Parte sabato, in occasione della manifestazione regionale della Cgil, la campagna per delocalizzare Confindustria: “Mandiamoli a quel Paese!”.
Siamo stanchi di una certa imprenditoria capace solo di chiedere contributi pubblici, abituata a pagare meno tasse dei propri dipendenti, una imprenditoria che crede di competere sui mercati internazionali solo con i salari bassi e la precarietà, che non investe, che è in perenne fuga verso altri paesi dove produrre con meno costi o dove nascondere i propri profitti, che dopo aver chiuso le fabbriche in Veneto ora vuole magari fare affari con gli inceneritori di rifiuti speciali e pericolosi
Per questo abbiamo pensato di fare loro un ultimo dono: un biglietto di sola andata per Timisoara.
Lo abbiamo comprato per il loro Presidente, Andrea Tomat.
Dopo tante aziende delocalizzate, dopo tanti posti di lavoro persi vogliamo Delocalizzare Confindustria.
In rappresentanza di tutti quegli imprenditori che pensano che le persone vengano dopo i loro affari, che di fronte alla crisi scappano, che non si assumono responsabilità.
Invitiamo tutti i veneti licenziati, cassintegrati, precari, sfruttati ed incazzati a sottoscrivere (con un sms al 3381279116) il biglietto di auguri per il Presidente Tomat, glielo consegneremo a Natale assieme al biglietto aereo.
p.s. saremo invece al fianco di tutti quegli imprenditori ed artigiani veneti che invece vogliono affrontare la crisi, che conoscono la responsabilità sociale d’impresa, che si riconoscono nell’art. 41 della Costituzione.
Sono piu’ che d’accordo con quanto scrive Nicola Atalmi. Bellissima l’idea di delocalizzare la Confindustria a Timosoara e ancora piu’ bello accompagnare gli auguri con un biglietto di sola andata. Speriamo in una buona permanenza possibilmente durevole. Il Veneto se ha avuto un po’ di benessere nel dopoguerra, non l’ha certo avuto con il lavoro di gente simile.
Grande Nicola! Stanno approfittando nel licenziare un sacco di gente anche dove vi sono ordinativi per poi riassumere tanti bei precari ubbidienti quando ricomincerà a muoversi il mercato (e questi sono ordini di scuderia di confindustria).
No mancarò de mandare un SMS, certo che ghe staria ben anca on leonsìn de San Marco in fondo nei comunicati
Volentieri Nicola, ghe lo digo anca ai toxi de l’UPV de sta campagna giustissima.
Se poso permetterme, me racomando xobia de sera, se si va in tematiche identiarie serca de cavalcarle
Te si un gato, n’altra traxmisiòn così e te fe deventar tuti i venetisti dei veneto-comunisti
serto che chei tre la i podeva spunciarte un poco de pì. El fio a la to sinistra el ga dimostrà che no tuti i leghisti i xe “leghisti”, ghe xe ancora speransa, sopratuto fra i giovani.
Dott. Atalmi,
ora in Giunta Regionale stanno elaborando il piano Regionale per i rifiuti industriali, come lei sa già.
Vorrei chiederle se può informare i suoi colleghi che non esistono solo gli inceneritori e le discariche, ma anche il modo di smaltimento adottato da un centro di smaltimento a Vedelago. Non faccio il nome del titolare, ma lei sicuramente avrà già capito.
In particolare, se si differenziassero in modo spinto i rifiuti industriali, e se si mandasse il residuo ad un impianto come quello citato, si avrebbe un residuo veramente minimo, da smaltire in discarica.
Tenga presente che anche il migliore inceneritore manda in discarica il 30% in peso del rifiuto bruciato.
Grazie.
5. Novembre 2009 alle 08:23
Parte sabato, in occasione della manifestazione regionale della Cgil, la campagna per delocalizzare Confindustria: “Mandiamoli a quel Paese!”.
Siamo stanchi di una certa imprenditoria capace solo di chiedere contributi pubblici, abituata a pagare meno tasse dei propri dipendenti, una imprenditoria che crede di competere sui mercati internazionali solo con i salari bassi e la precarietà, che non investe, che è in perenne fuga verso altri paesi dove produrre con meno costi o dove nascondere i propri profitti, che dopo aver chiuso le fabbriche in Veneto ora vuole magari fare affari con gli inceneritori di rifiuti speciali e pericolosi
Per questo abbiamo pensato di fare loro un ultimo dono: un biglietto di sola andata per Timisoara.
Lo abbiamo comprato per il loro Presidente, Andrea Tomat.
Dopo tante aziende delocalizzate, dopo tanti posti di lavoro persi vogliamo Delocalizzare Confindustria.
In rappresentanza di tutti quegli imprenditori che pensano che le persone vengano dopo i loro affari, che di fronte alla crisi scappano, che non si assumono responsabilità.
Invitiamo tutti i veneti licenziati, cassintegrati, precari, sfruttati ed incazzati a sottoscrivere (con un sms al 3381279116) il biglietto di auguri per il Presidente Tomat, glielo consegneremo a Natale assieme al biglietto aereo.
p.s. saremo invece al fianco di tutti quegli imprenditori ed artigiani veneti che invece vogliono affrontare la crisi, che conoscono la responsabilità sociale d’impresa, che si riconoscono nell’art. 41 della Costituzione.
6. Novembre 2009 alle 13:39
Sono piu’ che d’accordo con quanto scrive Nicola Atalmi. Bellissima l’idea di delocalizzare la Confindustria a Timosoara e ancora piu’ bello accompagnare gli auguri con un biglietto di sola andata. Speriamo in una buona permanenza possibilmente durevole. Il Veneto se ha avuto un po’ di benessere nel dopoguerra, non l’ha certo avuto con il lavoro di gente simile.
6. Novembre 2009 alle 19:22
sottoscrivo
8. Novembre 2009 alle 08:35
Grande Nicola! Stanno approfittando nel licenziare un sacco di gente anche dove vi sono ordinativi per poi riassumere tanti bei precari ubbidienti quando ricomincerà a muoversi il mercato (e questi sono ordini di scuderia di confindustria).
No mancarò de mandare un SMS, certo che ghe staria ben anca on leonsìn de San Marco in fondo nei comunicati
8. Novembre 2009 alle 13:04
grande nicola ho girato il numero a tutti
8. Novembre 2009 alle 13:06
ernesto dame na man anca con la sanca veneta par sta campagna
9. Novembre 2009 alle 10:00
Sottoscrivo!
Devono rendersi conto che questi termovalorizzatori non servono!
Mi permetto un commento sugli articoli di giornale comparsi oggi: Anche l terreno di Bonisiolo è stato acquistato dalla REA, non solo quello di Silea.
10. Novembre 2009 alle 20:23
Volentieri Nicola, ghe lo digo anca ai toxi de l’UPV de sta campagna giustissima.
Se poso permetterme, me racomando xobia de sera, se si va in tematiche identiarie serca de cavalcarle
13. Novembre 2009 alle 09:29
Te si un gato, n’altra traxmisiòn così e te fe deventar tuti i venetisti dei veneto-comunisti
serto che chei tre la i podeva spunciarte un poco de pì. El fio a la to sinistra el ga dimostrà che no tuti i leghisti i xe “leghisti”, ghe xe ancora speransa, sopratuto fra i giovani.
15. Novembre 2009 alle 00:07
mi voria conosar sti venetisti par parlar
17. Novembre 2009 alle 13:49
Dott. Atalmi,
ora in Giunta Regionale stanno elaborando il piano Regionale per i rifiuti industriali, come lei sa già.
Vorrei chiederle se può informare i suoi colleghi che non esistono solo gli inceneritori e le discariche, ma anche il modo di smaltimento adottato da un centro di smaltimento a Vedelago. Non faccio il nome del titolare, ma lei sicuramente avrà già capito.
In particolare, se si differenziassero in modo spinto i rifiuti industriali, e se si mandasse il residuo ad un impianto come quello citato, si avrebbe un residuo veramente minimo, da smaltire in discarica.
Tenga presente che anche il migliore inceneritore manda in discarica il 30% in peso del rifiuto bruciato.
Grazie.