Il 3 luglio a Roma si è tenuta una importante assemblea promossa dalla sinistra della Cgil, da Gian Paolo Patta per intenderci.
Invitati Ferrero, Diliberto, Salvi e Vendola.Il tema era “C’è bisogno di una sinistra: dalla sua crisi può nascere una sinistra rinnovata, democratica, unitaria ed autonoma.”
I compagni del Veneto che erano lì riferiscono (perché stampa, anche di sinistra, e tv ovviamente non ne hanno dato notizia) che il dibattito è stato molto promettente.
A parte Vendola, che ha mandato un messaggio scritto scusandosi perché era preso da una contemporanea iniziativa di Sinistra e Libertà “ricominciamo da 3” e dai problemi di Giunta in Puglia, da Ferrero Diliberto e Salvi è venuta l’intenzione esplicita di progettare un sistema confederale per aiutare il processo unitario a sinistra.
Sabato 18 dovrebbe tenersi la prima assemblea nazionale promossa dalla lista comunista e si parlerà anche di questo.
Cioè di un processo unitario aperto che parta dai temi del lavoro e della crisi.
Un piccolo primo passo che fa sperare.





6. Luglio 2009 alle 18:26
Bene così… ma i Verdi?
7. Luglio 2009 alle 09:58
Documento elaborato in occasione dell’attivo regionale degli iscritti 26 giugno 09
Votato dal Comitato regionale del 6 luglio 2009
Votato con 21 favorevoli ed un astenuto
Il risultato elettorale della lista unitaria comunista è deludente e grave.
Deludente perché molto al disotto delle nostre aspettative e perché non corrisponde alla grande impegno profuso con generosità dalle compagne e dai compagni in questa campagna elettorale.
Grave perché, non superando la soglia di sbarramento, ci esclude nuovamente dalla rappresentanza istituzionale e dalla possibilità quindi di rappresentare gli interessi dei ceti popolari e del mondo del lavoro, aggrava pesantemente la nostra situazione economica e, prevedibilmente, aumenterà il nostro attuale oscuramento nel sistema dell’informazione che concorre in modo preponderante ormai a formare l’opinione pubblica.
Se nel complesso a sinistra del Partito Democratico esistono due milioni di voti che hanno rappresentato in queste elezioni il 6,5% degli elettori, la sinistra dividendosi, come era prevedibile li ha resi inutili. Pur nella consapevolezza che in politica non valgono le somme aritmetiche e che parte dei voti di Sinistra e Libertà, come quelli socialisti, non sono sommabili ai nostri, è chiaro che uno degli assunti di base del nostro ultimo Congresso è stato smentito: a sinistra del Pd non ci sono solo i Comunisti.
Il risultato elettorale ci dice dunque che l’aspetto identitario della falce e martello è condizione necessaria ma non sufficiente per la ricostruzione di una sinistra forte ed in grado di rappresentare e difendere i ceti popolari ed i lavoratori.
Per questo motivo è necessario riprendere il lavoro per l’unità della sinistra, aperta all’alleanza con le altre forze democratiche, che deve rimanere un elemento costituente del nostro Partito e recuperare la proposta politica della confederazione della sinistra dei nostri Congressi dal 2001 al 2007 che potrebbe essere in questo momento lo strumento per ricomporre le dolorose recenti fratture che hanno in particolar modo colpito Rifondazione, ma che riguardano più nel complesso tutta la sinistra. Inoltre la proposta confederativa, ora recuperata anche da Salvi, potrebbe farci uscire da uno stallo vista la indisponibilità evidente del Prc di addivenire ad una unificazione dei due partiti comunisti ed alla necessità di aprire una interlocuzione unitaria proficua con l’area politica di Sinistra e Libertà.
Serve una sinistra unita, serve una rappresentanza del lavoro, dei ceti popolari, delle contraddizioni ambientali e sociali che scaturiscono dal modello di sviluppo liberista. Questa sinistra deve necessariamente essere autonoma politicamente, culturalmente ed organizzativamente da un Partito Democratico sempre più moderato, centrista influenzato dai soliti ed immutabili poteri forti del nostro Paese.
Ma nello stesso tempo, deve sviluppare nei confronti del Pd una relazione, aspra quando è necessario, per definire almeno un comune terreno democratico in difesa degli assetti costituzionali italiani.
Serve cioè una sinistra unita in cui i comunisti assumano un ruolo fondamentale e riconoscibile, ma deve essere una sinistra in grado di costruire, con una politica di alleanze efficace e trasparente, una alternativa politica e democratica alle destre mai così pericolose come in questi anni.
In questa direzione ci pare positivo il confronto avviato a Roma, il 3 luglio, nell’incontro promosso dalla sinistra della Cgil che ha indicato un percorso unitario confederale sul quale bisogna cominciare a lavorare.
Risulta di tutta evidenza infine la drammaticità della questione settentrionale dove il centrosinistra perde progressivamente consensi e la sinistra viene ridotta spesso a mera testimonianza.
Per questo proponiamo che proprio dal Veneto, dove particolarmente negativo è stato il risultato elettorale della lista comunista e della sinistra, assieme all’immediato coordinamento delle forze che hanno dato vita alla lista comunista, parta anche una elaborazione originale ed autonoma di un processo unitario rivolto a tutta la sinistra.
Intendiamo per questo incalzare Rifondazione Comunista e tutta la sinistra politica e sociale per avviare una mobilitazione unitaria sui temi del lavoro, della crisi che sta colpendo pesantemente anche il Veneto, dei diritti e della rappresentanza per come abbiamo cominciato a delinearli in occasione del Convegno di Verona del Marzo del 2009.
7. Luglio 2009 alle 22:04
Buono!