1: mettiamo le persone prima del profitto

Dom, Feb 14, 2010

Lavoro, Sinistra

La crisi che stiamo attraversando è globale per la finanziarizzazione dell’economia ma anche locale per la debolezza che il nostro sistema basato su piccole e media imprese.
Come al solito i costi pesanti di questa crisi la stanno pagando i lavoratori, i ceti popolari e quelli medi con una disoccupazione ed un impoverimento che la società veneta non conosceva: chiusure di aziende importanti e delocalizzazioni si susseguono ogni giorno ed ai lavoratori vengono offerti, e non sempre, solo ammortizzatori sociali che spesso sono anticamera della mobilità e del licenziamento.
E’ ora di finirla di scaricare questa crisi su tutte quelle donne e quegli uomini che con il loro lavoro in questi anni hanno creato benessere e sviluppo per tutti noi e che grazie al loro sudore hanno contribuito a far correre a tutto vapore la locomotiva del Nordest, mentre in prima classe viaggiava una imprenditoria che accumulava profitti e ricchezze e magari li portava anche all’estero.
E’ ora che la locomotiva della nostra regione cambi direzione, è ora di svoltare a sinistra. Il veneto non può lasciare indietro nessuno, servono idee, risorse e strumenti nuovi e giovani per affrontare questa crisi: per questo noi proponiamo un patto per il lavoro e la solidarietà.

Un patto per:
i cassaintegrati: i soldi devono arrivare puntuali e garantire una vita dignitosa ai lavoratori ed alle loro famiglie. Per questo vogliamo che la finanziaria della Regione Veneto Sviluppo anticipi gli assegni quando l’Inps è in ritardo e di costituire un fondo regionale che integri la cassa integrazione (che spesso non raggiunge gli 800 euro mensili) con un contributo di solidarietà per i monoreddito e chi ha due o più figli.

le famiglie più colpite dalla crisi: vanno sospesi ora i pagamenti di imposte locali e di servizi per i figli come mense, abbonamenti trasporti, rette negli asili nido, in coordinamento con i comuni. Sempre con i Comuni è possibile lanciare un programma di lavori di pubblica utilità per lavoratori in mobilità o disoccupati.

la casa: è necessario siglare accordi per sospendere i pagamenti delle rate dei mutui o intervenire nei casi di affitti onerosi.

le aziende o i settori in crisi: è necessario che si attivino immediatamente percorsi personalizzati di formazione ed orientamento che accompagnino il lavoratore dal vecchio al nuovo posto di lavoro. Inoltre i finanziamenti alle imprese devono essere selezionate in base alla capacità di creare buona occupazione, non è più possibile continuare a finanziare a fondo perduto aziende che poi delocalizzano o chiudono e favorire speculazioni immobiliari sulle aree dismesse.

Per fare tutto questo servono risorse certe e scelte politiche chiare.
E serve una sinistra forte che rimetta al centro il tema del lavoro

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9 Risposte a “1: mettiamo le persone prima del profitto”

  1. Andrea Dice:

    Bravo Atalmi, ma queste cose dovresti spiegarle a Bortolussi che parlando solo di tasse sta regalando migliaia di voti di lavoratori a Zaia

  2. Favaron Amedeo Dice:

    che provino a vivere con 800 euro al mese con la prospettiva di perdere il lavoro nel giro di sei mesi

  3. ivan Dice:

    LAVORATORI IN COMA PROFONDO . Tutto giusto quello che dici atalmi.Ma facciamo due conti su quello che ha perso a livello economico un lavoratore prima nel 2009 poi quello che perdera nel2010.Conti alla mano stipendio medio lavoratore turnista a regime normale dai 1400/1600 euro + 13 mensilita +( 14 mensilita ).A regime di cassa che in genere sono 70/80 ore mese di lavoro resto cassa senza premi chiaramente senza indenita turno perchè le aziende per risparmiare fanno lavorare come giornaliero.Stipendio medio 1050/1100 euro.Ma attenzione lavorando max 80 ore non si matura niente tfr, ferie, 13 mensilita, ratei .Sè nel 2009 grazie a ferie residue e qualcosa maturata nel 2008,nel 2010 questo benefit non esiste .Riassumendo nel 2009 si è perso mediamente 6500 euro/anno nel 2010 senza la maturazione di niente la perdita sarà maggiore di circa 9500 euro/anno.Che sicuramente ricadranno sui consumi,non capisco perchè nessuno fa mai questi senplici conti della serva, sono tutti intendi a dare cifre pil debito pubblico crescita industriale , crisi ormai passata finita, spiraglio.Tutte cazzate intanto i lavoratori la prendono sempre più……..e continuano a votare la lega .atalmi femo e vaise e demo a cuba che sè mejo a sti qua ti gheo metti prima in …… che in testa

  4. Loris D. Dice:

    Qualcuno ha l’e-mail di Bortolussi per spedirgli i link?

  5. ivan Dice:

    LAVORATORI DELLA LEGA IN PREDA A MORFEO.Si parla già da tempo di mobilità nelle aziende detto brutalmente tagliare posti di lavoro.Ma chi pensate che le aziende lasci a casa ?Il lavoratore migrante che fino a ieri giusto o sbagliato ha lavorato il sabato e la domenica e fatto una montagna di straordinario disposto a tutti i tipi di orario perchè quel lavoro è l unica su fonte di guadagno? Oppure il nostro lavoratore padano che al capo servizio risponde che al sabato d estate va a vedere al mercato quanto costano le arance e d inverno va al mercato a vedere quanto costano le angurie che spesso e doppio lavorista, metallmezzadro e viene al lavoro a riposarsi?Le aziende non gurdano il passaporto o il colore della pelle ,ma gurda la produttivita delle persone e la disponibilita che hanno dato in passato.Fatto questo rispondono, ai nostri cari lavoratori padani che possono andare al mercato quanto vogliono e fare tanti altri lavori altrove.in definitiva con la crisi tutti i nodi vengono al pettine , e non e vero che i lavoratori stranieri verrano deportati nei loro paesi d origine .Ma forse più di qualcuno di questi prendera un posto di camando e il nostro padano dirà ma go un capo marochin?MA EA LEGA ME GA PROMESSO CHE I MANDAVA CASA TUTI.NO HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA

  6. Gazzettino Dice:

    Martedì 16 Febbraio 2010,
    Scattata l’occupazione della Fervet: la decisione dopo qualche ora di assemblea. Per venerdì è programmata una manifestazione: i lavoratori partiranno dall’azienda e arriveranno fino a piazza Giorgione durante il mercato, da lì saliranno quindi in municipio per chiedere l’intervento del sindaco Gomierato.
    «L’occupazione dovrebbe durare per una settimana, fino a martedì – afferma Stefano Bragagnolo della Uilm -. Nello stesso giorno dovremmo essere accolti insieme ad una delegazione dei lavoratori in Regione in seguito alla seduta della Giunta». «La situazione è chiaramente paradossale – afferma Elio Boldo della Fiom -. In prospettiva ci sarebbero 80 milioni di euro di fatturato per i prossimi tre anni, eppure le banche non si sono ancora pronunciate. La cassa integrazione straordinaria scadrà il 17 aprile. Potrebbe profilarsi una procedura concorsuale per fermare le qualifiche dell’azienda».
    Il deputato leghista Luciano Dussin si è appellato tramite una lettera a Silvio Berlusconi e ai ministri competenti segnalando la gravità della situazione. «Le trattative con gli istituti di credito si stanno allungando tanto da far temere il rischio concreto della chiusura dello stabilimento in questione, che stante le cose avrebbe dell’incredibile. Augurandomi che gli interpellati possano dare delle risposte a quanto segnalato, ringrazio Loro anticipatamente anche a nome delle centinaia di famiglie di Castelfranco Veneto».
    Ieri visita in azienda da parte del consigliere regionale Nicola Atalmi e del consigliere provinciale Stefano Mestriner di Federazione della Sinistra. La sezione castellana per giovedì ha organizzato un incontro (20,30, alle Medie Sarto): «Parteciperanno rappresentanze di due fabbriche che hanno giù sperimentato forme di protesta “dura”: – scrivono in una nota Alessandro Squizzato ed Enrico Baldin – la Zen di Albignasego e la Frattini di Bergamo, con le quali potranno confrontarsi gli operai Fervet oltre ad altre rappresentanze di Berco e Ggp Castelgarden. Venerdì e sabato inoltre in tutta la provincia venderemo sacchi di arance il cui ricavato andrà interamente a finanziare la protesta di questi lavoratori».

  7. ivan Dice:

    Piena solidarietà da parte dell rsu fiom della zen e da tutti i lavoratori.Sperimo possiate anche voi vincere la vostra lotta.NON MOLLATE è restate uniti .

  8. Nicola Dice:

    certo andrea, come si può vedere anche da questo mio precedente intervento http://www.atalmi.it/2010/02/bortolussi-ci-raggiunga-nellanno-2010/ mi sto impegnando perchè il tema del lavoro sia centrale per tutto il centrosinistra e soprattutto per Bortolussi che lo rappresenta.

  9. Nicola Dice:

    Grazie ivan per il tuo appoggio! come dici anche tu sappiamo bene che quella della lega contro gli immigrati è solo propaganda, dato che tralatro, il concetto di espulsione che vanno sbandierando consiste in un foglio dato all’immigrato con su scritto che è espulso, lasciando all’imigrato stesso l’obbligo di rispettare l’ordine. Questa è appunto propaganda pura, in un momento in cui servono invece iniziative serie a sostegno del lavoro.


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