Si fa spesso un gran parlare della voglia di autonomia del Veneto.
Autonomia legislativa, fiscale, linguistica e culturale.
Poi spesso si fa il contrario perché la Lega ed il Pdl che governano da 15 anni il Veneto non sono ancora riusciti a darsi il nuovo Statuto, per non parlare del centralismo regionale che ci ha contraddistinto riducendo l’autonomia di Comuni e Province.
Io allora ho proposto in Regione una forma particolare di autonomia: quella nei costi della politica.
Dovete sapere che c’è un allegro trenino dei costi della politica che porta in alto gli stipendi dei politici senza mai rendere conto a nessuno.
Funziona così.
Partono i giudici di Cassazione che si aumentano gli stipendi (tanto loro non devono rendere conto all’elettorato), automaticamente aumentano gli stipendi dei parlamentari che sono agganciati per legge a quelli dei giudici, poi si arriva ai consiglieri regionali che a loro volta sono parametrati a quelli dei deputati.
Quindi né deputati né consiglieri regionali sono costretti a votarsi l’aumento di stipendio davanti ai mezzi di informazione ed ai cittadini.
Tutto automatico, tutto in silenzio.
Sui primi e sui secondi non posso fare molto, ma sugli stipendi dei consiglieri regionali del Veneto (dagli 8.000 ai 10.000 euro netti al mese comprensivi di indennità di carica e rimborso spese forfetario) mi sono studiato la faccenda ed ho scoperto che non è obbligatorio che siano parametrati a quelli dei deputati.
Quindi ho proposto una leggina semplice semplice.
Sganciamo il Veneto dall’allegro trenino dei costi della politica romani.
Decidiamo uno stipendio congruo all’inizio della legislatura e poi verifichiamo alla fine se e come modificarlo, in modo trasparente e davanti al giudizio dei cittadini
Intendiamoci, non sono tra quelli che pensano che il politico eletto nelle istituzioni dovrebbe farlo gratis, non già per metterci al riparo dalla corruzione (uno più guadagna più guadagnerebbe) ma perché penso che altrimenti potrebbero fare politica solo i ricchi o chi è finanziato dai ricchi. È un lavoro di responsabilità, servono competenze, se fatto bene è molto impegnativo, servono molti voti per entrare in Consiglio regionale e le campagne elettorale purtroppo sono molto costose.
E non mi sfugge nemmeno che si tratta qualche volta di un finanziamento indiretto alla politica. Io ad esempio giro al mio partito metà della mia indennità e con questo pago le sedi i ciclostili ed i telefoni ai miei compagni.
Ma un segnale di inversione di tendenza contro gli sprechi e per una nuova etica responsabile della politica in tempo di crisi penso sia necessaria.
Per questo ho sottoposto a tutti i miei colleghi una semplice leggina.
L’ho fatto qualche mese prima delle elezioni perché conto molto sul fatto che i colleghi consiglieri potrebbero sentire il clima elettorale e, consapevoli della sensibilità dei cittadini ed elettori a questo tema, fare questo passo concreto per l’autonomia del Veneto, almeno nei costi della politica.
Poi magari cominciamo a sforbiciare anche i costi meno visibili della politica: dirigenti pubblici strapagati, sprechi di denaro pubblico, consigli di amministrazione inutili, moltiplicazione delle poltrone e degli stipendi nel sottobosco della politica. Ma se non cominciamo da chi siede nelle istituzioni sarà difficile chiedere poi rigore agli altri.
guarda il video http://www.youtube.com/watch?v=Rk-KSLjmZ30



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