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	<title>Atalmi.it &#187; Lavoro</title>
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	<description>fare e pensare sinistra a nordest</description>
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		<title>riformando allegramente</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 09:14:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Atalmi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario precario]]></category>
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		<description><![CDATA[
C’è crisi, c’è crisi!
Si perdono posti di lavoro, si delocalizzano le aziende. Le tasse aumentano e ristagnano i consumi.
Per questo serve un piano straordinario per rilanciare l’economia. E che diamine!
Per farlo bisogna subitosubito riformare il mercato del lavoro.
Si, insomma, mettere mano ai diritti del lavoro a dire il vero&#8230; che è una cosa diversa rispetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><a rel="attachment wp-att-1624" href="http://www.atalmi.it/2012/01/riformando-allegramente/attenzione-1/"><img class="alignright size-medium wp-image-1624" title="attenzione-1" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2012/01/attenzione-1-300x264.jpg" alt="attenzione-1" width="300" height="264" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">C’è crisi, c’è crisi!</p>
<p align="JUSTIFY">Si perdono posti di lavoro, si delocalizzano le aziende. Le tasse aumentano e ristagnano i consumi.</p>
<p align="JUSTIFY">Per questo serve un piano straordinario per rilanciare l’economia. E che diamine!</p>
<p align="JUSTIFY">Per farlo bisogna <em>subitosubito</em> riformare il mercato del lavoro.</p>
<p align="JUSTIFY">Si, insomma, mettere mano ai diritti del lavoro a dire il vero&#8230; che è una cosa diversa rispetto al mercato… <em>ahimé</em>.</p>
<p align="JUSTIFY">Tipo ci dicono che è troppo difficile licenziare in Italia.</p>
<p align="JUSTIFY">E del resto lo aveva denunciato il Wall Street Journal il mese scorso: in Italia c’è un diritti del lavoro di stampo sovietico che rende impossibile licenziare.</p>
<p align="JUSTIFY">Si vede che gli imprenditori italiani sono bravi, perché invece ci riescono sempre benissimo.</p>
<p align="JUSTIFY">Proviamo a chiederlo alle migliaia di persone in fila agli uffici del lavoro.</p>
<p align="JUSTIFY">“Bisogna dare diritti ai giovani precari togliendone qualcuno a chi ha privilegi” piagnucola la Ministra Fornero.</p>
<p align="JUSTIFY">Bene! Quali diritti vogliamo dare ai giovani precari e quali privilegi toglieremo ai privilegiati?</p>
<p align="JUSTIFY">Piovono proposte di legge: il Pd ne dichiara 4, solo una il povero Sacconi.</p>
<p align="JUSTIFY">Una proposta di legge è perfino firmata dalla onorevole Maria Anna Madia. Speriamo arrivi qualche giornalista ad intervistarla perché ce la spieghi con parole sue la proposta.</p>
<p align="JUSTIFY">Una da Nerozzi, una da Damiano (ma pare essere la stessa della succitata e succinta Madia).</p>
<p align="JUSTIFY">Una dall’infiltrato Ichino.</p>
<p align="JUSTIFY">Che non si dica che noi siamo i soliti che sanno dire solo di no, i soliti conservatori che difendono i privilegi.</p>
<p align="JUSTIFY"><em>Leggiamoleggiamo</em>…</p>
<p>Finiti i proclami quando si arriva alla ciccia le questioni sono sempre le stesse: si possono vietare i contratti atipici? Molto difficile.</p>
<p align="JUSTIFY">Diamo i diritti del lavoro a tutti a prescindere dalla fattispecie contrattuale come maternità, malattia, previdenza etc? No macchè, cose vecchie quelle.</p>
<p align="JUSTIFY">Diamo ammortizzatori sociali ai precari, reddito di cittadinanza, reddito minimo garantito?</p>
<p align="JUSTIFY">Beh sì si potrebbe ma non si capisce chi ci metterebbe i soldi.</p>
<p align="JUSTIFY">Donna Marcegaglia ha già alzato le mani, l’Inps ha staccato il telefono, Monti ha detto che la Merkel non vuole.</p>
<p align="JUSTIFY">Scommettiamo che ci diranno che potremmo fare una bella operazioncina in due tempi?</p>
<p align="JUSTIFY">Crepi l&#8217;avarizia, facciamo in tre tempi.</p>
<p align="JUSTIFY">Nel primo tempo togliamo diritti ai privilegiati: alla casta politica, avvocati, farmacisti?</p>
<p align="JUSTIFY">No che avete capito? A quei fortunelli dei lavoratori dipendenti a tempo indeterminato. Già hanno la sfacciata fortuna di andare in pensione a 70 anni. Almeno che adesso diventi più facile licenziarli!</p>
<p align="JUSTIFY">Questo si può fare subito per sicurezza.</p>
<p align="JUSTIFY">Poi nel secondo tempo daremo finalmente diritti ai precari. Ma con calma. Adesso vediamo&#8230; magari facciamo prima una commissione, poi le audizioni, verifichiamo il quadro delle compatibilità economiche e quelle astrali e poi se ci rimane tempo nel rush finale della legislatura vediamo che si può fare.</p>
<p align="JUSTIFY">Nella terza fase arriveranno le risorse, il nuovo welfare, gli ammortizzatori, la flexicurity.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma per fortuna per allora avranno fatto pulizia i maya.</p>
<p align="JUSTIFY">
<p style="margin-bottom: 0cm">
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		<title>Il lavoro che fa Bonanni (e quello che dovremmo fare noi)</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Sep 2011 20:37:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Atalmi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>
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		<description><![CDATA[No no niente facili ironie, non credo che Bonanni offra prestazioni sessuali sadomaso a  Marchionne.
Io credo che Bonanni e la Cisl stiano lucidamente perseguendo un obbiettivo ed è questo giustifica le giravolte con le quali coprono politicamente un Governo che affoga, anche a costo di di non fare il proprio mestiere che dovrebbe essere quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><a rel="attachment wp-att-1486" href="http://www.atalmi.it/2011/09/il-lavoro-che-fa-bonanni-e-quello-che-dovremmo-fare-noi/763910-bonanni-2/"><img class="alignright size-medium wp-image-1486" title="763910-bonanni" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2011/09/763910-bonanni1-300x167.jpg" alt="763910-bonanni" width="300" height="167" /></a>No no niente facili ironie, non credo che Bonanni offra prestazioni sessuali sadomaso a  Marchionne.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Io credo che Bonanni e la Cisl stiano lucidamente perseguendo un obbiettivo ed è questo giustifica le giravolte con le quali coprono politicamente un Governo che affoga, anche a costo di di non fare il proprio mestiere che dovrebbe essere quello di tutelare i lavoratori, per quanto solo quelli moderati.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">La Cisl di Bonanni ha negli ultimi anni svolto il ruolo di sindacato amico di un governo di centrodestra (e ci ricordiamo invece di quanto era critico con Prodi) sperando con questo di avere qualche sostanzioso aiuto per divenire il primo sindacato italiano e superare l’odiata Cgil.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Ora evidentemente quella strada è divenuta un vicolo cieco per le difficoltà di un governo che non essendo in grado di difendere sé stesso e la corte al seguito di puttanieri e malfattori, al massimo può solo danneggiare la Cisl con la volgarità e le bassezze di Sacconi.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Ma c’è un altro lavoro pronto per Bonanni ed è quello di ritagliarsi un ruolo da protagonista nel post Berlusconi che certi poteri forti stanno architettando.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Sì perché per difendere gli interessi di donna Marcegaglia, dei banchieri e del Vaticano serve un nuovo assetto politico centrista che nel crollo del Caimano eviti la ricomposizione di un centrosinistra che potrebbe non essere abbastanza controllabile da lor signori.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Per questo nuovo governassimo sono pronti Casini, Montezemolo e Profumo e anche Pisanu, Rutelli e Fini, ma serve dell’altro.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Serve assicurarsi che l’unica realtà vera, forte ed organizzata a sinistra, la Cgil, resti fuori gioco e con loro quanti nel Pd vi fanno riferimento.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Per questa impresa è pronto ad immolarsi l’ineffabile Bonanni che di strappo in strappo lavora per isolare la Cgil perché così garantisce anche che non possa ricoagularsi, attorno ai temi del lavoro e della giustizia sociale, un nuovo Ulivo capace di essere competitivo elettoralmente come è accaduto in passato.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Perché è l’Ulivo, non certo la sinistra presunta antagonista, l’incubo peggiore che agita chi sta lavorando all’uscita di scena del vecchio Caimano.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Se questo è il lavoro del povero Bonanni, quale dovrebbe essere il nostro?</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Beh a sinistra, cioè nella Fds ed in Sel, invece di attardarsi nelle polemiche interne, nelle divisioni, nei distinguo sulla linea di Susanna Camusso o nelle critiche a Bersani, sarebbe bene capire che rispetto a solo 6 mesi fa il quadro è cambiato radicalmente.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Se prima si voleva decidere se a guidare il centrosinistra dovesse essere Vendola o Bersani, ora si sta discutendo se non sia opportuno che il Pd si limiti  ad un appoggio esterno all’euro-governissimo dei banchieri.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Insomma alla sinistra spetterebbe il compito (paradossale) di salvare il centrosinistra e rimetterlo in gioco ricominciando a parlare di programmi, di unirsi alla Cgil nella lotta contro le manovre antisociali, di svegliare (piuttosto bruscamente) un Partito Democratico che rischia di venire stritolato dalla questione morale meneghina e dalle manovre dei veltroniani.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Insomma l’esatto opposto dell’aventino elettorale di Ferrero o le pretese di concorrenza suicida di Vendola.</span></p>
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		<title>Talkin&#8217; About Revolution&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2011 10:38:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Atalmi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario precario]]></category>
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		<description><![CDATA[
viviamo in un Paese dove i profitti delle aziende crescono in un anno del 5% mentre le retribuzione dei dipendenti quando va bene dell’1%
 
viviamo in un Paese dove il Governo prima dice che senza nucleare siamo destinati al declino, poi per paura che gli elettori assieme al nucleare boccino pure il legittimo impedimento ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><img class="alignright size-medium wp-image-1364" title="marxism" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2011/05/marxism-241x300.jpg" alt="marxism" width="241" height="300" /></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><span style="color: #ff0000;">v<strong>iviamo in un Paese dove i profitti delle aziende crescono in un anno del 5% mentre le retribuzione dei dipendenti quando va bene dell’1%</strong></span></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><span style="color: #ff0000;"><strong> </strong></span></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><span style="color: #ff0000;"><strong>viviamo in un Paese dove il Governo prima dice che senza nucleare siamo destinati al declino, poi per paura che gli elettori assieme al nucleare boccino pure il legittimo impedimento ed il governo stesso, allora basta nucleare, per ora&#8230;</strong></span></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><span style="color: #ff0000;"><strong> </strong></span></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><span style="color: #ff0000;"><strong>viviamo in un Paese dove su 3 giovani uno è senza lavoro, uno è precario e anche il terzo che lavora comunque avrà una pensione da fame</strong></span></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><span style="color: #ff0000;"><strong> </strong></span></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><span style="color: #ff0000;"><strong>viviamo in un Paese dove il Premier che possiede 3 televisioni private e ne controlla 2 di pubbliche viola ogni possibile norma sulla par condicio, le televisioni vengono multate e le multe le paghiamo noi</strong></span></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><span style="color: #ff0000;"><strong> </strong></span></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><span style="color: #ff0000;"><strong>viviamo in un Paese in cui l’ISTAT dice che il 24,7% dei cittadini è a rischio povertà ed esclusione sociale ma il Ministro delle Finanze dice invece che va tutto bene (per lui) del resto Berlusconi nell’ultimo ha preso un dividendo di 174 milioni di euro</strong></span></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><span style="color: #ff0000;"><strong> </strong></span></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><span style="color: #ff0000;"><strong>viviamo in un Paese dove un Presidente del consiglio sconfitto nella sua città natale dice che, se vincerà al ballottaggio il candidato del centrosinistra, Milano diventerà una zingaropoli islamica</strong></span></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><span style="color: #ff0000;"><strong> </strong></span></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><span style="color: #ff0000;"><strong>viviamo in un Paese che taglia su sanità, scuola ed università mentre ha una delle evasioni fiscali più grandi d’europa: l’economia sommersa ha raggiunto il livello di 17,5% del Pil</strong></span></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><span style="color: #ff0000;"><strong> </strong></span></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><span style="color: #ff0000;"><strong>viviamo in un Paese dove chi vive del suo lavoro da dipendente viene tassato al 30% chi vive con le speculazioni finanziarie al 12,5%</strong></span></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><span style="color: #ff0000;"><strong> </strong></span></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><span style="color: #ff0000;"><strong>viviamo in un Paese da cambiare: possiamo cominciare da Milano e dai referendum, ma poi questo bellissimo e dannato Paese in cui viviamo ha bisogno disperato di una rivoluzione democratica</strong></span></span></p>
<div><span style="letter-spacing: 0.0px;"><br />
</span></div>
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		<title>Paola e Emma, due donne diverse</title>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2011 08:39:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Atalmi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[cgil]]></category>
		<category><![CDATA[confindustria]]></category>
		<category><![CDATA[fiom]]></category>
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		<category><![CDATA[morandin]]></category>

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		<description><![CDATA[
Dedico queste righe al confronto tra due donne diverse. Una ho la fortuna di conoscerla da tempo, si chiama Paola ed è una operaia della Electrolux di Conegliano; l’altra per fortuna non l’ho mai frequentata, ma mi tocca spesso ascoltarla mentre pontifica a reti unificate, si chiama Emma e fa la presidente di Confindustria.
La prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Arial;"><img class="alignright size-full wp-image-1355" title="marce" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2011/05/marce2.jpg" alt="marce" width="118" height="118" /></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Dedico queste righe al confronto tra due donne diverse. Una ho la fortuna di conoscerla da tempo, si chiama Paola ed è una operaia della Electrolux di Conegliano; l’altra per fortuna non l’ho mai frequentata, ma mi tocca spesso ascoltarla mentre pontifica a reti unificate, si chiama Emma e fa la presidente di Confindustria.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1356" title="paola morandin" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2011/05/paola-morandin2-150x150.jpg" alt="paola morandin" width="150" height="150" />La prima è figlia di operai, la seconda invece è figlia di un industriale. Fatalità.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Paola ha parlato dal palco il 6 maggio per lo sciopero generale e ha parlato della sua vita e dei suoi compagni di fronte ai continui ricatti di una multinazionale sempre pronta a delocalizzare.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">In particolare del suo discorso mi hanno colpito queste parole:</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 14.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><em>“Sono figlia di un operaio che  da  più di vent’anni è in pensione, ha una pensione dignitosa che gli permette di vivere e la fabbrica in cui lavorava, ancora produce.</em></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 14.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><em>La fabbrica in cui lavoro io non mi accompagnerà alla pensione e se mai riuscirò a raggiungere la “finestra” giusta, non sarà sufficiente per vivere. Sono passati solo vent’anni ma la condizione  di chi lavora e di chi andrà in pensione è nettamente peggiorata. Non possiamo accettare in silenzio, questo degrado delle nostra vita lavorativa e del nostro futuro. Dobbiamo alzare la testa, partendo da questo sciopero, da questa piazza, anche noi che lavoriamo in una grande fabbrica e ci sentiamo più sicuri di altri, per riprenderci la nostra dignità di lavoratrici e lavoratori che producono la ricchezza che fa grande il nostro Paese.”</em></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 14.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Invece Emma ha contestato la condanna della TyssenKrupp per i sette operai morti bruciati vivi dicendo, tra gli applausi dei suoi associati, che la sentenza <em>“potrebbe allontanare gli investimenti esteri in Italia e mettere a repentaglio la sopravvivenza  del nostro sistema industriale”. </em>Del resto la azienda di Emma è stata recentemente condannata come responsabile di un grave incidente occorso ad un giovane operaio che perse una gamba perché messo a lavorare ad una macchina pericolosa pur essendo stato assunto solo da 3 mesi con un contratto  di formazione-lavoro.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 14.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Ecco io tra Paola ed Emma sceglierò sempre Paola.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 14.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Il nostro Paese, se vuole salvarsi da questo medioevo di ritorno e da una crisi che non è solo economica ma anche civile e sociale, dovrebbe fare altrettanto.</span></p>
<div><span style="letter-spacing: 0.0px;"><br />
</span></div>
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		<title>veneto agro: operai e sindacato alla prova del leghismo</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 10:36:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Atalmi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Ci sono due cose che mi fanno incazzare, beh diciamo due  due più di altre&#8230;
La prima sono i comunisti duri&#38;puri che si riempiono la bocca di classe operaia.
La seconda sono i romani che (da vent’anni) guardano alla Lega come ad una passeggera  bizzarria.
I primi ci spiegano quotidianamente che la sinistra ed i comunisti sono in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><img class="alignright size-full wp-image-1269" title="9412-lavoratori_lega" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2011/02/9412-lavoratori_lega.jpg" alt="9412-lavoratori_lega" width="240" height="192" /></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Ci sono due cose che mi fanno incazzare, beh diciamo due  due più di altre&#8230;</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">La prima sono i comunisti duri&amp;puri che si riempiono la bocca di classe operaia.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">La seconda sono i romani che (da vent’anni) guardano alla Lega come ad una passeggera  bizzarria.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">I primi ci spiegano quotidianamente che la sinistra ed i comunisti sono in declino perché hanno smesso di difendere la classe operaia o l’hanno tradita collaborando con i governi borghesi invece di indicare la gloriosa via del socialismo.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Questi leninisti <em>de noantri</em> ovviamente decidono anche come pensano, come vivono (e quindi come votano) gli operai e su questa immagine poi ricostruiscono le loro infallibili dottrine.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">I secondi invece si immaginano l’elettorato leghista come una moltitudine di partite iva, di padroncini e di produttori di prosecco (adulterato).</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;">La Flai Cgil del Veneto e il Dipartimento di Studi storici dell’Università di Ca’ Foscari di Venezia hanno pubblicato, con la collaborazione dell’Istresco e dell’Ires, un libro che è un ottimo antidoto contro queste due mie inguaribili idiosincrasie .</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Si intitola Veneto Agro, operai e sindacato alla prova del leghismo (1980-2010) ed è curato da Alessandro Casellato e Gilda Zazzara e lo potete trovare <a href="http://www.istresco.org/pubblicazioni/fuori_collana.html"><span style="text-decoration: underline;">qui</span></a>.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Si tratta del risultato di un lungo lavoro di ricerca che ricostruisce le trasformazioni del veneto sia nel suo sistema produttivo che nella società, nella rappresentazione del lavoro e nella sua relazione con la politica.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Racconta l’ascesa della Lega, scoprendo che forse non era irresistibile se ci fosse stata un’altra sinistra da queste parti, il suo insediamento nel territorio e nelle fabbriche.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">La parte più preziosa del libro è nei racconti di vita e di lavoro dove 20 delegate e delegati della Cgil parlano in prima persona di questo Veneto Agro e di come fare sindacato e lavorare in queste terre significa confrontarsi quotidianamente con il leghismo diffuso e magari trovarselo dalla propria parte più di qualche volta.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Questa lettura non serve solo a chi fa politica nel nord del Paese per non meravigliarsi più quando gli operai eleggono il leghista Cota a Governatore del Piemonte (e magari sono gli stessi che poi votano no al ricatto di Marchionne), ma serve a chi vuole capire il blocco politico e sociale delle destre populiste nel nostro Paese.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Perché con i suoi arcaismi e le sue modernità la Padania ha anticipato l’Italia del Caimano.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Purtroppo.</span></p>
<div><span style="letter-spacing: 0.0px;"><br />
</span></div>
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		<title>a Marghera uniti (per davvero) contro la crisi</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 13:30:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Atalmi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
E’ stato indubbiamente un grande successo il meeting “Uniti contro la crisi” dello scorso weekend al Centro sociale Rivolta a Marghera.
Erano in tantissimi a seguire le plenarie ed i workshop e la eterogeneità balzava all’occhio:
compagni storici della Fiom assieme a giovani ex disobbedienti, il grosso del movimento universitario no-Gelmini assieme agli attivisti del no-profit e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><img class="alignright size-medium wp-image-1253" title="Meeting_x_global" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2011/01/Meeting_x_global1-300x176.jpg" alt="Meeting_x_global" width="300" height="176" /></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">E’ stato indubbiamente un grande successo il meeting “Uniti contro la crisi” dello scorso weekend al Centro sociale Rivolta a Marghera.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Erano in tantissimi a seguire le plenarie ed i workshop e la eterogeneità balzava all’occhio:</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">compagni storici della Fiom assieme a giovani ex disobbedienti, il grosso del movimento universitario no-Gelmini assieme agli attivisti del no-profit e del terzo settore, tutti i dispersi della diaspora della sinistra politica tra Verdi, Sel e Federazione della Sinistra. Ma soprattutto tanti giovani e non più giovani curiosi di vedere dal vivo il laboratorio di un nuovo movimento plurale che cresce nel Paese reale.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">E tra vecchie e nuove storie del lavoro si registrano mosse di avvicinamento: per un Landini che si converte al reddito di cittadinanza c’è un Casarini che fa autocritica sul lavoro immateriale.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Identità e storie che cominciano a mescolarsi nella riflessione politica collettiva come già è avvenuto concretamente nelle piazzerei metalmeccanici e degli studenti.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">La precarietà come condizione stabile di lavoro, ma ormai anche di vita, non riguarda più solo (se mai è stato davvero così) giovani interinali, intermittenti e parasubordiinati, ma attraverso il ricatto continuo della delocalizzazione diviene condizione quotidiana anche del lavoro operaio fordista tipico.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Si intrecciano le riflessioni sulle nuove e sulle vecchissime strategie del capitalismo finanziario per moltiplicare profitti e rendite, esplode il fenomeno del working poor come concretissimo corollario del marchionnismo.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Si ricomincia a parlare di partite Iva, di federalismo, di come generalizzare le lotte, di come conquistare nuove rigidità collettive da contrapporre alle flessibilità individuali dell’offensiva padronale.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Ma si azzardano anche delle risposte, delle strategie di resistenza, delle proposte politiche.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Sì perché come ha detto l’applaudissimo leader della Fiom “Azione ed analisi vanno di pari passo; rischiamo di fare errori certo, ma se ci fermiamo un attimo ci fanno fuori tutti”.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Un buon modo di uscire dal chiacchiericcio gossipparo della realtà virtuale berlusconiana al tramonto ma anche per sfidare la società e la politica a costruire concretamente l’alternativa.</span></p>
<div><span style="letter-spacing: 0.0px;"><br />
</span></div>
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		<title>primarie ricostituenti</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Nov 2010 09:53:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Atalmi</dc:creator>
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 Ci sono segnali che non possono essere ignorati, specie se continuano e crescono.
 Dopo la grande manifestazione della Fiom del 16, ora le mobilitazioni di studenti  universitari e ricercatori che portano il conflitto fino sulla porta del covo (chiamato  Senato per non destare sospetti) di Dell’Utri e Schifani.
 Intanto le liste civili di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1170" title="ovomaltina" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2010/11/ovomaltina-150x150.jpg" alt="ovomaltina" width="150" height="150" /></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> Ci sono segnali che non possono essere ignorati, specie se continuano e crescono.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> Dopo la grande manifestazione della Fiom del 16, ora le mobilitazioni di studenti  universitari e ricercatori che portano il conflitto fino sulla porta del covo (chiamato  Senato per non destare sospetti) di Dell’Utri e Schifani.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> Intanto le liste civili di “Vieni via con me” surclassano negli ascolti e nel gradimento  degli italiani il vecchio mondo berlusconiano del Grande Fratello.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> Poi ora arriva la manifestazione della Cgil di questo fine settimana e l’appuntamento  del movimento Uniti contro la Crisi del 14 dicembre sul luogo dell’agonia istituzionale  del Caimano.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> E’ evidente che si impone con forza un’altra Italia, del lavoro, della conoscenza, dei diritti.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Lo hanno capito nel centrosinistra?</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Non ne sono sicuro</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Qualche arrampicata sui tetti universitari di Bersani e Di Pietro farebbe ben sperare, ma intanto sono in moto le manovre dalemiane e centriste disperatamente alla ricerca, nella impossibilità di salvare ancora una volta il berlusconismo,  di una uscita da questa crisi politica e sociale che possa piacere a padroni, banchieri e vescovi.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Che non si sa mai&#8230;</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">E’ per questo che la politica a sinistra dovrebbe rispondere con chiarezza e forza ai segnali che vengono dal Paese reale.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Il Partito Democratico deve scegliere se divenire un cespuglio del futuro nuovo assetto delle destre deberlusconizzate o se vuole provare a credere in un nuovo centrosinistra che però non può che nascere proprio lasciandosi attraversare dalla mobilitazione delle idee e delle coscienze che cresce ogni giorno e ad ogni latitudine.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">E per ri-costituire un campo democratico e progressista servono evidentemente le primarie.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Primarie vere, come quelle di Milano, che dimostrino che questo campo esiste, che può essere scelto e delineato con chiarezza dai cittadini prima ancora che dalle forze politiche e che questo campo è fatto di idee e programmi che rispondono proprio alle mobilitazioni di questi giorni sul lavoro, conoscenza e ricerca, legalità, democrazia.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Per questo Vendola ora chiede con forza che si rompano gli indugi e che si scelga da che parte stare e la Federazione della Sinistra dovrà saper essere all’altezza della sfida, nelle lotte e nella politica, per questo processo ricostituente tanto difficile quanto necessario.</span></p>
<div><span style="letter-spacing: 0.0px;"><br />
</span></div>
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		<title>Marchionne bugiardo!</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Oct 2010 08:34:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Atalmi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[fiat]]></category>
		<category><![CDATA[marchionne]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ieri sera Marchionne ha concesso una intervista a Fazio.
Senza un vero contraddittorio: Fazio del resto fa sempre interviste molto morbide, è nel suo stile, 
Il divino in maglioncino ha detto parecchie cose.
Qualcuna interessante, qualcuna ragionevole dal suo punto di vista, qualcuna furbetta, qualcuna falsa.
Il centro del suo ragionamento è che  l’Italia non è competitiva e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Arial;"><img class="alignright size-full wp-image-1123" title="marchionne-e-operaio-fiat" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2010/10/marchionne-e-operaio-fiat1.jpg" alt="marchionne-e-operaio-fiat" width="250" height="312" /></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Ieri sera Marchionne ha concesso una intervista a Fazio.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Senza un vero contraddittorio: Fazio del resto fa sempre interviste molto morbide, è nel suo stile, </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Il divino in maglioncino ha detto parecchie cose.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Arial;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Qualcuna interessante, qualcuna ragionevole dal suo punto di vista, qualcuna furbetta, qualcuna falsa.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Arial; color: #333233;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Il centro del suo ragionamento è che  l’Italia non è competitiva e sarebbe messa molto male nelle ultime classifiche internazionali.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Arial; color: #333233;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Saremmo 48esimi nella competitività del sistema industriale (quindi leggi, banche, politica etc) e saremmo al 118° posto nella competitività del lavoro!</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Arial; color: #333233;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Ho fatto un balzo nella sedia.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Arial; color: #333233;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">L’Italia al 118° posto nella efficienza del lavoro?</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Arial; color: #333233;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Peggio di Zambia  e Senegal?</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Arial; color: #333233;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Sono andato a vedermi la classifica citata che è quella del World Economic Forum e salta fuori che è vero che siamo al 118° posto, ma non dell’efficienza del lavoro, ma dell’efficienza DEL MERCATO del lavoro.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Arial; color: #333233;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Quindi non della produttività dei lavoratori, ma dell’efficacia del sistema di regolazione del mercato del lavoro: tutta un’altra cosa.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Arial; color: #333233;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">E che non dipende certo dai lavoratori!</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Arial; color: #333233;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Perfino sul Corriere si citano le parole di Marchionne ma poi si spiega che la classifica riguardava altro.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Arial; color: #333233;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Marchionne cialtrone, Fazio rettifica!</span></p>
<div><span style="letter-spacing: 0.0px;"><br />
</span></div>
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		<title>UNA sinistra contro la precarietà</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 15:16:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Atalmi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[precarietà]]></category>
		<category><![CDATA[salario]]></category>

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		<description><![CDATA[
Se vogliamo uscire dagli  elettoralismi, dal politicismo e  dai tatticismi dovremmo  cominciare a discutere di  quale potrebbe essere la  proposta della sinistra contro  la precarietà.
Innanzitutto dovremmo fare  un po’ di chiarezza tra le varie  forme di atipicità.
Proporre di distinguere la  flessibilità dalla precarietà, ed  entrambe dall’inserimento lavorativo.
Infine fare un discorso a parte per il lavoro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1044" title="flexibility" src="http://www.atalmi.it/wp-content/uploads/2010/08/flexibility-298x300.jpg" alt="flexibility" width="298" height="300" /></p>
<p>Se vogliamo uscire dagli  elettoralismi, dal politicismo e  dai tatticismi dovremmo  cominciare a discutere di  quale potrebbe essere la  proposta della sinistra contro  la precarietà.</p>
<p>Innanzitutto dovremmo fare  un po’ di chiarezza tra le varie  forme di atipicità.</p>
<p>Proporre di distinguere la  flessibilità dalla precarietà, ed  entrambe dall’inserimento lavorativo.</p>
<p>Infine fare un discorso a parte per il lavoro parasubordinato travestito da lavoro autonomo.</p>
<p>Troppo spesso infatti si confondo le cose, spesso volontariamente per fare confusione.</p>
<p>Ma quello che vivono i giovani (ma anche gli adulti espulsi dai cicli produttivi) sulla loro pelle è disagio vero, che diviene esistenziale.</p>
<p>Ci sono due componenti da affrontare principalmente: quello del salario e quello dei diritti.</p>
<p>Io credo infatti che dovremmo cominciare a ragionare da qui perchè non sono tra coloro che ritengono si possa oggi prendere in giro i precari promettendo che cancelleremo tutte le forme atipiche di contratto e che saremo in grado di garantire a tutti un lavoro stabile.</p>
<p>Ritengo indecente prendere in giro chi vive sulla propria pelle la precarietà.</p>
<p>Certo un sistema di sviluppo che si basi così tanto su flessibilità e precarietà è un sistema debole.</p>
<p>Ma le trasformazioni del lavoro e della società sono così vaste  profonde che sarebbe ridicolo pensare di risolvere il tema della precarietà indicando modelli di sviluppo del passato, che sono di altre ere geologiche nella velocità frenetica di trasformazione (regressiva) del sistema liberista.</p>
<p>Per questo credo che dovremmo essere capaci di affrontare questo tema a partire non dalle fattispecie contrattuali o da improbabili interventi di economia pubblica, ma dalle conseguenze reali sui lavoratori e sulle lavoratrici delle condizioni flessibili e precarie del mondo del lavoro di oggi.</p>
<p>Salario e diritti appunto.</p>
<p>Ci piacerebbe intanto che su retribuzione e diritti segnassimo due principi che sembrano di elementare buon senso, ma che  in una situazione così compromessa, suonano quasi rivoluzionari.</p>
<p><strong>Il primo che il  lavoro flessibile in Italia non può costare al datore di lavoro meno del lavoro non flessibile.</strong></p>
<p><strong>Il secondo che i diritti del lavoratore prescindono dalla fattispecie contrattuale che gli viene applicata.</strong></p>
<p>Pensateci: basterebbero questi due assunti generali, per travolgere il sistema della precarietà che è costruito sulla compressione dei salari e sulla riduzione dei diritti.</p>
<p>Proviamo a svolgere questi due concetti ed avviare un confronto vero con chi con noi dovrebbe costruire l’alternativa al berlusconismo?</p>
<p>Anche con chi nel centrosinistra ha introiettato acriticamente il pensiero unico neoliberista, ma non può non riconoscerne i fallimenti?</p>
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		<title>Precariare stanca!</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 14:37:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Atalmi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[preacarietà]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/d8DWG3gfahY&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;color1=0x3a3a3a&#038;color2=0x999999"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/d8DWG3gfahY&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;color1=0x3a3a3a&#038;color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
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