cari Bortolussi e Orsoni vi scriviamo

Dom, Mar 14, 2010

Generale

vauro-disabili
Al dott. Giuseppe Bortolussi
Al avv. Giorgio Orsoni

La campagna elettorale per la Regione e per il Comune di Venezia rischia di non affrontare i problemi delle persone con disabilità, con disagio mentale e delle loro famiglie. Sia la Regione Veneto che il Comune di Venezia infatti, malgrado gli impegni statutari, non si sono dotati di uno strumento che esiste in quasi tutte le altre città e regioni: una Consulta delle associazioni che si occupano di disabili e di disagio mentale.

Noi pensiamo che sarebbe importante che la Regione Veneto ed il Comune di Venezia, che voi vi candidate a governare, si dotassero di un luogo del confronto, del monitoraggio, della condivisione delle esperienze di quanti nei nostri territori si occupano attivamente di handicap, di varie disabilità, di disagio mentale. E’ necessario mettere in rete il ricco tessuto associazionistico, di volontariato, con le istituzioni politiche, amministrative, sanitarie e sociali. Il grado di civiltà di una società e di una città dipende  in larga misura anche dalla capacità di sostenere le persone in difficoltà e le famiglie, impropriamente caricate di oneri assistenziali per l’inadeguatezza dei servizi erogati dagli enti locali.

Il Veneto e Venezia devono saper affrontare i gravi problemi che in questi giorni di campagna elettorale ci vengono segnalati dai nostri concittadini.

Ci permettiamo di segnalarne alcuni:

innanzitutto c’è il diritto all’inserimento lavorativo che in un periodo di crisi è sempre più messo in discussione. Servono nuove sinergie e risorse per garantire la possibilità a questi soggetti più deboli di non venir schiacciati in un mercato del lavoro sempre più instabile e competitivo;
Va rilanciato il sistema della domiciliarità. Le persone con disabilità devono poter continuare a vivere a casa propria. La residenzialità dev’essere l’ultima scelta. Vanno potenziati i piani personalizzati di assistenza per la Vita Indipendente e per il sostegno all’autonomia delle persone con disabilità. Le scelte domiciliari riducono i costi dell’assistenza.  Serve un piano regionale dei servizi domiciliari per bloccare la corsa all’istituzionalizzazione e vanno potenziati e diffusi i centri diurni;
bisogna valorizzare l’inestimabile patrimonio della cooperazione sociale e del volontariato con politiche di sostegno trasparenti e volte a premiare la qualità e l’efficacia degli interventi;
nella determinazione delle scelte nella politica sociale delle Usl è necessario ridare ruolo di indirizzo e di controllo vero alle Conferenze dei Sindaci per evitare che le scelte dettate sempre e solo dalle compatibilità finanziarie dei manager scarichino i tagli sulla parte più debole della società;
serve investire nella scuola e nella formazione per garantire un vero ed efficace inserimento dei disabili con servi adeguati, dal sostegno al trasporto;
vanno potenziati i servizi territoriali rivolti al disagio mentale che soffrono di una costante pericolosa riduzione delle risorse;
è necessario che le politiche di sostegno per la non autosufficienza (dal  recente fondo regionale per la non autosufficienza ai progetti di vita indipendente) colgano le differenti esigenze tra gli anziani e le persone disabili.
il Governatore ed il Sindaco possono nominare un Garante per l’applicazione della legge 180 e si impegnano nella contrarietà alla contenzione nei servizi di salute mentale e nei reparti di psichiatria e in tutte le strutture private convenzionate

Certi di cogliere la vostra sensibilità ed attenzione a questi temi ci auguriamo potrete portare questi temi nelle proposte e nei programmi che state facendo conoscere ai cittadini di Venezia e del veneto per dare voce a questa importante e vitale parte della nostra società.

Nicola Atalmi e Piero Francescon
candidati in Regione ed in Comune
per la Federazione della Sinistra

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Una risposta a “cari Bortolussi e Orsoni vi scriviamo”

  1. Andrea Candian Dice:

    Finalmente qualcuno che parla di questo tema!
    Non sapevo che la Regione ed il Comune di Venezia non hanno la Consulta delle persone con disabilità.
    ed è un ritardo da colmare al più presto


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