I “padroni” delle acque minerali in veneto stanno facendo i furbi?

Mar, Nov 17, 2009

Generale

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Come ricorderete qui http://www.atalmi.it/?p=13 la battaglia delle acque minerali in veneto è una storia lunga.
Ora apprendiamo preoccupati della situazione dello stabilimento della San Benedetto di Scorzè dove pare si vada verso la cassa integrazione per 189 dipendenti sui circa 1000 complessivi.
Il consiglio regionale ha subito forti pressioni dalle lobby delle acque minerali che si dicevano in crisi per l’aumento del canone per l’imbottigliamento.
In realtà scopriamo che queste aziende, oltre a non aver pagato quanto dovuto, in realtà ora, anche dopo la riduzione del canone, intendono comunque ricorrere alla cassa integrazione al fine di operare una ristrutturazione che potrebbe anche comportare riduzioni nell’occupazione.
Vorremmo ricordare a “lor signori” ed alla Giunta regionale, che la legge 22 del 18 settembre scorso prevede la possibilità di ridurre il canone dai 3 euro a 1,50 euro per l’imbottigliato in plastica ed a 1 euro per l’imbottigliato in vetro alle aziende che abbiano sottoscritto un verbale di consultazione sindacale sulla difesa dei livelli occupazionali, che abbiano effettuato il pagamento integrale del canone per il triennio 2007-2009 e abbiano installato contatori volumetrici che controllino la reale quantità di acqua imbottigliata.
Per quanto riguarda la prima condizione (la tenuta occupazionale) è evidente che la San Benedetto non la rispetta, non siamo a conoscenza se sia in regola con le altre due condizioni.
Abbiamo presentato per questo una interrogazione urgente alla Giunta  per sapere quante aziende si siano messe in regola con la legge 22, se la situazione sia attualmente monitorata per quel che riguarda il pagamento del pregresso, per la tenuta occupazionale e per l’installazione dei contatori.
Non vorremmo infatti che sull’acqua, bene comune e diritto universale, si stessero di nuovo operando furbate, ruberie e privatizzazioni, anche a discapito dei lavoratori che si erano mobilitati presso il Consiglio regionale per la modifica della tariffa introdotta nel febbraio del 2007.


2 Risposte a “I “padroni” delle acque minerali in veneto stanno facendo i furbi?”

  1. Daniele Scanferla Dice:

    Ciao Nicola.

    Direi che potrebbe essere opportuno legare alle richieste già presentate anche uno specifico ordine del giorno che impegni la giunta regionale a creare un azienda a completo capitale pubblico che contempli nel suo statuto il preciso vincolo ad assorbire in se la gestione delle risorse idriche regionali.
    Adottando, qualora sia valutato efficacemente dal punto di vista gestionale, una divisione territoriale delle varie competenze per evitare un nuovo centralismo veneziano.
    Il tutto alla luce delle ultime iniziative che a colpi d’emendamenti e decreti leggi mirano a la privatizzazione dell’acqua, già penetrato tra l’altro in terra siciliana.

  2. Nicola Atalmi Dice:

    ieri sono venuti da me in Consiglio i giornalisti di Presa Diretta, il programma di rai 3 di Iacona. Vi terrò informati di quando andrà in onda la trasmissione dedicata all’acqua


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