
Questa mattina ho depositato alla Procura di Venezia un esposto sulla pubblicità elettorale di Zaia spedita a tutti i veneti utilizzando risorse pubbliche ed istituzionali. Questa campagna elettorale combattuta dai Ministri Zaia e Brunetta abusando del proprio ruolo istituzionale per occupare i media deve essere denunciata perché non vogliamo arrenderci a vivere in un paese delle banane. Ci aspettiamo che qualcuno intervenga per ristabilire condizioni democratiche di confronto e di rispetto dei cittadini.



24. Febbraio 2010 alle 15:07
PADOVA—«Ognuno ha il suo stile, io queste cose in 15 anni non le ho mai fatte. E poi, Zaia non ne ha neanche bisogno…». Giancarlo Galan, per una volta, si ferma qui. Ed è soltanto una brezza, quella alimentata dal governatore uscente, rispetto ai venti di bufera che si sono abbattuti per tutta la giornata di ieri sul suo aspirante successore, il leghista Luca Zaia, investito da polemiche, interrogazioni parlamentari e preavvisi di esposti alla magistratura (penale e contabile). Tutto per quella rivista, Il Welfare, uscita in «edizione straordinaria» e inviata in questo periodo elettorale a 18 mila famiglie del Veneto (250 mila in tutta la Penisola), in cui il ministro dell’Agricoltura campeggia sulla copertina e imperversa per undici pagine all’interno, con corredo di cinque foto a colori. Un progetto editoriale costato, per ammissione dell’editore (Federsanità, l’associazione che rappresenta le Unità sanitarie e le Aziende ospedaliere all’interno dell’Anci), la bellezza di 450 mila euro: denaro pubblico, proveniente dall’Unione Europea e destinato a sostenere la promozione dei prodotti agroalimentari italiani nel mondo. Il numero speciale della rivista, infatti, è stato realizzato con il contributo di Buonitalia, società interamente pubblica e partecipata dal ministero dell’Agricoltura, che si occupa per l’appunto di valorizzare le prelibatezze tipiche della Penisola.
Interrogazione a Berlusconi Sulla scia di Piero Ruzzante, il candidato del Pd che aveva sollevato pubblicamente il caso, si è prontamente inserito Paolo Giaretta, senatore padovano di opposizione, che ha presentato una dettagliata e financo ironica interrogazione al presidente del Consiglio. «Mi riservo inoltre – ha precisato Giaretta – di verificare se vi siano gli estremi per una denuncia alla Corte dei Conti per distrazione di denaro pubblico. Siamo di fronte a un’operazione di una gravità inaudita: mentre gli agricoltori assistono al crollo dei prezzi agricoli, i soldi a loro destinati vengono utilizzati per la vanità del ministro-candidato, che si fa campagna elettorale con soldi pubblici». Nella sua interrogazione-denuncia a Berlusconi, Giaretta fa notare inoltre – en passant, come scrive egli stesso – che direttore responsabile della rivista Il Welfare «è stato in passato il dottor Giampiero Beltotto, attuale portavoce del ministro Zaia».
L’esposto alla Procura Nicola Atalmi, consigliere regionale della Sinistra, è andato anche oltre. Come già fece qualche anno fa in un’occasione analoga (vedi la scheda qui a fianco), presenterà un esposto alla Procura della Repubblica: «Per il mancato rispetto della par condicio, che sarebbe il meno – attacca Atalmi – ma soprattutto per violazione della legge sul finanziamento dei partiti. Chiederò alla magistratura di verificare se è lecito che quel denaro pubblico, sottratto all’agricoltura e alla sanità, sia stato utilizzato per produrre un volantone elettorale a favore di Zaia. Che mostra di ricadere in un suo vecchio vizietto». Punge anche Rosanna Filippin, segretario regionale del Pd: «Se è questo lo stile di Luca Zaia, un ministro che abusa della sua visibilità per fare campagna elettorale, credo proprio che il Veneto meriti di meglio». Rincara Antonio De Poli (Udc), concorrente diretto di Zaia: «Non basta fare luce sulla vicenda della rivista Welfare. È solo un episodio dello strapotere mediatico di un candidato che è anche ministro. Zaia si dimetta subito e la campagna elettorale riprenda nel rispetto dei diritti degli altri candidati e dei cittadini».
Tutti trevigiani In ultima analisi, c’è un comun denominatore che attraversa la vicenda: i protagonisti sono tutti trevigiani. Lo è, per primo, il ministro e candidato Luca Zaia; lo è il presidente di Federsanità, Angelo Lino Del Favero, direttore generale dell’Usl 7 di Pieve di Soligo-Conegliano; lo è, infine, il manager Walter Brunello, presidente della società sponsor Buonitalia. Ma questa, naturalmente, è soltanto una coincidenza.
Alessandro Zuin
24. Febbraio 2010 alle 16:34
INNANZI ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA
PRESSO IL TRIBUNALE DI VENEZIA
Il sottoscritto Nicola Atalmi, nato a Treviso ed ivi residente in via Zaniol 15, ai sensi e per gli effetti dell’art. 333 c.p.p., al solo fine di sollecitare l’opportuno interessamento dell’Autorità Inquirente
espone
quanto segue.
FederSanità-ANCI è il soggetto istituzionale che organizza Aziende Sanitarie Locali e Ospedaliere e Conferenze dei Sindaci e che agisce come strumento sul piano della rappresentanza per i Comuni per assicurare i percorsi di integrazione sociosanitaria e socioassistenziale. Nata come una Federazione di Aziende USL, di Aziende ospedaliere e di Comuni nell’ottobre 1995, con l’intento di contribuire fattivamente al processo di aziendalizzazione e di integrazione dei servizi innescato a partire fin dall’inizio degli anni ‘90, nell’ottobre 2006, durante il primo Congresso Nazionale Federsanità-ANCI, si trasforma in confederazione di federazioni regionali. La Confederazione è attualmente composta da 15 federazioni regionali ed annovera tra i propri associati 182 Aziende Sanitarie e le relative Conferenze dei Sindaci.
Tale soggetto istituzionale ha le seguenti finalità, sancite nell’art. 2 dello Statuto reperibile sul sito ufficiale (http://www.portal.federsanita.it):
“1 – Scopo della Confederazione è quello di perseguire e dare valenza nazionale agli obiettivi e agli scopi delle federazioni regionali assicurandone la rappresentanza nei rapporti con lo Stato e le Regioni al fine di concorrere alle decisioni in materia sanitaria e socio-sanitaria.
2 – Scopo della Confederazione è altresì quello di promuovere il collegamento diretto tra le Aziende Sanitarie ed Ospedaliere ed il sistema delle Autonomie locali, nell’ottica dell’integrazione dei servizi sanitari e socio-sanitari con quelli socioassistenziali.
3 – La Confederazione assume in particolare i compiti di:
I. promuovere la collaborazione tra Comuni ed Aziende Sanitarie finalizzata al miglioramento del servizio ai cittadini;
II. individuare linee nazionali di indirizzo e di coordinamento delle federazioni regionali associate;
III. promuovere e tutelare la professionalità e stabilità delle direzioni strategiche aziendali;
IV. promuovere iniziative di studio, ricerca e formazione sui temi della tutela della salute e del governo della sanità;
V. promuovere in particolare le migliori pratiche fra gli associati e servizi di interesse comune degli associati
VI. attivare strumenti di assistenza tecnico-giuridica agli associati;
VII. sviluppare servizi e network da mettere a disposizione degli associati per agevolare la gestione dell’assistenza socio-sanitaria, promuovere le migliori pratiche, favorire l’integrazione fra i servizi sociali e sanitari;
VIII. promuovere il ruolo delle autonomie locali nel governo della sanità e dei servizi socio sanitari e socio assistenziali.
4 – La Confederazione si impegna ad essere struttura ed organismo di consulenza tecnica e di supporto all’ANCI per le tematiche inerenti il Servizio Sanitario Nazionale ed in particolare nello specifico dell’integrazione sociosanitaria con quella socio assistenziale.
5 – La Confederazione, per affermare e rafforzare il ruolo istituzionale dei propri associati al servizio della salute dei cittadini, attiva i rapporti necessari con i competenti organi dello Stato, delle Regioni, delle altre rappresentanze delle Autonomie; attiva altresì rapporti con organizzazioni sociali e culturali, della cooperazione e del volontariato, sindacali, professionali, politiche, con la sola finalità di concorrere al migliore sviluppo della qualità, dell’efficienza e dell’efficacia del sistema sanitario e socio-sanitario nazionale e locale.”
La predetta Federsanità-Anci pubblica una rivista-periodica “Il Welfare dell’Italia” che, secondo la presentazione pubblicata nel sito succitato, è dedicata “ai temi riguardanti la sanità pubblica e il benessare sociale” e “offre uno sguardo d’insieme sul variegato mondo della sanità”.
Ora, l’ultimo numero di tale rivista riporta in copertina una foto del Ministro Luca Zaia ed all’interno un servizio fotografico ed un intervista allo stesso, per un totale di 9 pagine.
Atteso che il predetto Signor Zaia è candidato alla carica di Presidente della Giunta regionale Veneta, sembra di poter rilevare come tale pubblicazione violi le norme di legge in relazione alla propaganda elettorale, all’uso di fondi pubblici, nonché le norme del codice penale poste a tutela dell’interesse della Pubblica Amministrazione ed in particolare quelle degli artt. 314 e 323 c.p..
Ciò anche considerato che l’ingente costo di tale pubblicazione – 450.000,00 Euro – è stato sostenuto, secondo quanto dichiarato dallo stesso Ministro al Corriere del Veneto, dalla società partecipata del Ministero dell’Agricoltura Buonitalia s.p.a. e che l’intervista appare estranea alle finalità di Federsanità e della rivista il Welfare come sopra descritte.
Appare infatti quantomai curioso che proprio in campagna elettorale e proprio a spese del Ministero dell’Agricoltura trovi spazio su una rivista avente ad oggetto i temi della Sanità il Ministro dell’Agricoltura e candidato Presidente della Giunta Regionale Veneta.
Con osservanza.
Venezia, lì 22 febbraio 2010.
Nicola Atalmi
24. Febbraio 2010 alle 20:48
Ma sei tu Zorro!
24. Febbraio 2010 alle 21:57
Bel colpo Nicola! Ho visto il giornalino a casa dei miei vicini e ho pensato anch’io che Zaia non ne aveva bisogno…oltre che disonestà, trovo che sia stata una pessima caduta di stile da parte di un candidato che gode di molto consenso.
25. Febbraio 2010 alle 14:12
Eh ma l’uomo è recidivo! Quanti sono stati, negli anni in cui faceva il marketing personale in Regione Veneto, questi pseudo redazionali? Ti ricordi gli spot del Papa, “come se fosse una Budwaiser” (detto ridendo dal corrispondente della BBC)? O la bistecca tedesca spacciata per “VENETA” in quel di Griglie Roventi?
Queste cose lasciano, se permesse, adepti pronti a sfruttare le occasioni: la Donazzan è un esempio con gli spot del “mangiar sano”.
26. Febbraio 2010 alle 19:07
Mi sembra giusto che qualcuno si impegni per ristabilire pari condizioni nella lotta politica considerato quanto sono bistrattati solitamente i partiti di sinistra…
27. Febbraio 2010 alle 21:52
Esatto, altrimenti la politica rischia di diventare appannaggio di chi ha più soldi (e più potere) per mettersi in vista in campagna elettorale.
28. Febbraio 2010 alle 17:10
com’era il motto: “roma ladrona”? e questi 450 mila euro “pubblici” cosa sono?
ciao orazio
5. Marzo 2010 alle 08:40
La procura di Venezia ha aperto un fascicolo su Zaia grazie al mio esposto in procura
5. Marzo 2010 alle 17:12
Non è che sia una gran conquista!Quando uno pubblica un esposto la Procura deve aprire un’inchiesta, e comunque non so più distinguere il giusto dal tuo esibizionismo alla ricerca di qualche pugno di voti!
5. Marzo 2010 alle 17:44
Un esposto si deposita non si pubblica, ed il Pm può anche non aprire un fascicolo, sai quanti esposti vengono presentati ogni giorno?
Lo so bene perché con Zaia mi è capitato già in passato con la Procura di Treviso che come è noto non brilla per coraggio.
guarda che l’unico che ha fatto esibizionismo qui mi sa che è Zaia e a spese dei cittadini
19. Luglio 2010 alle 13:25
La cara vecchia Roma ladrona difende sempre i suoi fedeli servitori.
Oggi mi è arrivata comunicazione dal Tribunale di Roma per i reati ministeriali ai quali era stato affidato il mio esposto sull’utilizzo di fondi pubblici per propaganda elettorale in relazione alla pubblicazione e spedizione nelle case della rivista “il Welfare dell’Italia”.
Il Tribunale di Roma stranamente non ravvisa ipotesi di reato perché “il Presidente della Spa Buonitalia ha comunicato di non aver sostenuto alcuna spesa per la pubblicazione in questione, aggiungendo che, per la medesima iniziativa, nessuna spesa sarebbe stata riconosciuta a Federsanità – Anci. A sua volta il Direttore generale di quest’ultimo organismo ha confermato che, in relazione alle attività in questione, Federsanità non avrebbe nulla da pretendere nei confronti di Buonitalia.” (…) “Cosi come, sotto il profilo dell’elemento psicologico, non può ravvisarsi in capo al Ministro alcun intento in tal senso (conseguimento di un vantaggio), non rivestendo carattere patrimoniale l’eventuale finalità di ottenere benefici sul piano elettorale (!!!)”
Insomma: il Tribunale ha letto una intervista dove quelli che sarebbero stati i correi dicono che è tutto a posto e si tranquillizzano e comunque non si ritiene che usare risorse pubbliche invece che le proprie per farsi propaganda elettorale non costituisce un vantaggio patrimoniale!
Quindi nessuno ha pagato prima e pagherà ora per la pubblicazione e distribuzione dell’opuscolo di propaganda per Zaia in campagna elettorale in spregio a qualsiasi norma di par condicio e di regolamentazione della comunicazione istituzionale.
Del resto in un Paese dove il capo di Zaia ha un enorme conflitto di interessi proprio nel campo della comunicazione chi vuoi che si interessi a rispettare regole e pluralismo?
E poi, la vecchia cara Roma ladrona poteva non aver un occhio di riguardo per il prode Zaia che accetta impassibile tagli milionari al bilancio della sua Regione?
Nicola Atalmi
Federazione della Sinistra