
quello che segue è il mio programma per i diritti digitali
è un tema nuovo nella campagna elettorale regionale del quale nessuno parla
nella Finanziaria regionale 2010 grazie ad un mio emendamento è stata istituita una Agenzia regionale per il diritto all’accesso alla rete
mi piacerebbe sapere che ne pensate
BENI COMUNI
Principio
Internet è cresciuta ed è diventata il fenomeno che noi conosciamo in quanto è stata progettata per essere neutrale rispetti ai contenuti e agli utenti. Questo carattere neutrale deve essere preservato quale garanzia di crescita culturale ed economica. Per questo tutto il territorio regionale deve essere raggiunto dalla banda larga.
Proposta
Nel corso del primo anno di legislatura, mi impegnerò a presentare un proposta di legge che imponga ai comuni di inserire le infrastrutture di rete telematica tra le opere di urbanizzazione indispensabili da prevedere nei piani regolatori. Sempre ad inizio legislatura l’Agenzia regionale per il diritto all’accesso a internet, che ho già fatto istituire in finanziaria, dovrà cominciare ad operare per garantire in tutto il veneto l’accesso alla banda larga.
DEMOCRAZIA DIGITALE
Principio
Internet rappresenta uno strumento straordinario di partecipazione democratica e come tale lo stato e le istituzioni sono devono individuare le forme e le tecnologie più appropriate per consentire ai cittadini di esprimere la propria opinione sull’operato delle istituzioni stesse e dei suoi rappresentanti.
Proposta
Mi impegno affinchè la Regione del Veneto entro i primi due anni di legislazione distribuisca a tutti i cittadini che ne facciano richiesta un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) e metta a disposizione una infrastruttura telematica per la presentazione di petizioni on line. Le petizioni potranno essere proposte nei confronti degli atti delle Pubbliche Amministrazioni locali. Le petizioni che supereranno il 50% dei destinatari degli atti stessi si intendono vincolanti.
DIVERSAMENTE ABILI
Principio
La formazione sulle nuove tecnologie è una priorità che deve informare una nuova politica di alfabetizzazione digitale delle nuove e vecchie generazioni. Va intrapresa un’azione immediata a sostegno di campagne che associno alla necessità di formazione anche la disponibilità delle tecnologie.
Proposta
Propongo di inserire un vincolo di destinazione delle risorse regionali in materia di formazione per un progetto di alfabetizzazione informatica destinato alle casalinghe, ai disoccupati, ai pensionati. Le risorse per queste attività andranno prioritariamente prelevate dai fondi per il sostegno delle scuole private.
ECONOMIA DELLA CONOSCENZA
Principio
L’evoluzione tecnologica ha consentito nuove e più efficaci forme di sfruttamento economico basato sulla privatizzazione della conoscenza di tutti a favore di pochi. Nell’era della rete, tuttavia, è sempre più difficile per questi gruppi economici mantenere posizioni di rendita. Basti pensare alla battaglia contro il download illegale delle multinazionali dell’intrattenimento. Va riaffermato con forza la necessità di un nuovo modello economico basato sul libero accesso della conoscenza e della produzione artistica basato su logiche di sostenibilità dell’opera d’ingegno e scientifica del suo autore prima ancora che del profitto del gruppo industriale.
Proposta
Nei prossimi bilanci regionali almeno 2 milioni di euro ogni anno andranno destinati a promuovere opere artistiche, ricerche scientifiche che si basano sul principio del libero accesso alla conoscenza e i cui risultati siano disponibili pubblicamente in maniera libera e senza restrinzioni.
LIBERA ARTE
Principio
La produzione artistica e il mercato dell’intrattenimento vanno garantiti a tutti i cittadini senza distinzioni. Va garantito da parte della Pubblica Amministrazione a ciascun cittadino la possibilità di sfruttare le risorse della rete per produrre contenuti, diffonderli e cogliere le occasioni di remunerare il lavoro artistico.
Proposta
Per promuovere l’artista e l’arte dal basso mi occuperò di organizzare e far finanziare dalla Regione del Veneto la “Biennale 2.0” e la “Mostra del Video 2.0” a Venezia, manifestazione aperta a tutti gli artisti interessati all’esposizione libera e aperta delle loro opere.
OPEN ACCESS
Principio
La ricerca scientifica deve essere sostenuta pubblicamente impedendo le forme di appropriazione e limitazione di accesso della conoscenza. Devono essere impedite logiche di finanziamento industriale della ricerca pubblica i cui risultati vengano poi privatizzati e utilizzati per ottenere un profitto che impedisca a tutti di trarre vantaggio dalla scoperta scientifica.
Proposta
La Regione del Veneto dovrà promuovere la ricerca scientifica escludendo dai suoi finanziamenti attività che prevedano brevetti o altre forme di limitazione al libero e gratuito accesso alle opere di ingegno. La proposta di legge che mi impegno a sostenere in questo senso entro il primo anno di legislatura chiederà anche l’istituzione di una piattaforma on line per la diffusione e condivisione delle ricerche scientifiche.
OPEN SOURCE
Principio
La modalità di sviluppo software open source va promossa e sostenuta per le ricadute di sviluppo e innovazione che il modello di condivisione del codice ha dimostrato di consentire e moltiplicare in maniera virale.
Proposta
Le Pubbliche Amministrazione del Veneto dovranno adottare nel corso di due anni piattaforme open source di produttività individuale (pacchetti office). Per raggiungere questo risultato presenterò nel 2010 un disegno di legge che vieti esplicitamente l’acquisto di licenze in formato non aperto e libero e proporrò un fondo per sostenere le PA nella migrazione.



28. Febbraio 2010 alle 13:13
Ciao Nicola, ottime proposte,
ti propongo di aggiungere un paio di cose.
Beni comuni
I beni comuni riguardano anche i contenuti prodotti. In particolare quelli realizzati con fondi pubblici, che son “comuni” all’origine. Nel campo della formazione, per esempio, vengono continuamente prodotti studi, ricerche, materiali didattici, finanziati con la clausola che restino di proprietà della regione veneto. In questo modo la maggior parte di queste conoscenze poi risulta inaccessibile e comunque nessuno sa può utilizzarle oppure no. Su questo sarebbe opportuno Propongo che tutte queste risorse sino finanziate solamente se poste sotto una licenza di tipo Creative Commons e inserite in un repository ad accesso pubblico.
Libera arte.
Penso che il pensiero artistico sia forse l’unica forma di pensiero veramente libero che ci è rimesta. Secondo me tra le proposte per favorire il lavoro degli artisti e soprattutto la circolazione delle loro opere sia opportuno incentivare la nascita di una “rete di circolazione” di artisti e opera che esca dal mondo degli specialisti e possa raggiungere il pubblico normale. Per fare questo si potrebbe finanziare lo sviluppo di una rete regionale fatta di luoghi e persone, in parte almeno autogestita, che serva realizzare questa “circolazione” e animi l’intero territorio regionale. Le due manifestazioni che proponi potrebbero essere il momento di stimolo e avvio di questa rete, evitando così il rischio che si esauriscano in sé stesse.
28. Febbraio 2010 alle 13:18
Ho letto con piacere ed entusiasmo le sue proposte.
Ho qualche idea al riguardo:
1) per la migrazione opensourse si potrebbe chiedere collaborazione con il comune di vienna o monaco che l’hanno già effettuata nel arco di 4 anni.
2) oltre al software desktop opensource, va incentivato quello server, ambiente in cui lavoro, oramai la piattaforma linux è abbondantemente supportata, e ditte quali Oracle, leader mondiale nei database, hanno dichiarato più volte che la loro piattaforma di sviluppo è linux e non windows. Posso capire lo uso di unix per questioni di decennale progettazione e stabilità server-macchine (in genere le macchine ibm su piattaforma power-aix offrono alti livelli di affidabilità) .. ma ormai a livello di costi
e vantaggi la piattaforma x86-linux / opesolaris è imbattibile
3) per la progettazione della futura rete veneta e l’accesso a internet, vanno oltre che stabiliti dei piani regolatori,
dei fondi per l’ammodernamento e previsione di incremento banda, mi spiego. Si copre una zona con l’adsl a 10mb, passati 30 anni
non potrà certo più bastare. Vanno quindi stabiliti dei paletti di rinnovo in base alla densità di popolazione e all’uso /(traffico) che vi è, se raddoppia la popolazione deve raddoppiare la banda.
Grazie ancora per l’attenzione
Matteo
28. Febbraio 2010 alle 15:02
2 notizie dal Cacao Quotidiano di Jacopo Fo che potrebbero essere utili…
Sbloccati i fondi per la banda larga in Italia (feb.)
Il Cipe, Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, sarebbe pronto a sbloccare 800 milioni di euro per portare la connessione internet a banda larga in tutto il territorio italiano. A questi si aggiungerebbero altri 600 milioni stanziati dagli enti locali. Nel nostro Paese sono ancora 7 milioni le persone “vittime” del digital divide, con un danno per l’economia nazionale di 28 milioni di euro: secondo una ricerca dell’Ocse ogni euro investito nella diffusione della banda larga porta 4 euro di prodotto interno lordo. (Fonte: Zeusnews).
Vittoria a 64 bit (feb.)
Dal primo marzo 2010 Microsoft rilascera’ una nuova versione del sistema operativo Windows che permette di scegliere quale browser internet installare come predefinito. Finora era Internet Explorer, ora si potra’ scegliere tra Mozilla Firefox, Opera, Google Chrome, Safari di Apple. Stando agli ultimi dati, i browser open source hanno ormai conquistato piu’ del 30% degli internauti.
28. Febbraio 2010 alle 16:19
Caro Nicola, sono “ovviamente” d’accordo con le tue proposte. La Regione ha in questi anni dato sfoggio della peggior gestione e diffusione della Cultura prodotta con i denari dei cittadini. Usa le opere per soli interessi di visibilità e marketing, mettendo in luce la totale incapacità di gestione delle informazioni. Per darvi un’idea: la Mediateca Regionale, dopo varie battaglie, ora non conta più 126 titoli di documentari da distribuire nel territorio attraverso la rete di biblioteche del circuito.
Ora, se si guarda nel sito, sono poco più di 160! Solo 160 opere con diritti per la distribuzione su 1000! Se autori vogliono produrre Cultura (condivisione di esperienze) su che basi dovrebbero operare ed essere coadiuvati dall’Ente? Ora c’è una legge sul cinema e audiovisivi. Quanto ancora dovremmo sopportare cifre tipo “400 mila euro” per i soliti “ammanicati”? Mandiamo a casa i dirigenti incapaci. Mettiamo tecnici e non “saputelli dalla barbetta incolta”.
28. Febbraio 2010 alle 16:22
Linux monaco :
http://www.muenchen.de/limux
http://www.muenchen.de/Rathaus/dir/limux/english/147197/index.html
Linux vienna :
http://www.wien.gv.at/ma14/wienux.html
A riguardo dello share linux in ambiente server & desktop:
Many quantitative studies of free / open source software focus on topics including market share and reliability, with numerous studies specifically examining Linux.[70] The Linux market is growing rapidly, and the revenue of servers, desktops, and packaged software running Linux was expected to exceed $35.7 billion by 2008.[71]
IDC’s Q1 2007 report indicated that Linux held 12.7% of the overall server market at that time.[72] This estimate was based on the number of Linux servers sold by various companies and did not include server hardware purchased separately and had Linux installed on it later.
In September 2008 Microsoft CEO Steve Ballmer admitted that 60% of web-servers run Linux versus 40% that run Windows Server.[73]
Companies have, mostly based on web server statistics, estimated that the desktop market share of Linux range from less than 1% to 2.14%. In comparison, Microsoft operating systems hold more than 85%
fonte: wikipedia
http://en.wikipedia.org/wiki/Linux
28. Febbraio 2010 alle 16:36
Anceh grosse aziende adottano la filosofia opensource e riducono i costi :
http://www.novell.com/it-it/news/press/psa_peugeot_citro_eumln_chooses_suse_linux_enterprise_desktop_from_novell
28. Febbraio 2010 alle 20:54
Tutto molto bene, direi. Forse però manca un accenno specifico alla scuola, visto come son messi anche dal punto di vista informatico i nostri istituti scolastici. Collegamenti gratuiti, corsi di formazione (certi insegnanti sono degli analfabeti informatici!), hardware aggiornati, eccetera.
Per quanto riguarda l’opensource, mi risulta che anche la provincia di Bolzano è passata a Linux, cfr http://www.linuxtrent.it/iniziative/linuxday/2009/linuxtrent-gazette/bolzano-una-provincia-open-source
1. Marzo 2010 alle 09:28
Bene le proposte, vorrei proporre sulla base della mia attuale esperienza all’università di trento e a trento città che,oltre alla banda larga in tutto il veneto, si possa fare, quantomeno nelle grandi città,ove non vi sia già, una rete wi-fi o wimax TOTALMENTE gratuita (cioè senza neppure la minima spesa di iscrizione) legata a richieste wia internet e a un successivo rilascio di una fotocopia di un documento per far sì che ogni profilo internet sia strettamente personale. Qui (ora sono a Trento) è nato com weprogetto dell’università per dare un servizio in più agli studenti nelle strade fra le varie facoltà del centro, poi se n’è appropriato il comune, ma non penso che porti maggiori difficoltà al comuune farlo direttamente per conto proprio. Poi per facilitare l’uso di questa tecnologia forse bisognerebbe fare profili validi non solo nello specifico comune, ma a livello provincia o regione
Secondo me questa sarebbe un ulrteriore importante passo nel rendere le rete davvero a disposizione di tutti in ogni situazione (anche se mi rendo benissimo conto che probabilmente farlo in tutta la superficie regionale porterebbe costi eccessivi quindi penso si debba farlo nei comuni con più di tot abitanti o comunque in aree densamente popolate)
Grazie in anticipo per aver letto tutto questo luungo messaggio
1. Marzo 2010 alle 11:59
Ho letto le vostre proposte e le ho trovate molto interessanti. Il fatto che ci siano ancora comuni o frazioni in cui non arriva la banda larga dimostra che finora non c’è stata sufficiente attenzione per questo fondamentale fattore di sviluppo. Passaggio all’open source, wi-fi gratuito nelle città e maggiore educazione informatica nelle scuole sono altri passaggi importanti: quando si tratta di tecnologia, è fondamentale non arrivare ultimi.
1. Marzo 2010 alle 22:22
Con Nicola condividiamo l’attenzine alle tematiche digitali e l’iniziativa di creare un’esperienza di democrazia digitale. Condivido totalmente le sue proposte. Invito tutti a discutere di questi temi anche sul sito: http://agendavenetodigitale.ning.com/
Ci piacerebbe arrivare a un programma condiviso sui diritti digitali da proporre ai nuvovi eletti. Grazie anticpatemente per l’aiuto.
2. Marzo 2010 alle 15:53
1) per la migrazione opensourse si potrebbe chiedere collaborazione con il
comune di vienna o monaco che l’hanno già effettuata nel arco di 4 anni.
Mi sembra un’ottima idea anche se ci sono diverse esperienze anche in Italia.
2) oltre al software desktop opensource, va incentivato quello server,
ambiente in cui lavoro, oramai la piattaforma linux è abbondantemente
supportata, e ditte quali Oracle, leader mondiale nei database, hanno
dichiarato più volte che la loro piattaforma di sviluppo è linux e non
windows. Posso capire lo uso di unix per questioni di decennale
progettazione e stabilità server-macchine (in genere le macchine ibm su
piattaforma power-aix offrono alti livelli di affidabilità) .. ma ormai a
livello di costi e vantaggi la piattaforma x86-linux / opesolaris è imbattibile
Condivido la proposta. Certo non solo client ma anche server. Credo
comunque che mentre nel moondo server il sw open source sia già una
realtà altrettanto non si può dire del mondo client. Inoltre, in
ambito client si combatte la battaglia della diffusione di massa della
cultura open che mi sembra l’obitettivo più importante.
3) per la progettazione della futura rete veneta e l’accesso a internet,
vanno oltre che stabiliti dei piani regolatori, dei fondi per l’ammodernamento e previsione di incremento banda, mi spiego.
Anche i questo caso sono d’accordo la diffusione dell’accesso alla
rete deve diventare un diritto universalmente riconosciuto, gratuito e
sotratto ai tentativi di coloro che volgiono controllare il traffico
su internet per motivi politici ed economici.
Si copre una zona con l’adsl a 10mb, passati 30 anni non potrà certo più bastare. Vanno quindi stabiliti dei paletti di rinnovo in base alla densità di popolazione e all’uso /(traffico) che vi è, se raddoppia la popolazione deve raddoppiare la banda.
E’ certo che la necessità di banda sia un fattore in continua
crescita. Le reti di nuova generazione (NGN) già prevedono 100 mbit
sull’ultimo miglio e si comincia a paralre di velocità anche
superiori. Credo tuttavia che il principio della capacità debba essere
compnentrato con quella dell’opportunità. Non si può pensare che
l’unico vincolo per la diffusione delle opportunità digitali provenga
solo dalla soluzione della disponibilità di banda. C’è un problema
culturale altrettanto importante. inoltre le tecnologie propongono
sempre nuove soluzioni anche per ottenere maggiori prestazioni e
capacità dalle attuali infrastrutture di banda sia terrestre sia
attraverso l’etere.
Sono per una politica delle cose concrete anche in
quest’ambito.
Parliamone.
9. Marzo 2010 alle 00:38
Internet è un diritto fondamentale
Scritto da: Marco Pratellesi alle 13:28
Tags: Bbc, diritto, Hamadoun Toure, Internet, Onu, sondaggio
Un sondaggio internazionale rivela che quattro persone su cinque nel mondo ritengono l’accesso alla rete un diritto irrinunciabile come ci racconta Carola Frediani.
L’accesso a internet è un diritto fondamentale: lo pensano quattro persone su cinque nel mondo, e poco importa da quale lato del divario digitale si trovino. Lo rivela un sondaggio commissionato dalla BBC e condotto su 27mila adulti attraverso 26 Paesi. La stragrande maggioranza degli intervistati non sembra avere dubbi sull’importanza della rete, ritenendo che abbia prodotto cambiamenti positivi e aperto spazi di libertà. Né si registrano differenze significative in base al livello di informatizzazione raggiunto in un determinato Stato. Tra i più convinti sostenitori di internet come diritto, ad esempio, ci sono la Corea del Sud (96%), il Messico (94%) e la Cina (87%).
DIVISI SUL CONTROLLO – La quasi unanimità si spezza però quando vengono poste altre domande: solo il 53 per cento degli utenti è d’accordo sul fatto di non regolare la rete a nessun livello, escludendo quindi qualsiasi intervento governativo. Anche qui, i più fervidi sostenitori della libertà senza freni sono la Corea del Sud (83%), il Messico (72%) ma anche la Nigeria (77%). D’altra parte, il 49 per cento degli intervistati già teme il controllo e la censura, poiché ritiene che internet non sia un luogo sicuro in cui esprimere la propria opinione. Inoltre il 44 per cento ha ammesso di non poter fare a meno della rete. I più dipendenti sono i giapponesi (84%), i messicani (81%) e i russi (71%).
LA POSIZIONE DELL’ONU – “Il diritto a comunicare non può essere ignorato”, ha commentato alla BBC Hamadoun Toure, segretario generale dell’International Telecommunications Union (ITU), agenzia Onu per le Tlc. “Dobbiamo considerare internet una infrastruttura di base, proprio come le strade, l’acqua e lo smaltimento dei rifiuti”.