Figuracce padane: i leghisti preferiscono gli autobus cinesi

Mer, Gen 11, 2012

Generale

autobus cinese

Ho deciso di cominciare il nuovo anno dedicando tutte le mie amorevoli attenzioni ai cari leghisti.

Lo faccio perché la sfrontatezza con la quale sono passati all’opposizione tentando di ergersi a paladini dei lavoratori e pensionati dopo aver retto il sacco a Berlusconi per tutti questi anni lo trovo vomitevole.

Stanno tentando di farsi passare per fustigatori dei costumi pubblici denunciando il cotechino di capodanno di Monti quando loro reggevano Berlusconi che caricava quintali di escort sugli aerei presidenziali.

Si stracciano le vesti in difesa delle imprese nostrane strozzate dal sistema creditizio e poi investono la cassa del Partito (soldi pubblici romani) in strani fondi di investimento africani o norvegesi.

E allora nel giro di una sola settimana ho fornito due esempi concreti delle loro balle.

Prima il prosindaco Gentilini che usa l’auto di servizio per andare allo stadio, ma ora ho scoperto una cosa ancora più succulenta.

L’azienda di trasporto trevigiana, Actt servizi, a totale e stretto decennale controllo leghista, trovandosi nella necessità di rinnovare il proprio parco di autobus, ha ben pensato di acquistare 12 autobus cinesi!

Alla faccia delle tante chiacchiere contro la concorrenza sleale cinese e dei proclami in difesa del lavoro italiano (e padano), corre a comprare gli autobus cinesi della KingLong perché costano (e probabilmente valgono) molto meno.

Ovviamente non si tratta di mezzi moderni e attenti all’ambiente: niente metano né trazione elettrica, ma dei semplici vecchi diesel e per i pezzi di ricambio e la manutenzione dovremo affidarci ai cinesi.

E ovviamente niente lavoro per le aziende nostrane.

In un periodo di crisi come questo è un comportamento vergognoso che dimostra ancora una volta tutte le bugie leghiste.

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7 Risposte a “Figuracce padane: i leghisti preferiscono gli autobus cinesi”

  1. nicola Dice:

    i leghisti presi in castagna sugli autobus cinesi piagnucolano che “non si poteva fare altrimenti: hanno vinto una gara europea al ribasso” ASINI incapaci di fare una gara d’appalto: se nella gara chiedevamo autobus a metano che inquinano meno e costano meno nell’esercizio la ditta cinese non avrebbe potuto partecipare. ASINI (con rispetto per il mammifero quadrupede della famiglia degli equidi)

  2. Alberto Capece Dice:

    Avendo una certa età ricordo molto bene gli anni 60 quando i prodotti giapponesi erano considerati robaccia. Poi ci è svegliati. Non è detto affatto che gli autobus cinesi siano peggiori di quelli costruiti in Italia, non culliamoci in queste illusioni. Nella cittadini dove vivo gli irisbus fiat comprati otto mesi fa sono già a pezzi, porte che non si aprono, scricchiolii sinistri, sospensioni e cambio adatti a un furgone. Questo non per difendere la Lega, ma attenzione a non prendere spunto dalla loro xenofobia produttiva. Del resto praticamente la totalità dell’hardware client server che permette questa conversazione è fatto in Cina e ormai molto software nasce in Asia.

  3. Nicola Atalmi Dice:

    Alberto ovviamente la polemica era contro l’ipocrisia della propaganda
    Leghista. Poi c’e l tema ambientale: comprare autobus a gasolio al giorno d’oggi e non puntare invece sul metano e’ da irresponsabili. E i cinesi, per ora, non producono mezzi a metano.

  4. ivan Dice:

    Vi ricordo ,che la iribus unica azienda italiana di bus ,grazie al piano di marchionne sta chiudendo .Quindi in italia non si producono più bus .Si va dunque in cina .

  5. paolo Dice:

    sarebbe opportuno che negli appalti pubblici oltre al certificato antimafia l’azienda fornitrice non facesse discrimunazioni nè sfruttamento sul lavoro

  6. Andrea Dice:

    Ho visto un sacco di king long, super usati in cina, ma considerati il numero 3 nella scala della qualità in cina, gli stessi king long che ha acquistato la ACTT, ….stesso modello…. Udite Udite, LA LEGGE CINESE PREVEDE CHE I BUS SIANO ROTTAMATI DOPO 7 ANNI DALLA LORO FABBRICAZIONE E OMOLOGAZIONE IN CINA, E QUESTA LEGGE RIGUARDA SOLO I BUS PRODOTTI IN CINA PERCHE’ I MATERIALI SONO SCADENTI E I BUS SONO INSICURI, PER I CINESI!!!!
    In veneto la pazzia politica regionale tenta di far buttare i pullman turistici che hanno più di 15 anni, uccidendo le aziende del settore, e vedi poi che acquisti fa la politica. Niente da dire, l’ignoranza le na brutta bestia.
    Bravi bravi, continuate a fare gli appalti e le leggi così!!

  7. Andrea Dice:

    altro, non è affatto vero che non si producono più scuolabus in italia: l’iveco li fà ancora, cacciamali li fà ancora, sitcar li fà ancora, e altre aziende comprano la scocca e motore in germania, li fanno allestire in turchia o in moldavia e in italia li rifiniscono e li vendono. Di Italiano e europeo ce né.La Atesina di trento, che sono più conservatori, ha montato l’impianto a metano su 70-80 vecchi bus Iveco a gasolio e ora sono ibridi, consumano in parte gasolio e in parte metano, grazie a due giovani ingenieri italiani, inquinano poco, costano poco. In tutte le gare di appalto non ce n’è una che prevede la visita in azienda per valutare chi sono e come lavorano! Un pò di coscienza la si può chiedere?


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