…E pensare che una volta dicevano “studia, per costruirti un futuro”… tutte le certezze sono crollate a questo punto, il cittadino non riesce più a fare programmi a lunga scadenza mentre il Paese sta bistrattando chi dovrebbe prenderlo in mano (a vantaggio di pochi privilegiati immagino).
Quell’aiuto una tantum per i disoccupati Atalmi: spot elettorale
L’intervento regionale sott’accusa, ammonta a 4 milioni di euro
RENZO MAZZARO
VENEZIA. Distribuire soldi ai bisognosi in campagna elettorale: vecchio archibugio che fa sempre centro. Meglio ancora se si può presentarlo come un intervento tempestivo, mentre ci sarebbe da spiegare il ritardo di un anno (dicesi 365 giorni!). Due piccioni con una fava. Naturalmente i soldi si vedono ancora con il binocolo: siamo solo alle promesse. Ma molto suggestive. L’annuncio è di lunedì scorso: la giunta regionale ha emesso una «nuova direttiva in applicazione della legge regionale 13 marzo 2009 n.3 a sostegno dei lavoratori veneti parasubordinati che hanno perso il lavoro nel 2009 e che risultano attualmente disoccupati o inoccupati».
«La Regione Veneto – informa la nota ufficiale – ha bandito un intervento per un ammontare di 4 milioni di euro circa, che interesserà un migliaio di persone. Gli interessati dovranno riempire un apposito formulario da inoltrare alla Direzione Lavoro della Regione Veneto entro il 5 aprile 2010 e riceveranno successivamente 600 euro al mese per 4 mesi oltre ad essere destinatari di politiche attive del lavoro per gli ulteriori, successivi 4 mesi. Per avere informazioni e reperire il formulario visitare il sito http://www.regione.veneto.it sezione lavoro o telefonare allo 041-2795313».
Nell’attesa che chiunque faccia la prova, ecco un po’ di controinformazione: 1) la cifra stanziata non sarebbe di 4 milioni di euro ma soltanto di 1,8 milioni: lo dice l’autore della proposta di legge; 2) le persone interessate sono collaboratori a progetto che devono aver lavorato in mono-committenza negli anni 2008 e/o 2009 per almeno 6 mesi e poi nel 2009 sono rimasti privi di lavoro. Come dire mosche bianche: perché un precario, con quello che gli danno, dovrebbe lavorare anche in esclusiva? E dovrebbe restare senza lavoro un anno per aver diritto ai 600 euro per 3 mesi?
L’insopportabilità di questo intervento formato elemosina, non è l’entità del contributo (600 euro sono sempre meglio di un pugno in faccia) ma il ritardo con cui la misura viene erogata. Anzi promessa, per il momento. La legge 13 marzo 2009 n. 3 è vecchia di un anno. Non è nata per intervento della giunta regionale ma grazie ad un emendamento firmato da Nicola Atalmi del Pdci e approvato, centrodestra contrario, solo grazie all’ostruzionismo del centrosinistra. «Il famoso ostruzionismo che non farebbe lavorare la giunta Galan dice Atalmi -. La cifra messa a disposizione è 1.800.000 euro, troppo bassa. Sorvolando sul fatto che la giunta annuncia il bando proprio ora in campagna elettorale attribuendosene il merito, malgrado invece l’iniziativa sia stata il frutto delle lotte in Consiglio del sottoscritto e dell’opposizione, ci piacerebbe sapere perché c’è voluto un anno per la delibera attuativa e perché la cifra stanziata sia così bassa».
Non è finita: «Si legge che la misura è stata decisa perché l’analogo intervento statale, quello sbandierato dal ministro Sacconi in tutte le tv sugli ammortizzatori per i precari, non è stato efficace. I criteri erano talmente restrittivi che in Veneto ne hanno usufruito solo 90 persone su almeno 50.000 rimaste senza lavoro. Bene: dopo questa premessa la giunta regionale prepara una delibera con così poche risorse e così tanti criteri, da essere sicuri che ben pochi veneti potrannno accedervi». Finale disperante: «Di questo passo mi chiedo quando verrà messo mano al fondo di 4 milioni per il sostegno dei lavoratori in cassa integrazione, inserito nell’ultima finanziaria: alle prossime elezioni e magari tagliato anche questo?».
Direi che un ottima proposta per un partito di sinistra che voglia controbattere alle politiche di destra sarebbe l’eliminazione di quella TASSA CHE SI CHIAMA TICKET SANITARIO PER LE FASCIE SOCIALI DEBOLI ( FINO A 18.000 € di reddito annuo netto ad esmpio); un ‘altra proposta che un consigliere regionale potrebbe fare in regione con finalità propulsive verso il governo nazionale è la destinazione dell’8 per mille della dichiarazione dei redditi ad un fondo di integrazione e di sovvenzione per quei lavoratori che siano in cassa integrazione o abbiano perso il posto di lavoro …stranamente non ne ho sentito ancora parlare di cose del genere nemmeno in campagna elettorale …
Sarebbero entrambe politiche di sostegno delle fascie sociali più disagiate che spesso coincidono con il lavoratori dipendenti in situazione di precarietà !!!
11. Marzo 2010 alle 19:37
…E pensare che una volta dicevano “studia, per costruirti un futuro”… tutte le certezze sono crollate a questo punto, il cittadino non riesce più a fare programmi a lunga scadenza mentre il Paese sta bistrattando chi dovrebbe prenderlo in mano (a vantaggio di pochi privilegiati immagino).
12. Marzo 2010 alle 07:54
da La Nuova Venezia di oggi
Quell’aiuto una tantum per i disoccupati Atalmi: spot elettorale
L’intervento regionale sott’accusa, ammonta a 4 milioni di euro
RENZO MAZZARO
VENEZIA. Distribuire soldi ai bisognosi in campagna elettorale: vecchio archibugio che fa sempre centro. Meglio ancora se si può presentarlo come un intervento tempestivo, mentre ci sarebbe da spiegare il ritardo di un anno (dicesi 365 giorni!). Due piccioni con una fava. Naturalmente i soldi si vedono ancora con il binocolo: siamo solo alle promesse. Ma molto suggestive. L’annuncio è di lunedì scorso: la giunta regionale ha emesso una «nuova direttiva in applicazione della legge regionale 13 marzo 2009 n.3 a sostegno dei lavoratori veneti parasubordinati che hanno perso il lavoro nel 2009 e che risultano attualmente disoccupati o inoccupati».
«La Regione Veneto – informa la nota ufficiale – ha bandito un intervento per un ammontare di 4 milioni di euro circa, che interesserà un migliaio di persone. Gli interessati dovranno riempire un apposito formulario da inoltrare alla Direzione Lavoro della Regione Veneto entro il 5 aprile 2010 e riceveranno successivamente 600 euro al mese per 4 mesi oltre ad essere destinatari di politiche attive del lavoro per gli ulteriori, successivi 4 mesi. Per avere informazioni e reperire il formulario visitare il sito http://www.regione.veneto.it sezione lavoro o telefonare allo 041-2795313».
Nell’attesa che chiunque faccia la prova, ecco un po’ di controinformazione: 1) la cifra stanziata non sarebbe di 4 milioni di euro ma soltanto di 1,8 milioni: lo dice l’autore della proposta di legge; 2) le persone interessate sono collaboratori a progetto che devono aver lavorato in mono-committenza negli anni 2008 e/o 2009 per almeno 6 mesi e poi nel 2009 sono rimasti privi di lavoro. Come dire mosche bianche: perché un precario, con quello che gli danno, dovrebbe lavorare anche in esclusiva? E dovrebbe restare senza lavoro un anno per aver diritto ai 600 euro per 3 mesi?
L’insopportabilità di questo intervento formato elemosina, non è l’entità del contributo (600 euro sono sempre meglio di un pugno in faccia) ma il ritardo con cui la misura viene erogata. Anzi promessa, per il momento. La legge 13 marzo 2009 n. 3 è vecchia di un anno. Non è nata per intervento della giunta regionale ma grazie ad un emendamento firmato da Nicola Atalmi del Pdci e approvato, centrodestra contrario, solo grazie all’ostruzionismo del centrosinistra. «Il famoso ostruzionismo che non farebbe lavorare la giunta Galan dice Atalmi -. La cifra messa a disposizione è 1.800.000 euro, troppo bassa. Sorvolando sul fatto che la giunta annuncia il bando proprio ora in campagna elettorale attribuendosene il merito, malgrado invece l’iniziativa sia stata il frutto delle lotte in Consiglio del sottoscritto e dell’opposizione, ci piacerebbe sapere perché c’è voluto un anno per la delibera attuativa e perché la cifra stanziata sia così bassa».
Non è finita: «Si legge che la misura è stata decisa perché l’analogo intervento statale, quello sbandierato dal ministro Sacconi in tutte le tv sugli ammortizzatori per i precari, non è stato efficace. I criteri erano talmente restrittivi che in Veneto ne hanno usufruito solo 90 persone su almeno 50.000 rimaste senza lavoro. Bene: dopo questa premessa la giunta regionale prepara una delibera con così poche risorse e così tanti criteri, da essere sicuri che ben pochi veneti potrannno accedervi». Finale disperante: «Di questo passo mi chiedo quando verrà messo mano al fondo di 4 milioni per il sostegno dei lavoratori in cassa integrazione, inserito nell’ultima finanziaria: alle prossime elezioni e magari tagliato anche questo?».
13. Marzo 2010 alle 11:57
Direi che un ottima proposta per un partito di sinistra che voglia controbattere alle politiche di destra sarebbe l’eliminazione di quella TASSA CHE SI CHIAMA TICKET SANITARIO PER LE FASCIE SOCIALI DEBOLI ( FINO A 18.000 € di reddito annuo netto ad esmpio); un ‘altra proposta che un consigliere regionale potrebbe fare in regione con finalità propulsive verso il governo nazionale è la destinazione dell’8 per mille della dichiarazione dei redditi ad un fondo di integrazione e di sovvenzione per quei lavoratori che siano in cassa integrazione o abbiano perso il posto di lavoro …stranamente non ne ho sentito ancora parlare di cose del genere nemmeno in campagna elettorale …
Sarebbero entrambe politiche di sostegno delle fascie sociali più disagiate che spesso coincidono con il lavoratori dipendenti in situazione di precarietà !!!