Crisi nel veneziano: l’inerzia della Giunta regionale non può essere solo distrazione.

Ven, Nov 20, 2009

Generale, Lavoro, Sinistra

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Ho presentato oggi una interrogazione “retorica e provocatoria” alla Giunta regionale del Veneto perché risulta orami con tutta evidenza che le destre che governano in Regione e in Provincia hanno evidentemente qualche interesse a favorire il declino industriale del veneziano.

Emerge in tutta la sua drammaticità infatti una crisi che colpisce tutti i settori industriali di Marghera e del Veneziano dalla cantieristica alla produzione dell’alluminio, dalla motoristica alla chimica mentre la Giunta regionale ed il centrodestra assistono immobili senza mettere in atto alcun piano di emergenza e senza fare nessuna pressione a Roma presso il Governo per portare la crisi a questione nazionale.

Ci sono responsabilità dall’Iri all’Enel, dall’Eni al sistema bancario che potrebbero essere chiamate in causa ed affrontate solo se la questione di Marghera e del veneziano diventasse “questione nazionale”.

Ma la Regione non ha fatto nulla.

Evidentemente ciò non può essere frutto della distrazione del Presidente Galan e della sua Giunta e delle forze politiche che governano Regione e Provincia: il Pdl e la Lega.

Ci deve essere un “disegno” nel favorire il declino industriale del veneziano e forse questo disegno ha a che fare sia con gli interessi speculativi sulle aree industriali sia sulla necessità di piegare una presenza organizzata e sindacalizzata di lavoratori che hanno fatto del veneziano un presidio di democrazia e di progresso nel veneto un tempo bianco ed ora azzurroverde.

2 Risposte a “Crisi nel veneziano: l’inerzia della Giunta regionale non può essere solo distrazione.”

  1. Nicola Atalmi Dice:

    Alcuni lavoratori mi hanno segnalato che da ieri alla Porta 9 del Petrolchimico di Marghera sono comparsi i vigilantes che impediscono ai giornalisti ed ai lavoratori di altre aziende che vogliono esprimere solidarietà di entrare nell’area industriale.
    Evidentemente nei piani alti della dirigenza c’è preoccupazione per la rabbia e la disperazione che stanno montando a Marghera e cercano di isolare i lavoratori in lotta ed oscurarli nell’informazione.
    Sappiano che così facendo possono solo aumentare l’indignazione e l’esasperazione.
    Sta crescendo invece una mobilitazione che nasce dalla consapevolezza diffusa tra i lavoratori e nella società veneziana nel suo complesso di essere di fronte ad una crisi senza paragoni con disoccupazione di massa ed un impoverimento generale in ampi strati della popolazione.
    E vi sono responsabilità precise nelle istituzioni locali e nazionali, nella Confindustria veneziana e in una politica locale che ha giocato allo sfascio che non possono più essere taciute.
    Per questo non basteranno i vigilantes per fermare ed isolare la rabbia e per nascondere le responsabilità.

  2. Nicola Atalmi Dice:

    23 novembre 2009

    Alcoa: Atalmi (Pdci), Giunta veneta assente, Consiglio straordinario

    (Arv) Venezia 23 nov. 2009 – Il consigliere regionale Nicola Atalmi (Pdci) denuncia l’assenza del governatore del Veneto Giancarlo Galan e della sua Giunta all’assemblea odierna dei lavoratori dell’Alcoa di Fusina, multinazionale dell’alluminio che rischia di chiudere lo stabilimento veneziano. “Ancora una volta – denuncia Atalmi – nessun rappresentante politico della maggioranza di centrodestra che governa il Veneto si è degnato di essere presente per prendere impegni di fronte ai lavoratori nei confronti del governo nazionale e dell’Enel. Mentre in Sardegna l’istituzione regionale è in prima fila nel difendere i posti di lavoro dello stabilimento di Portovesme, in Veneto né il presidente Galan, né il suo vice Franco Manzato, né l’assessore al lavoro Elena Donazzan si impegnano per contrastare il declino industriale del Veneziano e, in particolare, del polo di Marghera”. Da parte sua Atalmi invita i lavoratori a far sentire direttamente la propria voce a palazzo Balbi (sede della Giunta) e a palazzo Ferro-Fini (sede del Consiglio regionale) e ricorda l’impegno assunto, insieme ad altri colleghi di opposizione, per far convocare una seduta straordinaria del Consiglio veneto dedicata ai problemi occupazionali di Porto Marghera.


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