Piazza Duomo: quando un albergo di lusso è il rilevante interesse pubblico!

Ven, Lug 9, 2010

Comune di Treviso, Sociale

oggi vorrei raccontarvi una cosa molto “local” di tipica amminisrazione leghista.

duomo treviso


Mercoledì il Consiglio Comunale sarà chiamato a deliberare la variazione di destinazione d’uso del complesso immobiliare di piazza Duomo costituito dall’ex-tribunale, dalle ex-carceri, dall’ex-sede del giudice conciliatore e dall’ex-comando della polizia municipale.

La nuova destinazione d’uso (albergo di lusso, residenza di pregio e altri negozi) è quella richiesta dalla Fondazione Cassamarca che otterrà dal Comune la proprietà degli edifici di piazza Duomo nell’ambito della vasta operazione immobiliare che coinvolge anche la Provincia, il cosiddetto “risiko immobiliare” (una serie di cessioni reciproche tra Comune Provincia e Fondazione che ha coinvolto Questura, Intendenza di finanza, Camera di commercio, Provincia e Prefettura)

Nella delibera che sarà messa in votazione si dice (testualmente e vergognosamente) che la concessione del cambio di destinazione d’uso di tutta l’area alla Fondazione Cassamarca “risponde all’obbiettivo di perseguire rilevanti interessi pubblici generali  perché nel progetto di Fondazione volto a realizzare nel complesso dell’ex-tribunale un albero adeguato alle esigenze del nuovo turismo culturale che sta interessando la città capoluogo e la Marca nel suo complesso, con particolare riferimento all’area centro-sud (Sile e Terraglio) e anche insediamenti residenziali, artigianali e direzionali (…).”

Non mi sfugge il fatto che Fondazione Cassamarca abbia bisogno di un tornaconto economico dall’operazione e che, quindi, debba “valorizzare gli immobili” (come si dice adesso, “speculare” non è politically correct) e non ivoglio negare la possibilità che una parte del compendio possa essere destinata a finalità residenziali e commerciali in una logica privatistica.

Ma sappiamo anche che quegli edifici sono “beni comuni” (espressione abusata ma perfettamente calzante per il caso in questione) perché sono stati realizzati con il denaro dei contribuenti ed appartengono, quindi, non agli amministratori di turno ma alla comunità civile, ai cittadini.

Il complesso di piazza Duomo, inoltre, è l’unica area del centro storico in cui è possibile un’operazione di riqualificazione urbanistica a servizio delle esigenze non della Fondazione Cassamarca ma della città e del suo centro storico: spazi per la cultura e la socialità, i giovani e l’associazionismo.

Ma sopratutto pensiamo che con i notevoli ricavi che la Fondazione Cassamarca fa in città grazie alla condiscendenza della amministrazione si dovrebbero costruire qualche decina di appartamenti per gli anziani della nostra città!

E trovo vergognoso che il Sindaco Gobbo nel favorire questo immenso giro di speculazioni immobiliari si sia preoccupato solo di poter conquistare per sè stesso  uffici di prestigio con affaccio in Piazza dei signori al posto della Prefettura, piuttosto che pensare ai tanti trevigiani anziani e disabili, ai giovani che sono espulsi dalla città da un mercato della casa fuori controllo e dai continui tagli alle politiche sociali ed assistenziali.


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5 Risposte a “Piazza Duomo: quando un albergo di lusso è il rilevante interesse pubblico!”

  1. mr.setter Dice:

    Questa e’ un ottima segnalazione Atalmi, che al solito sarà letta da 2-3.000 persone non di più. Perché non provi a chiedere a qualche “giornalista d’assalto padano” come un Gandi o un Bacialli di portare questo argomento come tema di discussione in uno dei loro accesi, finti dibattiti televisivi. Adesso sarebbe il momento giusto, vista la generale levata di scudi delle emittenti locali in difesa della liberta’ di stampa e di espressione minacciate virgolette “…..dagli interessi di alcuni grandi gruppi editoriali e televisivi….” (neanche il coraggio di scrivere Mediaset hanno questi leoni padani….)! Sarebbe interessante conoscere la loro risposta anche per capire se ogni tanto (non spesso, ogni tanto) ancora ce la fanno ad alzarsi in posizione eretta….

  2. Nicola Atalmi Dice:

    caro mr.setter
    figurati se Bacialli o Gandi farebbero mai una trasmissione sugli affari della casta padana.
    p.s. Reteveneta in realtà era nata come tv antipanto quando Antenna3 era l’house organ del PNE, ma ora che è al servizio permanente effettivo della Lega, ha un po’ perso la sua mission

  3. Nicola Atalmi Dice:

    opo tre giorni di spericolate arrampicate sugli specchi e infruttuose ricerche fino nei sottoscala del Municipio, i legisti farebbero bene ad arrendersi e scusarsi: il nulla osta al cambio di destinazione d’uso non c’è e doveva esserci.
    A questo punto decade la delibera di luglio scorso e bisogna ricominciare da capo l’iter e bisognerà chiedere il subito il parere della Sovrintendenza per il cambio di destinazione d’uso di tutte l’area.
    Già che ci sono consiglierei caldamente alla Giunta di prevedere anche l’asta pubblica per la vendita dell’immobile rivedendo gli accordi con la Fondazione Cassamarca perché anche su quella inciamperanno clamorosamente.
    Però avrei altri due consigli per i prossimi, molti, passaggi amministrativi.
    Il primo è che si assicurino di avere il sostegno di tutta la maggioranza perché più di un consigliere della maggioranza in queste ore è venuto a confidarmi che intenderebbe uscire dall’aula al momento del voto.
    Il secondo riguarda il patetico scaricabarile di queste ore tra assessori e dirigenti: un cambio di destinazione d’uso in una variante al PRG è con tutta evidenza materia urbanistica e non patrimoniale e quindi c’è un assessore, che è anche Sindaco in un altro comune e professionista impegnatissimo in tutta la provincia (magari anche in lavori con Cassamarca?) che farebbe bene a scegliere di lasciare almeno uno dei tre lavori per potersi evitare altre figuracce.

  4. atalmi Dice:

    Dopo una figuraccia in Consiglio comunale, una settimana di imbarazzati silenzi e di pietosi scaricabarile, Giunta, maggioranza e tecnici si fanno coraggio e convocano una conferenza stampa per dire le loro granitiche verità.

    “Il nulla osta della sovraintendenza non serviva e per dimostrare che non serviva vi diciamo che ce l’abbiamo…
    era inserito nella delibera del 22 dicembre, ma non c’è stato nessun Consiglio il 22 dicembre….
    sì insomma la delibera del 18 dicembre…
    ma il parere è del 22, cioè 4 giorni dopo….
    non stiamo a sottilizzare, sempre dicembre è….
    questo parere non lo abbiamo allegato mai a nessuna delibera perché non serviva…
    o forse perché dava troppe prescrizioni per poter realizzare un albergo…
    insomma: affari di De Poli che si compara tutto e farà il cambio di destinazione d’uso dell’immobile, oppure lui a sua volta venderà il pacco a Stefanel: se lo farà dare lui…
    qualcuno lo farà prima o poi…
    E comunque alla fine la colpa è di Atalmi che fa domande maleducate in Consiglio comunale facendoci fare figuracce con i giornalisti invece di darci delle dritte prima in Commissione dove nessuno ci vede.”

    Bene sono proprio soddisfatto.
    Mi pare che ora è tutto molto più chiaro: ci vediamo in Commissione spero presto,
    anzi no direttamente in consiglio il 24.
    Ci sono ancora parecchie domande da porre ai furbetti del quartierino.


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