Legge sulla non autosufficienza: positivi i risultati sui nostri emendamenti, sospeso il giudizio sul finanziamento della legge

Ven, Nov 27, 2009

Generale, Sociale

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La legge sul Fondo per la non autosufficienza approvata oggi in Consiglio rappresenta una occasione persa ed una promessa mancata per i tanti veneti che la attendevano.

In particolare la mancanza di una esplicita norma finanziaria che garantisca le risorse per alimentare il Fondo rischia di svuotare di contenuto la legge.

La nostra battaglia emendativa di queste settimane, costruita in relazione con le associazioni dei disabili e dei loro famigliari e delle organizzazioni sindacali ha permesso di cancellare alcuni degli aspetti più negativi della legge come la norma razzista sulla residenza (che però rischia di rientrare in future decisioni della Giunta), inoltre siamo riusciti a sventare il tentativo di introdurre in legge la compartecipazione per i famigliari degli anziani non autosufficienti e l’assorbimento nel Fondo dell’assegno di accompagnamento per i disabili gravi.

Purtuttavia è proprio la evidente intenzione della Giunta e della maggioranza di non applicare una addizionale Irpef per i redditi più alti per finanziare il Fondo e l’intenzione di continuare a tagliare la spesa sociale ci fa sospettare in occasione della finanziaria regionale verranno a mancare le risorse per rendere efficace la legge nel suo complesso

Per questo intendiamo astenerci sulla votazione finale per segnalare che questa legge non può essere giudicata positivamente, malgrado le migliorie apportate dalla nostra battaglia emendativi, fino a che nel bilancio regionale non arriveranno le risorse.

Saremmo ben lieti di dare un voto favorevole “a posteriori” sulla legge in occasione della imminente discussione della legge di bilancio per l’anno prossimo.

Nicola Atalmi Pdci – Federazione della Sinistra

Pietrangelo Pettenò Prc – Federazione della Sinistra

Gianfranco Bettin Verdi

Una risposta a “Legge sulla non autosufficienza: positivi i risultati sui nostri emendamenti, sospeso il giudizio sul finanziamento della legge”

  1. barbon marco Dice:

    Vengo a disturbarla per avere delucidazioni sulla retta x la frequenza dei centri diurni x i disabili.Con un piccolissimo comitato di Spresiano che si chiama Futuro Migliore e che ha come principio fondatore quello di essere a servizio dei diritti degli ultimi siamo andati a tutti i comizi elettorali e abbiamo contestato il nostro sindaco uscente dott.Belliato che appoggiava la TASSA al grido giù le mani dai disabili e torniamo alle origini del ruolo di sindaco che deve servire e proteggere i cittadini e non fare il capo prepotente e arrogante e per strada la gente ci appoggiava e ci diceva di andare avanti.Dopo la sentenza del Tar il nostro ex sindaco ha cambiato idea e si diceva contrario al contributo e il 26/03/2010 in un intervento durante la conclusione della campagna elettorale di Belliato anche il presidente Muraro diceva di essere dalla parte dei disabili e che bisogna garantire aiuti alle persone diversamente abili e terapie come l’ippoterapia,io chiamato sul palco come voce del dissenso l’ho ringraziato e gli ho detto che mi ero trascritto quelle parole e che speravo di non dovergliele ricordare un giorno,mentre la Scattolon presidente dei sindaci Uls 9 si dice a favore e sembra che 8/04/2010 la conferenza dei sindaci si è nuovamente espressa a favore della TASSA.Lei dice alla tribuna il 18/03/2010 che c’è una legge che dice che non si può chiedere una retta per la frequenza dei centri diurni,se gentilmente me la può mandare le sarei grato.Non si riesce a capire in quali termini ci si possa opporre.Stiamo pensando di chiedere al comitato dei genitori dei disabili di occupare il comune di Villorba per non far cadere l’attenzione dal problema.Io non ho un disabile in casa ma quando ho saputo di questa storia assurda mi e’ venuto il disgusto verso la politica e siccome nessuno andava dal sindaco perchè tutte le famiglie con dei disabili hanno bisogno del comune mi sono informato e ci sono andato io ricordandogli che io sono uno dei datori di lavoro e loro devono agire nell’interesse dei cittadini,una società che non sa prendersi cura dei più deboli non può chiamarsi società civile,convinti che sia un precedente grave e che chi ha un disabile a casa abbia già pagato abbastanza.Io dico sempre a tutti quelli che si scoraggiano e si rassegnano che le cose vanno così finche’ non arriva qualcuno e le cambia.Se ci vuole aiutare noi vorremmo provarci.Sicuro del suo aiuto la ringrazio anticipatamente.

    Barbon Marco e Comitato Futuro Migliore


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