
Ci si può fidare ed affidare a Bersani?
L’ho ascoltato al convegno di Varese e in Tv da Fazio e credo di no.
La sua idea di coalizione per battere Berlusconi, come va dicendo insistentemente in questi giorni, è quella di spostare ancora più al centro la coalizione di governo, coinvolgendo l’Udc, magari addirittura offrendo guida del Governo a Casini, imbarcare Montezemolo e una bella compagnia di imprenditori e banchieri “illuminati”.
Questo fa nascere due problemi.
Il primo è che la sinistra verrebbe messa nell’angolo, come ruota di scorta per portare un po’ di voti.
E non mi riferisco solo ai comunisti tanto temuti di Ferrero e Diliberto, ma anche Sinistra Ecologia e Libertà e perfino l’Italia dei Valori probabilmente diverrebbero scomodi in un quadro simile.
Ma il secondo problema, forse anche più grave, è che questo schema rischia di essere peraltro perdente perché suicida il centrosinistra.
Perché i tanti lavoratori, i tanti giovani che in questi anni hanno vitato Lega o si sono rifugiati nell’astensionismo dovrebbero sostenere un simile centrosinistra?
Per questo motivo credo che la sinistra nel suo complesso, chi sta dalla parte dei lavoratori e sabato prossimo sarà a Roma con la Fiom, chi è con i giovani precari, chi vuole difendere davvero la scuola e l’università pubbliche, chi vuole salvare i ceti popolari travolti dalla crisi, non possa stare alla finestra.
Dividerci adesso tra chi si dice governista o oppositore “a prescindere” (come direbbe Totò) è ridicolo ed inutile, perché se non saremo noi a costruire le condizioni per chiudere la stagione del berlusconismo, non lo farà qualcun’altro.
Non possiamo affidare le nostre speranze alla eterna tragicommedia di un centro-centrosinistra che non ha il coraggio di osare, di guardare avanti, di ritrovare una sintonia con il popolo del lavoro, della pace, della scuola, della legalità.
C’è solo un modo, probabilmente, per rompere lo schema perdente delle mille divisioni, per ridare credibilità alla politica: la partecipazione democratica diretta di chi vuole salvare questo Paese.
Le primarie insomma.
Perché quando sono state usate le primarie nel nostro Paese hanno mosso passioni, intelligenze, idee.
Perché le primarie definiscono le coalizioni e sono un valido antidoto ai trasformismi.
Perché quando abbiamo dato la parola ai cittadini abbiamo avuto sempre buoni consigli.
E spesso abbiamo battuto le destre.
Ma non dobbiamo scegliere le primarie in omaggio ad una deleteria personalizzazione della politica: dobbiamo farlo sui contenuti e sulle proposte, perché altrimenti torneremo alle ambiguità ed ai fallimenti del primo Ulivo e dell’Unione.
La sinistra tutta ed unita, per prima la Federazione della Sinistra, ma anche i tantissimi nodi della sinistra diffusa, dovrà partecipare sostenendo un suo candidato, capace di mobilitare, di tornare a parlare con il Paese reale, di fermare la deriva moderata del Pd, di scegliere il lavoro ed i diritti, di aprire una nuova stagione di protagonismo della sinistra e dei comunisti da troppo rinchiusi nella testimonianza.
Insomma non dobbiamo “votare” Nichi Vendola, dobbiamo “stare con” Nichi Vendola: costruire tutti assieme la sfida, le idee ed il progetto.



11. Ottobre 2010 alle 15:04
Totalmente daccordo! Comunisti Uniti per Vendola!
11. Ottobre 2010 alle 16:27
ovviamente non sono daccordo…atalmi vattene in SEL…lascia perdere…ma…senza parole…mi spieghi cosa stai nella FDS a fare?vai in SEL e basta…
11. Ottobre 2010 alle 16:54
Troppo facile Andrea. Io sono comunista e per l’unita’ della sinistra. Continuero’ a battermi per questo. Ma vai a guardare indietro il dibattito e vedrai che le cose stanno andando proprio come dicevo io, perche’ c’erano errori ed ambiguita’ nella linea della FDS. E confrontandoti con il mondo reale troverai tanti, ma tanti compagni e compagne, simpatizzanti ed elettori che la pensano come me. Semmai e’ veramente incredibile che qualcuno invece si fida di Bersani
11. Ottobre 2010 alle 17:36
Caro Nicola ma concretamente come si puo’ capitalizzare questa intuizione? E’ possibile pesare questa chiamiamola cosi’ “Mozione pro-Vendola” al congresso come emendamento o qualcosa di simile?E che tu sappia come e’ la posizione nel resto del Pdci e Prc? Ultima curiosita’ cosa pensi dell’intervista di Diliberto? Non la trovo del tutto convincente,c’e’ un punto che manca secondo me.Non e’ una questione di ricostruire un nuovo partito comunista ma bensi’ di ricostruire un PARTITO DI SINISTRA,non una Federazione,ma un partito dove possono tranqullamente starci quelli come me(forse anche come te)che non si sentono esclusivamente comunisti.Ma soprattutto di sinistra!
11. Ottobre 2010 alle 17:46
Sono d’accordo nel sostenere Ventola.
E appunto, sostenere vendola non è votare SEL o spingere verso l’unione dei cartelli elettorali (SEL e FdS).
Però gli “errori e ambiguità nella linea della FDS” dovrebbero essere la nostra principale preoccupazione.
Non certo trovare un candidato per le primarie da opporre a Vendola.
Per come stanno le cose io non lo voglio nemmeno vedere il simbolo della federazione nella scheda elettorale.
11. Ottobre 2010 alle 17:49
Nicola, come sempre, mi trovo d’accordo con te. Non si tratta di aderire in massa a Sel, ma cercare di fare il possibile per unire le varie anime della sinistra per un progetto comune.
Vorrei far notare che da due anni siamo devastati dalle divisioni che ci hanno penalizzato con il voto utile e l’astensionismo della nostra gente. Del resto i cartelli elettorali hanno dimostrato la loro debolezza perchè si presentano privi di contenuti politici e si preoccupano solo di riuscire a conquistare seggi che si rivelano impossibili da acquisire con le attuali leggi elettorali, per partitini al 2%.
Compagni è tempo di dare un segnale di maturità politica. Basta con le divisioni che hanno solo il sapore dello scontro personale. Chi si definisce di sinistra dovrebbe voler rappresentare le classi più deboli, dovrebbe avere l’ambizione di incidere sulla società per garantire una maggiore giustizia sociale. Con la testimonianza fuori dalle istituzioni non rappresentiamo nessuno, anzi rischiamo l’estinzione.
Non mi pare una grande prospettiva.
Conosco persone di sinistra, molte donne e uomini, giovani e attempati, che militano in Sel, ma anche nel PD o nell’IDV e perfino chi è deluso o peggio disgustato, comunisti, socialisti, cattolici e laici, che sulle questioni che riguardano i diritti, il lavoro, il sociale, la difesa dell’ambiente e del territorio in cui viviamo, la scuola e la sanità pubblica non distinguono le posizioni.
Noi invece dobbiamo spaccare sempre il capello in quattro, perchè ognuno di noi crede di essere più comunista dell’altro o forse perchè vorrebbe che tutti gli altri fossero comunisti esattamente a modo suo.
Andiamo compagni c’è tanta strada da fare per raggiungere l’utopia. E’ bene mettersi in viaggio….ma nella direzione giusta, quella che unisce, non quella che divide.
11. Ottobre 2010 alle 18:00
@ Francesco
Il primo congresso della federazione è un’operazione di vertice dei due partiti. Credo porterà molti problemi.
@ Nicola
Andrea valsusa l’ho trovato in vari siti della federazione e in tutti tende a “cacciare” i compagni che non la pensano come lui.
si vede che questo atteggiamento gli conviene.
11. Ottobre 2010 alle 20:32
Daccordo con il compagno Francesco e’ una ottima idea da estendere a macchia d’olio in tutta Italia.Invece per Andrea Valsusa,ma chi diavolo ti credi di essere Che Guevara?L’ho “incontrato” anche io su altri blog.Credo sia l’unico in italia ad esaltarsi per sta’ cavolata che e’ la Federazione e appena uno gliela tocca giu’ insulti del tipo “ma sei di sel!allora vai via dalla Fed!” E quando appena gli nomini Vendola per fare un ragionamento ti tratta come se fossi una spia di sel!Come siamo caduti in basso.Una specie di Maccartismo al rovescio!Che passi indietro che ha fatto il mio (ex?)Prc!Peccato
11. Ottobre 2010 alle 21:05
Non credo che l’appoggio o meno a Vendola sia un nodo fondamentale della nostra politica; Vendola immagino otterrà un ottimo risultato, sicuramente migliore di quello che ebbe Bertinotti nelle primarie, ma ha possibilità di vincerle? Non credo. Pertanto i nodi da sciogliere sono altri e cioè se e come ci stiamo dentro alla coalizione che fronteggerà Berlusconi in primavera.
11. Ottobre 2010 alle 23:01
Se primarie devono essere, devono essere vere. Quelle del 2005 sono state uno stupido spreco, si sapeva anche senza farle che avrebbe vinto Prodi (70%).
A Bersani va contrapposto un unico candidato, che possa essere votato sia dalla sinistra che da IdV, se si vuole contrastare l’influenza (comunque sempre più scarsa) del PD e frenare queste orride derive centriste.
Una sinistra unita poi avrebbe maggior potere contrattuale con IdV: anche se il candidato potrebbe alla fine anche non essere Vendola, che rimane comunque una buona scelta… ma io per esempio mi fiderei più di De Magistris….
12. Ottobre 2010 alle 16:49
http://www.repubblica.it/politica/2010/10/12/news/vendola_bersani-7975010/?ref=HREC1-2#commentatutti
Di questo articolo, la cosa più interessante sono i commenti…
Certo è che non sono pochi quelli che fanno tornare alla memoria incenritori, discariche e cose poco trasparenti fatte dal governo della puglia… ma la maggior parte dei commenti sono molto positivi, specie per chi vuole un PD diverso.
@loris
Le primarie 2005 sono state importanti per il centrosinistra, e fondamentali per la sinistra. Grazie alle primarie si è riusciti a creare un grande laboratorio d’idee e confronti.
Senza le primarie il PRC non sarebbe mai arrivato al 6 per cento alla camera e 7 al senato.
Bertinotti non avrebbe mai vinto, come non vincerà Vendola (anche se questa volta potrebbe andare anche meglio).
L’idv non ha nessun motivo di votare Vendola alle primarie.
La sinistra non ha nessun motivo di votare De Magistris alle primarie.
Poi insomma, c’è un abisso tra i due…
Poi dai, già c’è una sinistra che è ultrasubordinata dal PD, se ora ci facciamo anche sepellire da quel simpaticone di Di Pietro…
Di pietro lasciamo pure ai grillini. Poi basta che raggiungano il loro obiettivo per realizzare il loro fallimento.
12. Ottobre 2010 alle 17:12
devo dire che ho avuto parecchi contatti qui sul blog e anche su fb in merito a questa mia proposta
che peraltro porterò a Roma sabato all’ufficio politico del Pdci
bisogna cercare di smuovere le acque, cominciare a parlare di contenuti
passare dalla poesia di vendola alla prosa della proposta politica
12. Ottobre 2010 alle 20:15
caro atalmi sappi che io non voglio offendere nessuno…votare vendola?libera decisione…molti voteranno lui altri non voteranno…per me l’importante è non fare un cartello elettorale con SEL..quella si che sarebbe la fine…per quanto riguarda vendola…di sicuro io non voterò bersani…o vendola o molto più probabilmente non voterò…
PER ALESSANDRO…i vari vendoliani mi hanno insultato varie volte nei blog che dici te…informati prima di parlare ignorante…io non caccio proprio nessuno…sono i vendoliani che cacciano me da quei blog…guarda meglio…
12. Ottobre 2010 alle 21:38
Caro Alessandro, continuare a difendere gli sprechi non gioverà alla sinistra, che mi pare sia decisamente più vicina al fallimento rispetto al Movimento 5 Stelle, il quale ha ottenuto quel che ha senza finaziamenti pubblici, senza appoggi e spendendo 50 volte di meno in campagna elettorale… inoltre che sta mantenendo un trend di crescita.
Se invece la sinistra persisterà a restare divisa non entrerà più in nessuna istituzione e, che la cosa piaccia o no, sarà proprio il M5S a prendersi carico in parlamento dei temi cari alla sx, come ecologia, pacifismo, diritti, occupazione.
Sarebbe il caso quindi che a sinistra si mettessero in campo più umiltà, sobrietà e concretezza.
IdV poi è una spalla senz’altro più sicura su cui contare rispetto al PD. E Vendola si sta rivelando piuttosto ambiguo su vari temi, ad esempio su acqua, energia ed inceneritori, poichè dice una cosa e poi nei fatti se ne vede un’altra: quindi è il caso di valutare, almeno valutare, un’alternativa (se è diversa come dici meglio, i candidati fotocopia non servono, vedi Bersani e D’Alema).
Bertinotti ha ottenuto un buon risultato perchè all’epoca era il centrosinistra tutto che andava bene, è stato l’anno del 14-2 alle regionali. Poi s’è visto 3 anni dopo che la cosa era purtroppo effimera… Vendola non arriverà al 20% con le condizioni attuali.
13. Ottobre 2010 alle 09:43
Intanto, “comunisti per nichi” è un ossimoro. Tipo “intelligenza militare” o “berlusconi onesto” o “cicciolina vergine”, per capirci. I Comunisti, se sono tali e non solo chiacchiere e distintivo, non hanno, o non dovrebbero, avere niente a che fare con personaggi e progetti del genere che non sono altro che l’altra faccia della stessa moneta berlusconiana.
Anche le primarie, essendo nient’altro che espressione e strumento del leaderismo e personalismo populista, sono una cosa con la quale i Comunisti non dovrebbero avere niente a che fare. Non a caso uno dei punti critici dai quali cominciarono i nostri problemi fu la sciagurata partecipazione di Bertinotti alle “primarie” del 2005, via via più giù fino alla non già sciagurata ma proprio criminale partecipazione a quelle per “nichi” in questo 2010. In cambio di una inutilissima poltroncina di assessore, il Partito in Puglia non esiste più.
E con Nichi Vendola, ce stai te, compa’. Con quello lì vuoi “costruire tutti assieme la sfida, le idee ed il progetto”??? Sì, buonanotte. Complimenti per l’acume, davvero, forse dalla seconda luna di Saturno non si è molto al corrente sul personaggio, il suo progetto (io, dopo io e alla fine io) e sulla sua corte. Evidentemente non avete capito nulla delle mazzate arcobaleniche e regionali recenti; ce ne vuole un’altra. Il voto, o meglio il non-voto a certe schifezze impresentabili e indigeribili, è l’ultima arma che ci resta.
13. Ottobre 2010 alle 12:58
Per Mario …. sono 15anni che chi ha queste posizioni ne Prc.parla parla e poi non fa’ nulla!Volete fare un Pci che va da solo alle elezioni anche contro il csx?Fatelo!Non solo a parole!fatelo un partito tutto vostro e mettete in pratica quello che dite.Non parlate solo come avete fatto begli 15 anni.Li avete passati ad insultare Bertinotti e Vendola ma sempre pronti ad essere eletti con quel Prc.Comodo eh?E allora su via dimostrate un po’ di palle.fate una bella scissione,Pegolo,Giannini,Belloti e altri grandi rivoluzionari.Fate un bel minestrone con Ferrando,Cannavo’ e Rizzo e vediamo che esce.ABBIATE CORAGGIO NON SIATE SOLO RIVOLUZIONARI A PAROLE!!!
13. Ottobre 2010 alle 18:13
Leggo oggi del patto tra PD e SEL, con l’ok di IdV. Sicchè le carte sembrerebbero scoperte… ipotesi:
- SEL se ne sbatte di riunirsi con la FdS e cerca direttamente l’accordo con PD ed IdV; se entra in coalizione, i molti scontenti del PD (tantissimi in verità) potranno scegliere di votare per “il comunque moderato” Vendola pensando di dare lo stesso un “voto utile”;
- “l’estremista” FdS sarà così costretta a cercare un accordo separato con PD, IdV, SEL, magari accettando chissà quali compromessi (tipo alleanza con UDC), perchè da sola ci azzecca poco o nulla (a meno che non si allei coi Verdi)…
- aggiungendo “Ecologia” a Sinistra e Libertà, Vendola cercherà di pescar voti anche dai Verdi…
complimenti a Vendola per l’ingegnoso piano ma… tutto ciò è salutare per la sinistra?
13. Ottobre 2010 alle 18:18
Su Liberazione precise responsabilità e “manifesta incompetenza”. Ma non solo.
12 ottobre 2010
Al segretario nazionale del Prc
Alla segreteria nazionale del Prc
Ai compagni e alle compagne del Comitato politico nazionale del Prc
Ai compagni e alle compagne della Direzione nazionale del Prc
Ai compagni e alle compagne di Rifondazione comunista e p. c.
Alle lavoratrici e ai lavoratori di Liberazione
Care compagne e cari compagni, ho deciso di lasciare il nostro partito e quindi di conseguenza rassegno le dimissioni da tesoriere del Partito della Rifondazione comunista. Sento il dovere di comunicarvelo per rispetto del nostro Partito, nel quale sono cresciuto, umanamente prima ancora che politicamente, moltissimo. Nel corso di questi anni ho sempre sentito le responsabilità che mi avete affidato come un impegno etico e politico verso l’organizzazione che, insieme a tante altre e altri, abbiamo generosamente provato a costruire. Per me è sempre stato un onore poter essere utile al partito che, ancora diciottenne, scelsi per la mia militanza politica. Nel corso degli anni ho dato tutto me stesso per corrispondere alla fiducia che mi avevate accordato, in particolare negli anni in cui ho svolto il ruolo di tesoriere del partito. Dopo la sconfitta del 2008 e la conseguente uscita dal Parlamento delle nostre rappresentanze, ho moltiplicato ogni sforzo per far vivere, non solo sopravvivere, la nostra organizzazione autonomamente, come è necessario e giusto che viva un’organizzazione di comuniste e comunisti. Ogni mia scelta, sempre operata di concerto con i gruppi dirigenti, ha avuto come unica finalità quella di rendere più autonoma e forte la voce di Rifondazione comunista. Ho trovato la generosità antica di chi condivide un vincolo forte di appartenenza e, quindi, il mio primo ringraziamento e saluto va a tutte e tutti quelli che lavorano quotidianamente per far funzionare il partito. Un saluto particolare lo riservo a chi, con me, ha condiviso la fatica e lo stress di trovare le risorse umane ed economiche per continuare. Per la pazienza con la quale hanno dovuto sopportare anche i miei ritmi, va a Licia e a Mauro – per me fonti inesuribili di confronto e arricchimento di idee – ad Alessandra e a Alberto – che con pazienza hanno spesso sopportato le mie intemperanze – a Lucia e a Marco dell’amministrazione del giornale che ho purtroppo conosciuto tardi, tutto l’affetto e la riconoscenza per un lavoro che non avrei potuto altrimenti realizzare. C’è un saluto che non posso più fare, quello alla carissima e dolcissima Barbara Giadresco, che fu insostituibile motore del nostro collettivo, forte nella sua fragilità, capace di infondere in tutti noi una fiducia nel futuro che spero mi accompagni tutta la vita. È proprio il grande legame che ho conservato verso le donne e gli uomini del nostro partito che mi ha fatto scegliere di continuare la militanza pur quando non condividevo alcune scelte del gruppo dirigente. E non ho mai sentito come impedente, né per la mia militanza né per la mia responsabilità di tesoriere, l’avere opinioni anche radicalmente difformi dalla linea maggioritaria legittimamente sostenuta dal segreteria nazionale. Ho, piuttosto, sempre interpretato la delicatezza del mio ruolo come un punto di esposizione forte, sia internamente che esternamente, dal quale non potesse mai venire una propensione partigiana. Ogni volta che effettuavo una scelta, la mia unica preoccupazione è stata quella di garantire il bene del partito, e attraverso questo la garanzia che ogni sua parte, sia stata un territorio o piuttosto un’articolazione politica interna, se ne sentisse garantita. Posso dirvi, in tutta coscienza, che è sempre stato così. Anche, nella delicatissima responsabilità di amministratore unico di Liberazione, tendendo ad un risanamento che tenesse conto delle professionalità presenti nel giornale e del diritto dei lettori a poter avere una fonte di informazione non omologata, nonostante le politiche di taglio di fondi pubblici, liberticide quante altre mai, decise dal governo più antisociale della storia repubblicana del nostro paese. So di averci messo, da amministratore del partito, il massimo impegno fino all’ultimo giorno, con tutti i miei limiti, provando sempre a dare una risposta ai problemi e alle questioni delle compagne, dei compagni e dei territori. Ho poi scelto di non indugiare oltre nella riflessione e di dare seguito ai miei intendimenti oggi, senza ulteriori rinvii, anche per tutelare il partito, che tra breve avrà un Cpn: la sede statutaria dove potere eleggere il nuovo tesoriere, al quale sin d’ora porto i miei auguri di buon lavoro e per il quale mi rendo disponibile in ogni momento al passaggio di consegne. E’ l’onestà intellettuale ad impormi le dimissioni. Se infatti non condivido più nulla del partito non posso più continuare a svolgere serenamente il mio ruolo. Specularmene lo stesso vale per il partito che non può consentirsi di far rivestire un ruolo chiave come il mio a chi non sia più convinto della sua utilità politica. Il deficit di linea politica è dovuto senza dubbio alcuno al frazionismo. Non più soltanto un fenomeno della vita politica del nostro partito, ma addirittura come metodo della sua gestione, “dal centro alla periferia”. Dopo un gran parlare di “gestione unitaria”, dopo l’allargamento della segreteria oltre la maggioranza congressuale di Chianciano, dopo ancora le relazioni e i documenti sul superamento delle aree, ancora il partito non è condotto da una linea unitaria, ma da un delicato quanto nauseante equilibrio interno. E dato che ormai tante compagne e tanti compagni lo sostengono candidamente dietro al triste motto “primum vivere deinde filosofare”, penso che sia davvero la morte (della politica) pensare che è importante “eleggere una truppa di parlamentari e poi si vedrà”, che “l’obiettivo è il 2,1%”, una ben misera prospettiva. E’ forse proprio questa tenue speranza che tiene in piedi quell’equilibrio, forse la speranza che sia il gruppo dirigente a riempire quelle caselle. Non posso che augurare a chi la pensa così buona fortuna, esattamente come la si augura a chi gioca al lotto. Anche se non credo che quel poco di partito che ancora vive – e si affatica – sui territori consentirà la meccanica autopromozione di chi ha grandi responsabilità nell’aver devastato una delle più grandi esperienze politiche della sinistra degli ultimi quindici anni. Alle compagne e ai compagni convinti che rimanendo nel partito sia possibile fare una battaglia politica e cambiare le cose, rispondo che non ne ho voglia. Per me politica significa battaglia di idee per cambiare la società. Se devo usare le mie energie preferisco farlo per una esperienza politica tesa a modificare qualcosa di più che il gruppo dirigente di un partito smarrito. Il gruppo dirigente si è dimostrato completamente inadeguato nella gestione del partito. La modalità assunta di concentrare e sottoporre al controllo minuzioso da parte della segreteria nazionale ogni aspetto della vita interna del partito, è soltanto il segno dell’incapacità di fare e proporre iniziativa politica come leva del rafforzamento e della costruzione del partito stesso. Se ciò produce risultati neutri il più delle volte, con l’unica frustrazione dell’autonomia e della responsabilità di ciascuno verso il proprio incarico, in un caso ha prodotto e produrrà risultati disastrosi che metteranno in gravissima difficoltà – nonostante gli sforzi fatti in questi anni di contenimento assoluto della spesa – il partito stesso. Sto parlando della vicenda Liberazione. Complice anche la Direzione nazionale che non ha voluto guardare i numeri, la gravità è stata nella superbia e nell’approccio così superficiale tenuti in una situazione economica tanto delicata, anzi disastrosa per il partito, a tutti nota dopo la sconfitta del 2008. Se prima si è trattato di un errore, dopo i risultati delle elezioni europee e poi ancora di quelle regionali è stato diabolico perseverare. Prima tra tutte la responsabilità è del Direttore e poi del Segretario nazionale che lo ha voluto assecondare in tutto e per tutto, quindi anche della segreteria che non ha saputo o voluto intervenire. Era già evidente alla fine del 2008 – e lo dissi – che non tenere strette le redini del bilancio di Liberazione, avrebbe significato condannare il Partito ad un lento, inesorabile dissanguamento economico. Assistere da tesoriere a questa idiozia è troppo, davvero. Soprattutto quando – in nome della continuità della rifondazione comunista – ci sono oltre 70 dipendenti del partito in cassa integrazione e si tagliano completamente le risorse per l’attività politica sui territori. La motivazione del disastro economico fu una delle leve contro il precedente direttore e la precedente gestione, ma esattamente oggi come allora si fa ciò che si rimproverava agli altri. Esattamente, perché farsi vanto di una riduzione della perdita dovuta in grandissima parte al dimezzamento del costo del lavoro per mezzo degli ammortizzatori sociali, è un grave errore di prospettiva. Significa essere miopi. Peggio: ha significato sprecare per due anni l’occasione dello stato di crisi per avviare una profonda modificazione del giornale, per portarlo a dei livelli di compatibilità economica. Ribadire ancora che il generoso sforzo che in questi ultimi mesi hanno compiuto decine e decine di compagni in sostegno al giornale possa risollevare le sorti del giornale è il frutto di una manifesta incompetenza, per carità nella massima buona fede. Anche la federazione della sinistra, se in un primo tempo aveva l’ambizione di rappresentare un processo verso la riunificazione della sinistra, oggi non è più che un mini cartello elettorale, un involucro protettivo (che però non produce neppure questo effetto per lo scarso interesse che suscita nel paese) che un luogo dove investire energie. Inoltre, la forma della federazione fa inevitabilmente contare di più i gruppi dirigenti delle singole parti che la base e gli iscritti, che mi paiono destinati ad assumere l’ingiusto ruolo di spettatori, in una fase che, al contrario, necessiterebbe la piena partecipazione di tutte e tutti. Divisioni, spaccature sono all’ordine del giorno, alla vigilia di un congresso che si annuncia ancora come un’altra falsa partenza. Il tempo è scaduto e continuare con riposizionamenti e giochetti tattici è dannoso oltre che senza alcun senso, se non quello di garantirsi un piccolo, quanto illusorio, spazio personale. Mi piacerebbe approfondire qualche argomento di più squisita natura politica, politica “alta”, intendo, cosa che nelle mie vesti ho spesso tralasciato in luogo pubblico per occuparmi con maggiore impegno dei compiti che mi sono stati assegnati, e forse anche per un certo pudore, o per la consapevolezza dei miei limiti. E mi piacerebbe farlo anche in virtù del momento così delicato per tutta la sinistra, dove ogni scelta può determinarne la scomparsa definitiva per un lunghissimo periodo, o la sua incredibile (e forse persino insperata) rinascita. Ma, come si sarà inteso, io di politica alta, dalle nostre parti, non ne vedo più. Anzi, faccio fatica a volte persino a scorgere la politica terra terra. Spero sia per mio difetto. E’ invece impossibile nascondere, a me stesso per primo, l’enorme carico di emotività che ogni rottura porta con sé. Sono riuscito nel tempo a tenere distinto il giudizio politico da quello personale, e non sarà certo adesso che cambierò. Per questo chiudo queste poche righe come ho cominciato, di nuovo salutando con sincero affetto tutte le compagne e i compagni coi quali ho lavorato fianco a fianco in Direzione nazionale, e quelli che ho incontrato nelle federazioni e nei circoli. A tutte e tutti loro, a partire da quelli di Palermo, con cui ho passato la parte più importante della mia vita politica, rimarrò sempre legato da un affetto che supera le diverse opinioni politiche. E’ tutto questo che soprattutto mi mancherà. Con la speranza, essendo la politica fatta anche di corsi e ricorsi, di incontrarsi nuovamente.
Fraternamente, Sergio Boccadutri
13. Ottobre 2010 alle 18:49
un interessante collage… prendetevi un quarto d’ora (poco meno)
http://www.youtube.com/watch?v=UefsADqHMqA
13. Ottobre 2010 alle 18:54
dimenticavo: fonte http://www.beppegrillo.it
guardatelo ogni tanto
13. Ottobre 2010 alle 19:40
come volevasi dimostrare…PD e SeL non vogliono la FdS nella coalizione di governo..anche se ultimamente mi ero quasi convinto che entrare in una coalizione di governo sarebbe servito a qualcosa…
Io chiedo ai commentatori di questo forum..ma Bersani e Vendola…sembrano umini che hanno a cuore i valori storici e reali della sinistra ??
ora che sono all’opposizione cosa hanno fatto di evidente per portare avanti una politica di opposizione ???
un partito che non riesce a fare un buona e chiara opposizione…COSA SAPRÀ FARE AL GOVERNO ???
15. Ottobre 2010 alle 09:02
@ Loris
Sinistra e Libertà è diventata Sinistra Ecologia Libertà ancora l’anno scorso, e i Verdi Francescato, Cento, De Petris sono in SEL.
I Verdi veneti (che partecipano alla Costituente ecologista dei Verdi di Bonelli) hanno scelto di appoggiare Vendola alle primarie, mi pare circa nelle stesse forme della proposta di Atalmi.
PS Bella la testimonianza di Montanari, a proposito della “purezza” di Beppe Grillo.
http://www.megachipdue.info/tematiche/beni-comuni/4797-lgrillo-tra-polveri-sottili-cause-usa-e-getta-e-silenzir.html
15. Ottobre 2010 alle 19:07
Eh certo, ora capisco come mai certi sondaggi danno SEL sopra certe percentuali… a queste condizioni, potrebbero essere anche veritieri. Ingenuo io che non mi aspettavo un simile colpaccio….
Bravi questi parlamentari Verdi, l’importante è salire sul carro giusto alla prima occasione buona….
Insomma, la sinistra diventa, a tutti gli effetti, SEL, che così fagocita voti ed esponenti di Verdi e FdS: un nuovo Arcobaleno insomma… l’accorpamento è pur sempre una forma di unione: obiettivo raggiunto!!!
E’ un bene? E’ un male? A questo punto, parola agli elettori. Se andrà bene, tanto di cappello a Vendola, sia per il cinismo che per l’intuito coi quali avrà rimediato agli errori di Veltroni.
A proposito di Vendola, ecco un bel collage.
http://www.youtube.com/watch?v=UefsADqHMqA
Per quanto riguarda Montanari, ha omesso di dire alcune cosette, per esempio che non era garantita la copertura finanziaria per far funzionare l’apparecchio (un’analisi costa 2000 euro) e dimentica che deve la notorietà a Grillo e non a Boato. Cerca di sentire tutte le campane, non solo le tue.
15. Ottobre 2010 alle 19:34
Mi sono sbagliato, ho appena letto un articolo dove invece Montanari ammette mancanza di fondi.
All’università di Urbino comunque il microscopio è operativo, se lui aveva difficoltà a farlo funzionare forse è giusta questa soluzione.
In quanto a trasparenza, eccone un esempio, mi auguro di vedere questa soluzione applicata anche alle feste degli altri partiti.
5 ottobre 2010 – Rifiuti: cambiare si può! –
http://www.youtube.com/watch?v=7X1miQkH_iE&feature=player_embedded .
La più grave accusa che si può fare alla politica, alla burocrazia che ne è figlia, alle municipalizzate e alle società concessionarie che ne sono la diretta emanazione, è di essere incapaci di gestire la cosa pubblica, quello per cui sono pagate. I “rifiuti” sono una invenzione dei partiti, un alibi per la costruzione di inceneritori, una scusante per creare discariche, per usare l’esercito contro i cittadini. I partiti sono inadatti a gestire il Paese, creano emergenze per giustificare la loro esistenza. A Cesena i cittadini hanno dimostrato che si può riciclare il 91% dei cosiddetti “rifiuti”. Cosiddetti in quanto non esistono “rifiuti” in natura, ma materie prime secondarie che possono essere vendute. In due giorni i partecipanti a Woodstock 5 Stelle hanno prodotto “rifiuti” pari a una città come Forlì, li hanno riciclati quasi interamente e venduti con un ricavo per l’organizzazione di 2000 euro. Se può farlo il MoVimento 5 Stelle lo può fare qualunque amministrazione pubblica e, se non riesce a farlo, può andare a casa. “Grazie ai 50 volontari e ai volontarie trasformati in spazzini per raccogliere sacchi, sacchetti, pacchettini, mettendo mano in ogni materiale e dando consigli ai partecipanti. Grazie alle decine di migliaia di persone che in due giorni hanno dato il loro contributo, separando i materiali post consumo (chiamati “rifiuti”) negli appositi contenitori e contribuito a ridurli bevendo prodotti alla spina o portandosi borraccia e stoviglie multiuso da casa. Woodstock 5 Stelle Rifiuti Zero è realtà. Abbiamo battuto ogni record per grandi manifestazioni dimostrando che “Volere è potere”. Nei Mondiali Antirazzisti di Casalecchio lo scorso luglio sono stati differenziati il 73% dei materiali (30mila partecipanti in cinque giorni per 9570 kg di rifiuti prodotti, dei quali 6960 inviati a riciclo-compostaggio). Woodstock 5 Stelle ha fatto meglio con il 91%! Record assoluto per ogni evento mai tenuto in Italia.
I numeri. Sono stati prodotte 56,64 tonnellate di “rifiuti”. Considerando per una manifestazione esterna+campeggio una produzione giornaliera di 400 gr. pro capite (dato medio di produzione giornaliera per porta a porta senza assimilati industriali) si è avuta un produzione pari a circa 141.625 persone concentrata nei giorni 25/26 settembre.
I risultati. Ciclo-compostaggio: in totale, secondo i dati di Hera che ha effettuato il trasporto degli svuotamenti dei cassonetti di materiale organico ed indifferenziato, sono stati avviati all’impianto di compostaggio “rifiuti” tra le 40-45 tonnellate. A smaltimento indifferenziato invece 5,1 tonnellate. I dati forniti dal Centro Riciclo Vedelago invece parlano di 10,54 tonnellate di materiale riciclabile e trasformabile raccolto in maniera differenziata. Di questi:
2.920 kg di carta-cartone conferiti alle cartiere (prezzo di mercato 86 €/ton)
60 kg di nylon (prezzo mercato 240 €/ton)
894 kg alluminio /acciaio ( prezzo medio 422 €/ton)
2.137 kg di PET ( 445 €/ton)
4.320 kg di vetro (42 €/ton)
100 kg di legno (110 €/ton)
110 kg di materiale di “secco riciclabile” (160 €/ton).
Il valore del materiale conferito al Centro Riciclo Vedelago è stato di circa 2000 euro.
Vantaggi ambientali/energetici. Riciclare 4320 kg di vetro, ha permesso di risparmiare per la produzione di nuovo vetro 5184 kg di materie prime.
- Se si considera che per produrre 1 kg di alluminio riciclato si utlizza 0.7 kWh e invece 14 kwh se prodotto con materie prime, si sono risparmiati 11.890 Kwh.
-Per produrre una tonnellata di carta da materia prima si tagliano 15 alberi e si usano 440.000 litri acqua, 7600 kwh. Se la carta è invece riciclata: 0 alberi, 1800 litri acqua, 2700 kwh. Woodstock 5 Stelle ha salvato 43 alberi e fatto risparmiiare 1.270.780 litri d’acqua , 14.210 Kwh.
- La produzione di PET è stata limitata al 3,77% dei “rifiuti”, solitamente rappresenta il 10% dei rifiuti, ha fatto risparmiare 6.000 kg di PET, la cui produzione avrebbe richiesto 105.000 litri di acqua e provocato emissioni in atmosfera pari a 240 kg di idrocarburi, 150 kg di ossidi di zolfo, 108 kg di monossido di carbonio e 13.800 kg di anidride carbonica (CO2).”
Da Matteo Incerti-Raffaella Pirini, responsabili progetto “Woodstock 5 Stelle-Rifiuti Zero” e Federica Cuppini, responsabile coordinamento squadre “ Woodstock 5 Stelle-Rifiuti Zero”.
15. Ottobre 2010 alle 19:51
ma guarda, non ci stanno tutti a farsi assorbire…
http://www.facebook.com/?ref=home#!/profile.php?id=100000506906245
francamente non so più cosa pensare
15. Ottobre 2010 alle 20:09
Sempre a proposito di trasparenza….
15 agosto 2010 – Comunicato politico numero trentasette.
Per prendere i barracuda bisogna togliere l’acqua dove nuotano. Nello stagno italiano ci sono due grossi barracuda: i partiti e i giornali. L’acqua in cui sguazzano sono i finanziamenti pubblici. Tra partiti e giornali la differenza è nulla. Sono la stessa cosa. Entrambi pagati con le nostre tasse. I giornalisti sono le mosche cocchiere dei partiti che li sostengono con contributi diretti e indiretti fino a un miliardo di euro all’anno. L’identità di ruolo e di scopo è perfetta. Nei giornali, e ora persino nei blog dei giornali, scrivono anche i politici insieme ai giornalisti. L’informazione è politica elettorale allo stato puro costruita per orientare l’opinione del lettore. Se i giornali vivono di soldi pubblici, dal Gruppo l’Espresso, all’Unità a Libero, i partiti non sono da meno. Nessun partito sopravviverebbe una settimana senza il trucco dei contributi elettorali trasformati a suo tempo in finanziamenti elettorali. I partiti sono grandi datori di lavoro, dispongono di un miliardo di euro che spendono per sedi, impiegati, burocrazia, feste, congressi, viaggi all’estero. Al miliardo vanno aggiunti gli stipendi da nababbi da consiglieri regionali, deputati e senatori. I partiti non soffrono la crisi. In caso di difficoltà si aumentano gli stipendi e le entrate elettorali con leggi ad hoc, come è avvenuto più volte negli ultimi anni, nonostante il voto contrario di un referendum. I partiti non sono la democrazia, sono i beneficiari della democrazia che, per sicurezza, hanno trasformato in partitocrazia per averne il controllo diretto… a partire dall’elezione dei parlamentari fatta dalle segreterie. I partiti non sono necessari, è quello che vogliono farci credere per rimanere in vita. I partiti sono intermediari senza valore aggiunto per i cittadini, ma con un plus valore immenso per sé stessi. Senza l’acqua, senza i nostri soldi, fallirebbero sia i partiti che i giornali. Giornalisti e politici scapperebbero come pulci dalla carcassa di un cane morto. Questa politica è business. Senza soldi chiude. Il MoVimento 5 Stelle ha rifiutato un milione e settecentomila euro di “contributi elettorali” per le scorse elezioni regionali, i suoi consiglieri regionali si sono autoridotti lo stipendio. Eppure esistiamo, facciamo politica. Non è un miracolo. Succede perché alcuni cittadini hanno deciso di partecipare in prima persona alla vita pubblica per dovere civile. Succede perché la Rete se ne frega dei giornali e della televisione e in Rete non si può mentire. In Rete si può fare informazione senza i giornalisti (a proposito, a quando l’abolizione dell’Albo Mussoliniano dei giornalisti?) con filmati e interviste a persone competenti, informate sui fatti. Fare politica senza finanziamenti pubblici si può, fare informazione senza finanziamenti pubblici si può (questo blog e molti altri ne sono una prova). Nessun partito rinuncerà ai finanziamenti pubblici, ai super stipendi per i parlamentari, alle pensioni dopo una sola legislatura. Il MoVimento 5 Stelle lo ha fatto per le Regionali e lo farà per le elezioni politiche. Non si chiede al cittadino di finanziare la politica, ma di fare lui stesso politica.
Da un commento di Gian Franco Dominijanni del 14.10.2010 ore 22:01: “E’ surreale vedere lavoratori che guadagnano 400 e forse rotti € al mese che parlano dei loro problemi (in televisione, ndr) con persone che loro stessi stipendiano con ben 20 mila e rotti € al mese.”
15. Ottobre 2010 alle 22:28
ma uno che poco prima della crisi si è preoccupato di fare una scissione da Rifondazione Comunista…da quel che si capiva perche non aveva ottenuto la maggioranza al congresso…e lo ha fatto poco prima della crisi economica frammentando ed indebolendo cosi la sinistra, come ha fatto Vendola…perche dovrebbe essere considerato i catalizzatore del voto dei partiti di sinistra ???
19. Ottobre 2010 alle 12:54
@ wiki
Ci sono tantissimi motivi perchè lo sia. Molti di questi sono banali, altri frutto di errori. Ma non ci sono alternative. Vendola “usa” la carcassa PD?
bene, la sinistra “userà” la popstar Vendola.
@Loris
hai letto i commenti sul post di grillo “Gli operai di piazza san giovanni?”
se ne è prese di parole grillo eh? anche dagli stessi eroi del movimento hotel a 5 stelle.
20. Ottobre 2010 alle 09:20
consiglio a tutti la lettura di pagina 6 de il manifesto
Cacciari che predice la fine del Pd
e Vendola che si augura la morte di Sel
20. Ottobre 2010 alle 14:17
Alessandro, questa che mi dai è una buona notizia… finora avevo trovato solo detrattori di Grillo che non leggevano mai il suo blog… vuol dire che da lì si sta innescando un dibattito culturalmente più elevato.
Per me questa manifestazione della FIOM è stata positiva, non mi sento obbligato a condividere ogni opinione del buon Beppe.
Ci sono tante bravissime persone che militano nei partiti (se così non fosse non continuerei a lasciar commenti in questo blog), anche se le dirigenze attuali lasciano molto a desiderare.
20. Ottobre 2010 alle 14:34
Ma finchè i rappresentanti dei suddetti partiti continueranno a comportarsi così, Grillo non passerà mai dalla parte del torto….
ANTONIO BORGHESI. Signor Presidente, noi non possiamo ritirare quest’ordine del giorno, perché crediamo che su questo punto sia necessario intervenire. L’abbiamo inserito nella contromanovra alla manovra economica del Governo, che è stata trasformata in un progetto di legge che qui non abbiamo potuto poi votare perché il Governo ha posto la questione di fiducia, ma riteniamo che questo sia un tema al quale i cittadini sono giustamente sensibili. Penso che nessun cittadino e nessun lavoratore al di fuori di qui possa accettare l’idea che gli si chieda, per poter percepire un vitalizio o una pensione, di versare contributi per quarant’anni, quando qui dentro sono sufficienti cinque anni per percepire un vitalizio. È una distanza tra il Paese reale e questa istituzione che deve essere ridotta ed evitata. Non sarà mai accettabile per nessuno che vi siano persone che hanno fatto il parlamentare per un giorno – ce ne sono tre – e percepiscono più di 3.000 euro al mese di vitalizio. Non si potrà mai accettare che ci siano altre persone rimaste qui per sessantotto giorni, dimessisi per incompatibilità, che percepiscono un assegno vitalizio di più di 3.000 euro al mese. C’è la vedova di un parlamentare che non ha mai messo piede materialmente in Parlamento, eppure percepisce un assegno di reversibilità. Credo che questo sia un tema al quale bisogna porre rimedio e la nostra proposta, che stava in quel progetto di legge e che sta in questo ordine del giorno, è che si provveda alla soppressione degli assegni vitalizi, sia per i deputati in carica che per quelli cessati, chiedendo invece di versare i contributi che a noi sono stati trattenuti all’ente di previdenza, se il deputato svolgeva precedentemente un lavoro, oppure al fondo che l’INPS ha creato con gestione a tassazione separata. Ciò permetterebbe ad ognuno di cumulare quei versamenti con gli altri nell’arco della sua vita e, secondo i criteri normali di ogni cittadino e di ogni lavoratore, percepirebbe poi una pensione conseguente ai versamenti realizzati. Proprio la Corte costituzionale, con la sentenza richiamata dai colleghi questori, ha permesso invece di dire che non si tratta di una pensione, che non esistono dunque diritti quesiti e che, con una semplice delibera dell’Ufficio di Presidenza, si potrebbe procedere nel senso da noi prospettato, che consentirebbe di fare risparmiare al bilancio della Camera e anche a tutti i cittadini e ai contribuenti italiani circa 150 milioni di euro l’anno. Per questo motivo, chiediamo che la Camera si esprima su questo punto e vogliamo davvero dire che non c’è nulla, ma proprio nulla, di demagogico in questa nostra proposta (applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 525
Votanti 520
Astenuti 5
Maggioranza 261
Hanno votato sì 22
Hanno votato no 498).
20. Ottobre 2010 alle 23:26
Ho scoperto da poco il blog di Atalmi. Non conosco Nicola e NON esprimo giudizi sulla persona, men che mai mi permetterò di lanciare anatemi,come Andrea valsusa.
Rifletto sulla sua proposta…e tanto basta.
Alcune considerazioni, corredate da conseguenti domande:
1) le primarie saranno – ovviamente – primarie di COALIZIONE DI GOVERNO. Una coalizione che dovrà formarsi PRIMA delle primarie stesse, naturalmente. Una coalizione che si formerà sulla base di un programma minimo condiviso, si suppone. Tale programma cosa dirà a proposito di questioni cruciali? Se non si parte da questo elemento, la discussione diviene solo esercizio dialettico astratto, io penso.
2) La partecipazione alle primarie, per qualunque cittadino, richiederà – immagino – la SOTTOSCRIZIONE del programma (come nel 2005). Che si fa se tale programma, come i rapporti di forza attuali lasciano supporre, dovesse essere indigeribile? Si partecipa ugualmente ignorandolo, riservandosi magari il diritto di sfilarsi se le primarie vedessero la sconfitta di Vendola?
3) Vendola ha collocato SEL organicamente nel campo del “Nuovo Ulivo”. Inevitabile, viste le premesse del progetto politico di SEL. E il Nuovo Ulivo, secondo il principale azionista, ovvero il PD, proporrà un accordo di governo alle forze centriste, come dichiarato a più riprese da Bersani, e come logica vuole. In che modo la proposta di Atalmi si differenzia?
La risposta a tali interrogativi, mi pare, non può essere elusa, se vogliamo – come comunisti – agire sui fenomeni con cognizione di causa-
21. Ottobre 2010 alle 10:06
per Sabrina
sì le primarie definiscono la coalizione, infatti io credo che noi dovremmo farne parte perché considero incomprensibile una nostra alleanza elettorale solo per eleggere i deputati senza condividere il programma
su questo io penso che il documento congressuale della FDS sia sbagliato
come penso sbagli SEL a dire che loro saranno a prescindere per un accordo di governo: anche con Montezemolo ad esempio?
insomma io penso che la sinistra tutta dovrebbe unire le forze per pesare di più nel fronte antiberlusconiano
penso anche che l’idea del Nuovo Ulivo sia oggettivamente debole e che non vi sarà accordo con l’Udc
e che nemmeno SEL e Vendola sarebbero in grado di reggerlo un accordo con i centristi
per questo io credo che la FDS dovrebbe cominciare a confrontarsi sulle cose da fare perché gli elettori ci votano se abbiamo delle proposte per difendere i lavoratori ed i ceti popolari
non per fare testimonianza
22. Ottobre 2010 alle 20:04
@Alessandro …tu ci credi che la FdS deve unirsi o votare Vendola perche così facendo riuscirà a cooptare o simile la SeL e magari anche il PD ???
Non è più probabile che il PD e il pseudo partito di sinistra della SeL riusciranno a coartare i valori di sinistra e trasformare la FdS in un PD minore o minorato, come del resto si è intravisto quando la sinistra è andata al governo ???
31. Ottobre 2010 alle 20:05
caro atalmi al governo ci vai tu…la sinistra quando è andata al governo ha fatto pena…segna la sua morte…per fortuna sei in minoranza nella FDS
3. Novembre 2010 alle 14:18
caro Andrea
dovrai ammettere che quello che ti dicevo sarebbe avvenuto sta avvenendo
leggi quello che dice anche Grassi
ed è ovvio e giusto che vada così
6. Novembre 2010 alle 21:32
Bel dibattito, si sente la vostra passione.
Credo che la sinistra abbia un solo problema: troppo allargata e diversificata oggi, ha perso la propria identità, coloro che un giorno erano DC oggi si dichiarano di sinistra ma coi diritti civili e la laicità dello stato fanno a pugni ogni giorno…un grande numero di persone di sinitra aderiscono allle politiche del PD e ostentano con grande orgoglio di essere comunisti, socialdemocratici eccetera, sono convinti pensando alla politica solo quando si recano alle urne, di essere davvero in un grande partito democratico di sinistra…quale sinistra andiamo a rincorrere noi? Sono una Vendoliana, lo posso dire con certezza, seguo Nichi fin dai tempi della FCGI, sono felicissima di assistere ai consensi che Nichi di giorno in giorno ottiene, mi sto impegnando per promuovere la sua buona politica nella mia città.
Io non ho ancora avuto il coraggio di farli sapere che di Nichi ce n’e’ uno e che il suo sarà uno sforzo mal ripagato perchè a mio avviso, gli Italiani ancora non hanno subito abbastanza per non stare bene a destra e anche alle prossime elezioni, la destra stralcera’ questa attuale finta sinistra.
Spero di avere torto.