983

Mar, Dic 8, 2009

Generale, Laicità

750px-md_route_983svg.png983 firme, solo on line, contro le assunzioni dei preti negli ospedali veneti. Ora su richiesta di molti cominceremo anche la raccolta di firme nelle città. Di solito su questo mio blog pubblico solo cose mie ma in questi giorni ho ricevuto due belle lettere, da cristiani evangelici indignati e un articolo che parla di un prete cattolico che è d’accordo con la nostra petizione.Pubblico l’articolo del Corriere di  domenica:

LA POLEMICA

Don Armando contro i preti pagati in corsia «L’assistenza dev’essere gratuita»

Il battagliero sacerdote mestrino non condivide l’intesa Curia-Regione

VENEZIA – Un paio d’anni fa aveva avuto il coraggio di puntare l’indice nei confronti delle «ricche vacanze» di Benedetto XVI in Cadore: «Caro Papa, così non va», aveva scritto sul suo foglietto «L’incontro», distribuito ai fedeli che visitano il cimitero, dove esercita la sua missione pastorale.

Oggi don Armando Trevisiol, 80enne sacerdote di Mestre, da sempre prete «irregolare» e dalle posizioni eterodosse, dalle stesse pagine mette nel mirino il recen te protocollo d’intesa tra la Regio ne e la Chiesa veneta per assicurare l’assistenza spirituale negli ospedali: con quasi 2 milioni di euro all’anno le varie Usl venete assumeranno un centinaio di preti, incaricati di dare supporto umano e religioso ai malati. «Non sarebbe più giusto che l’assistenza religiosa fosse fatta a titolo gratuito da qualcuno dei 200 preti e 300 frati presenti a Ve nezia?», scrive sul periodico don Trevisiol, commentando una let tera inviata ai giornali da un grup po veneziano di atei militanti che aveva ricordato come già l’Usl 12 avesse a libro paga 5 sacerdoti per un totale di 10 mila euro al mese.

«Anche dal male possono emergere aspetti positivi – con clude la sua riflessione il sacerdo te – anche dagli atei militanti può giungere una mano per la purificazione e il rinnovamento del nostro modo di vivere la religione». Tema caldo, su cui medici e in fermieri precari hanno polemizzato, e su cui ovviamente si è divisa la politica: il consigliere regionale Pdci Nicola Atalmi ha lanciato una petizione contraria. Interpellato su quanto scritto, don Armando non si tira certo indietro. «Io da sempre esigo molto a me stesso e da tutti i sacerdoti, dunque pensavo che si potesse garantire un servizio di questo tipo attraverso preti in pensione, anche se vecchiotti – spiega – Speravo ci fosse uno slancio corale, un atto di coraggio, di genuinità. La comunità cristiana tutta intera do vrebbe farsi carico di questo tipo di servizio». Lui stesso, dopo aver lasciato la guida dell’importante parrocchia mestrina di Carpenedo, in due periodi di qualche mese ha prestato servizio in ospedale. «Gratis – puntualizza subito – e avevo visto che purtroppo sacerdoti, altri religiosi, volontari non sono coordinati come invece dovrebbe essere per garantire consolazione e aiuto ai malati». Quanto a due dei problemi sollevati da chi ha polemizzato contro il protocollo, ovvero il rischio che i preti si intromettano in questioni etico-sanitarie e la necessità di garantire allora supporto anche ai fedeli di altre religioni, don Trevisiol ha le idee chiare: «Magari preti e medici si parlassero di più! – tuona – credo ci possa essere un dialogo positivo tra questi due mondi diversi, utile per entrambi. Quanto alle altre religioni, il problema può anche esserci, ma mi ricordo di un giovane paziente musulmano: laddove ci di videva la religione, ci univa l’affetto».

3 Risposte a “983”

  1. Nicola Atalmi Dice:

    siamo a 1168 firme
    e la prossima settimana cominciamo anche con i gazebo per raccogliere le firme nelle città

  2. Nicola Atalmi Dice:

    1225
    le firme non si fermano

  3. Nicola Atalmi Dice:

    Da Repubblica:

    SCATTI stipendiali per gli insegnanti, ma solo per quelli di religione. Lo
    ha stabilito il ministero dell’Economia lo scorso 28 dicembre. Mentre i
    sindacati della scuola sono alle prese con un complicato rinnovo del
    contratto in favore di tutti i docenti e gli Ata (amministrativi, tecnici e
    ausiliari) della scuola, alla chetichella quelli di religione nella busta
    paga del mese di maggio troveranno una gradita sorpresa: il “recupero” degli
    scatti (del 2,5 per cento per ogni biennio, a partire dal 2003) sulla quota
    di retribuzione esclusa in questi anni dal computo. Supplenti compresi.

    http://www.repubblica.it/scuola/2010/01/16/news/aumenti_prof_religione-1971395/

    Giudicate voi.


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