C’è crisi, c’è crisi!
Si perdono posti di lavoro, si delocalizzano le aziende. Le tasse aumentano e ristagnano i consumi.
Per questo serve un piano straordinario per rilanciare l’economia. E che diamine!
Per farlo bisogna subitosubito riformare il mercato del lavoro.
Si, insomma, mettere mano ai diritti del lavoro a dire il vero… che è una cosa diversa rispetto al mercato… ahimé.
Tipo ci dicono che è troppo difficile licenziare in Italia.
E del resto lo aveva denunciato il Wall Street Journal il mese scorso: in Italia c’è un diritti del lavoro di stampo sovietico che rende impossibile licenziare.
Si vede che gli imprenditori italiani sono bravi, perché invece ci riescono sempre benissimo.
Proviamo a chiederlo alle migliaia di persone in fila agli uffici del lavoro.
“Bisogna dare diritti ai giovani precari togliendone qualcuno a chi ha privilegi” piagnucola la Ministra Fornero.
Bene! Quali diritti vogliamo dare ai giovani precari e quali privilegi toglieremo ai privilegiati?
Piovono proposte di legge: il Pd ne dichiara 4, solo una il povero Sacconi.
Una proposta di legge è perfino firmata dalla onorevole Maria Anna Madia. Speriamo arrivi qualche giornalista ad intervistarla perché ce la spieghi con parole sue la proposta.
Una da Nerozzi, una da Damiano (ma pare essere la stessa della succitata e succinta Madia).
Una dall’infiltrato Ichino.
Che non si dica che noi siamo i soliti che sanno dire solo di no, i soliti conservatori che difendono i privilegi.
Leggiamoleggiamo…
Finiti i proclami quando si arriva alla ciccia le questioni sono sempre le stesse: si possono vietare i contratti atipici? Molto difficile.
Diamo i diritti del lavoro a tutti a prescindere dalla fattispecie contrattuale come maternità, malattia, previdenza etc? No macchè, cose vecchie quelle.
Diamo ammortizzatori sociali ai precari, reddito di cittadinanza, reddito minimo garantito?
Beh sì si potrebbe ma non si capisce chi ci metterebbe i soldi.
Donna Marcegaglia ha già alzato le mani, l’Inps ha staccato il telefono, Monti ha detto che la Merkel non vuole.
Scommettiamo che ci diranno che potremmo fare una bella operazioncina in due tempi?
Crepi l’avarizia, facciamo in tre tempi.
Nel primo tempo togliamo diritti ai privilegiati: alla casta politica, avvocati, farmacisti?
No che avete capito? A quei fortunelli dei lavoratori dipendenti a tempo indeterminato. Già hanno la sfacciata fortuna di andare in pensione a 70 anni. Almeno che adesso diventi più facile licenziarli!
Questo si può fare subito per sicurezza.
Poi nel secondo tempo daremo finalmente diritti ai precari. Ma con calma. Adesso vediamo… magari facciamo prima una commissione, poi le audizioni, verifichiamo il quadro delle compatibilità economiche e quelle astrali e poi se ci rimane tempo nel rush finale della legislatura vediamo che si può fare.
Nella terza fase arriveranno le risorse, il nuovo welfare, gli ammortizzatori, la flexicurity.
Ma per fortuna per allora avranno fatto pulizia i maya.




6. Gennaio 2012 alle 14:53
Fanno schifo compagno, non hanno vergogna, non gli basta, lo sanno che il 90% delle imprese hanno meno di 15 dipendenti, quindi non sono soggette all’art.18. Vogliono proprio licenziare tutti, quande balle raccontano.
7. Gennaio 2012 alle 18:09
Nessun problema ,tanto bastano 30000 euri anno lordi e ti prendi il suv e vai a cortina il prossimo natale ,se siete in due che lavorote nella vostra famiglia li superate abbondantemente ma quale cortina a st moriz con il ferrarino