del Viagra per la sinistra!

Mer, Set 1, 2010

Sinistra

viagra

Ma quando la smetterà la sinistra di discutere di leggi elettorali e  subaccordi di desistenza, di delirare di appoggi esterni “ma senza entrare  al governo eh”.

Come se qualcuno ci avesse già votato e ci avesse invitato ad occupare  ministeri!!!

La sinistra in questo paese è stata cancellata perché divisa ed impotente:  vogliamo mettercelo in testa?

Divisa per stare, astutamente, sotto le soglie di sbarramento alle politiche  ed alle europee.

Impotente perché, quando è stata parte di una coalizione che ha vinto le  elezioni, ha perso tempo a litigare e dividersi invece di concentrarsi ed unire le forze sulle cose concrete da fare per i lavoratori ed i ceti popolari.

Ora tutti a dire che, sì, bisogna contribuire a battere il Caimano (ed è già un passo avanti rispetto ai deliri di chi teorizzava che centrodestra e centrosinistra sono la stessa cosa, do you remember Bertinotti?), ma no, non possiamo discutere di programmi, di proposte, insomma delle questioni che interessano a chi subisce questa devastante crisi e che, guarda caso, dovrebbero essere quelli che ci votano.

Sembra che vogliamo solo un piccolo diritto di tribuna, qualche seggio parlamentare, non troppi però eh ché magari non diventiamo determinanti…

Che ne dite se diamo una dose extra di viagra a questa sinistra per uscire dall’impotenza?

Se vogliamo che la gente riprenda fiducia nella sinistra (e nei comunisti) bisogna ricominciare a dire come vogliamo cambiare questo Paese, cosa proponiamo per uscire dalla crisi, come vogliamo difendere i lavoratori ed i giovani condannati alla precarietà.

Basta piagnistei su Udc e sistemi elettorali!

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6 Risposte a “del Viagra per la sinistra!”

  1. Loris D. Dice:

    Sante parole, anche se la questione della legge lettorale dovrà comunque essere affrontata, magari da un nuovo esecutivo.
    Ma è meglio affrontarla da dentro il parlamento che da fuori.

  2. wiki Dice:

    ALCUNE PAROLE ENRGIE RINNOVABILI, DIRITTI DEL LAVORO, DIRITTI SOCIALI,COSTITUZIONE, ECOLOGIA…

    p.S. PIAGNISTEO È UN PIANGERSI INUTILMENTE O IMMOTIVATAMENTE ADDOSSO…eh e speriamo che siano solo piagnistei…

  3. Gennaro Dice:

    Considero controproducente dire che con questa legge Berlusconi vincerebbe sicuramente le elezioni. perche le elezioni prima o poi arriveranno e probabilmente con questa legge. G. Migliore

  4. Stefano Dall'Agata Dice:

    La scorciatoia di Asor Rosa e di Bersani
    di Fulvia Bandoli
    Da Il Manifesto di oggi 4 settembre
    http://seltv.wordpress.com/2010/09/04/la-scorciatoia-di-asor-rosa-e-di-bersani/
    Ho letto i tre articoli estivi di Asor Rosa pubblicati dal vostro giornale, sui primi due non tornerò perché condivido in toto le osservazioni critiche fatte da Ida Dominjanni. Torno invece sul terzo, uscito il 1 settembre e che aveva come titolo “passaggio obbligato”.
    Era un articolo che plaudiva alla doppia proposta di Bersani : da un lato il nuovo Ulivo da costruirsi in tempi medi come alternativa al berlusconismo, e dall’altro una alleanza democratica per una legislatura costituente ( in tempi brevi) che veda al suo interno non solo forze di centrosinistra ma anche pezzi o forze di centro e addirittura anche Fini se decidesse di staccarsi dal Pdl e che abbia come obiettivo immediato la cacciata di Berlusconi e un governo a termine con coloro che ci stanno senza esclusione alcuna. Nella lettera di Bersani mi pare che Asor Rosa trovi la conferma piena delle sue proposte estive e dunque forse per questo la ritiene il primo atto di iniziativa politica del maggior partito di opposizione. E se ne rallegra chiedendo anche ad altri di farlo. Io posso concedere che se il Pd batte un colpo è un bene rispetto alla paralisi nella quale è immerso da tempo ma non più di questo. Nel merito vorrei discutere : il difetto più grande di entrambe le strade indicate mi pare sia ancora una volta l’indifferenza assoluta rispetto ai contenuti. Accompagnato dal rischio concretissimo, come è avvenuto finora, che non si cominci mai a costruire un’alternativa culturale, politica e sociale al berlusconismo inseguendo l’araba fenice e la scorciatoia del governo costituente subito. Abbiamo osservato come le vuote formule non parlino al paese e ai cittadini e non contribuiscano a rendere comprensibile la politica. E infatti quella lettera di Bersani bisogna leggerla due volte almeno e forse anche tre. Le formule vuote di contenuti che spieghino l’Italia e la qualità dello sviluppo che vogliamo e il mondo come lo pensiamo, e il lavoro come lo creiamo e lo cambiamo senza stravolgerne diritti e ruolo sociale sono soltanto un esercizio che allontana ancora di più i cittadini dalla politica e dalla partecipazione al voto . Ma anche per Asor Rosa i contenuti paiono contare e infatti richiama nel suo articolo l’ambiente e il territorio, temi a lui e a me cari, e dice che le eventuali forze costituenti dovrebbero fare grossi passi avanti su queste materie. E io allora penso subito a Casini che, solo per fare alcuni esempi, lavora per tornare al nucleare e condivide la privatizzazione dell’acqua, ha idee medievali sulla laicità dello Stato e sui diritti civili, condivide “la ristrutturazione” della Fiat di Marchionne , per altro assecondata anche da parti significative del pd. Penso alle leggi Bossi Fini e alla Fini Giovanardi e mi convinco che per l ennesima volta stiamo prendendo un granchio per le chele. Perchè queste differenze non vanno taciute, sono la carne e il sangue della politica buona e non sono scavalcabili con un atto volontaristico come pare pensare Asor Rosa. Si rischia di scambiare ancora una volta lo scontro serio in atto nel PDL su quale profilo debba avere la destra in Italia per una scorciatoia offerta al centrosinistra per “liberarsi di Berlusconi”. Se è vero che il berlusconismo “governando” ha cambiato così tanto la politica , la cultura di questo paese, la finanza , l’ economia e il ruolo sociale del lavoro, la scuola e l’università, la sensibilità civile, l’idea che abbiamo dei migranti, la percezione della stessa Costituzione e della giustizia allora è su queste materie che dobbiamo costruire in fretta una alternativa credibile e convincente.
    In sostanza me pare non ci siano nella realtà le due ipotesi che propone Bersani e che in qualche modo aveva nei suoi articoli precedenti proposto Asor Rosa. Ne resta sempre e solo una, mai perseguita in questi due anni, ed è quella di costruire una alternativa sociale, politica, culturale al governo delle destre e della lega. Bersani la chiama nuovo Ulivo e io attendo rapidi chiarimenti. La cosa che mi interessa di più è sapere su quali contenuti questo progetto di Alternativa comincia a parlare al paese. E se si apre un confronto ampio e partecipato per definire le proposte che ci fanno diversi e alternativi alle destre.
    E veniamo infine alle primarie sulle quali io, a differenza di altre/i, non ho mai avuto innamoramenti improvvisi e che non ho mai ritenuto salvifiche in assoluto. La domanda è semplice e persino un poco ingenua: se una piccola forza della sinistra in formazione ( SEL), che nasce dalle culture storiche della sinistra e anche da quelle che sono state o diventate Sinistra in altri modi e con altri percorsi più recenti, si accorge di esprimere alcune idee condivise in vari territori, e di avere una certa capacità di sollevare anche temi difficili come sono quelli ad esempio dell’uso dei beni comuni come l’acqua, se le capita di avere l’unico presidente capace di governare una Regione importante nel mezzogiorno e di essere rieletto riportando alla politica e alla partecipazione molti giovani e anche elettori delusi dal pd, perché mai non dovrebbe aspirare a competere nelle primarie che dovranno scegliere la leadership che guidi lo schieramento alternativo alle destre? E perché queste primarie sarebbero democraticiste ( come scrive Asor Rosa) mentre quelle che scelsero Prodi e poi Veltroni e anche Bersani come segretario del pd furono, secondo i più, un grande momento di partecipazione popolare? E non mi farei distrarre dall’interrogativo se venga prima il programma per l’alternativa o la scelta del leader, la risposta per noi dovrebbe essere ovvia: vengono insieme. La sinistra non è populista e non si affida ad un uomo solo al comando.

  5. Nicola Atalmi Dice:

    condivido in parte la riflessione, come sempre intelligente, di fulvia.
    però è vero che rimane il vero nodo del profilo programmatico del centrosinistra, che le primarie rischiano solo di eludere

  6. Sandro Dice:

    2: POLITICA, POLITICI, RAPPORTI ORGANIZZAZIONI POLITICHE/SOCIETA’/GRUPPI SOCIALI.
    La de-voluzione della nazione (figuriamoci lo Stato!)

    Diciamo di parlare tanto di politica, in realtà finiamo pr occuparci essenzialmente di gossip politico.

    Ora: prima di sentirmi accusare di avere una opinione negativa del gossip, dichiaro subito che a) non disdegno neanch’io a volte di stare al gioco e b) che, quel gioco lo porto fino ad un punto: precisamente quel punto in cui mi sovviene la domanda: quali interessi sottende?

    Per esempio molti si sono indignati per l’uscita di Minzolini sulla situazione politica ed hanno gridato ad un uso improprio dell’informazione pubblica. Ma la ragione per cui il direttore del TG1 ha fatto quell’uscita non è tanto il fatto che è un soldato di Berlusconi, è che Mentana, col sui TG7 gli sta minando lo share (passato in una settimana dal 4 al 10%).

    Sintetizzo la scena così: la sinistra sparla della destra, la destra sparla della sinistra. Poiché questo il continuum di quello che mediaticamente viene propinato come “dibattito politico”, dopo un poco mi stanca, sforzandomi di confrontarlo con quanto contemporaneamente avviene nella vita quotidiana (economia, relazioni umane, affetti, ecc.) cerco di capire a) se c’è un qualche nesso tra questa e “l’agitarsi politico” e b) se questo nesso (nel caso se ne rilevasse l’esistenza) ha un qualche consistente effetto nella naturale tendenza a stare meglio (in linguaggio veicolare = qualità della vita).

    Uno spunto per fare qualche passo avanti, mi pare di rintracciarlo in alcune affermazioni di Cris Anderson tratte dal suo “La coda lunga”.

    Nel capitolo “Ascesa e caduta dell’hit”, la tesi esposta è che l’economia basata sugli hit (i grandi successi, p.e. in musica) sta declinando per “proliferazione di micro-hit”.
    Ma, dice ancora, un’economia fondata sugli hit è una cultura fondata sugli hit. Dunque, il declino della prima induce effetti sulla seconda e (allungo io) sulla vita quotidiana. Dalla quale, per altro, è cominciata tutta la storia (superamento dell’unidirezionalità delle fonti di informazione, ampliamento delle possibilità di ricerca – internet – ecc.).

    Conclude Anderson: “Da un mercato di massa, stiamo tornando ad una nazione di nicchie, una nazione definita non dalla geografia, ma dai nostri interessi”

    Poco prima aveva affermato: “frequentiamo sempre più delle tribù tutte nostre, gruppi legati più dall’affinità e da interessi comuni che dai palinsesti standardizzati delle emittenti”.

    OK. Consideriamo adesso cosa può volere dire questo per la (sfera) politica.
    Sia che se ne abbia un’idea nobile (la politica al servizio dei cittadini), sia che si giochi al cinismo de “i politici pensano solo ai loro affari”, siamo confermati in quanto sopra: la politica ha uno stretto rapporto con gli interessi. Che altro vuol dire infatti “essere al servizio dei cittadini” se non “al servizio dei loro interessi”?
    (E “interessi” è il termine giusto essendo inclusivo dei significati di “bisogni”, “sogni”, “desideri” pragmaticamente uniti all’esigenza di realizzarli. Trovo davvero incredibile la vulgata che associa al termine “interessi” solo valenze negative).

    La domanda è: interpretano bene i politici la domanda di realizzazione degli interessi che proviene dalla società tibalizzata?

    Ricordiamoci: non ci sono più “interessi-hit” (non c’è più un interesse generale).
    Ci sono “tribù” che in una nazione esprimono interessi.

    Poiché la politica dovrebbe saper dare risposte a questi interessi per costituire un socius di convivialità (convivenza + il piacere di convivere) mi pare si possa tratteggiare l’attuale situazione così:

    Lega Nord: ha inteso che la nazione non è più geografia, ma sommatoria di interessi. Il suo ceto ha intravisto la possibilità di far convergere alcuni di questi – e di questi col suo – su un programma che però tende a ricostruire il socius di convivialità ancora su una dimensione geografica (questo è dovuto all’autorappresentazione di sé come guida politica)

    Pdl e Pd: Concepiscono la politica come hit. Il primo anche letteralmente, essendo il suo ceto alle dipendenze di un tychoon televisivo (il media che si fonda sull’economia delle hit per ecellenza. L’hit in questione è l’interesse del Leader stesso); il secondo per il suo attaccamento alla concezione politica dell’interesse generale.
    Per questo (il primo magari meno appassionatamente) sono ancora saldamente ancorati alla visione gegrafica passata della nazione.

    Dei tre, “politicamente avanati” è dunque oggi, all’interno di una specifica concezione della realizzazione degli interessi, la Lega nord. Gli altri due si attardano su una visione che non ha più fondamento sociale.
    (Per quanto, si può vedere un certo sforzo – forse inconsapevole – nel PD, a “tenere assieme” anime differenti che potrebbero essere equiparate a tribù)

    Restano alcune altre realtà politiche che tentano vie alternative: Sinistra varia (SEL, FDS, No-global, IDV, Grillini).

    Questi però oscillano ancora tra la coscienza del provenire da settori sociali determinati (tribù-nicchie) e la pretesa di offrire , comunque, ad essi una soluzione ai propri interessi all’interno di in un interesse general/universale. In quast’area, ciò che osta ulteriormente ad una sua significatività politica è anche il rifiuto di accogliere le istanze delle tribù-nicchie a cui fa riferimento come interessi e a volerli trasfigurare caparbiamente in valori e a pensare chè l’avversario totale sia Berlusconi-pdl. Invece è La Lega.


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