Qui ad Atene noi facciamo così.
Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.
Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.
Qui ad Atene noi facciamo così.
La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.
Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.
Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.
E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.
Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.
Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.
Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versalità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Pericle – Discorso agli Ateniesi, 461 a.C.




14. Febbraio 2012 alle 11:39
Luciano Canfora
insegna Filologia classica all’Università di Bari
I più sono ancora convinti che Atene democratica e Pericle siano sinonimi. Eppure il più grande storico di Atene, oltre che contemporaneo e ammiratore di Pericle, scrisse che il suo regime era stato in realtà una «democrazia solo a parole, di fatto un regime personale». Di fronte al caso Pericle, non si tratta solo di capire come funziona la circolarità tra élite e masse, o, come si esprimeva Tucidide, tra «guidare» ed «essere guidati». Si tratta anche di scoprire come e perché la tradizione ha riservato a Pericle un monumento e al suo vero erede, Alcibiade, la taccia di avventuriero. Come si forma, e alla fine vince, una tradizione storiografica benevola, nonostante sia stata insidiata per secoli da una documentazione ostile, se non demolitoria (e che annovera tra gli illustri detrattori persino Platone)? Sarà stata una ragione extra-politica, per esempio, un’imponente strategia di opere pubbliche e di coinvolgimento degli artisti – nel che Pericle fu maestro per i politici di ogni tempo – a salvaguardare il buon nome e la lunga durata di un leader che gli avversari non esitarono a bollare come tiranno? Cercare di capire i meccanismi del lungo predominio politico e culturale di Pericle, e il compromesso tra demagogia, potere personale e di clan che stava alla sua base, è un passaggio obbligato per intendere non soltanto l’età classica ma anche il nocciolo di ogni sistema politico.
14. Febbraio 2012 alle 11:45
Grande Atalmi
Bella e terribile la tua riflessione
14. Febbraio 2012 alle 11:48
E’ agghiacciante e assordante il silenzio di fronte a questa vergogna e questa tragedia.
I banchieri che cancellano la democrazia.
Muore la democrazia ma muore anche l’europa ad Atene caro Nicola.
E non ce ne stiamo accorgendo.
Dove cazzo e’ la sinistra europea?
28. Febbraio 2012 alle 01:56
Caro Atalmi vado un po’ fuori tema ma credo sia imporante.
Hai letto il nuovo post di Grassi sul suo sito?
Cosa ne pensi?
Grassi dice
1)La Federazione e’ fallita
2)Ci vuole una Confederazione di comunisti,socialisti,ambientalisti e movimento
Ora dire che la Fed(che doveva essere un unione di comunisti,socialisti,ambientalisti e movimenti)e’ fallita e ci vuole una Confederazione di comunisti,socialisti,ambientalisti e movimenti mi sembra quantomeno “strano”,troppo strano per essere vero.
Credo che il buon Grassi(davvero uno dei pochi che ragione nel Prc di Ferrero,Mantovan,Pegolo e Bellotti)intendesse lanciare un primo sasso per dire sostanzialmente
“Sveglia!Siamo alle porte delle elezioni politiche e siamo allo stato attuale fuori da tutto!”
Oltre evidentemente ad un tuo commento sulle riflessioni di Grassi mi piacerebbe anche un tuo commento sullo stato attuale della Federazione e allora
1)Sono fondate le voci che vogliono Salvi e il suo movimento “de facto” fuori dalla Federazione?Tra una settimana Salvi e Patta faranno un convegno con Epifani,Enrico Rossi e Nencini … e’ piu’ di un segnale?
2)Nel Prc e’ vero che c’e una parte consistente di quadri intermdedi(dell’area Essere Comunisti)che non ne puo’ piu’ di Ferrero e della sua deriva e che guarda o al Pdci o a Sel come approdo?
O comunque sia c’e’ un forte malessere nel Prc?
3)Il Pdci che startegia ha?
Diliberto recentemente a La7 ha detto “Siamo disponibili ad un accordo di governo con Pd-Sel-Idv”,questa oltre ad essere una posizione da “sani di mente” e’ una posizione in antitesi a quella di Ferrero.
Come la mettiamo?
Grassi ha ragione su una cosa,la nuova legge elettorale sara’ con uno sbarramento alto(almeno al 4/5%) … che facciamo?
Prc e Pdci da soli non lo superano..
Ci sono “piani B,C?”