caro Babbo Natale ci porti una lobby pure a noi?

Ven, Dic 23, 2011

Sinistra

Caro Babbo Natale

babbo che

In Parlamento e con il Governo contano le lobby abbiamo capito!

E infatti ce ne siamo accorti dal cosiddetto “decreto salva italia” di Monti

E’ forte la lobby del tassisti e quella dei farmacisti.

Inutile dire che conta molto la lobby della stessa casta dei politici.

Quella degli evasori è talmente forte che la Massoneria ha chiesto l’iscrizione.

Molto rappresentata ed influente quella degli avvocati come quella dei giudici.

Della lobby delle banche inutile nemmeno parlare come di quella vaticana.

Che dire della lobby dei baroni universitari?

Si sono difesi tutti dalla concorrenza, da chi voleva intaccare i loro privilegi, da chi chiedeva anche a loro qualche sacrificio.

E così la dottrina liberista della privatizzazione degli utili e della socializzazione delle perdite è stata applicata ai soli sfigati che non hanno nessuna misera lobby che li tuteli: i lavoratori.

Loro sì dovranno affrontare liberalizzazioni e concorrenza.

Loro si dovranno fare sacrifici.

Se poi sono giovani dovranno dimostrare di saper surfare sulla precarietà, ma sorridendo.

Se hanno lavorato solo 40 anni in fabbrica dovranno starcene almeno altri due.

Se sono così privilegiati da avere un contratto a tempo indeterminato dovranno perdere qualche diritto per tirar su di morale i giovani precari.

Caro Babbo Natale ci porti una lobby  pure a noi?

2 Risposte a “caro Babbo Natale ci porti una lobby pure a noi?”

  1. ivan Dice:

    Per non parlare ,del nostro benamato ex padrone della zen , che è sparito con diversi soldi lasciando sul lastrico lavoratori e fornitori .
    La giustizia in italia non esiste o meglio esiste solo per i morti di fame , sè non pagano il mutuo gli confiscano tutto. Ma di quale equità parliamo a pagare sono sempre i morti di fame che non hanno 10 avocati e 5 commercialisti , per non dire poi del imbianchino che porta il figlio in asilo con il suv porshe e paga meta dell operaio che arriva in panda .SVEGLIA

  2. tribuna di treviso Dice:

    Ventimila euro l’ora per gli Amx in Libia «E’ la casta militare»

    Bufera sui costi della missione del 51esimo Stormo Il comunista Nicola Atalmi: «Soldi davvero sprecati»

    Entro il 2018 sostituiti dal nuovo F-35

    LA POLEMICA»ISTRANA SOTTO ACCUSA

    ——————————————————————————–

    Gli aerei Amx sono cacciabombardieri leggeri da ricognizione. Sono il risultato di una collaborazione italo-brasiliana. Ciascun velivolo costa 16 milioni di dollari. Entro il 2018 dovrebbero essere sostituiti dai nuovissimi (e costosissimi) F35 Joint Strike Fighter, che saranno acquistati per Amendola (il modello B)e Istrana (il modello A). Si tratta di una produzione Usa (ma l’assemblaggio avverrà a Novara) molto contestata per i costi:ogni velivolo costerà 40 milioni di dollari. L’Italia ne acquisterà 130.
    di Daniele Ferrazza Determinanti nella ricognizione degli obiettivi da colpire, precisi nel fornire le esatte coordinate ai bombardieri alleati, probabilmente decisivi nella rapida conclusione della missione. Anche gli Amx di Istrana hanno partecipato alla missione Odyssey Dawn, che lo scorso ottobre con la cattura di Gheddafi, ha consentito la liberazione del paese africano. Lo rivela la relazione dello stato maggiore dell’Aeronautica militare, che descrive la missione libica come «l’impegno più imponente dopo il secondo conflitto mondiale». Ma a far storcere il naso sono i costi della missione. Settecento e dieci tra bombe e missili lanciati, duemila sortite, oltre settemila ore di volo, sette mesi di missioni. E un costo esorbitante: la missione in Libia dell’Aeronatica militare c’è costato un occhio della testa. Almeno 260 milioni di euro, citano le fonti più attendibili. Gli Amx del 51esimo Stormo di Istrana, ad esempio, hanno partecipato alle «missioni di attacco al suolo per la neutralizzazione degli obiettivi militari assegnati dal Comando alleato» con particolare riferimento alla realizzazione di oltre 340 mila foto ad alta risoluzione mediante il Pod elettronico in dotazione agli aerei italo-brasiliani di stanza nella base trevigiana. In sostanza, i ricognitori Amx, con il loro lavoro di analisi dei target a terra, hanno consentito ai bombardieri di colpire con precisione assoluta gli obiettivi militari decisi dal comando alleato. «Le tecnologie in dotazione ai velivoli, in perfetta integrazione con le forze aeree delle altre quindici nazioni partecipanti, hanno consentito di raggiungere con altissima precisione i target militari assegnati, evitando qualsiasi tipo di danno collaterale per la popolazione» spiega il capo di stato maggiore dell’aeronautica , il generale Giuseppe Bernardis, pordenonese di Porcia. Secondo le stime, il costo orario di missione dei caccia-bombardieri è di circa ventimila euro all’ora. «Praticamente lo stipendio annuo di un lavoratore» denuncia Nicola Atalmi, segretario regionale dei Comunisti italiani e consigliere comunale della Sinistra a Treviso. «Sono cifre che fanno rabbrividire –commenta – la difesa è l’unico settore del bilancio pubblico che non ha subito tagli alla spesa. I nostri governi si sono impegnati ad acquisti al di sopra delle nostre possibilità, proprio in un momento nel quale vengono chiesti sacrifici pesanti a pensionati e lavoratori. Stiamo parlando di una casta militare di intoccabili:sono cifre che fanno sorgere dubbi e perplessità, soprattutto in questo momento di crisi». La missione in Libia ha generato un altro tipo di spesa: i caccia italiani hanno sganciato oltre 550 bombe e missili di crociera: «Quasi l’80 per cento dell’armamento di precisione a guida laser e gps utilizzato dai velivoli italiani» informa lo stato maggiore dell’Aeronautica. Che significa che ora il munizionamento a disposizione dell’Aeronautica militare è praticamente esaurito e dovrà essere re-integrato attraverso l’acquisto di nuovi missili e nuove munizioni.


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