Questa che auspichi, Nicola, è la base di partenza più logica per rimediare alla crisi della sinistra. Un partito unico ispirerebbe senz’altro più fiducia… poi si recupereranno anche gli altri.
CONDIVIDO TUTTO: Allora caro Atalmi xchè se salito sul treno della difesa identitaria e della fed? Sai, te lo assicuro, tra mille limiti e tanti errori Nichi voleva costruire questo a chianciano. Un unico treno della sinistra che accolga, l’hai detto tu, ambientalisti, socialisti ecc..
Il punto è mettersi in gioco, osare….ma l’ostinazione della costruzione di un contenitore tutto orgoglio ed identità non aiuterà certo alla costruzione di un unico treno…..il problema è dire ABBIAMO SBAGLIATO…ABBIAMO SBAGLIATO TUTTI A CHIANCIANO..MA ABBIAMO SBAGLIATO.. ACHE SERVE DIFENDERE OGGI QUELLA SCELTà? VOGLIAMO FARE O NO I CONTI CON IL POPOLO CHE NOI INTENDIAMO RAPPRESENTARE E CHE NON VUOLE CHE SI FACCIA RAPPRESENTARE DA NOI.
Chiedo a te e ad altri di buona volontà di connettervi sentimentalmente con un popolo che vuole NICHI….tu mi dirai che ci sono mille problemi e che non tutto è positivo…dacordo…ma puoi continuare ad eludere il consenso….Scendete da quel maledetto treno iconografico e buttatevi in mare aperto…non si chiedono abiurie ma come insegna Gramsci è dovere di un comunista interrogarsi, dubitare….I COMUNISTI SONO TALI SE STANNO UN PASSO AVANTI NON DUE INDIETRO COME I VARI GIANNINI, PEGOLO E DILIBERTO PRETENDONO DI FARE…CORAGGIO ABBIAMO BISOGNO TUTTI DI RICREDERCI..ABBIAMO TUTTI BISOGNO COME DICEVA LA GAGLIARDI DI RESPIRARE, DI SCOPRIRE…
Ecco, sono commenti come quello di Anto che fanno franare tutto il mio spirito unitario.
Uno crede che per cambiare l’Italia serva trovare le idee giuste, sostenere i movimenti e le lotte sociali, costruire un livello di rappresentanza forte e coordinato, mettere in connessione lavoro e ambiente…
Macché. Ciò che dobbiamo fare è “connetterci sentimentalmente con un popolo che vuole NICHI”. Tutto maiuscolo. Dobbiamo chiudere gli occhi, fare un respiro e lasciare che entri in noi la Verità. Il popolo vuole “NICHI”. Non importa che il “popolo”, fuori della Puglia, non gli abbia mai attribuito più del 3% dei voti. Cosa contano le elezioni, la democrazia, di fronte alla predestinazione di chi è stato Unto dal Signore… Il popolo lo vuole, anche se non sa ancora di volerlo.
E non importano i contenuti, i percorsi, le idee, la partecipazione. Conta solo Lui. Il Profeta. Il Grande Padre.
Io voglio l’unità con tutti, ma se dalla critica dello stalinismo si è passati direttamente al modello nordcoerano, poveri noi…
peraltro mi permetto di osservare che non posso essere pentito per Chianciano perché io non ho fatto quel congresso, perché non sono di Rifondazione. Io sono del Pdci quel Pdci che per l’unità della sinistra cercò di contrastare la deriva bertinottiana che portò a far cadere Prodi e regalò una netta vittoria a Berlusconi. E ricordo i tanti che ora sono con Sinistra Ecologia e Libertà (da Migliore ad Alfonso Gianni fino allo stesso Vendola) che condivisero quella scelta sbagliata dividendo quel centrosinistra che ora vogliono riunire.
VERSO L’ASSEMBLEA DI SETTEMBRE: LA SINISTRA TORNI A GIOCARE UN RUOLO IMPORTANTE NELLA POLITICA ITALIANA
Siamo donne e uomini di sinistra che hanno preso parte alle tormentate vicissitudini culminate nella disfatta del 2008. Oggi, nella diaspora della sinistra italiana, facciamo riferimento a organizzazioni e movimenti diversi. Alcuni di noi svolgono ruoli dirigenti in partiti o associazioni, altri – dismessa la militanza attiva – contribuiscono in altre forme alla battaglia politica o vi partecipano da semplici cittadini, con immutata passione.
Siamo dunque diversi. Ma siamo anche uguali, accomunati dall’appartenenza a una stessa storia e cultura politica. Questa comunanza significa per noi convenire su talune fondamentali priorità: i diritti del lavoro, l’occupazione e il reddito delle classi lavoratrici; l’inalienabile titolarità collettiva dei beni primari, a cominciare dall’acqua, dalla conoscenza e dall’ambiente; la democrazia partecipativa, garantita dalla Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza antifascista.
Sulla base di queste opzioni condivise, l’attuale situazione sociale e politica del Paese ci appare grave e densa di pericoli. Guardiamo con allarme alle pesanti conseguenze della crisi economica sulle condizioni di vita di grandi masse di cittadini italiani e migranti. Riteniamo (e la «manovra correttiva» ora minacciata dal governo ci rafforza in tale convincimento) che la drammatica crisi che investe gli anelli più deboli del contesto europeo sancendo il fallimento dell’Europa liberista di Maastricht e di Lisbona renda ancor più preoccupante anche nel nostro Paese la prospettiva delle classi subalterne. Consideriamo intollerabili il dilagare della povertà e della precarietà; l’attacco governativo alle tutele giuridiche del lavoro dipendente e al diritto dei lavoratori a una contrattazione collettiva solidale, autonoma e democratica; la distruzione dello Stato sociale e il controllo oligarchico sui mezzi di informazione; il diffondersi della corruzione e dell’evasione fiscale e l’imposizione di un sistema politico bipolare che nega rappresentanza e voce a milioni di elettori. Riteniamo concreto il rischio di svolte autoritarie in un contesto segnato dalla rottura della coesione sociale e dalla recrudescenza di pulsioni razziste alimentate da chi accarezza disegni populisti e progetta la distruzione istituzionale dell’unità nazionale.
In questo difficile frangente pensiamo che quanto ci unisce debba prevalere su quanto ci ha sin qui diviso e tuttora ci separa. Siamo determinati a batterci per una società più civile e meno ingiusta, ma siamo al tempo stesso consapevoli del concreto rischio di estinzione che oggi incombe sulla sinistra italiana. Tutto ciò ci convince della inderogabile necessità di puntare sulle convergenze e affinità e di privilegiare le importanti battaglie comuni che insieme possiamo combattere e vincere: innanzitutto quella, cruciale, per il rilancio del sistema elettorale proporzionale per tutte le assemblee elettive, a cominciare dal Parlamento nazionale.
Con questo spirito ci rivolgiamo a tutte le forze organizzate della sinistra, affinché in ciascuna si affermi una volontà unitaria, indispensabile a far sì che la sinistra torni a giocare un ruolo importante sulla scena politica italiana.
primi firmatari:
Vittorio Agnoletto, Gianni Alasia, Nicola Atalmi, Saverio Aversa, Katia Bellillo, Marzia Biagiotti, Alberto Burgio, Cesare Chiazza, Maria Campese, Loris Campetti, Luciana Castellina, Giusto Catania, Andrea Cavallini, Stefano Ciccone, Marcello Cini, Paolo Ciofi, Elettra Deiana, Nino De Gaetano, Piero Di Siena, Stefano Falcinelli, Paolo Favilli, Luigi Ferrajoli, Gianni Ferrara, Francesco Garibaldo, Alfonso Gianni, Haidi Giuliani, Claudio Grassi, Damiano Guagliardi, Margherita Hack, Rita Lavaggi, Raniero La Valle, Orazio Licandro, Giorgio Lunghini, Maria Rosaria Marella, Alberto Marri, Giorgio Mele, Maria Grazia Meriggi, Luciano Ponticelli, Goffredo Moroni, Roberto Musacchio, Ivan Nardone, Giorgio Nebbia, Simone Oggionni, Franco Ottaviano, Moni Ovadia, Gianni Pagliarini, Manuela Palermi, Valentino Parlato, Roberto Passini, Paola Pellegrini, Ciro Pesacane, Silvana Pisa, Marcello Ricci, Tiziano Rinaldini, Giorgio Riolo, Anna Maria Rivera, Raffaele Salinari, Linda Santilli, Elisa Savi, Patrizia Sentinelli, Adriana Spera, Bruno Steri, Luciano Riecco, Aldo Tortorella, Alessandro Valentini, Mario Vegetti, Gianni Vigilante, Massimo Villone, Luigi Vinci, Stefano Vinti, Stefano Zuccherini
aderiscono:
Gero Accardo, Veronica Albertini, Massimo Allulli, Gianluca Alfieri, Daniela Ambrosino, Antonio Antonelli, Luca Antoniazzi, Luciano Barracco, Gino Bernabini, Enrico Bayma, Michele Barosselli, Maurizio Brotini, Gabriele Bini, Jacopo Borsi, Pino Brandi, Giancarlo Bandinelli, Edoardo Biancardi, Tonino Cafeo, Mario Corinaldesi, Alberto Celli, Giovanna Covolo, Stefano Cristiano, Mimmo Caporusso, Rosario Consiglio, Filippo Cannizzo, Jonathan Chiesa, Giacomo Conti, Marco Donà, Francesco Valerio della Croce, Alberto Domenichini, Massimo De Santi, Virginia De Cesare, Marco Dal Toso, Silvia Di Giacomo, Giuliano Ezzelini Storti, Elena Fornasari, Giuseppe Fazio, Bernardo Fallani, Michele Frascarelli, Alessandro Genova, Claudio Giambelli, Antonio Griesi, Oscar Grasso, Giuseppe Genchi, Ivano Gioffreda, Valentina Greco; Chiara Guida, Roberto Iacovacci, Silvia Iracà, Giancarlo Iacchini, Nicola Iannarelli, Filippo Incorvaia, Chiara La Rocca, Alessandro Leoni, Mauro Lenzi, Gianluca Lombardi, Diego La Sala, Paolo Laricchiuta, Orazio Mandola, Cristina Mattiello, Andrea Merola, , Alessandro Monti, Alyosha Matella, Evelino Matella, Alaa Nasser, Massimiliano Ortu, Mario Ottavi, Salvatore Politini, Maurizio Pucci, Enrico Pellegrini, Dimitri Palagi, Andrea Parti, Mauro Pinzauti, Giovanna Pagani, Federica Pitoni, Daniele Quadrano, Luca Rovai, Stefano Ruggieri, Rita Rossi, Stefano Russo, Valentina Steri, Pino Santarelli, Giuliano Sdanghi, Ferdinando Stumpo, Alberto Sorbello, Luigi Tamborrino, Mirco Tincani, Costanzo Toti, Alessandro Tedde, Maria Pia Trevisani, Alberto Viscardo Galante, Ivan Xamo.
28. Giugno 2010 alle 12:59
Questa che auspichi, Nicola, è la base di partenza più logica per rimediare alla crisi della sinistra. Un partito unico ispirerebbe senz’altro più fiducia… poi si recupereranno anche gli altri.
29. Giugno 2010 alle 18:51
CONDIVIDO TUTTO: Allora caro Atalmi xchè se salito sul treno della difesa identitaria e della fed? Sai, te lo assicuro, tra mille limiti e tanti errori Nichi voleva costruire questo a chianciano. Un unico treno della sinistra che accolga, l’hai detto tu, ambientalisti, socialisti ecc..
Il punto è mettersi in gioco, osare….ma l’ostinazione della costruzione di un contenitore tutto orgoglio ed identità non aiuterà certo alla costruzione di un unico treno…..il problema è dire ABBIAMO SBAGLIATO…ABBIAMO SBAGLIATO TUTTI A CHIANCIANO..MA ABBIAMO SBAGLIATO.. ACHE SERVE DIFENDERE OGGI QUELLA SCELTà? VOGLIAMO FARE O NO I CONTI CON IL POPOLO CHE NOI INTENDIAMO RAPPRESENTARE E CHE NON VUOLE CHE SI FACCIA RAPPRESENTARE DA NOI.
Chiedo a te e ad altri di buona volontà di connettervi sentimentalmente con un popolo che vuole NICHI….tu mi dirai che ci sono mille problemi e che non tutto è positivo…dacordo…ma puoi continuare ad eludere il consenso….Scendete da quel maledetto treno iconografico e buttatevi in mare aperto…non si chiedono abiurie ma come insegna Gramsci è dovere di un comunista interrogarsi, dubitare….I COMUNISTI SONO TALI SE STANNO UN PASSO AVANTI NON DUE INDIETRO COME I VARI GIANNINI, PEGOLO E DILIBERTO PRETENDONO DI FARE…CORAGGIO ABBIAMO BISOGNO TUTTI DI RICREDERCI..ABBIAMO TUTTI BISOGNO COME DICEVA LA GAGLIARDI DI RESPIRARE, DI SCOPRIRE…
30. Giugno 2010 alle 00:49
Ecco, sono commenti come quello di Anto che fanno franare tutto il mio spirito unitario.
Uno crede che per cambiare l’Italia serva trovare le idee giuste, sostenere i movimenti e le lotte sociali, costruire un livello di rappresentanza forte e coordinato, mettere in connessione lavoro e ambiente…
Macché. Ciò che dobbiamo fare è “connetterci sentimentalmente con un popolo che vuole NICHI”. Tutto maiuscolo. Dobbiamo chiudere gli occhi, fare un respiro e lasciare che entri in noi la Verità. Il popolo vuole “NICHI”. Non importa che il “popolo”, fuori della Puglia, non gli abbia mai attribuito più del 3% dei voti. Cosa contano le elezioni, la democrazia, di fronte alla predestinazione di chi è stato Unto dal Signore… Il popolo lo vuole, anche se non sa ancora di volerlo.
E non importano i contenuti, i percorsi, le idee, la partecipazione. Conta solo Lui. Il Profeta. Il Grande Padre.
Io voglio l’unità con tutti, ma se dalla critica dello stalinismo si è passati direttamente al modello nordcoerano, poveri noi…
30. Giugno 2010 alle 06:59
anche io ho avuto i brividi lungo la schiena per quell’invito a connetterci sentimentalmente con un popolo che vuole NICHI
30. Giugno 2010 alle 12:56
peraltro mi permetto di osservare che non posso essere pentito per Chianciano perché io non ho fatto quel congresso, perché non sono di Rifondazione. Io sono del Pdci quel Pdci che per l’unità della sinistra cercò di contrastare la deriva bertinottiana che portò a far cadere Prodi e regalò una netta vittoria a Berlusconi. E ricordo i tanti che ora sono con Sinistra Ecologia e Libertà (da Migliore ad Alfonso Gianni fino allo stesso Vendola) che condivisero quella scelta sbagliata dividendo quel centrosinistra che ora vogliono riunire.
6. Luglio 2010 alle 08:10
VERSO L’ASSEMBLEA DI SETTEMBRE: LA SINISTRA TORNI A GIOCARE UN RUOLO IMPORTANTE NELLA POLITICA ITALIANA
Siamo donne e uomini di sinistra che hanno preso parte alle tormentate vicissitudini culminate nella disfatta del 2008. Oggi, nella diaspora della sinistra italiana, facciamo riferimento a organizzazioni e movimenti diversi. Alcuni di noi svolgono ruoli dirigenti in partiti o associazioni, altri – dismessa la militanza attiva – contribuiscono in altre forme alla battaglia politica o vi partecipano da semplici cittadini, con immutata passione.
Siamo dunque diversi. Ma siamo anche uguali, accomunati dall’appartenenza a una stessa storia e cultura politica. Questa comunanza significa per noi convenire su talune fondamentali priorità: i diritti del lavoro, l’occupazione e il reddito delle classi lavoratrici; l’inalienabile titolarità collettiva dei beni primari, a cominciare dall’acqua, dalla conoscenza e dall’ambiente; la democrazia partecipativa, garantita dalla Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza antifascista.
Sulla base di queste opzioni condivise, l’attuale situazione sociale e politica del Paese ci appare grave e densa di pericoli. Guardiamo con allarme alle pesanti conseguenze della crisi economica sulle condizioni di vita di grandi masse di cittadini italiani e migranti. Riteniamo (e la «manovra correttiva» ora minacciata dal governo ci rafforza in tale convincimento) che la drammatica crisi che investe gli anelli più deboli del contesto europeo sancendo il fallimento dell’Europa liberista di Maastricht e di Lisbona renda ancor più preoccupante anche nel nostro Paese la prospettiva delle classi subalterne. Consideriamo intollerabili il dilagare della povertà e della precarietà; l’attacco governativo alle tutele giuridiche del lavoro dipendente e al diritto dei lavoratori a una contrattazione collettiva solidale, autonoma e democratica; la distruzione dello Stato sociale e il controllo oligarchico sui mezzi di informazione; il diffondersi della corruzione e dell’evasione fiscale e l’imposizione di un sistema politico bipolare che nega rappresentanza e voce a milioni di elettori. Riteniamo concreto il rischio di svolte autoritarie in un contesto segnato dalla rottura della coesione sociale e dalla recrudescenza di pulsioni razziste alimentate da chi accarezza disegni populisti e progetta la distruzione istituzionale dell’unità nazionale.
In questo difficile frangente pensiamo che quanto ci unisce debba prevalere su quanto ci ha sin qui diviso e tuttora ci separa. Siamo determinati a batterci per una società più civile e meno ingiusta, ma siamo al tempo stesso consapevoli del concreto rischio di estinzione che oggi incombe sulla sinistra italiana. Tutto ciò ci convince della inderogabile necessità di puntare sulle convergenze e affinità e di privilegiare le importanti battaglie comuni che insieme possiamo combattere e vincere: innanzitutto quella, cruciale, per il rilancio del sistema elettorale proporzionale per tutte le assemblee elettive, a cominciare dal Parlamento nazionale.
Con questo spirito ci rivolgiamo a tutte le forze organizzate della sinistra, affinché in ciascuna si affermi una volontà unitaria, indispensabile a far sì che la sinistra torni a giocare un ruolo importante sulla scena politica italiana.
primi firmatari:
Vittorio Agnoletto, Gianni Alasia, Nicola Atalmi, Saverio Aversa, Katia Bellillo, Marzia Biagiotti, Alberto Burgio, Cesare Chiazza, Maria Campese, Loris Campetti, Luciana Castellina, Giusto Catania, Andrea Cavallini, Stefano Ciccone, Marcello Cini, Paolo Ciofi, Elettra Deiana, Nino De Gaetano, Piero Di Siena, Stefano Falcinelli, Paolo Favilli, Luigi Ferrajoli, Gianni Ferrara, Francesco Garibaldo, Alfonso Gianni, Haidi Giuliani, Claudio Grassi, Damiano Guagliardi, Margherita Hack, Rita Lavaggi, Raniero La Valle, Orazio Licandro, Giorgio Lunghini, Maria Rosaria Marella, Alberto Marri, Giorgio Mele, Maria Grazia Meriggi, Luciano Ponticelli, Goffredo Moroni, Roberto Musacchio, Ivan Nardone, Giorgio Nebbia, Simone Oggionni, Franco Ottaviano, Moni Ovadia, Gianni Pagliarini, Manuela Palermi, Valentino Parlato, Roberto Passini, Paola Pellegrini, Ciro Pesacane, Silvana Pisa, Marcello Ricci, Tiziano Rinaldini, Giorgio Riolo, Anna Maria Rivera, Raffaele Salinari, Linda Santilli, Elisa Savi, Patrizia Sentinelli, Adriana Spera, Bruno Steri, Luciano Riecco, Aldo Tortorella, Alessandro Valentini, Mario Vegetti, Gianni Vigilante, Massimo Villone, Luigi Vinci, Stefano Vinti, Stefano Zuccherini
aderiscono:
Gero Accardo, Veronica Albertini, Massimo Allulli, Gianluca Alfieri, Daniela Ambrosino, Antonio Antonelli, Luca Antoniazzi, Luciano Barracco, Gino Bernabini, Enrico Bayma, Michele Barosselli, Maurizio Brotini, Gabriele Bini, Jacopo Borsi, Pino Brandi, Giancarlo Bandinelli, Edoardo Biancardi, Tonino Cafeo, Mario Corinaldesi, Alberto Celli, Giovanna Covolo, Stefano Cristiano, Mimmo Caporusso, Rosario Consiglio, Filippo Cannizzo, Jonathan Chiesa, Giacomo Conti, Marco Donà, Francesco Valerio della Croce, Alberto Domenichini, Massimo De Santi, Virginia De Cesare, Marco Dal Toso, Silvia Di Giacomo, Giuliano Ezzelini Storti, Elena Fornasari, Giuseppe Fazio, Bernardo Fallani, Michele Frascarelli, Alessandro Genova, Claudio Giambelli, Antonio Griesi, Oscar Grasso, Giuseppe Genchi, Ivano Gioffreda, Valentina Greco; Chiara Guida, Roberto Iacovacci, Silvia Iracà, Giancarlo Iacchini, Nicola Iannarelli, Filippo Incorvaia, Chiara La Rocca, Alessandro Leoni, Mauro Lenzi, Gianluca Lombardi, Diego La Sala, Paolo Laricchiuta, Orazio Mandola, Cristina Mattiello, Andrea Merola, , Alessandro Monti, Alyosha Matella, Evelino Matella, Alaa Nasser, Massimiliano Ortu, Mario Ottavi, Salvatore Politini, Maurizio Pucci, Enrico Pellegrini, Dimitri Palagi, Andrea Parti, Mauro Pinzauti, Giovanna Pagani, Federica Pitoni, Daniele Quadrano, Luca Rovai, Stefano Ruggieri, Rita Rossi, Stefano Russo, Valentina Steri, Pino Santarelli, Giuliano Sdanghi, Ferdinando Stumpo, Alberto Sorbello, Luigi Tamborrino, Mirco Tincani, Costanzo Toti, Alessandro Tedde, Maria Pia Trevisani, Alberto Viscardo Galante, Ivan Xamo.
(per aderire: unitasinistra@gmail.com)
6. Luglio 2010 alle 22:11
Al 100° appello per l’unità della sinistra che firmo me lo danno lo zainetto con la faccia di Gennaro Migliore?
6. Luglio 2010 alle 22:46
no a te regalano la camicia da balera di Giannini
7. Luglio 2010 alle 12:01
Condivido pienamente Nicola,in sintesi, La Torre,D’alema ecc.ma chi vogliono rappresentare se non loro stessi?