droga nelle scuole di Treviso: non è un problema di retate di polizia

Ven, Mag 23, 2008

Generale

droghe.jpg 

Il quadro che emerge dalle indagini in corso sul traffico di stupefacenti nelle scuole di Treviso è molto allarmante.

La diffusione di vari e massicci tipi di droghe non rappresenta solo un problema di ordine pubblico, ma segnala un problema più vasto che dovrebbe interrogarci tutti.

Io sono antiproibizionista e fenomeni come quelli di questi giorni non fanno che convincermi ancora di più del fatto che sia  necessario un approccio più razionale e disincanatato rispetto al fenomeno generale delle droghe, a partire dalla necessità di vedere i giovani come soggetto e non come oggetto, smettendola con le inutili criminalizzazioni, distinguendo tra le sostanze e tra gli usi e gli abusi.

Mentre si pensa di chiudere prima le discoteche e di spingere sull’acceleratore di un proibizionismo inefficace se non addirittura controproducente, ci accorgiamo che nelle nostre scuole dilaga un utilizzo di svariate sostanze fin dalle ore scolastiche. Non si tratta di casi di emarginazione e di tossicodipendenza come quelli che conoscevamo fino a qualche anno fa legati all’utilizzo dell’eroina.

E’ un fenomeno del tutto nuovo. Se a ciò aggiungiamo le segnalazioni di abuso di alcool a partire dall’ora dello spritz ci rendiamo conto che non si tratta di un fenomeno meramente di legalità. E’ necessario riprendere un lavoro di ascolto dei giovani e di informazione per far conoscere i pericoli derivanti dalle droghe sintetiche ed il rischio che comporta ogni tipo di dipendenza dalle droghe fino all’alcool. 

4 Risposte a “droga nelle scuole di Treviso: non è un problema di retate di polizia”

  1. Loris D. Dice:

    C’è anche, purtroppo, la mentalità diffusa che gli spacciatori siano tutti extracomunitari o comunque sbandati, per cui molta gente si illude che basti mettere qualche poliziotto in più per eliminare il problema…
    non si vuol capire che a spacciarla sono spesso anche i figli di famiglie “bene” e che la roba gira non in vicoli angusti o case sfitte, ma nelle piazze, nei locali, nei luoghi pubblici…
    penso che bisognerà lavorare anche su questo aspetto dell’informazione.

  2. Alessandro Squizzato Dice:

    La cosa inaccettabile ora è ancora i ragazzi presi in esame come termini del problema e non come soggetti attivi. Molto parte da qui.
    Gli studenti che fanno uso di droghe sintetiche, che cadono nell’abuso delle sostanze stupefacenti alcool compreso, sono individui con cui aprire un discorso.

    C’è da evitare la criminalizzazione di massa che solitamente porta le strutture sociali e scolastiche a mettere in atto misure di limitazione della libertà e repressione che colpiscono tutti anziché solo gli spacciatori e che in generale sposterebbero unicamente la sede del problema.
    Certo, se il problema è non farli drogare in classe..accomodatevi. Si drogheranno in posti peggiori.

    Allo stesso tempo però bisogna una volta per tutte aprire il discorso sull’uso e abuso di droghe e capirne le forti cause e implicazioni sociali; senza pietismo, senza atteggiamenti paternalistici assolutori o colpevolizzanti che siano. Cedere allo sballo sintetico e segno di debolezza profonda, chi cede è un debole e la debolezza è una colpa.
    Chi arriva a spacciare è pure un discreto farabutto.
    Ma, lasciando ai preti e al loro amico immaginario l’assegnazione dei castighi celesti, sarebbe il caso di iniziare a esercitare una analisi critica organica alla radice, su ciò da cui tutto ciò proviene.

    Qualche altra impressione su: http://settoredemokratico.ilcannocchiale.it

  3. bruce Dice:

    io credo che la soluzione migliore è andare nei campi dove le droghe vengono coltivate e tagliare tutto,dopo di che va bruciato il terreno.Ma ciò non toglie che certe persone vanno capite se conducono una vita stressata…quindi si drogano per non pensare e liberare la mente,invece alcuni la vendono per vivere…la soluzione a questo sta nell’aiutare queste persone a liberare la mente senza rischiare la vita,ma con un sostegnio psicologico,invece per chi la vende bisognia trovare un lavoro,che magari li permette di guadagniare di più,ma senza rischiare l’arresto…poi ogniuno è libero di fare ciò che vuole…e noi dobbiamo solo zittirci su…

  4. andrea Dice:

    2) in italia la droga è sempre più diffusa, con un trend in crescita basta andare su internet e vedere i risultati di diverse indaggini sulla diffusione di stupefacenti: in media quasi il 40 % di giovani dichiara di averne fatto uso (ciò significa quasi 1 su 2)
    Ciò dimostra che la repressione sul consumo e i sequestri servono a poco (è come fermare un fiume in piena) invece servirebbero:
    a) campagne di informazione nelle scuole
    b) maggiore socialità e diffusione dello sport a tutti i livelli
    c) legalizzazione delle droghe leggere


Lascia una risposta

Chiudi
E-mail It