Iniziano ad arrivare anche i diari precari via sms, al numero 3317000837. Questo mi sembra chiaro e sintetico:
“Ciao ho 28 anni precaria da 4 con il mio compagno sognamo una casa e un figlio ma mancano soldi e diritti. altro che bamboccioni. Anna da pd”
C’è bisogno di commentare?



16. Dicembre 2007 alle 21:23
La precarietà non è solo una condizione umana di asservimento e di degrado sociale ed esistenziale, non è solo una condizione di lavoro indegna ed uno strumento formidabile di sfruttamento e speculazione. La precarietà è anche lo strumento principale per scardinare la solidarietà, per sostituire la società col mercato e lasciare i soggetti da soli, esposti ai ricatti, uno strumento formidabile per scatenare guerre fra poveri (locali e migranti). “Together we stand, devided we fall” cantavano giustamente i Pink Floyd, e la precarietà serve a dividerci, a farci vedere gli altri come noi come potenziali avversari invece che come persone con cui solidarizzare.
Bisogna trovare nove forme di solidarietà, di condivisione e soprattutto di lotta. Perché la mediazione dei partiti non esiste più, sono ormai strutture burocratico affaristiche autoreferenziali, incapaci di fungere da spazio di mediazione.
Dobbiamo riprenderci la politica, la lotta e la consapevolezza di avere diritti inalienabili. E per farlo dobbiamo selezionare obiettivi concreti e batterci fino in fondo per raggiungerli, piegando la volontà di chi ha precisi interessi economici e politici a farci vivee in maniera precaria, sfasciando le nostre vite, e sequestrando il nostro futuro.
saluti libertari
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