seconda parte

Lun, Apr 26, 2010

Generale

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7 Risposte a “seconda parte”

  1. Nicola Atalmi Dice:

    lasciando da parte appartenenze, antipatie e tutto il bagaglio delle dolorose divisioni a sinistra, possiamo ritrovarci nella sinistra che tratteggia Vendola in questa intervista?
    vogliamo mettere assieme le sue idee (il suo indubbio carisma) con le idee e le proposte di Ferrero, di Diliberto. Ma non solo. Anche le riflessioni e le proposte che sono venute in questi giorni dai congressi della Cgil, dell’Arci sulla necessità di una sinistra politica e sociale che dia la svegli al Pd e a tutto il centrosinistra per fare uina “invasione di campo” contro il centrodestra di Berlusconi e della lega?

  2. wiki Dice:

    Atalmi, ma Ferrero non aveva proposto un referendum per l’abolizione della legge 30 ( erroneamente chiamata legge biagi da quel che si capisce) che ha introdotto massicciamente la precarietà nel mondo del lavoro…che fine ha fatto quella prposta di referendum ???
    La federazione della sinistra la sta portando avanti ???

  3. paolo tamiazzo Dice:

    Ciao Nicola, ho deciso di rispondere alle tue righe di commento all’intervista a vendola più per salutarti che per dibattere con te, visto l’assoluta condivisione con le cose che pensi e che hai ben descritto negli articoli del post elezioni.(non ho mai smesso in questi anni di leggere il tuo blog)
    Tutto ciò a conferma di quanto ho sempre pensato e cioè che sei uno dei quadri migliori che ho incontrato negli ultimi anni (siete rimasti in pochi…….nel tuo partito poi non ne parliamo, schiavo di bambini viziati e filiere…beh,lasciamo perdere)e che era normale che ti saresti sentito sempre più stretto negli abiti che un certo ceto politico, che negli ultimi due anni ha fatto solo scelte autoreferenziali, ha cucito addosso a persone intellettualmente libere come te.(la testimonianza di questa libertà stava e sta nella tua cocciuta ricerca di unità e confronto con tutte le anime di questa sgangherata sinistra,ieri e oggi, nonostante, soprattutto oggi, tu possa rischiare di essere tacciato di eresia dai soliti soloni puri e duri.
    Questi abiti vanno bene per chi cerca una cuccia calda, magari foderata di velluto rosso (anche se in questo periodo non c’è trippa per gatti, spero lo capiscano tutti prima possibile) e non aiutano ad uscire da questo pantano dove Sparta piange (la fed e non ripeto le tue analisi che condivido, soprattutto quando parli del moltiplicarsi delle cariche e del guardarsi l’ombelico e che riportano ad un gruppo dirigente vecchio, anche in tanti suoi quadri anagraficamente giovani) ma Atene non ride (sel, che nasce nuova, sotto l’auspicio di un nuovo modo di fare politica di cui Vendola è il principale testimonial ma non l’unico,che però francamente non ho ancora visto applicare nel concreto, mentre registro due anni di manovre di posizionamento dei soliti noti senza congressi, dove il mito della partecipazione resta appunto mitologia, sia al centro che alla periferia dell’impero).
    Ho cercato di rispondere, nel mio piccolo, a questo senso di inadeguatezza che mi opprime (anche se mi domando perchè deve opprimere me, che non conto un c…. e non chi ha determinato sicuramente più di me e te questo disastro)ripartendo da dove abito, dal piccolo nucleo di compagni che ancora resiste, a cui, pur riconoscendo il diritto di stare politicamente dove vogliono, non ho mai chiesto, perchè davvero non mi interessa, se stanno in fed o in sel (mi sembra un gioco fatto di acronimi da playstation).
    Il problema vero, e questa, mi dispiace, ma è una responsabilità che ha nomi e cognomi precisi, è che con troppa fretta l’esperienza della lista arcobaleno è stata liquidata dopo il disastro elettorale, invece di, tutti insieme, discuterne le criticità (tante) ma continuare comunque nel progetto di una nuova compagine politica che incominciasse a chiedersi in modo concreto come rispondere alla crisi, anche della rappresentanza non solo politica ma anche sociale, che attraversa la nostra società, nella consapevolezza che Berlusconi non è solo la causa ma anche e soprattutto l’effetto di una società che ha sostituito ai tradizionali valori della solidarietà e della socialità (che anche e soprattutto in veneto non era ad esclusivo appannaggio della sinistra, pensa a come si è trasformato, in peggio, il mondo cattolico)con quelli dell’egoismo, della paura, della chiusura.
    Abbiamo perso due anni, e siamo stati giustamente “premiati” dal nostro elettorato, e ho paura che se non avviene una rivoluzione copernicana (dal basso, partecipata, inclusiva, che non può essere condotta dagli stessi che hanno dimostrato di non sapersi mettere in gioco)ne perderemo ancora altri.
    Sapere che ci sono compagni come te, che non si accomodano e non si arrendono, mi fa sentire un pò meno il gelo che ci circonda.
    Continua a essere eretico, anche se non è un mestiere facile, soprattutto di questi tempi e con i compagni di viaggio che non ti sei scelto.
    Un abbraccio e a presto.
    Paolo

  4. Nicola Atalmi Dice:

    ciao Paolo, grazie!
    io sono piuttosto sfiduciato.
    mi sembra che a sinistra si continui a vivacchiare
    senza osare, senza mettersi in gioco veramente.
    sei sempre a perugia?

  5. Loris D. Dice:

    Sono d’accordo con Vendola, praticamente su tutto.

  6. Stefano Cecconi Dice:

    Caro Nicola, è tempo di rompere gli indugi e uscire, come dici, dalle vecchie beghe, frutto delle divisioni degli ultimi dieci anni. Dopo le elezioni regionali, a sinistra, anzi nel centrosinistra tutto tace. Nulla si muove.
    La federazione della sinistra è troppo poca cosa perchè possa attirare interesse nei confronti di chicchessia.
    Mi è piaciuto Vendola. Forse è stata la prima volta. E’ stato convincente perchè a mio modo di vedere non ha voluto vestire i panni del leader. Anzi lo ha spiegato bene: la sinistra non ha bisogno di un leader, ma di un progetto politico che sappia disegnare una società diversa dalla proposta della destra. Ha ragionato con passione.
    Bene.
    Penso che da qualche parte bisogna pur partire. Bisogna ammettere che Vendola è l’unico, a sinistra, che è riuscito a raggiungere un risultato importante. IO credo che sia un dovere da parte di chi si definisce di sinistra e sostenga la necessità di ritrovare un percorso unitario, un progetto comune, fare in modo che questo risultato sia un trampolino di lancio per una sinistra più forte.
    Io aggiungo che non serve parlare di contenitori. Negli ultimi anni, oltre ai vari partiti e movimenti, non ci siamo fatti mancare nulla. Eppure non sono serviti che a creare divisioni ulteriori. E’ il momento di unire, a cominciare anche dalle conoscenze personali, dai contatti a tutti i livelli possibili (come dici giustamente), purchè interessati (astenersi perditempo!), per elaborare la traccia di un lavoro lungo e difficile, ma che mi appare l’unica possibilità che rimane.
    Nicola se Rifondazione è interessata ci seguirà, altrimenti farà la sua strada. Non possiamo aspettare.
    Ciao

  7. Nicola Atalmi Dice:

    Comincia la volata per le primarie Pd: con De Magistris, Santoro e Marino
    FABIO MARTINI
    ROMA
    Se gli chiedi cosa voglia fare da grande, se un domani gli piacerebbe diventare il leader della sinistra italiana, Nichi Vendola risponde così: «Molti si preoccupano del mio futuro, ma io penso molto al tempo in cui potrò tornare a dedicarmi alla scrittura delle filastrocche e delle poesie». Una risposta alata, che tiene assieme la verità di una personale vocazione poetica, ma anche la bugia su una ambizione politica che c’è e che, per rispetto degli elettori pugliesi, per il momento è bene soffocare. Nichi Vendola lo sa bene: dopo la vittoria in Puglia, regione proverbialmente di destra, lui è l’unico personaggio della sinistra italiana al tempo stesso nuovo, vincente e con qualcosa da dire che non sia il consueto ritornello anti-berlusconiano.

    Proprio per questi motivi dietro le quinte – su impulso di Vendola ma anche per iniziativa di personaggi “insospettabili” – c’è un gran tramestio per trasformare il feeling tra il Governatore delle Puglie e una parte dell’opinione pubblica in una vera e propria “Operazione Nichi”. L’obiettivo strategico sono le Primarie che il centrosinistra dovrebbe svolgere nel 2012 per scegliere il proprio leader alle Politiche. Ma a prescindere da una competizione popolare che per ora è soltanto molto probabile, intanto si sta lavorando per un primo evento nazionale che dia il là ad una nuova area politica. Nella partita c’è già il professor Ignazio Marino, pericoloso cavallo di Troia in casa Pd, se non altro per la sua capacità di parlare all’area più irrequieta della base democratica. C’è Luigi De Magistris, l’ex pm che si è iscritto all’Idv ma che non perde occasione per distinguersi da Antonio Di Pietro.

    Ma soprattutto – ecco la sorpresa – indaffaratissimo a far lievitare l’operazione è Michele Santoro, leader di un cospicuo “partito” di opinione chiamato “Anno Zero”. L’idea alla quale si sta lavorando è una “convention” da tenersi a Firenze a fine maggio, con i riflettori puntati su quattro personaggi: Vendola, Marino, De Magistris e Santoro. Certo, il format potrebbe subire qualche modifica, ma attorno al nascente “vendolismo” c’è un grande attivismo. A 59 anni Michele Santoro sta rinfrescando – o travestendo? – la sua inossidabile vocazione a far politica, provando tra l’altro a favorire un “cambio di stagione” al “Manifesto”. In redazione raccontano che a Santoro non dispiacerebbe un cambio di direzione – stima molto Norma Rangeri, che infatti è spesso ospite di “Anno Zero” – e che potrebbe favorire l’ingresso di nuovi soci nella cooperativa che edita il giornale.

    Tra quelle che potrebbero rivelarsi fantasie di corridoio, c’è anche l’ipotesi di un Santoro editorialista di un “Manifesto” impegnato a sostenere l’”Operazione Nichi”. E Vendola? Quanto feeling c’è tra lui e ognuno dei puntuti compagni di strada che lo stanno affiancando? Prima delle Regionali, Vendola aveva accettato l’invito di Luigi De Magistris a presentare il libro dell’ex Pm. E in quella occasione erano emerse serie differenze tra il giustizialismo a tutto tondo di De Magistris e l’approccio anticonformista di Vendola. Soprattutto quando il Governatore aveva sfidato un pubblico di ben altri sentimenti, parlando bene di Bettino Craxi: «Non si può ridurre la sua vita politica ad una vicenda giudiziaria», fece bene a dire di no agli americani a Sigonella, ma anche a «far di tutto per salvare Aldo Moro, perché niente vale di più della vita umana».

    E Vendola è personaggio che non si lascia incasellare neppure nell’anticlericalismo di maniera di certa sinistra. Eccolo partecipare l’altro giorno alla processione della Madonna di Terlizzi, ma anche spiazzare tutti quando – nei giorni in cui il Vaticano sopportava lo scandalo pedofilia – Vendola ha confessato al “Corriere della Sera”: «E’ stato forse più facile dire la mia omosessualità alla Chiesa che al partito». Ma ciò che lo rende diverso dai suoi compagni di strada è la sua idea-forte: «Il berlusconismo è una egemonia culturale, la capacità di proporre sogni, è stato un errore tragico demonizzarlo. Per batterlo non serve un Berlusconi rosso, bravo a comunicare, ma bisogna indicare al Paese le strade di uscita dalla crisi».


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