
Grazie presidente Napolitano per aver controfirmato il decreto salvaliste.
Il vecchio compagno migliorista non è passato al nemico, non si è venduto al Caimano.
Pochi hanno capito la sua astuta strategia.
Troppi dimenticano che Napolitano è cresciuto nelle scuole politiche del glorioso Partito Comunista tra le Frattocchie e Mosca dove ha imparato la sottile arte della strategia politica.
Il suo stato un atto coraggioso che ha dato un segnale inequivocabile a tutti gli italiani.
Non c’è più legalità, non ci sono più regole nel nostro Paese.
Il Governo può fare leggi per allungare o accorciare i processi del Premier, per depenalizzare i suoi reati, per ostacolare in ogni modo la giustizia.
Può zittire i giornalisti scomodi, farsi beffe della par condicio.
Ora sappiamo che può anche cambiare le regole del gioco: è giusto così.
Mentre i cittadini devono rispettare scadenze, leggi, tasse e burocrazia, il Caimano può invece infischiarsene.
Il Presidente Napolitano ha voluto con una firma suggellare questa verità, darle legittimità istituzionale.
Ora sta agli italiani aprire gli occhi.
Se vogliono un Paese dove chi comanda ha la garanzia di impunità, di rubare, di violare le leggi possono continuare a votare per Berlusconi, Bossi e tutti i loro uomini da Brunetta a Zaia.
Poi tutte le cose vedrete si sistemeranno, l’informazione finalmente ci dirà che tutto va sempre bene, la giustizia sarà posta strettamente sotto il controllo della politica, i ricchi avranno tutti gli scudi fiscali e legali possibili.
E finalmente semplificheremo anche questa odiosa burocrazia elettorale con un bel televoto in prima serata.
Per fortuna il compagno Napolitano ha dato un ultimo, diplomatico avvertimento agli italiani.
Ora possono scegliere.



7. Marzo 2010 alle 12:04
Questa volta non sono daccordo con la tua ipotesi un pò troppo fantasiosa, io penso che abbia avuto il timore che quanto dichiarato da Berlusconi,La Russa e altri e cioè di sobbillare la piazza abbia avuto il potere di costringerlo a firmare il decreto legge, non vedo altre motivazioni, tra l’altro ho letto il parere di un costituzionalista che ha pubbblicato sul sito : costituzionalismo.it, una riflessione nella quale individua l’incostituzionalità del decreto.Forse è il caso di leggerlo e farlo girare, ciao e buon lavoro, Letterio Turiaco
7. Marzo 2010 alle 12:23
io credo che tu non abbia colto l’ironia di Nicola su Napolitano ed il suo appello a passare dall’indignazione alla lotta
7. Marzo 2010 alle 12:29
Non sono d’accordo. Di impunità in impunità, di strategia in strategia questo nostro paese è ormai alla frutta. La possibilità di scelta non è teoria ma pratica. Si sceglie quando si ha la possibilità di formarsi una libera opinione. Questo oggi in Italia non è possibile poichè la stragrande maggioranza dell’informazione è asservita o “strategicamente” piegata su se stessa.
Napolitano ha un dovere quello di difendere i principi costituzionali e non di fare strategie.
7. Marzo 2010 alle 12:51
Io invece concordo con quanto scrivi Nicola. Da questo gesto inoltre si capisce perchè D’Alema ci tenesse tanto a vedere Napolitano al Quirinale….
7. Marzo 2010 alle 13:26
Oltre che alle loro lotte interne, secondo me questi non si sono neppure dati troppo pensiero di presentare le liste correttamente e nei tempi: tanto sono loro che comandano e che fanno le regole. Secondo la loro filosofia (quella espressa nella frase “io sono l’eletto dal popolo”) al rispetto delle regole ci deve pensare casomai chi non può cambiarle a proprio piacimento. Così è andato nel cesso lo stato di diritto, che sta alla base della democrazia e dello stato moderno da molto prima che fosse possibile una scelta tra destra e sinistra. Napolitano avrebbe dovuto pensare a tutelare lo stato di diritto prima che la possibilità di scegliere tra due partiti. Bah, ma tanto non interessa a nessuno.
7. Marzo 2010 alle 14:46
Bello questo pezzo, esattamente nello stile in cui l’avrei scritto io.
Pare colgano in pochi, però, il sottile sarcasmo.
Come in pochi sembrano cogliere l’effettiva gravità di ciò che è accaduto.
Vorrei esser vissuta negli anni di piombo invece che negli anni di sonno.
8. Marzo 2010 alle 10:32
Adesso ci siamo.Tra leggine illegalità, il non rispetto delle regole, corruzione, censura ,festini ,ed escort,ci stiamo avvicinando alla conclusione del programma politico del caimano.La gente ancora in letargo difficilmente cambierà a primavera ed il risveglio non sarà totale .Ma qualcosa si muove o meglio, è la crisi che muove .I centri commerciali, i negozi, i bar, i ristoranti, ecc. ecc. si cominciano a svuotare e già qualcuno chiude.Il deserto prenderà il posto dei centri commerciali, delle industrie e delle varie attività. I soldi degli italiani stanno finendo.Come si voleva dimostrare ci saranno sempre più poveri ed i ricchi saranno sempre più ricchi.Le televisioni continuranno nel loro lavoro di morfeizzare la gente ma noi non saremo più in veneto italia ma in bieloveneto italjanistan.E allora forse finirà anche il letargo
8. Marzo 2010 alle 12:05
Gli anni di piombo magari no…
Certo che in altre stagioni politiche, già al momento della minaccia del ministro della difesta al grido di “se ci cacciano siamo pronti a tutto”, avremmo avuto centinaia di migliaia di persone, organizzate, nelle piazze per difendere la democrazia.
Oggi così non è e probabilmente il Presidente della Repubblica ha ritenuto più “pesante” la minaccia del “pronti a tutto” rispetto alla capacità di mobilitazione democratica.
Per questo la provocazione di Nicola coglie nel segno.
E’ tempo di svegliarci, e di metterci in gioco.
8. Marzo 2010 alle 12:52
già. amaramente, volevo scrivere una cosa simile. bravo atalmi!
9. Marzo 2010 alle 09:26
condivido il commento di ivan…lo penso spesso guardando la televisione italiana.
10. Marzo 2010 alle 18:11
ok GIORGIO!
penso anch’io che abbia voluto disinnescare una mina: tutta la destra avrebbe detto (lo sta dicendo) che noi volevamo vincere con le carte bollate.
Avrei voluto sentire in Parlamento un bel discorso da parte dei “nostri”
……..
Le scadenze sono scadenze (specie come quelle elettorali, sempre delicate) e se non ci credete, provate a non onorare una cambiale in scadenza alla banca Mediolanum.
Ma noi vogliamo batterci e vincere le elezioni concedendo agli avversari, anche scorrettissimi, ogni possibilità; siamo quindi disposti a votare (ovvero a non opporci ad un decreto legge, vista l’urgenza) che permetta con un minimo-minimo di decenza di rientrare in gioco ai “grandi esclusi” e anche ai “piccoli esclusi”.
Siamo disposti a questo anche per evitare che il prepotente al potere ne approfitti per destabilizzare nel Paese anche ciò che non è ancora destabilizzato.
Siamo disposti a questo anche perché lo “affare delle liste”, pure gravissimo sul piano dei principi, ci sembra quasi meno grave di quanto il Paese sta già sopportando da molto tempo:
un Presidente del Consiglio pluriinquisito, pluriprescritto, produttore di leggi autoprotettive, dalle cui aziende, totalmente controllate da lui [vedi processi Previti, Mills, ...] è provato che sono usciti i milioni di euro usati per corrompere giudici e avvocati, come da sentenze passate in giudicato a carico del solo Previti.
La corruzione in atti giudiziari è un reato “a concorso necessario” nel senso che, se c’è un corrotto, c’è necessariamente un corruttore e le rispettive posizioni sono strettamente legate, perché il reato, se provato, c’è per entrambe e viceversa.
….
”
Penso che un discorso del genere avrebbe risonanza anche internazionale (si possono avvertire i corrispondenti esteri …)
e i concetti di cui sopra, esposti da chi sa farlo, potrebbero essere percepiti da tutti con chiarezza e senza equivoci, anche per quanto riguarda l’assunzione di responsabilità.
Considero un evento come questo preferibile alla dimostrazione di piazza che, avendo molte voci, rischia di andare fuori controllo, con molti attori e nessun responsabile unico di ciò che si dice; temo che la dimostrazione possa essere interpretata da quel “popolo italiano” che legge pochi giornali e pochissimi commenti giuridici (ma vede invece i telegiornali) come il lamento dell’opposizione per aver perduto un’occasione favorevole.
Alla dimostrazione una tantum preferisco il raddoppio della frequenza dei gazebo elettorali, per far conoscere le nostre scelte e ri-acquisire i voti del suddetto popolo italiano, che ce li sta revocando progressivamente ad ogni elezione.
12. Marzo 2010 alle 16:55
Peccato che la costituzione preveda tra i poteri del presidente della repubblica il potere di rinvio alle camere delle leggi che ritiene illegitttime e non quello di attuare grottesche strategie politiche che magari gli facciano omettere i suoi doveri di garante della costituzione.
Con osservanza…
18. Marzo 2010 alle 21:59
caro compagno
forse per la tua giovane eta non ricordi
ma giorgio napolitano non e andato a scuola
a mosca ma solo alle frattocchie. era cossutta
che andava a mosca.il presidente napolitano e sta
to il primo comunista italiano ad andare negli stati
uniti. e c e poca ironia da fare su di lui e sul
compagno d alema.
credo che dovremmo tutti fare una migliore opposi
zione e non aspettare che faccia napolitano quello
che non facciamo noi.
23. Marzo 2010 alle 20:02
condivido quanto detto da giuliano nell’ultimo intervento…un partito di opposizione di sinistra dovrebbe contestare le errate politiche della maggioranza…e da contestare ci sarebbe parecchio a mio avviso anche in veneto
…