… inventare un nuovo modo di fare politica e di comunicarla.
Ci piacerebbe costruire assieme il programma della Sinistra Arcobaleno per Treviso.
Partire da alcuni punti e svilupparli assieme, discuterne, cambiarli con un lavoro collettivo ed aperto.
E’ già successo con l’idea, semplice senz’altro, di intervenire sul problema del caro prezzi ideando una piazza per la vendita diretta di prodotti agricoli. Un’idea che ha suscitato tanti consensi e commenti e che andrebbe ripresa e sviluppata.
Loris su questo blog ha lanciato già tante altre idee per immaginare una Treviso diversa, aperta civile e solidale.
Nei prossimi giorni cominceremo il lavoro ed il dibattito collettivo.
stay tuned



3. Marzo 2008 alle 09:53
solo una suggestione: ieri sera camminando per il centro, e sentendo già il peso demagogico delle campagne elettorali della destra, ho catturato un’immagine piccola, ma che vorrei fosse emblema anche di un diverso modo di sentire e comunicare degli amici della sinistra arcobaleno. Nella rastrelliera per le biciclette in piazza duomo era parcheggiata ( e legata con lucchetto), tutta sola e in un ormai scarso viavai, una bici con le rotelle e il cestino di un bambino di forse 3 anni. Ecco, io credo che possa rappresentare una delle anime della città come la vediamo. Non solo la città come la vogliono anche i bambini, come accade nelle più moderne pratiche amministrative, ma la pluralità dei punti di vista nel leggere la realtà fin dal più piccolo problema, e tanti punti di fuga nel fissare gli orizzonti.
Spero di essermi fatta interprete, anche se in senso figurato e astratto, per ora, del desiderio di molti.
3. Marzo 2008 alle 18:46
ciao ivana
è proprio quello che intendo io
ci servono idee
anche una sola suggestione, come dici tu.
da domani metterò in rete su questo blog ogni giorno una idea
da sviluppare assieme
e tra queste c’è proprio il tema dei bambini
4. Marzo 2008 alle 00:22
Ottima l’idea l’idea della piazza… il metodo più sicuro per diminuire i prezzi è accorciare la filiera.
Consiglierei di investire principalmente sui produttori bio, specie locali (per accorciare anche i trasporti).
4. Marzo 2008 alle 00:26
Ehm, a proposito di riifiuti… ok la raccolta differenziata, ma occorrono anche strategie per diminuirli alla fonte.
A Maserada e Ponzano (oltre che in tanti altri Comuni italiani) stanno sperimentando i pannolini riciclabili.
Prova a chiedere alle rispettive Giunte le delibere con cui hanno finanziato questo progetto.
4. Marzo 2008 alle 00:30
Bike-sharing: le bici da affittare a TV ci sono (park Del Negro), ma non vengono “promosse” dalla Giunta con un’adeguata informazione… come invece stanno facendo bene a Montebelluna.
Beh, cosa possiamo aspettarci, se la maggioranza leghista fa partire gare automobilistiche da piazza dei Signori?
4. Marzo 2008 alle 11:34
mi sembra un modo nuovo, e trasparente, di fare politica
un bel segnale
ti ricordo solo che dovrai poi anche confrontarti con la gente in carne e d’ossa che non ha accesso a internet
4. Marzo 2008 alle 11:35
vorrei che mettessimo anche qualcosa di specifico sulle donne
io qualche idea da proporre l’avrei
4. Marzo 2008 alle 15:21
ciao a tutti…finchè non ci incontriamo per compiti comuni e individuali, colgo dunque questo dibattito per generare suggestioni e dubbi che io stessa ho e che, contaminandosi ci aiutino a direzioni di coinvolgimento anche della città. Il problema della comunicazione è tosto ma oggi per non essere “pedissequa” come al mio solito, mi concentro su un punto che è una delle debolezze fondamentali della politica. Ho vissuto a lungo in altre città ( e per questo purtroppo non conosco bene le associazioni trevigiane), e ricordo che per la candidatura di Zanonato ( padova) del 96 ( mi pare) le associazioni e si sindacati, le cooperative,( il mitico terzo settore) avevano presentato un programma da far sottoscrivere ai candidati sindaci.Il lavoro di rete e l’empowerment di comunità ( che fuori dal gergo altro non è che l’attivazione delle risorse di un territorio dal basso, favorendo lo sviluppo di tali risorse e l’appartenenza a un territorio in un senso creativo e responsabile-ea famosa democrassìa- ben diverso dalla striminzita svilente tenuta teatrale leghista) è spesso stato frainteso dalla politica, e soprattutto dalle amminisitrazioni locali, come un contenitore da riempire. Ma ci sono anche esempi felici ( a maserada sul piave se non sbaglio, perchè quel giorno non c’ero, l’anno scorso alla fiera 4 passi hanno presentato il loro bilancio partecipativo); anche se fra contraddizioni culturali, perchè da un lato viviamo nel nord est begli esempi di reti sociali ( a venezia sto seguendo altra economia, futuro soggetto giuridico di rete che coinvolge soggetti di pratiche economiche altre , tra cui i gas,ma vediamo come va e se non sarà uno sperpero di denaro pubblico) dall’altro manca sempre un pò di collante( perchè la società civile stessa ogni tanto pensa di essere “altro” dalla politica) ed è più naturale( non è la parola giusta!..mah..) ai campesinos del caffè tatawelo essere cooperativi…allora io dico, come facciamo noi a farci sentire vicini a tutte quelle realtà che godevano dell’essere prsenti alle varie feste di primavera dell’ex ospedale psichiatrico( o di quelle che non ci sentono vicini?)…come facciamo a essere il loro caffè da difendere ( ecco, vado sempre a finire nelle metafore, come il postino di neruda, col mitico troisi) con le unghie? scusate… se son sempre così per aria e confusionaria, ma magari appena si partorisce l’idea concreta, ci sono!