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	<description>fare e pensare sinistra a nordest</description>
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		<title>que viva grillo!</title>
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		<pubDate>Tue, 22 May 2012 09:42:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Atalmi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[beppe grillo]]></category>
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Il risultato di queste amministrative ha sancito la scomparsa del Pdl, la crisi della Lega e il successo del Pd e del centrosinistra quando questi sono in versione eterodossa (da Genova a Palermo per intenderci).
Ma chiaramente l’attenzione di tutti è rivolta al fenomeno del grillismo.
Il successo travolgente da Parma a Mira, passando per Comacchio e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1723" href="http://www.atalmi.it/2012/05/que-viva-grillo/beppe-grillo-rivoluzione-2/"><img class="aligncenter size-full wp-image-1723" title="beppe-grillo-rivoluzione" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2012/05/beppe-grillo-rivoluzione1.jpg" alt="beppe-grillo-rivoluzione" width="490" height="363" /></a></p>
<p>Il risultato di queste amministrative ha sancito la scomparsa del Pdl, la crisi della Lega e il successo del Pd e del centrosinistra quando questi sono in versione eterodossa (da Genova a Palermo per intenderci).</p>
<p>Ma chiaramente l’attenzione di tutti è rivolta al fenomeno del grillismo.</p>
<p>Il successo travolgente da Parma a Mira, passando per Comacchio e  Sarego ha scosso un po’ tutti.</p>
<p>Parecchio anche a sinistra.</p>
<p>Sì perché dovremmo avere l’intelligenza di analizzare quel fenomeno al netto della buona dose di populismo e della antipolitica.</p>
<p>Una seria analisi del fenomeno è stata fatta da Grassi e Bucci <a href="http://www.claudiograssi.org/wordpress/2012/05/ma-i-grillini-sono-di-sinistra/">qui</a></p>
<p>Premettendo che al sottoscritto Beppe Grillo non piaceva nemmeno come comico e che da quando ha cominciato a fare il telepredicatore ha infilato una serie di bufale e stronzate da scilipoti medio,  ora invece mi interessa provare ad immaginare che succederà a sinistra.</p>
<p>Che i grillini peschino anche nel nostro elettorato è fuori dubbio. Certo prendono tanti voti dalla lega e dalla destra sia al primo che al secondo turno, ma lì dentro è indiscutibile che c’è tanto voto giovane, di sinistra, antisistema.</p>
<p>Che sia così è logico visto che alcune delle loro battaglie sono anche le nostre: questione ambientale e beni comuni, democrazia partecipativa e critica alla precarietà, opposizione  alla finanziarizzazione dell’economia e al sistema neoliberista e non ultima la vertenza generazionale che, visti gli eletti, non mi pare per nulla secondaria.</p>
<p>Poi però ci sono anche questioni per noi urticanti: dalla critica liquidatoria ai partiti alla questione immigrazione.</p>
<p>Ma anche su questi due temi sarebbe bene interrogarci davvero su quanto queste tematiche siano davvero estranee a larghe fette del nostro elettorato.</p>
<p>Perché allora “lunga vita a grillo”?</p>
<p>Perché dopo aver elaborato il lutto per i voti che i grillini hanno preso anche a noi, dovremmo avere la lucidità di riflettere su quali saranno le conseguenze del grillismo.</p>
<p>Ora i grillini sono chiamati alla prova dei fatti.</p>
<p>Saranno mediamente bravi ad amministrare le tre città ed il paesello?</p>
<p>Allora, visto che molte delle loro proposte sono anche nostre, saremo felici per gli abitanti di quelle città e avremo qualcosa da imparare anche noi, magari cominciando a rimettere in discussione alcune nostre liturgie organizzative ed identitarie.</p>
<p>Si schianteranno sul passaggio dal dire al fare?</p>
<p>Ci riattrezzeremo per recuperare quel elettorato cercando di imparare dal messaggio che tanti elettori, giovani e di sinistra, ci hanno dato.</p>
<p>Quindi che vada bene o che vada male: QUE VIVA GRILLO!</p>
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		<title>come sono andate queste elezioni per la Fds e per la sinistra?</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 14:39:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Atalmi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
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		<category><![CDATA[perenzin]]></category>
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		<description><![CDATA[
Su 27 comuni capoluogo la Fds si è presentata in 16 ottenendo una media del 2,2%.
Negli stessi comuni nella precedente tornata unendo i voti del Prc e del Pdci il risultato medio era doppio 4,6%.
Sugli  eletti è difficile a dirsi. Nei 27 comuni ne avevamo 35, probabilmente  ne confermeremo meno della metà dipende [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.atalmi.it/?attachment_id=1714"><img class="alignright size-medium wp-image-1714" title="sinistra" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2012/05/sinistra1-300x122.jpg" alt="sinistra" width="300" height="122" /></a></p>
<p>Su 27 comuni capoluogo la Fds si è presentata in 16 ottenendo una media del 2,2%.</p>
<p>Negli stessi comuni nella precedente tornata unendo i voti del Prc e del Pdci il risultato medio era doppio 4,6%.</p>
<p>Sugli  eletti è difficile a dirsi. Nei 27 comuni ne avevamo 35, probabilmente  ne confermeremo meno della metà dipende dai ballottaggi e da quanti  della Fds vengono eletti nelle tante liste civiche dove, pur trattandosi  di capoluoghi di provincie, siamo confluiti oppure nelle varie liste  della sinistra unita o biciclette</p>
<p>Perché questo è uno dei primi  dati che emerge con forza. Anche solo considerando i capoluoghi dove  maggiore è l’influenza della politica nazionale rispetto ai comuni  minori, in questa tornata in ben 11 comuni si è sperimentato un po’ di  tutto.</p>
<p>Ciò dipende, oltre che dal nostro indebolimento, anche  dalla tardiva consapevolezza che con il taglio del numero dei  consiglieri diviene sempre più alta la soglia di sbarramento di fatto.</p>
<p>In alcuni casi si tratta proprio di liste civiche del sindaco neutre come a Belluno, Frosinone e Taranto.</p>
<p>In  altri di operazioni che richiamano l’ultima fascinazione rifondarola  per i “Beni Comuni” come le liste di Cuneo, Lecce che rispettivamente  con il 6,4 e il 4,6 non sono andate nemmeno male. A Lecce c’era anche  Sel nella lista.</p>
<p>Nei Comuni siciliani in particolare si sono  sperimentate unioni varie tra Fds, Verdi, Sel e Idv perché nell’isola  anche nei comuni c’è uno sbarramento al 5% che ci esclude da tutti i  consigli comunali. Probabilmente perfino a Palermo dove possiamo vincere  con Orlando e rimanere fuori dal Consiglio.</p>
<p>In 18 comuni la Fds  era con il centrosinistra tradizionale o allargato all’Udc mentre in 9  comuni era di colazione diverse o in solitaria.</p>
<p>Per quel che  riguarda Sel, i vendolaini si presentano anche’essi con il proprio  simbolo in 16 comuni ottenendo una media del 3,1% mentre in 4 città si  presenta assieme a raggruppamenti civici.</p>
<p>Nessuno pensi poi di  trarre insegnamenti dal risultato di Parma dove la straordinaria  performance del Pdci con il 5,8%, al netto dall’impegno e la passione  dei nostri locali militanti, deve molto al sempre magico allineamento  sulla scheda elettorale con il candidato sindaco, oltre al fatto che il  Prc era fuori dalla coalizione.</p>
<p>Ci saranno poi tantissime altre  situazioni in Comuni non capoluogo più o meno fortunati anche se per il  taglio dei consiglieri è probabile che gli eletti siano veramente pochi.</p>
<p>Ad esempio in veneto usciamo dai consigli di Verona, Mirano, Conegliano (dove siamo riusciti a presentare due candidati che si sono annullati).</p>
<p>Mi consola Feltre dove è stato eletto sindaco Paolo Perenzin un compagno giovane, intelligente e bravissimo.</p>
<p>Eccezioni montane a parte, il quadro quindi non è buono per la Fds e nemmeno per Sel.</p>
<p>Si  segnala positivamente che almeno per le elezioni amministrative si  comincia a capire che senza unità, duttilità e pragmatismo si sprecano  solo voti ed energie.</p>
<p>Poi bisognerebbe riflettere sullo tsunami  dei grillini che prendono voti sia a destra che a sinistra ma parlano  anche molto di temi a noi cari; sull’effetto pesante per il risultato  leghista della campagna giudiziario-mediatica di questi mesi e sullo  spappolamento sia del Pdl che del terzo polo.</p>
<p>Ma anche della  sostanziale tenuta del Partito Democratico malgrado le pesanti  conseguenze sociali dell’operato del Governo Monti.</p>
<p>Tutti i  commentatori segnalano infatti che il centrosinistra della famosa foto  Vasto, foto nella quale come è noto la Fds non c’è, sarebbe  potenzialmente vincente allo stato delle cose attuali, ma la strada da  qui alle elezioni può essere ancora lunga e la Fds ha dimostrato purtroppo di non  avere quel radicamento e quella riconoscibilità che sarebbero necessarie  in questa difficilissima fase.</p>
<p>Servirebbe il coraggio di osare di più e di unire le forze per creare uno spazio comune di tutta la sinistra come si tenta di fare in tutta europa, cominciando dalle drammatiche condizioni sociali del nostro Paese e da un rinnovamento forte nelle nostre modalità di fare politica.</p>
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		<title>diamo i numeri</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 09:56:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Atalmi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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		<description><![CDATA[
ha fatto bene Susanna Camusso a dare un giudizio molto pesante su questo governo che per la crisi non fa nulla
a dare ragione alla Cgil sono i numeri
semplici, chiari e drammatici
anche quelli che riporta il famoso giornale comunista il Sole 24 ore.
i debiti con le banche difficili da onorare ammontano a 1.1 milioni di euro
mentre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1707" href="http://www.atalmi.it/2012/04/diamo-i-numeri/numeri/"><img class="alignleft size-medium wp-image-1707" title="numeri" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2012/04/numeri-300x225.jpg" alt="numeri" width="300" height="225" /></a></p>
<p>ha fatto bene Susanna Camusso a dare un giudizio molto pesante su questo governo che per la crisi non fa nulla</p>
<p>a dare ragione alla Cgil sono i numeri</p>
<p>semplici, chiari e drammatici</p>
<p>anche quelli che riporta il famoso giornale comunista il Sole 24 ore.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>i debiti con le banche</strong></span> difficili da onorare ammontano a <strong>1.1</strong><strong> milioni di euro</strong></p>
<p>mentre le città si riempiono dei <span style="color: #ff0000;"><strong>moderni</strong> <strong>“monti di pietà”</strong></span>: <strong>28.000</strong><strong> negozi di compro oro</strong></p>
<p>poi la disperazione porta a sperare di salvarsi con la famosa italica botta di culo: <strong>55</strong><strong> miliardi</strong> spesi <span style="color: #ff0000;"><strong>in gratta e vinci</strong></span>, lotterie e macchinette mangiasoldi</p>
<p>e intanto<span style="color: #ff0000;"> <strong>si taglia sul carrello della spesa</strong></span>: <strong>-1,5%</strong><strong> spesa alimentare</strong> delle famiglie e <strong>crescono gli hard-discount del </strong><strong>9%</strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>si rinuncia a muoversi</strong></span> perfino per lavoro: <strong>-5.9%</strong><strong> </strong><strong>km percorsi in autostrada</strong>.</p>
<p>come è noto malgrado il mago Marchionne <span style="color: #ff0000;"><strong>non si comprano auto</strong></span> con <strong>-</strong><strong>50.000</strong><strong> immatricolazioni nuove auto.</strong></p>
<p>e passare dal <span style="color: #ff0000;"><strong>benzinaio</strong></span> comincia ad essere un incubo: <strong>-8.7%</strong><strong> vendita carburanti.</strong></p>
<p>c’è crescita per <span style="color: #ff0000;"><strong>Equitalia</strong> </span>ed ufficiali giudiziari con <strong>+ 18%</strong><strong> pignoramenti per debiti</strong></p>
<p><strong>il </strong><strong>25%</strong><strong> dei condomini non </strong>riescono a pagare<span style="color: #ff0000;"> <strong>le spese condominiali</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>La disperazione esplode tra gli anziani</strong></span> che per arrivare a fine mese decidono di cercare di vendere in anticipo la proprietà della loro casa: <strong>+10%</strong><strong> offerte di nuda proprietà</strong></p>
<p>infine mentre<span style="color: #ff0000;"> </span><strong><span style="color: #ff0000;">si tagliano le spese per le cure</span> </strong>dentarie dei bambini: <strong>- 55%</strong><strong> interventi ortodonzie per bambini, <span style="color: #ff0000;">ma</span></strong><span style="color: #ff0000;"><strong> si ricorre sempre più spesso </strong></span><strong><span style="color: #ff0000;">a cure psicologiche</span> </strong>e psichiatriche<strong> </strong>segnando un<strong> aumento del </strong><strong>10%</strong></p>
<p>siccome i professori, almeno, dovrebbero saper far di conto, non sarebbe il caso di invertire la rotta?</p>
<p>di smetterla di usare ricette rigoriste suicide?</p>
<p>di liberarci dalla dittatura dei mercati e delle banche, che peraltro sono i principali responsabili della crisi, e pensare allo sviluppo ed al lavoro?</p>
<p class="akst_link"><a href="http://www.atalmi.it/?p=1706&amp;akst_action=share-this"  title="E-mail this, post to del.icio.us, etc." id="akst_link_1706" class="akst_share_link" rel="nofollow">Invia Articolo</a>
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		<title>fondata sul lavoro?</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 07:52:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Atalmi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
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		<category><![CDATA[ammortizzatori sociali]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando i padri costituenti sancirono nell’articolo 1 che la Repubblica Italiana è “fondata sul lavoro” intendevano il lavoro come valore, appunto costituente, prima ancora che come diritto.
Con il passare degli anni il lavoro è diventato fondamento della Repubblica in un altro senso: quello di chi sostiene e mantiene il Paese.
Pierre Carniti, non certo un pericoloso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1700" href="http://www.atalmi.it/2012/04/fondata-sul-lavoro/articolo-1/"><img class="alignright size-medium wp-image-1700" title="articolo 1" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2012/04/articolo-1-200x300.gif" alt="articolo 1" width="200" height="300" /></a>Quando i padri costituenti sancirono nell’articolo 1 che la Repubblica Italiana è “fondata sul lavoro” intendevano il lavoro come valore, appunto costituente, prima ancora che come diritto.</p>
<p>Con il passare degli anni il lavoro è diventato fondamento della Repubblica in un altro senso: quello di chi sostiene e mantiene il Paese.</p>
<p>Pierre Carniti, non certo un pericoloso estremista, segnalava un verità troppo spesso dimenticata, ovvero che gli ammortizzatori sociali in Italia sono a carico del lavoro perché gravano sui contributi e le tasse aumentando il cosiddetto cuneo fiscale e comprimendo così le buste paga, mentre in altri paesi europei sono a carico della fiscalità generale, quindi di tutta la società in modo proporzionale e progressivo alla ricchezza.</p>
<p>Questa ad esempio è una delle cause del differenziale nel salario netto dei lavoratori italiani rispetto ai tedeschi: le loro buste paga sono meno tassate.</p>
<p>Una scelta schiettamente di classe: i lavoratori devono arrangiarsi a pagarsi la propria rete di protezione anche quando essa è a vantaggio dell’impresa come nel caso dell’abuso della cassa integrazione, mentre altri, padroni e governo in primis, decidono come usare quei soldi e si permettono anche di fare la morale ai soliti lavoratori troppo garantiti che ne abuserebbero.</p>
<p>In occasione della riforma Fornero si intendeva rivoluzionare (ma solo un po’) il sistema degli ammortizzatori sociali con la solita scusa di dover rompere la famosa cittadella irraggiungibile dei garantiti per far entrare in quel magico mondo i poveri giovani precari.</p>
<p>Tutta fuffa.</p>
<p>La platea di chi usufruirà della Aspi (da quel che si può capire ad oggi), che già nel nome “assicurazione” svela che diritti e garanzie saranno ancora a carico degli stessi lavoratori che dovranno pagarsela, sarà poco più ampia di chi ora usufruisce della mobilità ma di durata decisamente minore e se a ciò si aggiunge la cancellazione della cassa integrazione per cessazione e fallimento, la perdita diviene secca.</p>
<p>I concretissimi compagni toscani della Cgil hanno fatto due conti simulando l’applicazione della riforma a regime con la attuale situazione congiunturale del mercato del lavoro. Ne risulterebbe per la sola Regione Toscana 10.000 lavoratori senza copertura di ammortizzatori e una perdita di reddito di 180 milioni in un anno.</p>
<p>Insomma la ricetta Monti-Fornero punterà anche magari a rendere più “fluido” il mercato del lavoro (tutto da dimostrare con quale utilità peraltro), ma nella sostanza si tradurrà in un taglio delle spese complessive per gli ammortizzatori sociali.</p>
<p>Ma essendo che ciò non comporterà una conseguente riduzione della tassazione e contribuzione sulle buste paga dei lavoratori (anzi) questa manovra si tradurrà automaticamente in un ulteriore redistribuzione al contrario della ricchezza in questo Paese: dal lavoro verso la rendita ed i profitti.</p>
<p>Il capolavoro finale, anche se temo non sia ancora finita, è l’inserimento del pareggio in bilancio in Costituzione che, come sostiene giustamente Vladimiro Giacché, significa che Keynes diventa fuorilegge (come la ricostruzione del partito fascista per dire), significa che non si potrà più investire, significa che chi vuole dei diritti dovrà pagarseli.</p>
<p class="akst_link"><a href="http://www.atalmi.it/?p=1699&amp;akst_action=share-this"  title="E-mail this, post to del.icio.us, etc." id="akst_link_1699" class="akst_share_link" rel="nofollow">Invia Articolo</a>
</p>]]></content:encoded>
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		<title>Scontro tra Generazioni</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 09:50:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Atalmi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario precario]]></category>
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		<description><![CDATA[
Certi &#8220;riformisti&#8221; ci spiegano ogni giorno che per creare nuova occupazione o per combattere la precarietà serve togliere qualche diritto a chi ne avrebbe troppi.
L&#8217;immarcescibile (e sopravalutato) professor Ichino, ad esempio, dice che il lavoro in Italia e&#8217; una cittadella di garantiti nella quale e&#8217; difficile entrare e difficile uscire.
Questi privilegiati sarebbero i lavoratori con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2012/04/20120405-115706.jpg"><img src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2012/04/20120405-115706.jpg" alt="20120405-115706.jpg" class="alignnone size-full" /></a></p>
<p>Certi &#8220;riformisti&#8221; ci spiegano ogni giorno che per creare nuova occupazione o per combattere la precarietà serve togliere qualche diritto a chi ne avrebbe troppi.<br />
L&#8217;immarcescibile (e sopravalutato) professor Ichino, ad esempio, dice che il lavoro in Italia e&#8217; una cittadella di garantiti nella quale e&#8217; difficile entrare e difficile uscire.<br />
Questi privilegiati sarebbero i lavoratori con un contratto a tempo indeterminato, che farebbero marcire nella precarietà le giovani generazioni.<br />
Ma via discorrendo diventano privilegi l&#8217;art.18 e perfino la pensione.<br />
Nelle parole della ministro Fornero la riforma del mercato del lavoro serve a difendere i giovani contro i vecchi alludendo ad una vera e propria guerra tra generazioni.<br />
Io qualche sospetto sul fatto che i giovani ed i precari verranno usati come una clava per togliere diritti e soldi dalle tasche dei &#8220;diversamente giovani&#8221; senza per questo che i giovani ne abbiano alcun giovamento ce l&#8217;ho. E piuttosto fondato.<br />
Per questo ho proposto alla Cgil di Treviso di affrontare questo argomento spinoso.<br />
Come e&#8217; noto la Camera del Lavoro di Treviso non si tira indietro quando ci sono da affrontare temi spinosi, anche quando questo suscita le ire di qualche ortodossia: ed infatti hanno subito accettato.<br />
Sabato 14 alle 17 trasformeremo l&#8217;auditorium della Cgil di via Dandolo in un vero e proprio ring dove 8 sfidanti, 4 giovani e 4 &#8220;vecchi&#8221; si affronteranno in uno Scontro tra Generazioni all&#8217;ultimo sang&#8230; no, diciamo all&#8217;ultima idea.<br />
Tra esperienze di vita, musica e video sarà un match duro ma leale reso possibile dalla partecipazione delle organizzazioni giovanili più attive su questi temi: Fgci, Giovani Democratici, Rete degli Studenti, Tilt! e Giovani per Oderzo.<br />
Ci sarà  come sparring partner d&#8217;eccezione Ricky Bizzarro che assieme a me condurrà l&#8217;evento ed alla fine tre sindacalisti diversissimi tra loro, Cacco dello Spi, Vendrame del Nidil e Tonon del regionale tireranno le fila con l&#8217;aiuto del pubblico che avrà una funzione di partecipazione attiva.<br />
Partecipate numerosi.</p>
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		<title>chiacchiere, riforme e salti</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 10:53:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Atalmi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[cesare damiano]]></category>
		<category><![CDATA[elsa fornero]]></category>
		<category><![CDATA[susanna camusso]]></category>

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		<description><![CDATA[
E alla fine le chiacchiere stanno a zero. Come le riforme.
I professori che volevano modernizzare il Paese, in realtà gli fanno fare un salto indietro di cinquant&#8217;anni.
Del resto c&#8217;era da sospettarlo. Quando hanno cominciato a dire che bisognava dare diritti ai giovani togliendo qualche privilegio ai garantiti era evidente che i precari sarebbero stati usati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm"><a href="http://www.atalmi.it/?attachment_id=1686"><img class="alignright size-medium wp-image-1686" title="20060213193944equilibrista" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2012/03/20060213193944equilibrista-300x190.jpg" alt="20060213193944equilibrista" width="300" height="190" /></a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">E alla fine le chiacchiere stanno a zero. Come le riforme.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">I professori che volevano modernizzare il Paese, in realtà gli fanno fare un salto indietro di cinquant&#8217;anni.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Del resto c&#8217;era da sospettarlo. Quando hanno cominciato a dire che bisognava dare diritti ai giovani togliendo qualche privilegio ai garantiti era evidente che i precari sarebbero stati usati come clava contro i &#8220;garantiti&#8221; e poi buttati nel cesso. Tanto, avranno pensato, ci sono abituati ad essere fregati.<br />
</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Se uno si legge con attenzione il complesso delle proposte, al netto del prossimo passaggio parlamentare, emerge con chiarezza che l&#8217;idea di modernità corrisponde a meno diritti e meno risorse per le tutele.<br />
</span>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Sull&#8217;articolo 18 la professoressa Fornero sfiora la supercazzola annunciando in conferenza stampa a reti unificate, che finalmente la tutela contro il licenziamento discriminatorio ora viene allargata anche alle piccole imprese.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Bocciata. C&#8217;era già la tutela.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Dice che gli ammortizzatori sociali diventano universali e ora riguardano anche i giovani senza diritti.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Bocciata. Per i precari non cambia sostanzialmente nulla, i criteri per poter prendere la disoccupazione in fituro sono talmente alti che non ci arriveranno mai.<br />
</span>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Dice che ora grazie all&#8217;Aspi(de) finalmente anche in Italia avremo il vero sussidio di disoccupazione.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Bocciata. Cambia il nome rispetto alla vecchia mobilità ma il sostegno al reddito</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">, alla fine della fiera,</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"> dura la metà.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Poi, a onor del vero, qualche norma per rendere meno conveniente il contratto a tempo determinato, per rendere meno comodo usare contratti a progetto e le false partite iva, è stata inserita ma ho come il sospetto leggendo oggi il Sole 24 Ore che poi nel passaggio parlamentare qualche astuta manina allevierà possibili sofferenze padronali.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">La Cgil ha fatto bene a rimanere nella trattativa ma tenendo il punto sulle questioni di sostanza.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Chi aveva già denunciato preventivamente i cedimenti della segretaria Camusso ci è rimasto un po&#8217; male.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Ora la palla sta in parlamento e nel Pd.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Le parole di compagni non certo incendiari come Cesare Damiano lasciano intendere che in quel partito le forzature montiane/quirinalizie non sono piaciute.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Hic Rhodus, hic salta, si direbbe.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">E chi non salta centrodestra è.</span></p>
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		<title>ciao politica</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Mar 2012 09:41:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Atalmi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>

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		<description><![CDATA[

 
Oggi ho consegnato al Sindaco le mie dimissioni da consigliere comunale.
E&#8217; dal 1994 che, con qualche pausa, siedo a palazzo dei Trecento, ed è stata una esperienza bella ed appassionante. Non ho mai rinunciato al confronto, anche aspro ma spero sempre leale, tra le idee.
Anche il mio incarico da segretario regionale del Pdci l&#8217;ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1679" href="http://www.atalmi.it/2012/03/ciao-politica/ciao-2/"><img class="alignleft size-medium wp-image-1679" title="ciao" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2012/03/ciao1-300x118.jpg" alt="ciao" width="300" height="118" /></a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY">
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Oggi ho consegnato al Sindaco le mie dimissioni da consigliere comunale.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">E&#8217; dal 1994 che, con qualche pausa, siedo a palazzo dei Trecento, ed è stata una esperienza bella ed appassionante. Non ho mai rinunciato al confronto, anche aspro ma spero sempre leale, tra le idee.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Anche il mio incarico da segretario regionale del Pdci l&#8217;ho rimesso al segretario del mio partito da tempo.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Ringrazio le compagne ed i compagni che hanno fatto questo percorso con me, chi mi ha sostenuto, chi mi ha eletto di volta in volta in Comune, in Provincia, in Regione. Anche chi mi ha criticato.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Non è un addio alla politica perché è una passione che fa parte di me: diciamo che le dico ciao.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">E&#8217; una nuova fase della mia vita che intendo aprire con l&#8217;entusiasmo di incrociare nuove esperienze.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Ho sempre pensato che la politica non debba essere una professione e prima di divenire consigliere regionale, mi sono occupato di formazione con la Cgil regionale. Ora ho ricominciato ad occuparmene per la Cgil di Treviso.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Per questo sento il bisogno di staccare.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Lascio con solo qualche amarezza per una sinistra divisa e all&#8217;angolo,  per la crisi sociale devastante che colpisce i lavoratori ed i ceti popolari alla quale le forze democratiche sembra non siano in grado di proporre alternative credibili.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Ma sono certo che le idee e i valori della sinistra, quelli della giustizia sociale, della rappresentanza del lavoro, dei diritti universali ritroveranno presto la forza per indicare una nuova strada.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Io sono lì.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p class="akst_link"><a href="http://www.atalmi.it/?p=1675&amp;akst_action=share-this"  title="E-mail this, post to del.icio.us, etc." id="akst_link_1675" class="akst_share_link" rel="nofollow">Invia Articolo</a>
</p>]]></content:encoded>
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		<title>Lega di lotta</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Mar 2012 16:08:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Atalmi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro casellato]]></category>
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di seguito il mio articolo pubblicato nel nuovo numero della Rivista Marx XXI sulla Lega
per il lettori assidui del mio blog un lavoro che conoscono e si sviluppa da tempo

L’immaginario collettivo è un’arma molto potente, come ci ricordano Lacan e Sartre. Quel breve video che imperversa in rete sull’intervento delle deputata leghista Emanuela Munerato, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1670" href="http://www.atalmi.it/2012/03/lega-di-lotta/disponibile_1-2012/"><img class="alignright size-full wp-image-1670" title="disponibile_1-2012" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2012/03/disponibile_1-2012.jpg" alt="disponibile_1-2012" width="270" height="385" /></a></p>
<p><em>di seguito il mio articolo pubblicato nel nuovo numero della Rivista Marx XXI sulla Lega</em></p>
<p><em>per il lettori assidui del mio blog un lavoro che conoscono e si sviluppa da tempo</em></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;">
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">L’immaginario collettivo è un’arma molto potente, come ci ricordano Lacan e Sartre. Quel breve video che imperversa in rete sull’intervento delle deputata leghista Emanuela Munerato, che è intervenuta alla Camera contro il decreto Monti indossando i vestiti di quando era operaia tessile a Lendinara nel Polesine profondo, segnerà in modo indelebile l’ultimo spasmo di questa morente seconda repubblica.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">La Lega passa all’opposizione del Governo Monti e lo fa segnando, in modo tanto spregiudicato quanto efficace, una mutazione ultrapopolare sbandierando una difesa delle pensioni, dei redditi degli operai e popolari che fa schizzare in alto il termometro politico dei sondaggisti.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Non è la prima volta, e non sarà l’ultima, che Bossi riposiziona il suo movimento (il più antico partito presente in Parlamento,  gioverebbe ricordare) per lucrare consensi e rigenerarsi.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Per chi conosce da vicino il fenomeno leghista per come si è andato sviluppando e mutando negli anni, la convivenza dei padani con i berluscones era sempre più un tormento irrisolto ed ora il passaggio all’opposizione viene vissuto come un vero e proprio sollievo.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Tanto più che non è stato nemmeno necessario far cadere il governo Berlusconi in aula facendogli mancare la fiducia, come già avevano fatto nel 1994, perché ci hanno pensato Confindustria ed il Quirinale.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Sul fenomeno Lega ormai c’è una bibliografia piuttosto nutrita che sgombera il campo da catalogazioni troppo  facili e generiche e descrive un movimento populista complesso, sottovalutato a sinistra e dato per morto troppe volte oltre che troppo presto.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Ma a noi qui interessa approfondire un aspetto della Lega Nord in questa specifica fase della infinita transizione italiana: il suo consenso tra i lavoratori ed i ceti popolari.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Una organizzazione territoriale diffusa e strettamente verticistica ha fatto crescere negli anni una presenza della Lega che ricorda quella del Pci degli anni migliori, magari non nelle grandi città dove la penetrazione leghista è sempre stata più difficile, ma nella sconfinata distesa padana fatta di paesotti e cemento, periferie e zone artigianali, è stata costruita nel tempo una rete di sedi e referenti locali che orienta, organizza e raccoglie consensi.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Le analisi poi dei flussi elettorali e della stratificazione sociale del voto a questo proposito lasciano pochi dubbi: la Lega nelle regioni settentrionali è il primo partito nel voto operaio  e dei ceti popolari e non da ora.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">E sbaglieremmo ancora una volta se pensassimo che si tratta solo di voti di protesta o di opinione che ricalcano quel vecchio voto anticomunista della prima repubblica che cresceva anche tra operai e pensionati e si riversava di volta in volta nella Democrazia  Cristiana e nel Movimento Sociale.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Il voto leghista è cresciuto tra gli operai e nei ceti popolari, anche tra quelli che sono tutt’ora iscritti alla Cgil o che in passato votarono Pci e chi si immagina invece gli elettori leghisti come una moltitudine di partite iva, di padroncini e di produttori di prosecco (adulterato) farebbe bene a ricredersi.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">La Flai Cgil del Veneto e il Dipartimento di Studi storici dell’Università di Ca’ Foscari di Venezia hanno pubblicato, con la collaborazione dell’Istresco e dell’Ires, un libro che è un ottimo antidoto contro questi luoghi comuni sul voto leghista .</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Si intitola “Veneto Agro, operai e sindacato alla prova del leghismo (1980-2010)” ed è curato da Alessandro Casellato e Gilda Zazzara. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Si tratta del risultato di un lungo lavoro di ricerca che ricostruisce le trasformazioni del Veneto sia nel suo sistema produttivo che nella società, nella rappresentazione del lavoro e nella sua relazione con la politica.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Racconta l’ascesa della Lega il suo insediamento nel territorio e nelle fabbriche e ci ricorda che forse quella ascesa non sarebbe stata così irresistibile se a nord ci fosse stata una sinistra meno salottiera e più popolare.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">La parte più preziosa del libro è nei racconti di vita e di lavoro di venti delegate e delegati della Cgil che parlano in prima persona di questo Veneto Agro e di come fare sindacato e lavorare in queste terre significhi confrontarsi quotidianamente con il leghismo diffuso e magari trovarselo dalla propria parte più di qualche volta.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Questa lettura non serve solo a chi fa politica nel nord del Paese per non meravigliarsi più quando gli operai eleggono il leghista Cota a Governatore del Piemonte (e magari sono gli stessi che poi votano no al ricatto di Marchionne) o quando il Governatore del Veneto Zaia spopola tra gli operai del petrolchimico. Serve anche a chi vuole capire il blocco politico e sociale delle destre populiste nel nostro Paese e capisce che è necessario reagire al nuovo posizionamento leghista sullo scenario politico italiano.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Da marxisti abbiamo il dovere di uscire dai luoghi comuni e dalle analisi autoconsolatorie in relazione a questo profondo mutamento dell’orientamento elettorale della nostra classe di riferimento ed il nord è stato un laboratorio esemplare di questa trasformazione. Per questo dobbiamo re-imparare a leggere i dati reali che descrivono l’Italia di oggi, le paure, gli orientamenti elettorali, le autocollocazioni di classe, la parcellizzazione e stratificazione sociale.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Su “il Manifesto” è stato recentemente pubblicato un articolo dell’ottimo Antonello Mangano che commentava la ricerca di Vincenzo Emanuele, ricercatore presso l’Università di Firenze,  sui flussi elettorali in relazione alla dimensione demografica ed alle variabili sociali.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Non è la prima volta che simili dolorose verità cercano di irrompere nelle solipsistiche discussioni della sinistra in crisi. Già lo fece Luca Ricolfi in <em>“Perché le sinistre hanno perso” </em>dove emerse come la relazione tra composizione sociale e voto sia strettamente legata alla dicotomia tra rischio e garanzia. Lo conferma anche questa nuova ricerca: votano preferibilmente a sinistra infatti i pensionati, i lavoratori dipendenti pubblici e quelli privati con contratto tipico a tempo indeterminato mentre votano preferibilmente a destra i lavoratori autonomi, le casalinghe, i precari ed in genere le persone con una scolarità inferiore. Risulta cioè una divisione che più che essere legata al reddito o alla reale collocazione di classe, è legata alla condizione di maggiori o minori garanzie per il futuro.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Per quel che riguarda i precari la scelta al momento del voto sembra il risultato di una propria autorappresentazione come di un lavoratore autonomo o una forma di autoimprenditorialità. I precari lavorano a fianco dei lavoratori “garantiti” che svolgono spesso funzioni analoghe ma con tutt’altre garanzie, diritti, redditi e futuro previdenziale e per questo, come per reazione, assumono orientamenti “di destra” sui temi del welfare e delle tasse, finendo appunto per autorappresentarsi come alternativi al lavoro dipendente tutelato dalla sinistra e dal sindacato.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">A questa amara verità se ne aggiunge un’altra: il voto operaio transitato al nord verso la Lega. La classe operaia ha vissuto come pericoli reali e imminenti &#8211; e decisivi nell’orientamento del voto &#8211; sia la delocalizzazione produttiva sia l’utilizzo della manodopera straniera per comprimere diritti e salari. Ed è su questo che hanno percepito la sinistra, in quanto antirazzista e genericamente più mondialista, come una forza politica non in grado di tutelarli su questo piano.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Se poi si incrociano i dati anche in relazione al reddito o al territorio si conferma il sospetto che le grandi città favoriscano il voto a sinistra mentre le piccole alla destra (in particolare l’Udc al sud e la Lega al nord) e che la grande borghesia (quindi in qualche modo i garantiti dalla propria condizione sociale) abbia un tasso di voto a sinistra molto più alto che tra i disoccupati tra i quali invece in maggioranza c’è un voto di destra. E che i pensionati sono la vera base del centrosinistra come è facile verificare frequentandone sedi e manifestazioni.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">La Lega Nord questo quadro lo conosce bene e tenta ora di massimizzare il profitto elettorale dalla propria collocazione all’opposizione contro un Governo che si sta contraddistinguendo per politiche antipopolari che colpiscono i ceti più deboli.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Anche la Cgil conosce bene, e per esperienza diretta, questa situazione e infatti ha correttamente mantenuto il confronto con l’esecutivo nel merito, criticando ed attaccando il cosiddetto “decreto Salva Italia”, spiazzando molto e mettendo in difficoltà anche i suoi referenti politici nel Partito Democratico.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Ma non basta, perché quello che emerge con tutta la sua evidenza è che la precondizione che permette alla Lega di giocare ora questo ruolo (inseguita in questo anche dall’Italia dei Valori) è la mancanza di rappresentanza politica del lavoro.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Tornando per un attimo al fotogramma delle deputata/operaia leghista, bene hanno fatto i compagni polesani a disvelare l’ipocrisia di quella messinscena da parte di una deputata che ha sostenuto, senza battere ciglio, tutte le politiche del governo Berlusconi contro i lavoratori e che solo ora riscopre la sua tuta da lavoro. Ma non illudiamoci che ciò basti a fermare l’effetto potente di quella immagine che viene rafforzata dalla opposizione della Lega nelle ultime fasi del Governo Berlusconi sugli interventi sulle pensioni di anzianità e dalla visibilità mediatica e nel territorio che ora il Carroccio metterà in campo.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Ma questo rinnovato ruolo della Lega “di lotta” ed il tema del voto operaio leghista ci parlano anche di un altro nodo da districare nella nostra analisi: il tema del conflitto e della classe.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">In questi anni ci sono state due letture diverse delle trasformazioni sociali, economiche, culturali ed infine politiche di quel Nordest che rappresenta la parte più dinamica e produttiva del Paese: una della sinistra liberale che ci dipingeva una realtà senza conflitti ed una, quella della Lega appunto, che il conflitto invece lo orizzontalizzava.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Insomma, mentre il Pd veltroniano candidava l’immarcescibile imprenditore, falco di Confindustria, Calearo al Parlamento ed il paladino dei padroncini antitasse Bortolussi a governatore del Veneto, la Lega, che il nordest lo conosce senz’altro meglio, non negava il conflitto che emerge da uno sviluppo economico impetuoso, sregolato e con costi sociali oltre che ambientali molto alti, ma rendeva questo conflitto orizzontale dirigendolo verso Roma, piuttosto che verso Bruxelles o verso i migranti o i concorrenti cinesi.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">L’immagine dell’operaia/deputata leghista è quindi la sintesi finale di un lungo lavoro sull’immaginario collettivo e sulla costruzione della realtà che indica l’utopia casereccia  di un ritorno ad una piccola patria padana. Una Padania libera dai costi pesanti dello Stato e di Roma dove  il sollievo fiscale dei padroni si tradurrebbe in un aumento miracoloso delle buste paga,  dove diverrebbe possibile trovare la salvezza dal dumping sociale della competitività internazionale che è globale con la Cina, dove si delocalizzano le fabbriche ed è locale con il lavoratore senegalese che ti ruba posti di lavoro e i diritti.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Questa nuovo fase politica quindi ci consegna compiti ardui ma precisi.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Innanzitutto dobbiamo disvelare l’ipocrisia della propaganda leghista non lasciandogli più  l’agibilità che ha avuto ed ha sui nostri stessi terreni sociali.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Per fare questo però facciamo chiarezza tra di noi: di fronte all’operaio che dentro la fabbrica si fa difendere dalla Cgil e fuori invece dalla Lega, dobbiamo capire che questa contraddizione va posta alla politica non al sindacato. E’ cioè la politica, la sinistra ed i comunisti, che devono porsi il problema del perché non vengono visti come credibili ed efficaci nella tutela e nella rappresentanza politica.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Ma poi dobbiamo agire su quella precondizione che ha permesso alla Lega di svolgere nel tempo questo ruolo: la necessità che la sinistra ed i comunisti tornino ad occupare lo spazio politico della rappresentanza della classe lavoratrice.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Con due avvertenze però.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">La prima è che quella classe lavoratrice è cambiata profondamente nella parcellizzazione produttiva e contrattuale frutto del ciclone neoliberista e postfordista.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">La seconda è che i meccanismi di identificazione ed autorappresentazione di classe non rispondono a richiami ideologici ma a quelli della concretezza e della efficacia nella tutela e rappresentanza dei propri interessi e diritti.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
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		<title>la verità ci fa male lo so</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Feb 2012 08:48:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Atalmi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[claudio grassi]]></category>
		<category><![CDATA[federazione della sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[gian paolo patta]]></category>
		<category><![CDATA[partito dei comunisti italiani]]></category>
		<category><![CDATA[partito della rifondazione comunista]]></category>
		<category><![CDATA[vendola]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ho ricevuto un commento nel post precedente da Luca, un mio assiduo lettore, che ritengo interessante e che per questo voglio riproporre a tutti.
Cerco di rispondere in modo franco alle domande, dicendo quello che penso senza equilibrismi e tatticismi che in questi tempi difficili rischiano solo di farci ulteriormente perdere tempo ed opportunità.
Mi piacerebbe avere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="LEFT"><a rel="attachment wp-att-1666" href="http://www.atalmi.it/2012/02/la-verita-ci-fa-male-lo-so/caterinacaselli67/"><img class="alignleft size-full wp-image-1666" title="Caterinacaselli67" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2012/02/Caterinacaselli67.jpg" alt="Caterinacaselli67" width="382" height="286" /></a></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Ho ricevuto un commento nel post precedente da Luca, un mio assiduo lettore, che ritengo interessante e che per questo voglio riproporre a tutti.</span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Cerco di rispondere in modo franco alle domande, dicendo quello che penso senza equilibrismi e tatticismi che in questi tempi difficili rischiano solo di farci ulteriormente perdere tempo ed opportunità.</span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Mi piacerebbe avere anche le vostre riflessioni in merito.</span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Hai letto il nuovo post di Grassi sul suo sito?<br />
Cosa ne pensi?</span>
</p>
<p align="LEFT"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Mi sembra si tratti di un primo squarcio di verità. E la verità fa male come cantava Caterina Caselli. Claudio, da compagno molto concreto, ha preso un calendario e ha fatto qualche conto: tra 15 mesi si vota. Poi ha dato un occhio ai sondaggi che vedono la Fds sostanzialmente ferma attorno al 2%, malgrado lo scontento sociale che dovrebbe spingere in alto i nostri consensi e penalizzare il Pd che invece rimane il primo partito del paese. Poi deve aver fatto qualche telefonata dalle parti del Pd ed aver capito che il centrosinistra (per come noi lo conosciamo e che peraltro ostinatamente rifiutavamo) non è più dato per scontato. Infine avrà letto anche lui, come tutti noi, i giornali sulle indiscrezioni sulle possibili nefaste riforme elettorali che per noi suonano come una condanna a morte.</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Insomma io ho stima di Grassi, come di Diliberto (pur non capendo come i due non si siano mai “presi”) e credo che le sue preoccupazioni siano assolutamente fondate. Forse solo un po&#8217; tardive.</span></span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Grassi dice<br />
La Federazione e’ fallita</span>
</p>
<p align="LEFT"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Verrebbe da dire: benvenuto nel club Claudio. La Fds non solo non esiste, ma non è mai nata.</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">E non è un caso. Intanto si trattava di un organismo geneticamente modificato. Non era un soggetto politico né un cartello elettorale. Il mondo là fuori, lavoratori e pensionati con ben altri problemi che i nostri esercizi onanistici, non avevano capito che cosa eravamo. E così la Fds, né cartello né soggetto politico, aveva i difetti di entrambe le cose senza averne i pregi.</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Non ci ha creduto il Prc che ha usato la Fds per eleggere qualche (raro) candidato alle amministrative senza poi che gli eletti divenissero della Fds dal punto di vista politico, organizzativo e finanziario (che di questi tempi non è secondario). Ovviamente il Pdci negli ancor meno posti dove l&#8217;ha spuntata, ha fatto lo stesso.</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Non ha certo aiutato la scissione degli ernesti sia perché ha ovviamente peggiorato i rapporti tra i due partiti, sia perché aveva alla base una proposta politica, “l&#8217;unità dei comunisti”, che se non vogliamo prenderci in giro, era l&#8217;opposto della idea della Fds ed è peraltro altrettanto fallita miseramente.</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Infine le proposte politiche di Ferrero e di Diliberto sul rapporto con il Pd e con il centrosinistra mi sembrano sempre più in insanabile contrasto tra loro.</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Prima chiudiamo questa pietosa pagina meglio è per tutti</span></span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Ci vuole una Confederazione di comunisti, socialisti, ambientalisti e movimento.</span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Ora dire che la Fed (che doveva essere un unione di comunisti, socialisti, ambientalisti e movimenti) e’ fallita e ci vuole una Confederazione di comunisti, socialisti, ambientalisti e movimenti mi sembra quantomeno “strano”, troppo strano per essere vero.</span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Torniamo alla vecchia proposta della Confederazione della Sinistra che il Pdci propose ormai 10 anni fa.</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Proposta sempre rifiutata da tutti peraltro.</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Serviva il coraggio di fare della Fds un soggetto politico vero, aperto e con una cessione di sovranità dai partiti (per quello a cui sono ridotti ormai i due partitini).</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Questo coraggio non lo ha avuto nessuno ed ora è tardi per piangersi addosso.</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Perchè dovrebbe funzionare ora? Ci sono delle novità? Se sì Claudio ce le illustri.</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><br />
</span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Credo che il buon Grassi (davvero uno dei pochi che ragiona nel Prc di Ferrero, Mantovan, Pegolo e Bellotti) intendesse lanciare un primo sasso per dire sostanzialmente<br />
“Sveglia! Siamo alle porte delle elezioni politiche e siamo allo stato attuale fuori da tutto!”</span>
</p>
<p align="LEFT"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Sì ma dirlo ora con le elezioni alle porte che credibilità possiamo avere? Non dovremmo fare tutti un po&#8217; di autocritica?</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Detto questo siccome i tempi sono strettissimi sono d&#8217;accordo che suonare la sveglia serve.</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Ma con una chiarezza di fondo: dobbiamo avere il coraggio di metterci in gioco per davvero, rompere i vecchi schemi ed affrontare il mare aperto, la sfida è quella di ridare una sinistra a questo paese, plurale e confederale sì, ma unitaria e fondata sulla rappresentanza del lavoro per come esso è andato modificandosi, parcellizzandosi in questi anni di ciclone neoliberista. </span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><br />
</span>
</p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Oltre evidentemente ad un tuo commento sulle riflessioni di Grassi mi piacerebbe anche un tuo commento sullo stato attuale della Federazione e allora sono fondate le voci che vogliono Salvi e il suo movimento “de facto” fuori dalla Federazione? Tra una settimana Salvi e Patta faranno un convegno con Epifani, Enrico Rossi e Nencini … e’ più di un segnale?</span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Quando Patta, con il quale ho una lunga frequentazione politica fin da quando tentammo (senza molto successo, ma con molte ragioni con il senno del poi) di evitare la rottura Bertinotti-Cossutta che è all&#8217;origine di molte delle nostre disgrazie, mi ha parlato la prima volta della idea che aveva con Salvi di dare vita al Partito del Lavoro, gli ho subito detto che sarebbe stata la mossa giusta, ma a patto che si trattasse di un progetto nuovo e non un rimescolamento dentro le miserie della Fds. Doveva essere una proposta da lanciare a tutti quelli che dal Pd alla Cgil sentono l&#8217;esigenza di una rappresentanza politica del lavoro in questo Paese.</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Dopo un infruttuoso tentativo di lavorare a questo progetto nella Fds ora Patta e Salvi avviano percorsi di confronto nel mondo più vasto della sinistra italiana e questo è un bene.</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Nel Partito Democratico come nella Cgil c&#8217;è un fermento, un discussione vera rispetto al Governo Monti, al liberismo, a come uscire dalla crisi. Io credo c he noi dovremmo dialogare con quello che si sta muovendo da quelle parti.</span></span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Nel Prc e’ vero che c’è una parte consistente di quadri intermedi (dell’area Essere Comunisti) che non ne può più di Ferrero e della sua deriva e che guarda o al Pdci o a Sel come approdo?<br />
O comunque sia c&#8217;è’ un forte malessere nel Prc?</span>
</p>
<p align="LEFT"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Che ci sia il malessere è del tutto evidente, ma non so dirti se intendano esplicitarlo in tempi brevi. Oltretutto rimane il problema non secondario che nessuno ha la soluzione a portata di mano. Approdare in altri partiti in difficoltà come il Pdci mi sembrerebbe da matti. E con Sel la strada mi pare sostanzialmente sbarrata.</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Perché anche il progetto politico di Sel, seppur senz&#8217;altro più in salute di quello della Fds, non si può dire che non venga messo in discussione dalla cura Monti che cancella il centrosinistra e quindi le primarie e gran parte del disegno vendoliano.</span></span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Il Pdci che strategia ha?<br />
Diliberto recentemente a La7 ha detto “Siamo disponibili ad un accordo di governo con Pd-Sel-Idv”, questa oltre ad essere una posizione da “sani di mente” e’ una posizione in antitesi a quella di Ferrero.</span>
</p>
<p align="LEFT"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Potrei risponderti con una battuta: se ne ha una la tiene ben nascosta. Perché in realtà il Pdci allo stato attuale è legato mani e piedi ai destini del Prc nella Fds e finché non sciogliamo questo nodo la vedo dura una capacità di manovra autonoma.</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Io l&#8217;ho detto in tutte le salse nel mio partito e a Diliberto: se non riprendiamo la nostra ispirazione originaria di essere “la sinistra che unisce” perdiamo la nostra stessa ragion d&#8217;essere.</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Ora che il Caimano non c&#8217;è più non possiamo dire quello che abbiamo detto nei congressi dei due partiti, cioè che stiamo con il centrosinistra perché di là c&#8217;è il pericolo per la democrazia.</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Dobbiamo decidere che fare e cosa essere. Se vogliamo avere solo un diritto di tribuna e di testimonianza o se vogliamo cercare di ricostruire una sinistra capace di contare qualcosa.</span></span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Come la mettiamo?<br />
Grassi ha ragione su una cosa,la nuova legge elettorale sarà con uno sbarramento alto (almeno al 4/5%) … che facciamo?<br />
Prc e Pdci da soli non lo superano..<br />
Ci sono “piani B o C?”</span>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="LEFT"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="color: #ff0000;">Ci vuole il coraggio di una vera svolta politica, uscire dall&#8217;angolo, costruire una proposta politica che unisca e che parta dal lavoro. E&#8217; il tempo delle idee più che delle ideologie come mi ha detto un compagno operaio. Dobbiamo essere in grado di dare delle risposte concrete, credibili, praticabili alla crisi globale ed alle contraddizioni ed i fallimenti  del sistema liberista. Se i comunisti e la sinistra non fanno questo a che servono?</span></span></p>
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		<title>La democrazia muore dove e&#8217; nata: in grecia</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 23:18:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Atalmi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[grecia]]></category>
		<category><![CDATA[pericle]]></category>

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		<description><![CDATA[
Qui ad Atene noi facciamo così.
Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.
Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2012/02/20120214-001656.jpg"><img src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2012/02/20120214-001656.jpg" alt="20120214-001656.jpg" class="alignnone size-full" /></a></p>
<p>Qui ad Atene noi facciamo così.</p>
<p>Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.</p>
<p>Qui ad Atene noi facciamo così.</p>
<p>Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.</p>
<p>Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.</p>
<p>Qui ad Atene noi facciamo così.</p>
<p>La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.<br />
Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.</p>
<p>Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.</p>
<p>Qui ad Atene noi facciamo così.</p>
<p>Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.</p>
<p>E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.</p>
<p>Qui ad Atene noi facciamo così.</p>
<p>Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.</p>
<p>Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.<br />
Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.</p>
<p>Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versalità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.</p>
<p>Qui ad Atene noi facciamo così.</p>
<p>Pericle &#8211; Discorso agli Ateniesi, 461 a.C.</p>
<p class="akst_link"><a href="http://www.atalmi.it/?p=1663&amp;akst_action=share-this"  title="E-mail this, post to del.icio.us, etc." id="akst_link_1663" class="akst_share_link" rel="nofollow">Invia Articolo</a>
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