoratrici e i lavoratori colpiti dalla crisi: è qui uno straordinario terreno di impegno, certamente difficile da praticare, ma indispensabile per ridare alla sinistra italiana la forza e il peso che nella storia del nostro Paese sono sempre stati decisivi per consentire l’avanzamento della democrazia e dei diritti.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande'; min-height: 13.0px;">
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 141.6px; font: 11.0px 'Lucida Grande'; min-height: 13.0px;">
<ol style="list-style-type: decimal;">
<li style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 0.0px; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>AUTONOMIA DELLA SINISTRA E  UNITA’ DEMOCRATICA</strong></span></li>
</ol>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Nel rapporto con le altre forze politiche dell’attuale opposizione ribadiamo anzitutto l’autonomia della sinistra. Autonomia di pensiero e di giudizio critico sul capitalismo; autonomia nella pratica sociale, nel rapporto con le lotte, con i movimenti, con le associazioni; autonomia politica e programmatica. Autonomia dal sistema quindi: e per questo parliamo di “sinistra di alternativa”.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Autonomia politica vuol dire anche la consapevolezza che solo una sinistra forte autonoma e unita può evitare la subalternità alle forze moderate oggi dominanti nel centro sinistra; e che ciò è possibile solo attraverso il superamento del “bipolarismo coatto”. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Autonomia non significa naturalmente rinunciare alla prospettiva unitaria, che sempre è stata un punto di forza della sinistra italiana.  Dall’opposizione, unità vuol dire in primo luogo la proposta di battaglie comuni e di punti di convergenza democratici e a sinistra; in secondo luogo, l’invito che rivolgiamo a tutte le forze dell’opposizione per iniziative e mobilitazioni comuni contro il governo e a difesa della democrazia.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Di fronte all’inquietante offensiva antidemocratica e antisociale del governo, la mobilitazione e la protesta non può essere affidata esclusivamente ai soggetti sociali e istituzionali direttamente colpiti, né è sufficiente che le singole forze di opposizione agiscano ciascuna per sé, magari nell’illusione che le divisioni, che pure esistono, all’interno della maggioranza possano frenare l’attività eversiva del governo e creare lo spazio in questa legislatura a nuovi schemi politici.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Per i partiti di opposizione è un dovere nei confronti del Paese dare vita a una mobilitazione unitaria, che, rispettando la diversità di posizioni programmatiche, manifesti con determinazione la volontà di battersi a difesa dei valori e dei diritti sanciti dalla Costituzione. E’ il dovere di reagire contro il rischio di passività politica, che può diffondere nel Paese il convincimento di una opposizione debole, divisa e incapace di contrapporsi efficacemente all’azione eversiva del governo. La mobilitazione unitaria dell’opposizione è necessaria per dare invece un segnale di fiducia e di speranza ai milioni di italiane e di italiani che chiedono di sconfiggere questo governo e impedire che la compressione delle libertà e dei diritti sociali e dei lavoratori e l’attacco alla Costituzione siano portati a compimento. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Per questo proponiamo, in primo luogo, a tutte le forze a sinistra del P.D. di dar vita a un tavolo per costruire insieme la massima forma di unità possibile, contro le politiche del governo, del padronato e dell’Europa, invertendo la tendenza alla divisione e alla contrapposizione.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Proponiamo, inoltre, il massimo di unità contro il governo Berlusconi tra tutte le forze dell’opposizione politica e sociale, anche dando vita a un coordinamento permanente delle opposizioni.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Per quanto riguarda le prossime elezioni politiche, per le ragioni sopra esposte, non riteniamo esistano le condizioni per un comune programma di governo e per la partecipazione al medesimo della Federazione. La diversità profonda di impostazione programmatica con il P.D. determinerebbe il rischio per la sinistra della subalternità, oppure di una continua conflittualità.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Ciò non vuol dire naturalmente essere indifferenti rispetto allo schieramento che prevarrà in una competizione elettorale, che tutto lascia prevedere destinata a svolgersi con l’attuale legge elettorale maggioritaria. Il nostro giudizio sul carattere eversivo della destra italiana non lo consente.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Come scrisse Antonio Gramsci nel 1925, “il Partito Comunista non può disinteressarsi della forma del governo borghese sotto il quale esso deve svolgere la sua azione. D’altra parte le masse che noi dobbiamo convincere e conquistare non ci comprenderanno mai se con la nostra tattica elettorale noi favoriremo il trionfo della peggiore reazione”.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 10.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Per questo proponiamo di dar vita, costruendola da oggi, a una coalizione democratica per sconfiggere Berlusconi e Bossi, sulla base di una piattaforma di ripristino e di rinnovamento della nostra democrazia: la più rigorosa difesa dei diritti democratici,  sociali e dei lavoratori e delle lavoratrici, previsti dalla Costituzione, una legge elettorale di impianto proporzionale, la legge sul conflitto di interessi, regole rigorose su questione morale, etica pubblica e principio di legalità.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.4px; text-align: center; font: 20.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>IV</strong></span></p>
<ol style="list-style-type: decimal;">
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong>LA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA E  I GIOVANI:  PER UN’ITALIA ONESTA, PER UN’ITALIA GIUSTA</strong></span></li>
</ol>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 11.0px 'Lucida Grande'; min-height: 13.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">L’Italia non è destinata ad essere governata per sempre dal triste connubio tra casta, cricca, e, troppo spesso, criminalità organizzata. I giovani non sono destinati a un futuro di precarizzazione del lavoro e della vita stessa. Secondo gli ultimi dati, in Italia un giovane su tre è disoccupato; dei giovani che lavorano, uno su due è precario; i salari sono i più bassi d’Europa. La mobilità sociale è bloccata. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Si può e si deve reagire. Dare ai giovani la prospettiva di un futuro diverso, di un’Italia  giusta e  onesta è il nostro primo obiettivo. Centrale è a tal fine la battaglia per il rinnovamento della politica.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Enrico Berlinguer comprese che la questione morale è un cancro che corrode la democrazia, non solo un problema di codice penale. Lanciò l’allarme e indicò la via di un profondo rinnovamento dei partiti basato sull’allargamento della democrazia.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Avrebbe potuto essere una grande occasione per la sinistra. Ma dopo l’esplosione di tangentopoli si è seguita la via opposta, quella di una ristrutturazione del sistema istituzionale, elettorale e amministrativo, che, restringendo gli spazi di democrazia, ha creato le condizioni per l’aggravamento della questione morale.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Questa ristrutturazione è stata condotta all’insegna di uno pseudo presidenzialismo plebiscitario, per il quale il potere si deve concentrare a tutti i livelli nell’”eletto dal popolo”, di un malinteso federalismo e dell’ideologia istituzionale del neoliberismo, che hanno eliminato ogni genere di controllo e deregolato l’esercizio del potere (con le “procedure in deroga” del sistema della Protezione Civile sono stati spesi dal 2001 oltre 13 miliardi di euro). Il risultato è stato il dilagare della illegalità, mentre l’unica forma di controllo è affidata al processo penale.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Lo smantellamento dei partiti tradizionali, delle loro storie e identità, ha concorso a sradicare la politica dalla sua funzione alta, ha incentivato il trasformismo e il clientelismo, facendo prevalere la ricerca del potere ad ogni costo.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Si propongono ora rimedi ancora peggiori, come la riduzione del numero dei componenti delle assemblee elettive; mentre non è la rappresentanza a dover essere colpita, ma le prebende, i privilegi, gli sprechi, gli strumenti del clientelismo,  che non vengono invece nemmeno sfiorati.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">L’impegno sulla questione morale è pertanto una delle ragioni fondamentali della battaglia per il rinnovamento della politica, contro il bipolarismo e per le riforme democratiche che proponiamo. La questione morale riguarda Berlusconi, ma non solo lui: coinvolge ormai larghi settori del sistema politico. La battaglia per l’indipendenza della magistratura è per noi la difesa non dei privilegi di un ceto, ma del diritto della cittadina e del cittadino a una giustizia efficiente e uguale per tutti, contro le pretese di autotutela delle oligarchie.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">La questione morale riguarda la politica, ma non solo la politica: larga parte delle classi dirigenti economiche, finanziarie e burocratiche ne sono coinvolte. Secondo la Corte dei Conti, la corruzione costa agli italiani oltre 60 milioni di euro l’anno. Se si aggiunge il costo dell’evasione fiscale, si comprende che se le oligarchie dirigenti rispettassero il principio di legalità, i conti pubblici sarebbero perfettamente in ordine e vi sarebbero anzi risorse da destinare alla spesa sociale.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Particolarmente grave in questo quadro è l’intreccio perverso tra politica, affari e mafia. Ciò determina in vaste aree del Mezzogiorno una vera e propria sospensione della democrazia e dell’idea del lavoro come diritto. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Cambiare questo stato di cose richiede  l’impegno,  anzitutto a sinistra, per ridare significato ideale alla politica, per rendere attrattiva la militanza nei partiti. Senza partecipazione democratica, senza una forte tensione ideale, i partiti si riducono a strumenti nelle mani di poche persone e la militanza si trasforma spesso in carrierismo.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Nell’impegno per il rinnovamento della politica, dobbiamo partire anzitutto da noi stessi. Non possiamo pensare di essere immuni dai fenomeni degenerativi. Serio è il rischio che anche la sinistra sia avvertita come “interna” a un sistema politico corrotto e separato dai bisogni sociali, e per questo completamente contraddittorio con i nostri principi, valori e programmi. La Federazione si darà pertanto regole di comportamento per candidate e candidati, elette ed eletti, e dirigenti politici, per il rispetto rigoroso non solo della legge, ma anche dei principi di etica pubblica e di sobrietà dei comportamenti, che costituivano in passato un grande patrimonio di credibilità per la sinistra italiana.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">La battaglia per il rinnovamento della politica è un dovere innanzitutto verso le nuove generazioni. Il messaggio che lanciamo è di non rassegnarsi al futuro senza speranza, al senso del “è tutto inutile”, per usare le parole di Roberto Saviano.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Per questo serve una sinistra unita e rinnovata anzitutto nel modo di praticare la politica; una sinistra che sappia svolgere i compiti di mobilitazione sociale, di radicamento nei luoghi di lavoro, di rapporto costruttivo e rispettoso con le tante associazioni e movimenti che operano per un’Italia diversa, a cominciare da quelle che si battono con coraggio contro la mafia, contro il razzismo, contro il neofascismo comunque mascherato. E una sinistra aperta e accogliente anzitutto per i giovani, una sinistra che sappia connettersi con le nuove forme di conflitto, ascoltare i nuovi movimenti giovanili.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">La Federazione assume il compito di  trasmettere alle nuove generazioni gli ideali, la speranza e la lotta per un futuro diverso, che hanno caratterizzato la sinistra italiana nel ‘900. Una sinistra che insieme ai giovani costruisca gli strumenti di emancipazione individuale e collettiva e metta in campo una nuova generazione di militanti e dirigenti politici. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 46.2px; text-align: justify; font: 11.0px 'Lucida Grande';"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Siamo consapevoli che questi obietti devono essere conquistati, che dobbiamo costruirli insieme. Per questo diamo vita alla Federazione della Sinistra, per questo raccogliamo la sfida che la classe operaia lancia al Paese, a partire da Pomigliano: ridare all’Italia, alle lavoratrici e ai lavoratori, alle nuove generazioni, una grande forza della sinistra, moderna perché orgogliosa della propria storia, che indichi l’orizzonte di una società più giusta, di un altro mondo possibile. </span></p>
<div><span style="letter-spacing: 0.0px;"><br />
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