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	<title>Atalmi.it &#187; Persone speciali</title>
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	<description>fare e pensare sinistra a nordest</description>
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		<title>I cieli stellati e la passione politica di Margherita Hack &#8211; il manifesto di oggi</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 14:21:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Atalmi</dc:creator>
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Margherita Hack dà il meglio di sé quando perde il filo del discorso per tornare a parlare di stelle. Si sente che è questo tutto il suo gigantesco cosmo sentimentale, prima ancora che la materia prima su cui ha speso una vita di lavoro.
Non è solo la sua strepitosa capacità divulgativa, dunque il suo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px 'Helvetica Neue';"><a rel="attachment wp-att-1612" href="http://www.atalmi.it/2011/11/i-cieli-stellati-e-la-passione-politica-di-margherita-hack-il-manifesto-di-oggi/il-manifesto-logo/"><img class="alignright size-medium wp-image-1612" title="il-manifesto-logo" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2011/11/il-manifesto-logo-300x63.jpg" alt="il-manifesto-logo" width="300" height="63" /></a></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px 'Helvetica Neue'; color: #888888; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 24.0px 0.0px; font: 16.0px Georgia; color: #333233;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Margherita Hack dà il meglio di sé quando perde il filo del discorso per tornare a parlare di stelle. Si sente che è questo tutto il suo gigantesco cosmo sentimentale, prima ancora che la materia prima su cui ha speso una vita di lavoro.<br />
Non è solo la sua strepitosa capacità divulgativa, dunque il suo talento di narratrice del tremendamente complicato, oscuro e matematico, che nella sua voce diventa un racconto decifrabile per il nostro semplice spazio cognitivo. E’ che lei da quell’enorme invisibile ha un rapporto così intimo e così emozionante che quasi lo seduce, lo tocca e lo manipola per spiegarci i meccanismi della vita e per farci aprire i pertugi dell’immaginario.<br />
Il suo segreto, forse, sta nel tornare bambina, coi i suoi sorrisi aperti e gli occhi che si illuminano come i suoi cieli stellati. E’ per questo che Una margherita rossa, il piccolo libro confessione sul suo impegno politico, scritto a forma di intervista da Nicola Atalmi (Edizioni Datanews, pagg.142, euro 16.00), riesce meglio quando si piega verso la Margherita dei ricordi più intimi, che siano privati o astrali. Piccolo paradosso per un libro che vorrebbe invece documentare la profonda passione della Hack militante.<br />
In realtà, quando Margherita la rossa parla di politica-politica, le sue parole si raffreddano. Avere quarantacinque anni di differenza, ma condividere la stessa densa nostalgia non è da poco. Lei del 1922, lui del 1967. Atalmi segue complice volteggi dei pensieri di questa donna incredibile. Entrambi militanti comunisti (lui è consigliere comunale a Treviso per il Pdci, con già una carriera politica), si parlano del passato, l’Urss e Gramsci, il Pci di Togliatti e di Giancarlo Pajetta e osservano il presente berlusconiano e leghista con un disincanto quasi archeologico. E parlano della sinistra e dei comunisti, come se ancora potessero disperatamente e poeticamente dire e fare qualcosa.<br />
Ma è bella la miscela. Lei che negli anni Cinquanta si scontra con il machismo e i baroni degli Osservatori astronomici e dei centri di ricerca. Lei che accetta qualche anno fa di discutere con il Vescovo di Verona, di fronte a migliaia di persone, su Dio, la befana e la scienza. Lei che si dimentica, nel Circus di Santoro il microfono aperto e all’ennesima battuta razzista del suo vicino leghista lo manda affanculo in diretta, patteggiando poi duecentomila lire, un prezzo onesto – dice – per togliersi la soddisfazione. Lei, che nella sua totale razionalità, non rifiuta il nucleare né gli Ogm. Lei bimba ribelle, la mamma diplomata all’Accademia di Belle arti che lavora al telegrafo, il papà protestante, prima operaio alla Valdarno poi volontario alla società teosofica.<br />
E infine lui, Silvio. Che nell’immaginario di Margherita la rossa non può essere che una stella nana. Cioè: “quello che resta di una stella quando muore, cioè quando esaurirà il suo combustibile”. E mentre spiega come funzionano gli astri, già ci dimentichiamo che vuole parlare di politica, tanto è bello il suo racconto sulle stelle.</span>
</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 24.0px 0.0px; font: 16.0px Georgia; color: #333233;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">il Manifesto</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 24.0px 0.0px; font: 16.0px Georgia; color: #333233;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Fabio Bozzato</span></p>
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		<title>memoria e futuro</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 13:08:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Atalmi</dc:creator>
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In questi giorni di presentazioni del libro “una Margherita rossa” abbiamo incontrato centinaia di persone.
La passione e l’entusiasmo che scatena Margherita non mi sorprende ormai più, ma mi travolge ancora ogni volta.
Marga è instancabile e paziente: sempre pronta a incontrare gli studenti universitari come i bambini a incantare folle accorse nella sede della Cgil come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.atalmi.it/2011/10/memoria-e-futuro/hack-a-padova/" rel="attachment wp-att-1547"><img src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2011/10/hack-a-padova-211x300.jpg" alt="hack a padova" title="hack a padova" width="211" height="300" class="alignright size-medium wp-image-1547" /></a><br />
In questi giorni di presentazioni del libro “una Margherita rossa” abbiamo incontrato centinaia di persone.<br />
La passione e l’entusiasmo che scatena Margherita non mi sorprende ormai più, ma mi travolge ancora ogni volta.<br />
Marga è instancabile e paziente: sempre pronta a incontrare gli studenti universitari come i bambini a incantare folle accorse nella sede della Cgil come a fermarsi per strada per due chiacchiere, una fotografia, un abbraccio.<br />
In un giorno abbiamo già esaurito le 400 copie che l’editore mi aveva  mandato per le presentazioni, ma stanno finendo anche le migliaia inviate alle librerie dalla distribuzione per cui già la prossima settimana andremo in ristampa.<br />
Abbiamo la casella piena di richieste di presentazioni da tutta italia: Milano, Roma, Venezia, Foggia, Parma, Verona.<br />
Compatibilmente con gli impegni di Marga cercheremo di accontentare tutti.<br />
Un grazie sentito a voi che abbiamo incontrato in questi primi giorni, alla vostra voglia di discutere, di parlare di scienza, di etica e di politica.<br />
Un grazie a tutta la vostra sete di memoria e di futuro.</p>
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		<title>Berlusconi è una stella morente, una nana bianca</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 14:41:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Atalmi</dc:creator>
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Invia Articolo
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			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/IhMp65deL6U" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p class="akst_link"><a href="http://www.atalmi.it/?p=1519&amp;akst_action=share-this"  title="E-mail this, post to del.icio.us, etc." id="akst_link_1519" class="akst_share_link" rel="nofollow">Invia Articolo</a>
</p>]]></content:encoded>
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		<title>alla fine di un giorno noioso</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 22:37:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Atalmi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Premetto che questa non è una recensione, non potrei farla.
Perché io sono un po’ più che un fan di Massimo Carlotto.
Sarà per la biografia rosso/noir di Massimo, sarà per la splendida assenza di pietas dei suoi personaggi, sarà perché i suoi libri sono così tanto profondonordest: ma non sono obbiettivo quando giudico i suoi libri.
Quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><img class="alignleft size-full wp-image-1382" title="alla_fine_di_un_giorno_noioso" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2011/06/alla_fine_di_un_giorno_noioso.jpg" alt="alla_fine_di_un_giorno_noioso" width="180" height="250" />Premetto che questa non è una recensione, non potrei farla.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Perché io sono un po’ più che un fan di Massimo Carlotto.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Sarà per la biografia rosso/noir di Massimo, sarà per la splendida assenza di pietas dei suoi personaggi, sarà perché i suoi libri sono così tanto <em>profondonordest</em>: ma non sono obbiettivo quando giudico i suoi libri.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Quando ho finito (in un giorno) di leggere il suo ultimo “Alla fine di un giorno noioso”, ho dovuto mandargli una mail per dirgli che avevo trovato il suo libro “potente, spietato e nero”.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">E ieri sono andato a sentirlo alla presentazione del suo libro a Montebelluna, ospite del comune amico e compagno, editore e libraio, Danilo Zanetti  dove era assieme ad un’altro amico scrittore di gialli trevigiani, Fulvio Ervas, che invece presentava “L’amore è idrosolubile”.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Sono arrivato, come al solito, tardi e dal fondo della affollata sala ho seguito, un po’ divertito, la raffica di domande dei fan che sommergevano Massimo.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Del resto parliamo di un autore che magari qui è di casa, ma che è in testa nelle classifiche nazionali di vendita e, a mio modesto e partigiano parere, questo è il suo libro migliore.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Nei confronti della crudele violenza del protagonista Giorgio Pellegrini, già conosciuto nel ottimo “Arrivederci amore ciao” del quale il nuovo libro è il sequel, c’è sempre il bisogno di prendere in qualche modo le distanze.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">In particolare lo facevano le donne presenti che sottolineavano il disgusto per quel personaggio così nero e negativo così bastardo, appunto in particolare con le donne della sua vita.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Tipo: <em>spinning, baby, spinning.</em></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Certo sullo sfondo tutti leggevano quel nordest di violenza e crudeltà, magari patinata, magari socialmente accettata, che  è il vero protagonista nei libri di Massimo.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Ma a tutti stava più sul cazzo comunque Giorgio Pellegrini, ed un po’ lo facevano pesare al suo papà Carlotto che ha cercato finanche di difendersi ridendo <em>“cerco sempre di scrivere un Harmony comico ma invece alla fine mi vengono sempre libri così&#8230;”</em>.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Alla fine mi sono fermato per salutare Massimo e fare due chiacchiere di politica e di letteratura. Il mio scopo, oltre a quello di cercare (senza riuscirvi peraltro) di carpirgli la decodifica delle vera identità dei due personaggi politici protagonisti con il Pellegrini del romanzo, era quello di confessare tutta la mia simpatia e solidarietà per questo bastardo eroe negativo.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Sì perché al di là di ogni ragionevolezza politically correct, Giorgio Pellegrini, già guerrigliero e assassino, sopravvive nelle storie di Massimo perché riesce ad essere ancora più bastardo di tutto ciò che lo circonda.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">E quel che lo circonda è quel nordest degli affaristi berluscones e dei rampanti padanos, dei putridi fiumi di denaro della ‘ndrangheta, della imprenditorializzazione della fica, dell’ipocrisia eretta a programma politico, del marketing elettorale del razzismo, della religione dell’apparenza, della tripla morale dei benpensanti, della dittatura del cemento,  della mercificazione delle relazioni umane e sentimentali, dello sfruttamento ed autosfruttamento che prima fonda e poi affonda il miracolo economico di queste terre.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">In un mondo così, diciamocelo, è veramente ipocrita prendersela con Giorgio Pellegrini solo perché è l’unico che è pronto a giocare fino in fondo con le regole di questo gioco, pronto ad essere bastardo abbastanza per guardare in faccia questa realtà, capace di sporcarsi le mani di merda e sangue per sopravvivere.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Sì solo per sopravvivere, perché poi comunque vincono gli altri.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">E sono gli altri i veri cattivi.</span></p>
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</p>]]></content:encoded>
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		<title>Paola e Emma, due donne diverse</title>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2011 08:39:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Atalmi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[
Dedico queste righe al confronto tra due donne diverse. Una ho la fortuna di conoscerla da tempo, si chiama Paola ed è una operaia della Electrolux di Conegliano; l’altra per fortuna non l’ho mai frequentata, ma mi tocca spesso ascoltarla mentre pontifica a reti unificate, si chiama Emma e fa la presidente di Confindustria.
La prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Arial;"><img class="alignright size-full wp-image-1355" title="marce" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2011/05/marce2.jpg" alt="marce" width="118" height="118" /></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Dedico queste righe al confronto tra due donne diverse. Una ho la fortuna di conoscerla da tempo, si chiama Paola ed è una operaia della Electrolux di Conegliano; l’altra per fortuna non l’ho mai frequentata, ma mi tocca spesso ascoltarla mentre pontifica a reti unificate, si chiama Emma e fa la presidente di Confindustria.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1356" title="paola morandin" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2011/05/paola-morandin2-150x150.jpg" alt="paola morandin" width="150" height="150" />La prima è figlia di operai, la seconda invece è figlia di un industriale. Fatalità.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Paola ha parlato dal palco il 6 maggio per lo sciopero generale e ha parlato della sua vita e dei suoi compagni di fronte ai continui ricatti di una multinazionale sempre pronta a delocalizzare.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">In particolare del suo discorso mi hanno colpito queste parole:</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 14.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><em>“Sono figlia di un operaio che  da  più di vent’anni è in pensione, ha una pensione dignitosa che gli permette di vivere e la fabbrica in cui lavorava, ancora produce.</em></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 14.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><em>La fabbrica in cui lavoro io non mi accompagnerà alla pensione e se mai riuscirò a raggiungere la “finestra” giusta, non sarà sufficiente per vivere. Sono passati solo vent’anni ma la condizione  di chi lavora e di chi andrà in pensione è nettamente peggiorata. Non possiamo accettare in silenzio, questo degrado delle nostra vita lavorativa e del nostro futuro. Dobbiamo alzare la testa, partendo da questo sciopero, da questa piazza, anche noi che lavoriamo in una grande fabbrica e ci sentiamo più sicuri di altri, per riprenderci la nostra dignità di lavoratrici e lavoratori che producono la ricchezza che fa grande il nostro Paese.”</em></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 14.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Invece Emma ha contestato la condanna della TyssenKrupp per i sette operai morti bruciati vivi dicendo, tra gli applausi dei suoi associati, che la sentenza <em>“potrebbe allontanare gli investimenti esteri in Italia e mettere a repentaglio la sopravvivenza  del nostro sistema industriale”. </em>Del resto la azienda di Emma è stata recentemente condannata come responsabile di un grave incidente occorso ad un giovane operaio che perse una gamba perché messo a lavorare ad una macchina pericolosa pur essendo stato assunto solo da 3 mesi con un contratto  di formazione-lavoro.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 14.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Ecco io tra Paola ed Emma sceglierò sempre Paola.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 14.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Il nostro Paese, se vuole salvarsi da questo medioevo di ritorno e da una crisi che non è solo economica ma anche civile e sociale, dovrebbe fare altrettanto.</span></p>
<div><span style="letter-spacing: 0.0px;"><br />
</span></div>
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</p>]]></content:encoded>
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		<title>accadde oggi</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 08:15:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Atalmi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Persone speciali]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[mussolini]]></category>
		<category><![CDATA[pertini]]></category>
		<category><![CDATA[piazzale loreto]]></category>

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		<description><![CDATA[ L&#8217;Italia è un Paese così.
Che non ha mai fatto i conti per davvero con la sua storia.
Ora dopo cento anni siamo tornati in Libia  a bombardare.
Morto il dittatore tutti si sono svegliati antifascisti: succederà anche con il Caimano quando appariranno le sue foto, non certo appeso così, ma spaparanzato ai caraibi?
Quando ancora Oriana fallaci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1346" title="piazzale loreto" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2011/04/piazzale-loreto-300x213.jpg" alt="piazzale loreto" width="300" height="213" /> L&#8217;Italia è un Paese così.</p>
<p>Che non ha mai fatto i conti per davvero con la sua storia.</p>
<p>Ora dopo cento anni siamo tornati in Libia  a bombardare.</p>
<p>Morto il dittatore tutti si sono svegliati antifascisti: succederà anche con il Caimano quando appariranno le sue foto, non certo appeso così, ma spaparanzato ai caraibi?</p>
<p>Quando ancora Oriana fallaci non aveva sbarellato intervistò Sandro Pertini sulla vicenda di Piazzale Loreto:</p>
<blockquote>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 20.0px; font: 12.0px Verdana; color: #515153;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Quando mi dissero che il cadavere di Mussolini era stato portato a piazzale Loreto, corsi con mia moglie e Filippo Carpi. I corpi non erano appesi. Stavano per terra e la folla ci sputava sopra, urlando. Mi feci riconoscere e mi arrabbiai: «Tenete indietro la folla!». Poi andai al CLN e dissi che era una cosa indegna: giustizia era stata fatta, dunque non si doveva fare scempio dei cadaveri. Mi dettero tutti ragione: Salvadori, Marazza, Arpesani, Sereni, Longo, Valiani, tutti. E si precipitarono a piazzale Loreto, con me, per porre fine allo scempio. Ma i corpi, nel frattempo, erano già stati appesi al distributore della benzina. Così ordinai che fossero rimossi e portati alla morgue. Io, il nemico, lo combatto quando è vivo e non quando è morto. Lo combatto quando è in piedi e non quando giace per terra.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 20.0px; font: 12.0px Verdana; color: #515153; min-height: 15.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 20.0px; font: 12.0px Verdana; color: #515153; min-height: 15.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 20.0px; font: 12.0px Verdana; color: #515153;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Però, Oriana, bisogna anche capirlo il popolo. Bisogna capirla la plebe che ha sofferto infamie e miserie e prepotenze e, appena può, infila in una picca la testa della contessa di Lamballe. Bisogna allargare le braccia e dire: «Te lo sei voluto, contessa di Lamballe». Succederà lo stesso in Spagna quando si desteranno. Succederà lo stesso in Grecia, in Cile. È la nemesi della storia. </span></p>
</blockquote>
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</p>]]></content:encoded>
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		<title>Ho schiumato il Madagascar</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Mar 2011 08:23:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Atalmi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Persone speciali]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia proletaria]]></category>
		<category><![CDATA[madagascar]]></category>
		<category><![CDATA[osteria]]></category>

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		<description><![CDATA[
Una sera all’ora dello spritz, rito pagano irrinunciabile, in una osteria della mia città.
Anzi nella osteria della mia città: zona franca di compagni dispersi e leghisti assedianti.
Incrocio una faccia conosciuta milioni di anni fa.
Erano i tempi che ero un giovane di Democrazia Proletaria e ci si riuniva in un appartamento in centro per progettare rivoluzioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Helvetica;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1327" title="madagascar" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2011/03/madagascar1-300x210.jpg" alt="madagascar" width="300" height="210" /></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Una sera all’ora dello spritz, rito pagano irrinunciabile, in una osteria della mia città.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Anzi <em>nella</em> osteria della mia città: zona franca di compagni dispersi e leghisti assedianti.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Incrocio una faccia conosciuta milioni di anni fa.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Erano i tempi che ero un giovane di Democrazia Proletaria e ci si riuniva in un appartamento in centro per progettare rivoluzioni future e praticare quotidiane evasioni.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Lui invece era uno che, già allora, aveva già dato. </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Ci salutiamo calorosamente</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Lui è segnato dalla vita e dal vino rosso che probabilmente non era sempre abbastanza buono o che probabilmente non finiva mai abbastanza presto.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">E’ stato via, in tutti i sensi.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Mi chiede che ho fatto nel frattempo.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Squarci di vita e di passione politica e lotte impari.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Gli indico Tommaso che ha due anni e mezzo e che scorrazza per l’osteria dribblando  le gambe degli avventori: my personal socialism.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Gli chiedo che ha fatto lui.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Lo sguardo si perde un poco, un sorso di cabernet e poi sorridendo:</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">“mica sono stato chiuso in quell’appartamento tutto questo tempo.”</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">&#8220;Immagino&#8230;&#8221; gli dico sorridendo, &#8220;che hai fatto?&#8221;</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">“Ho schiumato il Madagascar”</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Rido alla battuta, cerco di cambiare discorso, di offrirgli un’altra ombra.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">“no, sul serio: ho schiumato il Madagascar”</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">“In che senso?” spericolatamente tento.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">“In senso letterale” mi risponde serio.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">&#8220;Certo&#8221; rispondo io.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Lo abbraccio e scappo ridendo.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Ognuno ha la sua rivoluzione personale.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Chissà che è il Madagascar per lui.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">E perché ha dovuto schiumarlo&#8230;</span></p>
<div><span style="letter-spacing: 0.0px;"><br />
</span></div>
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		<title>io sono pro-vita</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Dec 2010 11:47:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Atalmi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Persone speciali]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[binetti]]></category>
		<category><![CDATA[marghera]]></category>
		<category><![CDATA[monicelli]]></category>
		<category><![CDATA[petrolchimico]]></category>

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		<description><![CDATA[Già la mia giornata è cominciata male sentendo le chiacchiere vuote e le polemichette politiche intorno allo splendido, sì splendido, suicidio di Mario Monicelli.
Le sordide strumentalizzazioni di chi parla a vanvera pro-vita come la Binetti, sempre pronta a giudicare sulle vite degli altri dal basso della sue cieca fede.
 
Io invece sono pro-vita per davvero.
 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Già la mia giornata è cominciata male sentendo le chiacchiere vuote e le polemichette politiche intorno allo splendido, sì splendido, suicidio di Mario Monicelli.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Le sordide strumentalizzazioni di chi parla a vanvera pro-vita come la Binetti, sempre pronta a giudicare sulle vite degli altri dal basso della sue cieca fede.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Io invece sono pro-vita per davvero.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Lo sono perché oggi sono andato a trovare in ospedale un compagno.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Uno di quelli che dà il significato più vero e pieno alla parola compagno.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Uno che lo lo trovavi sempre in prima linea con i lavoratori del Petrolchimico a Marghera, uno sempre presente nelle lotte, ogni giorno.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Uno che adesso gli tocca battersi anche per sé contro una tragica bastarda fatalità: una cazzo di vena nel cervello che ha cercato di fermarlo.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Noi siamo tutti con lui.</span></p>
<div><span style="letter-spacing: 0.0px;"><br />
</span></div>
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</p>]]></content:encoded>
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		<title>Milano chiama Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 10:13:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Atalmi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>
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		<category><![CDATA[verdi]]></category>

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		<description><![CDATA[
 La splendida vittoria di Giuliano Pisapia alle primarie di Milano dice qualcosa a tutta Italia, al Pd, ma anche alla sinistra.
 Intanto ancora una volta è sfatato il mito per il quale la sinistra può fare solo da figurante nella politica che conta.
 La sinistra ha valide persone ed idee intelligenti da spendere.
 E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><img class="alignleft size-full wp-image-1154" title="pisapiaprimariemilano" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2010/11/pisapiaprimariemilano.png" alt="pisapiaprimariemilano" width="164" height="288" /></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> La splendida vittoria di Giuliano Pisapia alle primarie di Milano dice qualcosa a tutta Italia, al Pd, ma anche alla sinistra.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> Intanto ancora una volta è sfatato il mito per il quale la sinistra può fare solo da figurante nella politica che conta.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> La sinistra ha valide persone ed idee intelligenti da spendere.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> E che evidentemente piacciono anche a tanti elettori del Pd.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> Certo ora usciranno senz’altro le anime belle della presunta sinistra riformista che ci spiegheranno che però poi così si  perde perché mancheranno i voti dei moderati alle elezioni vere.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> Le solite chiacchiere tutte da dimostrare: in Puglia non è andata così e non è che invece Boeri avrebbe garantito la  vittoria.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> Ora il rischio è che il Pd faccia carte false per evitare le primarie nazionali, visti i precedenti.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> Sbaglierebbe.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> Perché le primarie continuano a dimostrare di funzionare per riattivare militanza e passione, che servono come  l&#8217;ossigeno ad un centrosinistra asfittico che assiste inerme all’agonia del Caimano.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> Ma queste primarie parlano anche alla sinistra.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> Perché è evidente che la bella vittoria di Pisapia, uomo di sinistra ma fuori dai partiti, ci riporta alla necessità di unire le  forze e le idee per costruire quella sinistra plurale della quale hanno parlato in questi giorni sulle colonne de il  manifesto sia Valentino Parlato che Alfonso Gianni.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> Ma per farlo serve anche il coraggio della verità.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> La Federazione della Sinistra nasce con una proposta politica inadeguata più attenta a costruire trincee identitarie che  delineare un processo unitario forte di idee e proposte.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> La vicenda di Pisapia insegna che se la sinistra vuole tornare ad essere protagonista deve smetterla di soffrire di delirio di impotenza ed accettare la sfida unitaria nel centrosinistra.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Certo mi si risponderà coma al solito: un conto è amministrare un Comune un conto è il Governo del Paese.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Ma questa obiezione, che peraltro viene usata di volta in volta anche per le Regioni che invece legiferano su pezzi importanti (e crescenti) di welfare, diritti e lavoro, pare interessare giustamente poco agli elettori della sinistra e del Pd che badano invece alla sostanza: votano chi propone buone idee e chi ritengono credibile per battere le destre e per  poi governare al posto appunto delle destre.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Ci sono idee, proposte e valori della sinistra e dei comunisti che non sono patrimonio di tutto il centrosinistra, ma senza i quali non è possibile nemmeno tentare di battere le destre.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Come viceversa quelle idee, quei valori e quelle proposte della sinistra non valgono nulla se producono solo una testimonianza da non sporcare con la difficilissima sfida per cambiare il Paese e (come diceva quel filosofo tedesco) lo stato delle cose presenti.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Per questo io penso che ora sia il tempo delle decisioni.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">E’ il tempo di costruire quella sinistra unita e plurale che a partire dalla piazza della manifestazione della Fiom Cgil del 18, dalla Federazione della Sinistra e Sinistra Ecologia e Libertà, dai Verdi e dal movimento per l’acqua pubblica e quello studentesco, passando per le reti sociali, dell’Arci, di Legambiente, dell’arcipelago pacifista, siano in grado di offrire a questa Italia sgomenta, spaventata e sfiduciata una proposta di idee e programmi a sostegno di Nichi Vendola per le primarie del centrosinistra.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Da convocare semplicemente immediatamente.</span></p>
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		<title>da che parte stare</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Nov 2010 13:05:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Atalmi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[

Mercoledì, alle 18.00 a Mestre alla Sala Teatro di via Torre Belfredo, arriva Diliberto per incontrare le compagne ed i compagni del Veneto.
Credo che sarà un momento importante per confrontarci e discutere e per porre a Oliviero qualche domanda, qualcuna anche scomoda.
Cosa sarà la Federazione della Sinistra? 
Come ricostruire questa sinistra disastrata?
Come ridare alla Sinistra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><img class="alignright size-full wp-image-1146" title="diliberto" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2010/11/diliberto.jpg" alt="diliberto" width="300" height="255" /></p>
<div><span style="letter-spacing: 0.0px;"></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Mercoledì, alle 18.00 a Mestre alla Sala Teatro di via Torre Belfredo, arriva Diliberto per incontrare le compagne ed i compagni del Veneto.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Credo che sarà un momento importante per confrontarci e discutere e per porre a Oliviero qualche domanda, qualcuna anche scomoda.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Cosa sarà la Federazione della Sinistra? </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Come ricostruire questa sinistra disastrata?</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Come ridare alla Sinistra ed ai Comunisti un ruolo nell’Italia che vuole liberarsi del Caimano?</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Chi legge questo blog sa che molte sono le perplessità e le riflessioni circa il progetto della FdS, i rapporti a sinistra con Sinistra e Libertà e con Vendola, il rapporto con il Partito Democratico e con il centrosinistra.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Io penso che Oliviero abbia dimostrato in questi anni difficili di avere le capacità e la cultura politica per dare un contributo importante alla ricostruzione della sinistra.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Ma per farlo serve l&#8217;impegno e le idee di tutti aprire una stagione nuova a sinistra, uscendo dal settarismo, dall&#8217;autoreferenzialità, rimettendoci in connessione con il nostro popolo, con il mondo del lavoro e soprattutto con i giovani.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p></span></div>
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